Quando di recente sono andato a trovarlo nella sua casa, per un caffè e due chiacchiere fuori da ogni formalità e molto riservate, come era nella sua indole, ho avuto il privilegio di apprezzarne ancora la lucidità e la capacità di lettura del presente, e lo sguardo proiettato più al futuro, tra visioni modernissime e preoccupazioni assai fondate, che al passato, tra la vanità per quel che si è stati e i rimpianti per quel che non è stato.
L’onorevole Pietrino Soddu – sette volte presidente della Regione, cinque legislature a Cagliari, undici anni in Parlamento, presidente della Provincia di Sassari – protagonista insieme ai Giovani Turchi di una delle più feconde, durature e solide stagioni di cambiamento che la Sardegna abbia mai vissuto, anche durante quel caffè di inizio agosto ha saputo essere critico e datare lontano nel tempo i mali che affliggono oggi la politica sarda e nazionale, a iniziare dal leaderismo, dalla perdita di riferimenti a valori e principi di rango universale, dall’autoreferenzialità. Una lezione e un invito a non trascurare quel percorso intrapreso allora con il sogno di riformare la Sardegna.
Al di là della retorica, oggi ci lascia uno dei padri nobili dell’isola. Ci lascia un vero riformista. Ci lascia un testimone di una generazione e di un’epoca dalla quale dovremmo riprendere a trarre spunto. Ci lascia un intellettuale, un politico, uno studioso e un amministratore concreto, dritto, risoluto, netto. Come le sue idee.
A nome mio personale, delle istituzioni di cui sono a capo e di tutta la comunità di Sassari e della Città Metropolitana, rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti, avendolo conosciuto e stimato o avendogli voluto bene, oggi ne piangono la scomparsa.
Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari e della Città Metropolitana di Sassari