Dai più rinomati, affascinanti e visitati mercati d’europa, tra bar, ristoranti, street food, corsi di cucina, esposizioni artistiche e tante altre attività, culinarie e non, al riuscitissimo modello di San Lorenzo a Firenze, una struttura a due livelli in cui il piano terra mantiene l’anima verace del mercato rionale di generi alimentari e il primo piano è un grande spazio aperto, moderno e vivace, dove mangiare, incontrarsi, dibattere, assistere a mostre, concerti e reading, studiare, lavorare o incontrarsi, passare del tempo, socializzare. Ovviamente, senza dimenticare l’identità, lo spirito e la funzione che sempre ha avuto il mercato civico di sassari, la cui storia è la storia stessa dell’anima popolare, economica e culturale della città.
Nasce nella pancia dell’attuale mercato – in una improvvisata sala riunioni, tra i banchi al piano terra – il patto tra Comune di Sassari e operatori per proiettare l’intera struttura nell’età contemporanea, dove il mercato non è solo il luogo in cui si comprano carne, pesce e ortofrutta, ma è l’epicentro della vita comunitaria, luogo di incontro, spazio culturale e artistico, co-working, area studio, palcoscenico per incontri letterari, musicali, teatrali. E, soprattutto, luogo della promozione e della valorizzazione della eccellenza alimentare ed enogastronomica locale, un distretto del gusto in grado di innescare un processo di rigenerazione sociale, urbana ed economica che stimoli la ripresa del commercio e della funzione residenziale nel centro storico.
Rivedendo la sua macrostruttura, Palazzo Ducale ha istituito in seno al settore Programmazione, che è in capo alla Direzione generale, il servizio delle Politiche di sviluppo territoriale, per dare più centralità ad agricoltura, commercio, industria e artigianato. In questo contesto si inserisce il cambio di passo voluto dal sindaco Giuseppe Mascia nella gestione del mercato civico. Così, dopo due anni di passi piccoli ma concreti, dopo la nomina del nuovo direttore del mercato, Gianfranco La Robina, dopo il confronto con chi il mercato lo vive e ne conosce pregi e difetti, limiti e potenzialità, è nato “Verso il mercato unico, programma di valorizzazione del mercato civico 2026-2028”.
L’idea è stata condivisa con gli operatori mercatali in un recente incontro al quale hanno partecipato il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, l’assessore alla Programmazione, Giuseppe Masala, l’assessore alle Attività produttive, Lello Panu, il direttore generale del Comune di Sassari, Antonio Spano, il capo di gabinetto del sindaco, Fabio Pinna, il direttore del mercato, Gianfranco La Robina, la responsabile del servizio Programmazione e Sviluppo locale, Caterina Fresu, e la struttura del settore, le cui competenze hanno permesso di tradurre gli incipit dell’amministrazione e degli addetti ai lavori nel piano che la giunta ha approvato due giorni fa.
«La difficoltà per la pubblica amministrazione non sta nel progettare un’opera o nel realizzare i lavori per rendere uno spazio di nuovo fruibile, ma sta nell’abitarlo, nell’attribuirgli una funzione, nel dare un senso all’investimento materiale», afferma Antonio Spano per raccontare il percorso intrapreso su mandato di sindaco e giunta. Così, mentre riparte il restyling del vecchio mercato liberty, che è chiuso dal 2012 e si spera di restituire alla città a inizio 2028, il Comune di Sassari vuole farsi trovare pronto, con un’idea chiara, condivisa, ambiziosa e coerente rispetto agli spazi, alle loro potenzialità e alle esigenze degli operatori e al centro storico, che aspira a rinascere insieme al mercato.
La riqualificazione degli spazi superiori, finanziati dal programma “Iti Sassari Storica 2014-2020” grazie ai fondi Fesr e Fse+, darà a Sassari un polo civico del gusto, luogo di promozione dell’enogastronomia di qualità, di sperimentazione agroalimentare e artigianale, di inclusione sociale, di aggregazione e valorizzazione dell’identità cittadina, come da mandato dell’amministrazione attuale ai progettisti e alle imprese, ora che riprendono i lavori. Intanto gli “Itinerari delle Città Regie della Sardegna” portano in dote dal fondo Fsc le risorse per riqualificare la terrazza sopra il mercato. «Ai lavori infrastrutturali affianchiamo attività di formazione, marketing e gestione, per accompagnare la città alla transizione verso il mercato unico, che unisca le funzioni del blocco moderno e l’edificio liberty», spiega Giuseppe Mascia. «Con l’integrazione dei due spazi diamo vita a un polo identitario, culturale, sociale e turistico, che valorizzi la tradizione commerciale locale in chiave contemporanea».
Dall’ideazione del brand alla creazione del logo, dalla realizzazione di shopper e merchandising al racconto social di come operatori e clienti del mercato e imprese del cantiere sovrastante si preparano alla “rivoluzione”, dalla definizione del futuro modello di gestione, ispirato alle migliori pratiche di rigenerazione dei mercati viste in Italia e in Europa, al rafforzamento dell’idea di mercato come luogo di aggregazione e socializzazione: per il piano triennale Palazzo Ducale ha previsto un investimento di 250 mila euro provenienti dal fondo complementare della Regione Sardegna.
«La missione è quella di consolidare il mercato attuale come presidio quotidiano di socialità e consumo, facilitando l’evoluzione della gestione verso modelli più efficaci», rimarca l’assessore Lello Panu, mentre l’assessore Giuseppe Masala rimarca che «è una scommessa fatta a ragion veduta, perché si inserisce in un piano di interventi che si sostanzierà in 24 milioni di investimenti tra Distretto dell’arte e della creatività, servizi comunitari di prossimità a San Donato e Città Regie».