Nel 2025 i provvedimenti sanitari assunti nel Nord Sardegna dalla struttura che fa capo al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 1 di Sassari sono stati 287. Nei primi nove mesi del 2026, le ordinanze adottate sono state 181. In questo mare magnum di ingiunzioni, confische e altre decisioni, spiccano i 338 provvedimenti legati alla non conformità alimentare. Le irregolarità più ricorrenti riguardano l’igiene e l’adeguatezza delle strutture, con 118 casi legati a manutenzione dei locali, superfici e attrezzature deteriorate, pulizia e sanificazione, presenza di infestanti. Seguono gli 80 casi di mancato autocontrollo sul rispetto dell’Haccp, dalle temperature alle contaminazioni crociate, dalla conservazione alla sanificazione, e i 55 casi di mancato rispetto delle norme sulla tracciabilità degli alimenti, dall’indisponibilità dei documenti di acquisto alla difficoltà a identificare i fornitori e collegare i prodotti ai documenti.
Sebbene non si tratti di numeri allarmanti rispetto al resto dell’isola o d’Italia, tanto basta per indurre le istituzioni a lanciare una campagna di sensibilizzazione a favore della sicurezza alimentare. A farsi promotore dell’iniziativa è il Comune di Sassari, che ha chiamato a raccolta nella sala Langiu del comando della Polizia locale, in via Carlo Felice, il Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl 1 di Sassari, lo Spresal di Sassari, l’Ispettorato del lavoro di Sassari, Confcommercio, Confesercenti, Fipe, Confartigianato, Confapi, Upa, Coldiretti, Cna, Confagricoltura, Coopgaranzia e i centri commerciali naturali Stelle del centro, Centro Cavour, Piazza d’Italia e via Roma, Consorzio Cavour e In centru.
Obiettivo dichiarato della campagna ideata dal settore Attività produttive, «dialogare con le imprese e gli operatori del settore alimentare, per favorire la cultura della prevenzione, della legalità e della sicurezza sul lavoro e alimentare, superando la logica punitiva a favore della cooperazione e della consulenza», come ha detto in apertura dei lavori l’assessore competente, Lello Panu, secondo cui «quel che manca è uno spazio di confronto, per informare le imprese, prevenire le violazioni e valorizzare la credibilità del tessuto economico locale». Il Comune è pronto a fare la sua parte, come ha ribadito il capo di Gabinetto del sindaco, Fabio Pinna, immaginando un’organizzazione in cui «il Comune assuma il ruolo di cabina di regia e di collante tra gli organi ispettivi e di controllo e il mondo delle imprese». Anche perché, come ha rimarcato poi il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, «bisogna stare vicino alle imprese e comprenderne le difficoltà pratiche al cospetto di una normativa in continua evoluzione».
A tratteggiare lo scenario entro il quale ci si muove attualmente sono stati: Stefano Bionda, direttore della struttura semplice dipartimentale Sanzioni igienico-sanitarie del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl 1 di Sassari, competente in materia anche per la Gallura; Simona Cubeddu e Marco Spiga per il Dipartimento di Vigilanza dell’Ispettorato del lavoro di Sassari; Michele Piga, tecnico della Prevenzione dello Spresal. «La conformità normativa si ottiene anzitutto mediante la consapevolezza e l’informazione – è emerso – perciò l’attività di consulenza deve prevalere su quella sanzionatoria, che è l’extrema ratio».