Rio Calamasciu, sì della giunta agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico

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Il vicesindaco Salis: «Mettiamo fine a un problema grave e trascurato per troppo tempo»

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28 settembre 2026

Sì al progetto esecutivo delle opere da 1 milione e 900 mila euro destinate a risolvere una volta per tutte le problematiche idrauliche legate al canale coperto del Rio Calamasciu, a Predda Niedda. L’ha deciso la giunta Mascia su proposta del vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, alla Salvaguardia del territorio e al Decoro urbano, Pierluigi Salis. La delibera approvata dall’esecutivo di Palazzo Ducale contiene anche la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, ossia l’atto che legittima i procedimenti espropriativi che si renderanno necessari.

Uno degli ultimi atti dell’amministrazione precedente fu proprio l’approvazione della variante urbanistica necessaria per incassare l’autorizzazione della Regione per quello che può essere definito il primo lotto dei lavori che saranno complessivamente necessari per mettere in sicurezza il rio Calamasciu, il cui costo totale preventivato è di circa 6 milioni e 900 mila euro. L’opera approvata riguarda il tratto tra Predda Niedda Sud e Caniga. La variante urbanistica si era resa necessaria per la presenza, nelle aree interessate dai lavori, di tre zone vincolate in prossimità dei nuraghi Giagamanna, Li Luzzani e Casteddu di Sant’Anatolia.

Fino agli anni Sessanta il rio Calamasciu scorreva indisturbato fra gli ulivi, ma con la nascita della zona industriale è stato tombato, con conseguenti allagamenti e disagi e la consapevolezza che, in caso di piena straordinaria, le conseguenze possano essere gravissime. Ma ora il problema sarà aggirato con la realizzazione di un nuovo canale artificiale, scoperto e ampio a sufficienza, subito a ridosso del lato meridionale della ferrovia.

L’intervento da 1 milione e 900 mila euro è finanziato dalla Regione Sardegna attraverso i fondi della programmazione Por Fesr 2014-2020. Si conclude così l’iter amministrativo iniziato nell’aprile del 2019 con l’aggiudicazione del servizio di progettazione dei lavori al Raggruppamento temporaneo di professionisti di cui è capogruppo la milanese Etatec studio Paoletti e di cui fanno parte lo Studio Tecnico Associato 4E di Sassari, il geologo Angelo Vigo di Quartu Sant’Elena, la geologa Donatella Giannoni di Sassari e la dottoressa Emanuela Atzeni di Monastir.

Nell’aprile dello scorso anno i professionisti incaricati hanno trasmesso il progetto esecutivo. In settembre, quindi un anno fa, il dirigente del settore Infrastrutture della mobilità e Traffico, competente sul servizio Difesa del suolo, ha indetto la conferenza di servizi tra tutti gli enti coinvolti per legge dal procedimento. Durante la sospensione concordata per favorire l’acquisizione delle integrazioni documentali richieste ai progettisti, una modifica della macrostruttura dell’ente ha assegnato il servizio Difesa del suolo al settore Ambiente, che dunque dalla primavera del 2026 ha riaperto e preso in mano la partita. Il 18 maggio di quest’anno la conferenza di servizi si è conclusa positivamente, mentre è di dieci giorni fa l’esito positivo dell’accertamento sulla qualità del progetto da parte degli esperti incaricati, anche in questo caso, in raggruppamento temporaneo tra professionisti: la Giamberardino Srl e l’ingegnere Antonio Fraghì. L’ultimo atto prima dell’ok della giunta è stata la validazione del responsabile unico del progetto, l’ingegnere Giuseppe Mundula.

«Le criticità del canale coperto tra la Predda Niedda Sud e Caniga sono note a tutti da molto tempo – dichiara Pierluigi Salis – ma ora siamo finalmente nelle condizioni di effettuare gli interventi necessari a mitigare i rischi e i disagi che quella parte della città ha dovuto patire a più riprese e per molti anni».

Ultimo aggiornamento: 28/09/2026, 08:07