“Fast fashion, No grazie!”, all’ex Colonia la mostra per dire no alla moda usa e getta

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Gli impatti ambientali, climatici, etici ed economici dell’industria della fast fashion sono stati al centro del progetto di sensibilizzazione di rete “Fast Fashion? No grazie”

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07 luglio 2026

Gli impatti ambientali, climatici, etici ed economici dell’industria della fast fashion sono stati al centro del progetto di sensibilizzazione di rete “Fast Fashion? No grazie” che durante questo anno scolastico ha coinvolto studentesse e docenti in attività di sensibilizzazione su un tema così attuale. Sabato 11 luglio, alle 18:30, negli spazi dell’ex Colonia Campestre, sarà inaugurata la mostra dei lavori realizzati dalla classe terza del Corso di Moda dell’istituto professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato (Ipia) di Sassari e dalle partecipanti al corso artigianale di cucito creativo.

L’esposizione rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo. Il progetto, coordinato dalle operatrici del Ceas Lago Baratz del Comune di Sassari, dalla docente Maria Grazia Mannu dell’Ipia e dallo scenografo e costumista Fabio Loi ha guidato le partecipante verso una riflessione consapevole sulle criticità del modello produttivo della moda veloce e sulle possibili alternative sostenibili.

Un passaggio particolarmente significativo e stimolante è stato l’esperienza in natura al Ceas Lago Baratz, durante il quale le classi hanno partecipato a un laboratorio di economia circolare, realizzato in collaborazione con l’associazione ArTes di Villanova Monteleone. Grazie all’utilizzo di telai artigianali e di lana riciclata, sono stati prodotti piccoli campioni di tessuto successivamente integrati nei capi esposti in mostra, diventando elementi simbolici del processo creativo e didattico.

Particolarmente impegnativo ma estremamente soddisfacente è stata l’attività laboratoriale all’Istituto dove le ragazze della classe terza e il gruppo degli adulti coinvolti nel corso artigianale di cucito hanno collaborato alla realizzazione di capi ottenuti da jeans dismessi.

Alla mostra seguirà la realizzazione di un catalogo digitale che documenterà tutte le fasi del progetto: dall’analisi degli impatti della fast fashion, al riuso creativo di indumenti in jeans dismessi, fino alla produzione degli abiti presentati al pubblico. Per ampliare la diffusione del messaggio che la moda può essere innovativa, bella e contemporanea senza rinunciare alla sostenibilità, il catalogo sarà pubblicato sui siti istituzionali del Comune di Sassari, del Ceas e dell’Ipia, diventando uno strumento accessibile a studenti, famiglie, operatori del settore e cittadinanza. La sua pubblicazione online consentirà di valorizzare il lavoro svolto, promuovere una cultura della moda responsabile e offrire un esempio concreto di come creatività, formazione e attenzione all’ambiente possano convergere in un percorso educativo capace di generare consapevolezza e nuove prospettive per le giovani generazioni.

Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e rivolto agli Enti pubblici titolari di Ceas appartenenti alla rete Infeas.

Ultimo aggiornamento: 06/07/2026, 12:13