Settimana Santa a Sassari, la città svela il suo volto più misterioso e suggestivo

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Riti, processioni, rievocazioni e concerti per l’evento che inaugura la stagione turistica

Data:

30 marzo 2026

Riti collettivi che si fanno rappresentazioni comunitarie. Celebrazioni religiose che diventano suggestioni identitarie. Atti votivi che si confondono con le tradizioni popolari. Sono i riti della Settimana Santa a Sassari. Processioni, rievocazioni, veglie e concerti nei sette giorni più densi dell’anno liturgico – dove la passione cede il passo alla speranza – con il centro storico a fare da quinta teatrale di uno spettacolo che, al di là dell’aspetto puramente religioso, ha un fascino unico, suggestivo, intimo eppure spettacolare.

Le Arciconfraternite di Santa Croce e del Gonfalone, dell’Orazione e Morte, dei Servi di Maria e le Confraternite del Santissimo Sacramento e dei Santissimi Misteri, di antichissime origini, organizzano nella settimana precedente la Pasqua le funzioni religiose, le veglie, le adorazioni e le processioni che attraversano il centro storico. Inserita nell’ambito del programma allestito dal Comune di Sassari con la supervisione del settore Cultura, Turismo e Grandi eventi, la Settimana Santa a Sassari gode non solo del contributo di Palazzo Ducale, ma anche della preziosa collaborazione dell’Arcidiocesi di Sassari e del supporto economico dell’assessorato del Turismo della Regione Sardegna.

Si tratta di una manifestazione che, pur preservando e tutelando la sua essenza religiosa, ha da qualche tempo assunto una consapevolezza di sé e si propone, per fascino e bellezza, come evento inaugurale della stagione turistica a Sassari, in grado di attirare sempre più visitatrici e visitatori anche grazie all’alleanza con Alghero e Castelsardo: i tre Comuni sono tra i 25 sottoscrittori del protocollo d’intesa siglato nel 2017 su iniziativa di Europassione per l’Italia. Obiettivo dichiarato: il riconoscimento Unesco dei riti della Settimana Santa come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Per Sassari, già insignita per la Faradda attraverso la Rete delle grandi macchine a spalla, sarebbe un ulteriore passo avanti nel percorso finalizzato a salvaguardare, valorizzare e promuovere le proprie specificità culturali.

Da domenica 29 marzo a lunedì 6 aprile, il calendario è particolarmente fitto. Si inizia il 29 marzo, appunto, quando la Domenica delle Palme sarà celebrata in tutte le chiese cittadine. In particolare alle 10.30 una processione muoverà dalla chiesa di Santa Caterina alla cattedrale di San Nicola per commemorare l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Prevista la benedizione delle Palme.

Lunedì 30 marzo a San Nicola ci sarà l’esposizione del simulacro sacro del Calvario accanto agli altri simulacri: Mistero di Gesù nell’orto degli ulivi, Cattura, Flagellazione, Ecce Homo, Veronica.

Alle 20 nella chiesa di San Donato il concerto bandistico In Passione Domini a cura della Banda musicale Giuseppe Verdi.

Martedì 31 marzo alle 18 prenderà il via dalla cattedrale la solenne processione delle statue lignee della Passione di Cristo, che farà sosta nelle chiese delle confraternite cittadine.

Alle 20 nella chiesa del Rosario ci sarà Luce di Pasqua – Dal sacro al profano, un viaggio musicale attraverso i secoli, concerto a cura del Coro dell’Università di Sassari in collaborazione con Ars Aurelia.

Mercoledì 1° aprile alle 18.30 si apriranno le porte della chiesa di Sant'Andrea, da dove partirà la processione della Madonna Addolorata. Il corteo proseguirà al centro e rientrerà a Sant’Andrea.

Giovedì 2 aprile alle 18.30 a San Nicola la Messa in Coena Domini e la Lavanda dei piedi. Alle 19 si rievocherà la deposizione del Santissimo nell’altare. Dalle 21.30 in gran parte delle chiese cittadine si svolgerà il Pellegrinaggio di veglia e di adorazione all’altare della Reposizione, le cosiddette Cerche nei Sepolcri delle sette chiese.

Venerdì 3 aprile alle 8.30 nella chiesa della Santissima Trinità il rito dell’Inalberamento del Cristo, con la collocazione della croce ai piedi dell’altare maggiore. Il Cuncòsdhu intonerà il tradizionale Misere e il Non mi jamedas Maria, seguiti da atti di riverenza alla Croce. Il Cristo crocifisso sarà velato sino all’arrivo della processione della Madre che cerca il Figlio.

Alle 9.30 dalla chiesa di Sant’Antonio Abate il simulacro della Madonna dell’Addolorata sarà portato in processione per le vie della città, facendo tappa in sette chiese del centro storico. Alle 17.30 a San Nicola l’Azione Liturgica della Passione del Signore. Alle 18.30 alla Santissima Trinità la deposizione del Cristo Morto: S’Iscravamentu. Alle 19 la Via Crucis con la meditazione alle 20, durante il passaggio in Cattedrale. Si proseguirà sino al rientro alla Santissima Trinità, dove avverrà la sepoltura del Cristo Morto.

Sabato 4 aprile alle 22 a San Nicola la Veglia Pasquale.

Domenica 5 aprile alle 10.15 dalla Santissima Trinità partirà la processione del Cristo Risorto. Alla stessa ora da Sant’Antonio Abate partirà la processione della Madonna. Attorno alle 10.30 le due processioni si ricongiungeranno in piazza Santa Caterina per S’Incontru, l’incontro tra Gesù Risorto e la Vergine Maria. In piazza Santa Caterina converranno autorità religiose, confraternite, Gremi, sindaco e giunta comunale. La processione si concluderà alle 11 nella cattedrale, dove si terrà la celebrazione liturgica.

Ma la Settimana Santa a Sassari quest’anno durerà più a lungo. Lunedì 6 aprile l’ippodromo Pinna farà da scenario a una giornata dedicata al convivio, all’aggregazione, alla socializzazione, alla musica e al divertimento. Si partirà dalle 11 con il concerto della Orchestra Jazz della Sardegna accompagnata dalle voci di Denise Gueye e Giuliano Rassu, per un repertorio che spazierà dal jazz al soul, dal pop al rock. Si potrà mangiare, bere e stare in compagnia per l’intera giornata. L’accompagnamento musicale dalle 15 sarà garantito dal dj Jannemuru.

Non solo. Questi sette giorni potrebbero essere per molti anche un’occasione per conoscere le tradizioni di Sassari. La sezione Sacro e Profano del Museo della Città, a Palazzo di Città, racconta le suggestioni della Settimana Santa attraverso parole e immagini dedicate agli antichi riti. E si può ammirare La Processione dei Misteri di Eugenio Tavolara, venticinque pupazzi di legno intagliato e policromato realizzati nel 1928. L’opera mette in scena la sequela dei confratelli, il simulacro della Madonna Addolorata e le donne in preghiera. Per informazioni e prenotazioni: Infosassari – Ufficio informazioni turistiche, via Sebastiano Satta 13, infosassari@comune.sassari.it, +39079279977.

«Con questo spirito la città si prepara a celebrare funzioni care non solo alla comunità dei credenti e alla chiesa turritana, ma a tutte le sassaresi e a tutti i sassaresi: la loro origine è ultrasecolare e la loro matrice rimanda ai quattro secoli della dominazione spagnola, perciò appartiene ormai ai cromosomi del Capo di Sopra», afferma il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «E con questo stesso spirito Sassari si accinge a mettere in mostra un altro aspetto di sé», aggiunge l’assessora alla Cultura, Nicoletta Puggioni. «È un aspetto più mistico e meno ridanciano, ma sempre e comunque legato a quella fede, a quella fiducia, che è il tratto distintivo della sua comunità, come certifica il legame con il Voto dell’Assunta e con il suo scioglimento al termine della Faradda di li Candareri, ogni 14 agosto».

Settimana Santa
Settimana Santa

Ultimo aggiornamento: 30/03/2026, 09:39