Mancano pochi giorni per rispondere al questionario dedicato all’uso delle tecnologie digitali da parte dei bambini e delle bambine da 0 a 6 anni e al loro impatto sulla vita quotidiana. Finora hanno scelto di partecipare quasi 900 persone, ma gli organizzatori puntano a superare quota mille per avere una visione più completa e rappresentativa. La chiusura del questionario è fissata al 31 marzo.
Genitori, nonni, educatori e chiunque sia parte importante della vita dei più piccoli possono contribuire in modo rapido e anonimo, scansionando il QR code presente sulle locandine distribuite in tutte le scuole dell’infanzia (pubbliche e paritarie) e nei nidi (pubblici e privati), negli studi dei pediatri di libera scelta, nei consultori familiari dell’Asl n.1 Sassari oppure tramite i siti e i canali social delle realtà coinvolte.
Attraverso semplici domande, l’indagine mira a capire l’impatto di tablet, smartphone, televisione e assistenti vocali sulla vita dei bambini. L’obiettivo è raccogliere una fotografia reale delle abitudini digitali, promuovere un uso più consapevole degli schermi e supportare la costruzione del Patto Educativo Digitale 0-6 di Sassari.
Il progetto è promosso dalla cooperativa San Camillo De Lellis e dal Gruppo promotore dei 60, in stretta collaborazione con il Comune di Sassari, l’Asl n.1 e il coordinamento Symploké, avvalendosi inoltre del supporto di numerose realtà educative, sanitarie e sociali del territorio. Si tratta di una ricerca partecipata, la prima nel territorio di Sassari e tra le poche a livello nazionale su questa fascia di età, che sottolinea l’importanza del tema e la volontà di affrontarlo in maniera condivisa.
I risultati saranno esaminati durante un evento dedicato alla presentazione del Patto Educativo Digitale 0-6 di Sassari: sarà l’occasione per tradurre i dati raccolti in strumenti concreti per la comunità.
In questa fase conclusiva, la partecipazione resta decisiva: ampliare il numero e la varietà delle risposte significa rendere più solide le basi di un Patto di comunità digitale che ci auguriamo possa cambiare le abitudini e i comportamenti delle famiglie, invertendo la rotta.