Palazzo della Frumentaria
Archivio Pittorico della Città di Sassari
Enrico Costa

PALAZZO DELLA FRUMENTARIA

Il contesto urbano

La Frumentaria rappresenta il primo esempio di deposito annonario appositamente costruito in Sardegna per la custodia del grano da encierro, ovvero lo stoccaggio del fabbisogno annuale delle città. La parola spagnola encierro, letteralmente “chiusura”, si riferisce alla procedura imposta ai produttori di grano dai rispettivi municipi in relazione all’approvvigionamento annonario. Con la Carta del 13 gennaio 1362 Pietro il Cerimonioso estendeva il privilegio della Frumentaria alla città di Sassari, con facoltà di poter conservare ogni anno 6.000 rasieri di grano nuovo, equivalenti a 18.000 starelli. Con la Carta del 30 ottobre 1518 la città vedrà riconfermato il diritto di poter ammassare sino ad un tetto massimo annuale di 4.000 rasieri, equivalenti a 12.000 starelli. Sassari è l’unica delle città sarde che godono del privilegio dell’encierro ad intraprendere la costruzione di un magazzino da destinare all’ammasso cerealicolo. Tra cedimenti strutturali e riparazioni la Frumentaria mantenne nel tempo, sino al 1833, la funzione di magazzino destinato all’ammasso civico. Oggi la Frumentaria rappresenta l’unica testimonianza superstite degli interventi pubblici apportati nell’area di Porta Macello nella stagione di grandi mutazioni urbanistiche vissuta dalla città tra il XVI ed il XVII secolo. Non a caso l’insediamento della Frumentaria interessa quest’area: si tratta del settore cittadino che, proprio in virtù di una serie di investimenti per infrastrutture pubbliche tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, accentuerà la sua funzione di area di servizi con la presenza del nuovo Macello, della Pescheria e della Casa del Peso, dove si misurava il grano che veniva avviato ai mulini e la farina che rientrava in città.