Vita dei campi di Gavino Tilocca
bassorilievo in gesso patinato 1950 ca.
Particolare della Processione dei Misteri di Eugenio Tavolara, 25 pupazzi in legno intagliato e policromato, 1928

PALAZZO DI CITTÀ

Dal medioevo al 1825

Il Palazzo di Città sorge sulla stessa area in cui nella seconda metà del XIII secolo venne costruito il Palazzo Comunale, che rappresentava il potere e le istituzioni della città di Sassari. Il palazzo si affacciava sulla “Ruga de Cotinas”, oggi corso Vittorio Emanuele II, arteria commerciale compresa tra la porta Castello e la porta di San Biagio. Si presentava, come molti palazzi prospettanti sulla stessa strada, con una fronte porticata, attraverso la quale ci si immetteva nella loggia, un vasto salone nel quale si riuniva il Consiglio Maggiore che in età comunale era presieduto dal Podestà. Il palazzo era sede degli uffici comunali e dell’archivio che per secoli conservò la storia e le memorie cittadine, nonostante i gravi danni subiti nel 1527 e nel 1780.

La ricostruzione

L’antico Palazzo Comunale mantenne quasi inalterato il suo volto per secoli, fino al suo abbattimento avvenuto nel 1826. I lavori di ricostruzione, su progetto dell’ingegnere Giuseppe Cominotti, iniziarono nel 1826 per concludersi quattro anni dopo, come attesta l’iscrizione dedicatoria visibile sul portone principale. Nel 1830 il Cominotti divise lo spazio originario tra la zona destinata al nuovo teatro e le sale ricavate per ospitare la Municipalità cittadina. Il teatro era ispirato al modello del teatro Carignano di Torino. Il palazzo continuò ad ospitare la Municipalità cittadina fino al trasferimento presso il Palazzo d’Usini nel 1878. A fine Ottocento, per volere del Sindaco Mariotti, il palazzo venne restaurato e abbellito; in quella occasione il pittore Andrea Marchisio dipinse un affresco neobarocco nella sala Consiliare, occultando un precedente affresco dipinto nel 1851 da Pietro Bossi. Nel tempo, il palazzo e il teatro furono soggetti a diverse ristrutturazioni e ampliamenti. Nel 1947 le fatiscenti strutture lignee originarie e l’apparato ornamentale furono smantellati e il teatro perse così la fisionomia ottocentesca, ripristinata nell’ultimo intervento di restauro conclusosi nel 2006.