Piano strategico
Piano metodologico
3.1 Il disegno organizzativo
Poiché il Piano e il suo buon esito dipendono fondamentalmente
dall’ampiezza della partecipazione alle diverse fasi e dalla qualità
delle proposte che emergeranno alla fine del processo, è di cruciale
importanza segnalare credibilmente agli stakeholders che
“l’amministrazione fa sul serio”, nel senso che crede nello
strumento e si attende da esso progetti condivisi e sostenibili da
realizzare entro l’orizzonte di pianificazione.
Ciò richiede una leadership del piano autorevole, capace di
raccogliere intorno alla proposta un consenso immediato ed
entusiasta e di smorzare lo scetticismo e la diffidenza, tipiche
della nostra città, verso questo genere di iniziative.
Questo ruolo viene assegnato al Comitato di indirizzo.
Composto dal Sindaco in carica, dagli ex sindaci, da tre/cinque
personalità rappresentative delle forze economiche, sociali e
culturali della città, designati dall’amministrazione comunale, il
Comitato dà impulso all’intera attività pianificatoria, esamina ed
approva i principali documenti intermedi del Piano, presenta il
documento finale del Piano alla città ed al territorio e cura la
redazione dell’Intesa fra gli attori pubblici e privati che si
impegnano alla realizzazione del Piano. La configurazione che si
propone, con la presenza dei sindaci precedenti e di quello in
carica, traduce coerentemente l’idea che il Piano trascende il ciclo
politico-elettorale, mentre la presenza di autorevoli personalità
cittadine ha lo scopo si riportare in primo piano e coinvolgere
attivamente la società civile nella costruzione della visione futura
della città.
Accanto al Comitato di indirizzo viene istituito un gruppo di
esperti riuniti in un Comitato tecnico-scientifico, che ha la
funzione di garantire la correttezza delle procedure e dell’impianto
culturale del Piano. Il Comitato interagisce con la Segreteria
tecnica (vedi sotto) nella predisposizione delle analisi che
confluiscono nella base conoscitiva del Piano, nell’impostazione
delle indagini sugli orientamenti dei cittadini circa la visione
futura della città, nella definizione della partizione tematica
intorno alla quale strutturare l’attività dei gruppi di lavoro. Come
in altre esperienze, il Comitato scientifico può suggerire
direttamente linee strategiche e azioni specifice nell’ambito delle
discussioni in seno ai gruppi di lavoro. I membri del Comitato
scientifico vengono designati dall’amministrazione comunale su
proposta del Sindaco.
La Segreteria del Piano ha il compito di gestire
l’organizzazione complessiva del processo di pianificazione e di
elaborare i documenti fondamentali che compongono il Piano. In
particolare, sotto la supervisione del Comitato scientifico (in
special modo del suo coordinatore scientifico e, per le singole aree
di competenza, degli altri esperti), cura la raccolta ed
elaborazione delle informazioni necessarie alla preparazione del
documento di diagnosi; traduce i resoconti dei gruppi di lavoro in
documenti strutturati; redige la “bozza per consultazione” del
documento finale e ne aggiorna i contenuti alla luce delle
osservazioni degli attori che si sono impegnati nella sua
realizzazione; svolge attività di segreteria ed assistenza dei
gruppi di lavoro tematici; cura le attività di informazione,
comunicazione e marketing nonché l’organizzazione degli eventi
pubblici previsti nelle diverse fasi. La segreteria si compone di:
• n. 1 Dirigente Responsabile
• n. 4/5 unità ad elevata professionalità, provenienti dai ranghi
dell’amministrazione e/o distaccati da altre amministrazioni
pubbliche
• n. 1 addetto alle attività di comunicazione
• n. 6 stagisti con borsa di studio, selezionati dal Comitato
tecnico-scientifico.
Nello svolgimento delle attività correlate al processo di
pianificazione, come la formazione dei facilitatori, lo svolgimento
di indagini originali con tecniche specialistiche e la gestione
degli eventi pubblici, la segreteria può avvalersi di servizi di
consulenza ed assistenza tecnica forniti da terzi. Per rendere più
funzionale l’attività della segreteria, l’amministrazione allestisce
uno spazio apposito adeguatamente attrezzato (telefono, fax,
computers, stampante, connessioni).
Al fine di assicurare unitarietà e speditezza alle decisioni
riguardanti la gestione complessiva del processo, viene istituita
una Unità interna di coordinamento, composta dal Sindaco, dal
Direttore Generale, dai responsabili della Segreteria tecnica e del
Comitato tecnico-scientifico. L’unità svolge compiti di regia del
processo, assicurando in particolare il rispetto del cronoprogramma,
il coordinamento fra il comitato di indirizzo, il comitato
scientifico e la segreteria tecnica, nonché l’impegno di tutta la
struttura amministrativa a collaborare, ove si renderà necessario,
per la buona riuscita del Piano.
I gruppi di lavoro tematici rappresentano l’elemento cardine
per individuare gli obiettivi strategici da perseguire nei diversi
ambiti e formulare proposte in merito alle azioni da intraprendere,
compreso il miglioramento o la creazione di reti di cooperazione,
informazione e possibilità di dialogo fra gli operatori. La
partecipazione ai gruppi di lavoro è volontaria, ma è essenziale che
i lavori dei gruppi tematici coinvolgano la molteplicità degli
attori istituzionali, sociali, economici e culturali della città e,
ove il caso, dell’area vasta. A tal fine il Comitato di indirizzo
sollecita attivamente, anche con accordi formali, la partecipazione
degli attori locali ai forum tematici, mentre l’Amministrazione
assicura attraverso delegati delle strutture assessoriali e delle
commissioni consiliari il raccordo con le iniziative della
pianificazione ordinaria e delle politiche di settore. Per favorire
una rapida convergenza verso la definizione di traguardi ambiziosi
ma realistici è necessario che la discussione in seno ai gruppi di
lavoro venga adeguatamente disciplinata. La gestione delle sessioni
di lavoro, pertanto, viene affidato a un facilitatore che lavora in
tandem con un esperto di settore indicato dall’unità interna interna
di coordinamento. Alla fine di ogni sessione il facilitatore redige
un resoconto che viene inviato alla segreteria tecnica.
Completano il disegno organizzativo del Piano il Forum
territoriale, il Forum cittadino e il Nucleo di
monitoraggio.
Il Forum territoriale è l’organismo di coordinamento dei processi di
pianificazione dei comuni dell’area. Al Forum partecipano i sindaci
dei comuni aderenti all’accordo intercomunale coadiuvati dai
rappresentanti delle rispettive segreterie tecniche. Dove i temi
trattati lo richiedano, vengono invitati al forum anche i
rappresentanti dei comuni terzi interessati. Il Forum territoriale
sostiene il processo di pianificazione comunale individuando i
servizi che possono essere acquisiti in consorzio (es. formazione,
comunicazione etc) e le iniziative di raccordo fra le fasi di
elaborazione comunale e sovracomunale. Nel contempo esso sviluppa i
temi di interesse sovracomunale (vedi più avanti) secondo la
metodologia del Piano intercomunale. Attualmente al Comune di
Sassari è riconosciuta la funzione di capofila e il coordinamento
nella definizione dei Piani Strategici Sovracomunali.
Il Forum cittadino rappresenta l’assemblea plenaria, il luogo di
confronto cui partecipano tutti i soggetti impegnati nel processo di
pianificazione strategica. E’ presieduta dal Sindaco e viene
convocata dal Comitato di indirizzo per avviare il processo di
pianificazione e divulgare/discutere i risultati che emergono nelle
diverse fasi di elaborazione del piano. Il dibattito in seno al
Forum è fondamentale per convergere verso una sintesi condivisa sul
futuro della città, e risulta indispensabile nella costruzione di
livelli più avanzati di sviluppo e coesione sociale.
Il Nucleo di monitoraggio, composto dai rappresentanti designati
dagli attori pubblici e privati sottoscrittori dell’Intesa, ha il
compito di vigilare sull’attuazione del Piano e di verificare la
congruenza rispetto all’Intesa dei comportamenti postpianificazione.
Il Nucleo, coadiuvato dalla segreteria tecnica, redige annualmente
una relazione sullo stato di attuazione del Piano, ne cura la sua
circolazione presso i sottoscrittori dell’Intesa e il pubblico in
generale (ad esempio, attraverso il sito dell’Amministrazione etc.),
promuove presso l’Amministrazione l’eventuale adozione di misure
correttive.
3.2. Le fasi di elaborazione del Piano
Molte metodologie di pianificazione strategica riguardanti le
organizzazioni private si basano su un processo a tre fasi noto come
STP (Situation, Target, Path). Nella prima si analizza la situazione
attuale: dove ci si trova e come ci si è arrivati. Nella seconda ci
si chiede dove si vuole arrivare e cosa si vuole ottenere. Nella
terza si studia il percorso per raggiungere l’obbiettivo. In parte,
con le opportune modifiche e qualificazioni, anche la pianificazione
strategica di una comunità può seguire la stessa strada.
È bene sottolineare subito che il tempo a disposizione per
completare il processo rappresenta uno degli elementi principali per
definire i contenuti e assegnare i compiti nell’ambito delle diverse
fasi. Nel caso specifico, ad esempio, l’intervallo di tempo è di un
anno. Nelle altre esperienze di pianificazione, in media, il
completamento del processo ha richiesto 2-3 anni.
Per mantenere inalterata l’articolazione classica del processo di
pianificazione e completare il percorso nel giro di un anno, senza
pregiudicare le fasi centrali di elaborazione, sono necessarie
alcune semplificazioni. In particolare, si ritiene di comprimere la
fase di lancio e di concentrare le attività della fase di diagnosi.
In ogni caso l’articolazione del processo prevede le seguenti fasi:
a) lancio b) diagnosi c) proposta d) sintesi.
La fase di lancio serve a creare interesse e sollecitare la
partecipazione attiva della città alla realizzazione del progetto,
anche attraverso l’impiego dei canali di comunicazione telematici
(es. iscrizione on line all’indirizzario della newsletter del
Piano). Occorre tuttavia minimizzare i rischi di una scoperta
tardiva dell’importanza di questa opportunità e, conseguentemente,
di un affannoso recupero. Oltre alle scelte relative alla
composizione del Comitato di indirizzo, che vanno senz’altro nella
direzione voluta, per assicurarare livelli elevati di partecipazione
si prevede, da un lato, una campagna di comunicazione intensa e
mirata e, dall’altro lato, sempre su impulso del Comitato, una
richiesta esplicita di “manifestazione di interesse” da parte dei
principali attori istituzionali, economici e sociali della città. Se
necessario, con questi ultimi si procederà alla stipula di un
accordo formale riguardante non solo la presenza di esponenti
qualificati ai lavori del Piano ma anche, cosa non meno importante,
il sostegno operativo al processo di pianificazione (es. attraverso
il trasferimento di informazioni e materiali utili per l’analisi
diagnostica o la concessione di spazi per le attività dei gruppi di
lavoro). Il lancio vero e proprio del Piano avverrà in occasione di
una manifestazione pubblica, nella quale si prevede di invitare
anche studiosi e amministratori esterni, provenienti da realtà che
hanno già portato avanti con successo iniziative di pianificazione
strategica.
La fase di diagnosi è finalizzata alla costruzione di una
base di conoscenza comune da cui partire per sviluppare
l’elaborazione successiva sul volto futuro della città, sui
traguardi raggiungibili e sulle modalità per conseguire
l’obbiettivo. Ciò significa, in gran parte, individuare gli elementi
strutturali attraverso cui leggere gli assetti della città e del
territorio, individuarne lacune e potenzialità. All’inizio di questa
fase, le attività della segreteria tecnica, coadiuvata dal comitato
scientifico, si sviluppano su due fronti: analisi desk (sintesi
degli studi esistenti, spoglio degli atti programmatori contenenti
opzioni strategiche, schedatura dei principali interventi con un
forte impatto sul futuro della città) e indagini dirette (interviste
a testimoni privilegiati, pre-test e somministrazione di questionari
sugli orientamenti dei cittadini etc.). Le informazioni accumulate
vengono filtrate attraverso l’analisi SWOT (strength, weaknesses,
opportunities, threats) così da delineare i punti di forza e di
debolezza della città e le principali minacce e opportunità che
vanno considerate ai fini del suo riposizionamento. Questa fase si
conclude con la pubblicazione di un “documento di diagnosi”
contenente, oltre a una sintesi del lavoro di scavo della
letteratura e dei risultati delle indagini dirette, una proposta di
partizione tematica e una prima idea della città futura intorno alla
quale avviare l’attività dei gruppi di lavoro. Il documento verrà
presentato e discusso nell’ambito del Forum cittadino.
Nella fase di proposta il testimone passa ai gruppi di
lavoro, che dovranno individuare nell’ambito dei diversi ambiti
tematici le principali linee di intervento strategico, le azioni e
le modalità attraverso le quali raggiungere gli obiettivi condivisi.
Si tratta forse della fase più delicata del piano, in quanto la
discussione può facilmente perdere di vista la direzione di marcia o
avvitarsi in confronti sterili. Sarà dunque compito della segreteria
tecnica, in sintonia col coordinatore del gruppo e col facilitatore,
attraverso presentazioni sintetiche e materiali mirati, strutturare
i lavori in modo tale da imprimere un carattere operativo e di
confronto franco ma costruttivo. I gruppi di lavoro, attraverso i
coordinatori e i facilitatori, producono dei dossier tematici, nei
quali vengono illustrate le ipotesi riguardanti le linee strategiche
e le azioni frutto dell’elaborazione comune. Le diverse proposte
confluiscono in un “rapporto intermedio”, curato dalla segreteria
tecnica, che verrà presentato e discusso nel Forum cittadino e che
rappresenterà la base per la redazione della bozza di Piano
Strategico.
La fase di sintesi costituisce il momento finale del processo
di elaborazione del piano ed è imperniata su due direttrici. Da un
lato la redazione e circolazione della “bozza per consultazione” del
Piano e, dall’altro lato, il perfezionamento dei contenuti
dell’Intesa con i diversi attori che intendono sottoscriverla. La
fase di circolazione della bozza servirà a raccogliere ulteriori
osservazioni da parte dei soggetti che hanno partecipato al processo
di pianificazione, in particolare di coloro che hanno manifestato
l’interesse a sottoscrive impegni reciproci con altri attori e con
l’amministrazione. Durante questa fase è molto importante il
raccordo con il forum territoriale, che dovrà indicare le parti del
Piano in cui maggiore è la necessità di un coordinamento
sovracomunale e il tipo di impegni che le amministrazioni
interessate sono in grado di assumere. La fase si conclude con la
stesura della versione finale del Piano Strategico, la sua
presentazione alla città e la sottoscrizione dell’Intesa.
