Piano strategico
Presentazione del Piano strategico della città di Sassari
28 giugno
2007 - camera di commercio - via roma sassari ore 17.30
Sintesi generale del Piano
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Sassari cuore di un sistema territoriale
competitivo e sostenibile. Nella visione – poche parole che
esprimono un sogno contagioso, una prospettiva che guida i
comportamenti e orienta le scelte in un orizzonte di tempo
prolungato, un riferimento che non cambia ad ogni refolo di vento –
confluiscono una pluralità di idee frutto dell’elaborazione e del
confronto collettivo, sorrette dalla diagnosi e dalla discussione
strutturata. Il significato principale è presto detto. In un
contesto locale e internazionale come quello che si sta delineando
per gli anni a venire, caratterizzato dal declino demografico e da
una crescente mobilità dei fattori produttivi, dalla centralità
della conoscenza nella catena di creazione del valore, da mutamenti
profondi negli orientamenti dei consumatori e nel modo in cui questi
interagiscono con le imprese, dalla pervasività delle nuove
tecnologie, la dimensione urbana riconquista una posizione centrale,
diventando il luogo deputato all’innovazione, allo sviluppo di nuovi
servizi, al soddisfacimento di una molteplicità di bisogni per
residenti, visitatori, turisti. Questa centralità dei sistemi urbani
viene riconosciuta non solo nel documento strategico regionale ma
anche nel recente Quadro Strategico Nazionale che inquadra la
politica regionale di sviluppo per il periodo 2007-2013. Frutto di
un negoziato con Bruxelles che si è concluso in questi giorni e il
cui testo finale verrà approvato nel mese di luglio, il QSN rompe
con le politiche indifferenziate e introduce esplicitamente una
differenziazione delle politiche per tipologie di sistemi locali
(urbani, rurali, produttivi).
Sassari, muovendo dal riconoscimento dei limiti dell’attuale
organizzazione civile, dell’armatura urbanistica e del mix
produttivo, vuole riprendere in chiave moderna la sua funzione
storica di città-guida.
Se per qualcuno ribadire questo ruolo significa principalmente
ristabilire una gerarchia urbana andata perduta a causa del
crescente squilibrio di potere fra il capoluogo della regione e il
resto dell’isola, per la stragrande maggioranza dei cittadini
intervenuti nel dibattito e, ovviamente, per chi ha cercato di
fornire elementi tecnici per definire il futuro posizionamento della
città, si tratta invece dell’unica opzione percorribile per
affrontare con la scala adeguata la dilatazione della città compatta
e per rispondere credibilmente agli sviluppi del macroambiente.
Il quesito ricorrente, durante la settimana strategica e nelle altre
occasioni di dibattito sul futuro della città, è stato il seguente:
come possono le città di provincia rispondere a queste sfide? La
risposta prevalente, a prescindere dalle opinioni specifiche su ciò
che rende speciale la nostra città rispetto alle altre realtà del
territorio, ha indicato nella creazione di un sistema urbano
integrato fondato su reti di complementarità e di sinergia con gli
altri centri del Nord-Ovest dell’isola la soluzione ideale. Evidenti
limiti di perifericità e di massa critica impediscono infatti ai
singoli nodi dell’area di mitigare i rischi e di cogliere le
opportunità dei mutamenti in atto. Solo la costruzione di reti di
sinergia (in cui si uniscono le forze per affrontare problemi
comuni) o di complementarità (in cui le specializzazioni/vocazioni
del vicino si integrano con le nostre) può permettere di magnificare
i punti di forza e ridimensionare le debolezze dell’area nel suo
complesso. Un’area che, contrariamente al polo metropolitano di
Cagliari, racchiude centri con una forte identità e tradizione
urbanistica, uniti da legami storici consolidati e relazioni di
scambio sistematiche (tre sistemi locali del lavoro e un sistema
turistico locale), tanto da configurare a tutti gli effetti un
sistema metropolitano completo e naturalmente orientato verso il
modello reticolare policentrico.
Sassari possiede tutti i requisiti fondamentali, oltre alla storia,
alle tradizioni civiche, al fatto di essere sede universitaria e
centro finanziario di rango regionale, per costituire il perno di
questa nuova realtà, il “cuore” che serve tutto il sistema per le
funzioni più elevate e indivisibili nonché per quelle rare e
specializzate che richiedono una massa critica localizzata, ma allo
stesso tempo un centro che dà e riceve, capace di accogliere chi
proviene dagli altri distretti e di interagire proficuamente con
questi ultimi.
La visione riflette allo stesso tempo l’idea che per mantenere e
potenziare il proprio ruolo di nucleo propulsore ed aggregante del
territorio del Nord-Sardegna, in un’epoca caratterizzata da processi
sempre più intensi di integrazione internazionale e di diffusione
delle nuove tecnologie, in cui l’impegno comune a livello europeo è
la costruzione in tempi stretti di una società e di un’economia
fondate sulla conoscenza, la città non può rimandare oltre l’opera
di trasformazione della propria base produttiva e di innalzamento
della qualità urbana, con l’obbiettivo di ridurre la dipendenza dai
trasferimenti pubblici e di porre le premesse per la creazione di un
sistema realmente competitivo.
In altre parole la città vuole guardare maggiormente ai mercati e al
merito, affrontare e potenziare l’accessibilità interna ed esterna,
agganciarsi ai circuiti internazionali nel campo scientifico, alle
reti lunghe nel campo turistico e culturale. Nel contempo, i
cittadini chiedono che le scelte rivolte al futuro siano rispettose
del passato, rivendicano un futuro per il proprio passato. A
cominciare dalla difesa/valorizzazione senza alcuna remora del verde
e degli spazi agricoli che ancora circondano la città, del sistema
delle valli – vero e proprio asse ambientale - e di tutte le
testimonianze simbolo della storia comunale, delle tradizioni
artistiche e culturali La giustapposizione fra competizione e
sostenibilità non è affatto casuale, ma riflette piuttosto la
diffusa convinzione che non può esserci una rinascita durevole se la
dimensione economica, sociale ed ambientale si divaricano.
Mentre la declinazione ulteriore della visione è proseguita con
l’identificazione delle mete e delle direzioni di intervento, è
importante sottolineare, perché più volte auspicato dai partecipanti
al processo, che l’obbiettivo di perseguire un sistema territoriale
“competitivo” e “sostenibile” presuppone il riconoscimento esplicito
di alcuni principi fondamentali per tutto lo spettro di attività
dell’amministrazione, comprese ove possibile anche quelle ordinarie.
Ciò significa non solo sviluppare nei diversi campi un’azione di
governo trasparente, ma anche recepire sia formalmente che nella
sostanza i principi delle città europee sostenibili (la carta di
Aalborg) e gli orientamenti comunitari in materia di coesione, parte
integrante della strategia per il periodo 2007-2013, in particolare
per ciò che riguarda la parità uomo-donna, la prevenzione della
discriminazione di sesso, razza o origine etnica, religione e
convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale (cfr
Decisione del Consiglio Europeo del 6 ottobre 2006)
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