Piano strategico

Presentazione del Piano strategico della città di Sassari
28 giugno 2007 - camera di commercio - via roma sassari ore 17.30

Sintesi generale del Piano / METE

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 SASSARI CITTA' VIVIBILE

Fare di Sassari una città accogliente e fruibile per i singoli, per le famiglie e per tutte le categorie di utenti residenti e non, nella quale la presenza di aree verdi, parchi urbani (sistema delle valli), itinerari pedonali, corridoi polifunzionali, unitamente ad una rete di istituzioni e spazi di diffusione e fruizione del patrimonio artistico e culturale, favoriscano tanto le attività sportive e di svago quanto quelle di apprendimento e di sviluppo delle capacità intellettuali.
Vivibilità della città significa anche mettere in pratica il principio secondo il quale viene ricercata una condizione minima di qualità urbana per ogni componente della comunità, a prescindere dalle capacità individuali di accesso alle risorse della città. In quest’ottica le questioni relative alle qualità infrastrutturali, ambientali, di dotazione di servizi e di sicurezza vanno affrontate in termini redistributivi e di equità, secondo una logica di riequilibrio tra le varie parti della città e di inclusione delle diverse popolazioni presenti.
Data la particolare struttura demografica, caratterizzata da uno squilibrio crescente fra popolazione dipendente e popolazione attiva, la vivibilità di Sassari, oggi come nel medio periodo, sarà influenzata enormemente dal modo in cui verrà affrontato il problema della famiglia, ovvero della bassa natalità e fecondità, nonché quello dell’allungamento della vita non attiva e di quella non autosufficiente. Le soluzioni del primo problema richiedono tanto misure volte a conciliare lavoro e famiglia (locali, come realizzazione di asili nido e strutture di accoglienza per i bambini contraddistinte da flessibilità degli orari, e nazionali, come l’ampliamento dei sistemi di congedo di paternità e maternità etc.) quanto a rimuovere il problema delle abitazioni, sia per i residenti che per le coppie che intendono stabilirsi ex-novo nel comune. In entrambi i casi, come mostrano le ricerche in materia, occorre riconoscere la totale inutilità dei sostegni una tantum e l’importanza invece di interventi caratterizzati da continuità e stabilità. La scelta di avere un figlio implica un impegno ben più che ventennale. Il vero pilastro per le politiche familiari è dunque rappresentato da politiche stabili temporalmente che assicurino vantaggi significativi per le famiglie.
Per ciò che riguarda gli effetti sociali dell’allungamento della vita media, invece, molto dipenderà da come la collettività riuscirà ad arginare l’obsolescenza dei profili professionali e, nel contempo, a valorizzare socialmente il “tempo liberato” degli anziani.
Altrettanto importante riguardo alla vivibilità è il problema dell’organizzazione spaziale dei servizi e della mobilità, la cui soluzione è certamente complicata dalla significativa e disordinata crescita della componente della popolazione che abita in campagna o nell’area periurbana e che attualmente ricorre necessariamente ed esclusivamente al mezzo privato. Con la frammentazione delle funzioni e dei bacini di vita i movimenti si “complessificano”, generano traiettorie parallele nei due sensi e hinterland su hinterland molto difficili da armonizzare all’interno di un disegno unitario degli spostamenti.
Una città vivibile rafforza il senso comunitario e di appartenenza, favorisce circoli virtuosi di solidarietà e di azione collettiva, di controllo sociale e sicurezza, di integrazione e regolazione dei conflitti. La sfida della vivibilità riguarda il “core business” dell’amministrazione locale, ma proprio per questo è forse la sfida più importante.

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