Piano strategico
Presentazione del Piano strategico della città di Sassari
28 giugno
2007 - camera di commercio - via roma sassari ore 17.30
Intervento del Sindaco Gianfranco Ganau
STRATEGIE PER SASSARI CUORE DEL TERRITORIO
Arriviamo oggi alla presentazione dei risultati di un percorso
durato circa un anno, durante il quale abbiamo chiesto il contributo
e la collaborazione di una pluralità di soggetti: istituzioni
locali, organizzazioni di categoria, associazioni di volontariato,
ma anche in particolar modo singoli cittadini. Ci siamo rivolti a
loro con uno slogan semplice ma significativo, “per una città bella,
buona e forte”, chiamandoli a costruire tanto una città del futuro
che il futuro della città e del suo territorio.
La risposta che abbiamo avuto non ci ha deluso. La partecipazione è
stata ampia e fortemente motivata, come dimostra sia l’elevato
numero di rappresentati ai tavoli di lavoro sia la ricchezza della
discussione e delle proposte che ne sono scaturite. Il lavoro svolto
ci ha dato una ulteriore conferma del fatto che la nostra città non
può prescindere dal rapporto con il territorio, unica via per
superare la crisi e affrontare il futuro.
Un futuro che si annuncia caratterizzato dalla crescita
dell’economia “della conoscenza”, dall’estendersi delle reti di
comunicazione e di informazione, dall’elevata mobilità dei fattori
produttivi, dalla crescente competitività dei territori, anche in
ambito regionale. In questo contesto, emerge con sempre maggiore
chiarezza la necessità di progettare un modello di intervento
reticolare, che attraverso l’interazione tra i diversi centri
partecipanti aiuti a superare i limiti, tipici delle piccole e medie
città, derivanti dalla mancanza di massa critica e di centralità, e
che consenta ai vari soggetti, coinvolti su un piano paritario, di
proporsi in maniera unitaria a livello regionale. Nel momento in cui
si profila la riforma della Regione, è fondamentale proporre un
modello che metta le realtà locali in condizione di influire
concretamente sulle scelte dell’amministrazione regionale, spingendo
quest’ultima a dare risposte efficaci ai problemi del territorio. La
messa in atto di un modello paritario e pari-ordinato di federalismo
regionale non necessita solo di un trasferimento di deleghe e
funzioni, ma di reale autonomia gestionale e di momenti decisionali
in cui gli enti locali trovino effettiva rappresentanza.
All’interno di una contingenza come quella attuale, che offre
prospettive insperate, ma comporta anche rischi di perdere
l’opportunità di uscire dalla crisi, il rapporto con la Regione
assume un’importanza particolare: occorre superare un centralismo
divenuto eccessivo, rivendicando invece un pari livello ordinativo
che permetta agli enti locali di esercitare in piena autonomia le
funzioni di governo e di gestione dei propri territori. L’area vasta
di Sassari richiede con forza il riconoscimento, non formale, di
seconda area metropolitana regionale, e pretende la dovuta
attenzione in termini di programmazione e gestione delle risorse da
parte della Regione.
Per raggiungere questo obbiettivo, è necessario che le
rappresentanze politiche del territorio, a tutti i livelli, si
sentano direttamente impegnate al fianco delle Amministrazioni
locali: si deve aprire una fase politica nuova, in cui i temi
dell’amministrazione locale (vale a dire dei cittadini) possano
trovare risposte adeguate e rispettose e i piani strategici e gli
atti di programmazione si svolgano secondo percorsi concertati e
abbiano l’opportunità concreta di influenzare le decisioni chiave.
Sassari possiede, oltre a storia e tradizioni, tutti i requisiti per
costituire il perno e la forza trainante di questa nuova realtà. Per
questo pensiamo che svolgere le funzioni di capoluogo significhi
diventare “cuore di un sistema territoriale competitivo e
sostenibile”. La metafora chiarisce bene il concetto: il cuore
sostiene l’organismo entro cui si trova e senza di esso l’organismo
si ferma, non sopravvive.
Questo ruolo non riguarda solo i comuni che con la nostra città
costruiscono il Piano Strategico intercomunale dell’area vasta di
Sassari, ma anche il resto dell’attuale territorio provinciale; in
questa direzione la città vasta dovrà muoversi per migliorare la
propria competitività.
Attraversiamo oggi una profonda crisi dell’economia, che nella
nostra regione, e nel nostro territorio in particolare, assume toni
gravissimi, con drammatici risvolti sociali. Abbiamo trovato una
città adagiata dentro questa crisi, apparentemente incapace di
elaborare progetti che indicassero una via d’uscita, e perfino di
servirsi di quegli strumenti – utilizzati da altri comuni e realtà
nel contesto regionale – che la programmazione dei fondi europei
metteva a disposizione. A questa difficoltà a “tenere il passo” con
i tempi si è accompagnata la difficoltà a realizzare azioni
strutturali di carattere strategico, ma anche a darsi le regole
essenziali per una crescita “governata”. L’assenza, per oltre 20
anni, di un Piano Urbanistico Comunale che ponesse le regole
urbanistiche per lo sviluppo della città ne è forse l’esempio più
clamoroso. Per tradizione, Sassari ha espresso una classe politica
spesso protagonista a livello regionale e nazionale, ma altrettanto
spesso incapace di esprimersi positivamente nel governo del proprio
territorio.
Tutto questo ci mette oggi di fronte a una scadenza non più
rinviabile, davanti a un ultimo treno che non possiamo perdere.
Da una parte, disponiamo di importanti risorse economiche e
progettuali, ereditate da precedenti Amministrazioni forse incapaci
o timorose di trasformarle in opere compiute, che, se ben utilizzate
– e malgrado i tempi ormai ristrettissimi – possono consentire di
recuperare in parte i ritardi accumulati sul piano degli interventi
infrastrutturali. Dall’altra, ci troviamo di fronte alla presenza di
una nuova norma quale il Piano Paesaggistico Regionale, la cui (per
altri versi eccessiva) rigidità obbliga i Comuni a dotarsi di
strumenti urbanistici moderni ed adeguati; alle opportunità offerte
dalla Progettazione Integrata a livello del Sistema Turistico
Locale, dai progetti strategici comunali e sovracomunali, che hanno
portato gli Enti locali a confrontarsi tra loro e a ragionare oltre
i ristretti confini dei rispettivi ambiti. È forse questo uno dei
maggiori risultati dei piani strategici: l’aver costretto a
ragionare in termini di rete, di valorizzazione a favore di tutti
delle proprie eccellenze e specificità, evitando inutili e
insostenibili duplicazioni.
È così che ci troviamo oggi a pensare in termini di seconda città
metropolitana della Sardegna. Città metropolitana anomala, perché
dilatata sul territorio tanto da ricomprendere almeno sette comuni
(Sassari, Alghero, Porto
Torres, Stintino, Sorso, Sennori, Castelsardo) e le loro appendici.
Lo stesso recente accordo istituzionale raggiunto con la Regione,
relativo all’area di crisi del Sassarese, pone delle serie basi per
un rilancio della base produttiva locale. Voglio ricordare solo
alcuni aspetti. Anzitutto l’accordo con Endesa per la costruzione di
un nuovo, modernissimo gruppo a carbone in sostituzione dei due
esistenti a olio combustibile; quindi l’impegno alla realizzazione
di una centrale a metano (quando questo combustibile sarà finalmente
disponibile) che, oltre alle ricadute fiscali immediate e ad
investimenti di molte centinaia di milioni di euro, promette una
ingente quantità di energia a costo contenuto per la rete
industriale e per l’agricoltura. Oltre a consentire notevoli
risparmi, questo aprirà nuove prospettive per il polo chimico di
Porto Torres, da sempre riferimento importante per l’economia e
l’occupazione nel nostro territorio, non solo fugando le sempre
presenti ipotesi di tagli e di chiusura, ma anche rilanciandolo in
ambito nazionale. Molti altri temi individuati come strategici nel
corso dei lavori trovano riscontro nell’accordo con la Regione: ad
esempio l’esigenza di collegamenti moderni all’interno dell’area
vasta e con l’esterno, emersa nelle fasi di diagnosi ed ascolto del
Piano Strategico (Accessibilità e mobilità D8.1 Sassari porta della
Sardegna a Nord), trova risposta nel progetto di completamento della
Sassari-Alghero e di realizzazione della Sassari-Olbia, del
completamento del rinnovo della SS131 da Oristano a Porto Torres. Va
poi ricordato l’impegno per lo sviluppo di un sistema di trasporto
viario che dia ragione al tratto esistente della metropolitana di
superficie di Sassari, oltre che con il lotto già finanziato verso
Li Punti e Baldinca, con l’estensione verso Alghero (aeroporto e
città) e verso Sorso; il potenziamento dei collegamenti ferroviari
tra Porto Torres e Sassari con mezzi moderni e frequenze adeguate;
il rafforzamento dell’aeroporto di Alghero e il completamento del
porto di Porto Torres; la continuità territoriale nei collegamenti
con l’isola dell’Asinara.
Questi progetti rappresentano risposte concrete e di valenza
strategica ai problemi di interconnessione del territorio. Le scelte
progettuali del Piano non possono non tener conto delle linee di
azione a carattere strategico già attivate con altri strumenti o
risorse attualmente disponibili. Si pensi ad esempio all’imponente
opera di recupero del centro storico della città , che punta alla
sua riqualificazione, ripopolamento e restituzione a funzioni di
servizio, commerciali e artigianali: un intervento che utilizza gli
strumenti del PIT SS1, della Progettazione Integrata e della STU
(Società di Trasformazione Urbana) per il recupero degli antichi
basolati viari e delle piazze, per la riqualificazione dei
sottoservizi (fogne, acqua, gas, illuminazione), per la messa in
atto di un piano parcheggi che consentirà un nuovo utilizzo del
centro con ampie pedonalizzazioni e zone a traffico limitato, nonché
una riorganizzazione del servizio pubblico, che sarà finalmente
competitivo rispetto ai mezzi privati, senza barriere
architettoniche. Una parte delle risorse destinate all’edilizia
residenziale universitaria (destinate dalla Regione all’ERSU)
troverà pure collocazione all’interno del centro storico; anche la
finanziaria regionale ha recentemente destinato risorse all’edilizia
residenziale per cui la nostra amministrazione ha già presentato un
apposito bando. Queste azioni, unitamente alla realizzazione del
Centro Commerciale diffuso (proposto anche nell’ambito della
progettazione integrata provinciale) e alla definizione del sistema
museale integrato (Cultura-D4.2 Asse Mussale Cittadino) (previsto su
azioni sinergiche: Accordo con la Regione, PIT SS1, Progettazione
Integrata) indicano come le azioni strategiche possano e debbano
contare su strumenti multipli e differenziati.
È all’interno di questa particolare contingenza e delle linee
strategiche contenute nel nuovo Piano Urbanistico Comunale che vanno
lette le proposte del Piano Strategico. A questo proposito, gli
interventi di valorizzazione e recupero delle vallate cittadine, ben
presenti nei percorsi del Piano Strategico (Ambiente-D2.1 Città
dell’acqua e del verde - Riqualificazione della rete delle aree
verdi urbane), sono in armonia con la filosofia del nuovo PUC, che
vede un argomento portante nel recupero delle valli e nella loro
funzione unificante delle diverse parti della città.
Le schede del Piano devono quindi essere intese come strumento di
trasformazione che, come si è detto, trova oggi molteplici strumenti
di realizzazione. Senza ingiustificati ottimismi, ma con la
consapevolezza che ci attende un percorso non privo di difficoltà,
dovremo far di tutto per utilizzare al meglio le opportunità che ci
si offrono.
Le azioni del Piano devono integrarsi ed essere complementari agli
interventi già in atto, o comunque realizzabili con altri strumenti,
tenendo conto che il Piano Strategico rappresenta un processo
dinamico, che non si esaurisce con la sua presentazione. A partire
dal momento della presentazione, infatti, riprende il processo di
verifica, di confronto e di ricerca di partner di progetto.
Per tutti questi motivi si avverte l’esigenza della
creazione/mantenimento di una cabina di regia comunale
(Governance-D6.1 Una Cabina di Regia e un sistema informativo locale
per Sassari e il territorio) secondo un modello da decidere
collegialmente, ispirato alle migliori prassi nazionali e
internazionali.
Gianfranco Ganau
Sindaco di Sassari
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