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 PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008

PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008

Parte IV – Un anno di transizione: gli impegni del 2006

Il Tavolo delle Politiche Sociali

Gli impegni per il futuro non sono di semplice pianificazione: i tagli del governo nazionale, la mancata corresponsione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali decurtato del 50%, la crescente disoccupazione e la complessità dei bisogni dei cittadini, rendono particolarmente difficili le promesse per un assessore alle politiche sociali.
Nonostante queste preoccupazioni, ci sono dei segnali incoraggianti che permettono una prima progettualità:


I segnali incoraggianti
• la sensibilità dell’Assessorato Regionale all’Igiene, Sanità e Assistenza Sociale, che ha dato una nuova e decisiva spinta per il funzionamento e l’organizzazione dei servizi sociali in Sardegna;
• la disponibilità della nuova dirigenza della ASL n.1 per un dialogo interistituzionale con il comune sulle politiche socio-sanitarie che porti alla realizzazione di progetti comuni;
• la costituzione di organismi di rappresentanza del terso settore come il Forum Provinciale;
• la vivacità di tanti operatori sociali, insegnanti e semplici cittadini nonostante i tanti anni passati nel disinteresse dei politici regionali, provinciali e comunali per le tematiche sociali.

Su alcuni punti, pertanto, è assolutamente irrinunciabile assumersi la responsabilità di impegnarsi.


Il metodo di lavoro
Il primo impegno che vogliamo prendere concerne proprio il metodo con cui progettare e realizzare politiche sociali: tutti insieme, istituzioni, operatori, associazioni, cittadini dobbiamo, infatti, cambiare la nostra mentalità, aprirla alla concertazione, confronto e partecipazione, perché senza sinergie e senza un’analisi congiunta, arricchita di più punti di vista, della realtà sulla quale andiamo ad operare, nessuna risorsa economica e di personale potrà portare miglioramenti.


Il miglioramento passa principalmente dall’atteggiamento di noi attori coinvolti in questo processo.
Solo attraverso questo metodo di lavoro si possono attivare azioni per una vera prevenzione e per rifondare quel senso di appartenenza civica senza il quale le politiche sociali non trovano una vera ragion d’essere e perdono la capacità di generare miglioramento in una comunità.


Il Tavolo delle Politiche Sociali
Il Tavolo delle Politiche Sociali sarà lo strumento operativo di tale impegno composto da quanti operano nell’ambito delle politiche sociali nella nostra città: istituzioni e terzo settore e scuola. Le 10 priorità individuate nel piano sociale regionale contestualizzate nella nostra realtà devono trovare analisi e risposte nel Tavolo, superando l’idea di un Osservatorio esterno alla concreta operatività dei servizi e dell’associazionismo nonché la sola logica dei numeri slegata da un loro concreto utilizzo che li trasformi in informazioni utili per l’operatività.


Il Tavolo delle Politiche Sociali deve portare a:

• una raccolta dei dati che parta dalla operatività e dallo studio degli attori direttamente coinvolti: operatori dei servizi, del privato sociale, dell’associazionismo, della scuola e dei cittadini;
• alla individuazione dell’utenza reale, quella cioè che arriva ai servizi, e di quella potenziale, cioè quella che, invece, non riesce ad arrivare ai servizi o che gli uffici non riescono ad accogliere;
• alla possibilità di leggere tali dati all’interno di una visione comune che possa far sentire tutti gli attori sociali coinvolti in conseguenti e precise responsabilità operative;
• a una mappatura dell’esistente, di quanto utilizzato e di quanto non utilizzato o attivato e che, invece, potrebbe esserlo attraverso un’azione congiunta di più attori sociali e quindi più incisiva.

 

Tavolo delle Politiche Sociali
Il Tavolo prevede al momento quattro macro-aree di lavoro:

 

Le quattro aree di lavoro


povertà
• disabilità/non autosufficienza
• minori e famiglia
• immigrazione

per la definizione delle quali saranno chiamati oltre ai servizi comunali, i servizi della ASL, l’associazionismo e il privato sociale di riferimento, la scuola.
L’individuazione delle macro-aree, si rende necessaria per evitare al massimo il rischio di una eccessiva frammentazione degli interventi e la perdita di una visione completa delle aree tematiche, indispensabile per le azioni di prevenzione, nonostante le azioni specifiche che all’interno delle macro-aree saranno poste in campo.

 

Il Tavolo delle Politiche Sociali sarà aperto all’Università per azioni di studio su tematiche specifiche e per i legami con i percorsi formativi.

La collaborazione con l’Università
E’ in corso la definizione di una Convenzione con l’Università di Sassari affinché riservi al servizio sociale comunale una percentuale delle Tesi di Laurea da svolgersi su temi per i quali il comune necessita di un approfondimento specifico.

Sul tavolo, entro il 2006, dovranno confluire anche le azioni per:
 

lavoro di rete
attivare il lavoro di rete interistituzionale con ASL, CSA (ex provveditorato agli studi), Centro per la Giustizia Minorile, Ministero della Giustizia, Università, nonché con le rappresentanze del Terzo Settore per porre il servizio sociale comunale al centro di azioni sinergiche e programmate che possano far superare la frammentarietà e la parcellizzazione dei nostri interventi e puntare ad azioni preventive;
 

Il servizio di pronto intervento
studiare le modalità per garantire un servizio di pronto intervento sociale che sia strutturato in modo tale da garantire una reperibilità durante tutta le settimana per poter predisporre quegli interventi di risposta immediata ad emergenze anche momentanee. Il servizio va concordato in stretto rapporto con i sindacati, la polizia municipale e con una rete di volontari;
 

la stabilità del servizio
ridisegnare la struttura operativa del servizio sociale anche attraverso lo studio degli strumenti che la legislazione corrente mette in campo per garantire la presenza degli operatori operando nel crinale legislativo tra l’impossibilità di assunzioni e il superamento delle convenzioni, anche attraverso lo studio di esperienze avviate nel territorio nazionale;
 

l’ Informazione al cittadino
avviare una corretta e puntuale informazione attraverso uno studio delle modalità più efficaci per informare il cittadino sui servizi ai quali ha diritto e sulle modalità per accedervi;
 

la rete interassesoriale
• rafforzare il lavoro di rete interassessoriale, con una particolare sinergia con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e con quello alle Politiche della Casa anche se l’aggettivo sociale implica un’attenzione particolare alla sua declinazione nelle politiche urbanistiche, del lavoro, dell’ambiente;
 

la mappatura degli spazi
• realizzare la mappatura degli spazi che possano accogliere in città altre ludoteche e centri aggregativi con il coinvolgimento attivo dei cittadini dei nostri quartieri;

 

la documentazione
• concertare l’attività di documentazione interna al servizio sociale comunale per la raccolta dei dati e delle informazioni sull’utenza dei nostri servizi e sulle esigenze dei cittadini da confrontare con gli altri attori del Tavolo;

 

la razionalizzazione della spesa
• studiare gli strumenti che permettano la razionalizzazione della spesa corrente attraverso una rigorosa valutazione del rapporto tra spese e benefici effettivi per i cittadini che porti a una riqualificazione congiunta della spesa e dei servizi. Non più procrastinabile è la ricerca di fonti di finanziamento supplementari e complementari per poter ampliare progressivamente la platea dei destinatari degli interventi di sostegno e di servizi. La necessità di ricavare nuove risorse è dettata non solo dall’esigenza di copertura della spesa dei servizi esistenti, ma anche da quella più generale di salvaguardare l’equità intergenerazionale per evitare di scaricare sulle generazioni più giovani costi eccessivi e carichi di cura troppo spesso insopportabili;

l’aggiornamento dei regolamenti
aggiornare i regolamenti comunali sui servizi sociali: dall’assistenza economica all’accesso al nido, dai contributi per le rette degli istituti a quelli dell’assistenza domiciliare, al rapporto con le associazioni di volontariato etc;

le politiche di promozione sociale
• attivare politiche sociali che aiutino il cittadino ad uscire dal circuito assistenziale anche attraverso un lavoro interassessoriale che permetta di trasformare alcune attività di utilità pubblica in forme di sostegno al reddito;

il presidio estivo
• presidiare efficacemente il periodo estivo e in particolare il mese di agosto con un potenziamento dei servizi rivolti agli anziani e a quanti versano in condizioni che possono essere aggravate dalla solitudine estiva.

 

 

 

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Scheda aggiornata al 13/12/2006

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