PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008
PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008
Parte II – Il servizio
sociale comunale: la situazione attuale
L’ORGANIZZAZIONE, LA STRUTTURA E LE RISORSE
Le difficoltà e le criticità sinteticamente riportate nelle pagine precedenti,
legate al contesto normativo attuale, al progressivo abbandono politico che
negli anni scorsi ha relegato le politiche e i servizi sociali in un’ottica
residuale rispetto agli altri temi dell’agenda di governo regionale, provinciale
e comunale, il continuo accrescere delle competenze che vanno a gravare sui
comuni senza un riequilibrio del personale e delle risorse, ha particolarmente
penalizzato Sassari nella definizione di processi che facilitassero l’adozione
del metodo della “programmazione per obiettivi” nel servizio sociale comunale.
Il servizio sociale comunale di Sassari, infatti, nonostante cospicui
investimenti e l’impiego di oltre 70 operatori tra quelli in pianta organica e
convenzionati, non sembra rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.
La mancanza del metodo della programmazione ha portato a un lavoro sociale
casuale e routinario, dove solo la abnegazione di alcuni operatori ha portato a
innovazioni e miglioramenti.
Per tale motivo l’attuale sistema organizzativo dei servizi sociali comunali di
Sassari va rivisto all’interno di visione complessiva che attivi i meccanismi e
le procedure di collegamento dentro lo stesso servizio per poi rivolgersi alle
non più procrastinabili collaborazioni con l’esterno. Senza questo passaggio di
ridefinizione interna del servizio sociale comunale, infatti, che passa anche da
un confronto con gli altri servizi del territorio e con il terzo settore,
rischiamo di fallire il nostro posizionamento nodale nella rete come sempre
accade quando un servizio-organizzazione non ha una definizione chiara della
giustificazione della sua esistenza e delle sue funzioni come parte di un tutto,
attraverso le relazioni e le interazioni tra le sue parti.
Sotto il profilo delle risorse umane, se consideriamo l’assistente sociale come
figura cardine per l’organizzazione di un servizio sociale è bene evidenziare
prima di qualunque altra criticità che Sassari ha 11 assistenti sociali in
pianta organica (dei quali 1 solo per la struttura di Casa Serena) e dovrebbe
averne almeno il doppio per stare in linea con la media nazionale. Penso che
questo dato da solo possa spiegare disfunzioni, ritardi, mancate risposte e
quanto di lacunoso può capitare ; anche per questo gli assistenti sociali hanno
messo in questi anni a viva prova entusiasmo e
fiducia nel loro lavoro, spesso reso vano da oggettivi problemi sui quali non
potevano intervenire, e su questo dobbiamo ricostruire un percorso di fiducia e
comprensione con i cittadini e con gli altri operatori; al contempo, però, gli
assistenti sociali avvertono l’esigenza di costruire un tessuto organizzativo
dei servizi che permetta loro di valorizzare ulteriormente metodi e tecniche del
servizio sociale che riportino l’attenzione sulla relazione d’aiuto e
l’accoglienza con il superamento del lavoro d'ufficio.
All’assenza di personale stabile in pianta organica si sopperisce con il sistema
delle convenzioni temporanee, così imposte dalla legge, che non possono
garantire una continuità di rapporto con i cittadini i quali devono anche
soffrire un continuo ricambio degli operatori di riferimento ai quali consegnano
racconti di vita spesso dolorosi che passano come “pacchi” da un operatore a un
altro.
Gli operatori sociali convenzionati, inoltre, devono sentirsi pienamente
integrati all’interno di una progettazione condivisa dei servizi e degli
interventi e non vivere una sensazione di marginalità che non permette loro un
conseguente attaccamento al servizio sociale comunale del quale fanno parte e
dal quale, però, troppo spesso si sentono solo appendici; anche tale sensazione,
infatti, può incidere sulla scelta che porta questi operatori a lasciare il
servizio sociale comunale .
Maggiore deve essere anche la condivisione della progettazione tra le diverse
professioni sia per un corretto utilizzo e piena valorizzazione delle specifiche
competenze professionali (pedagogisti, educatori, psicologi, ludotecari, oss
ecc) che per evitare un peso eccessivo su alcune professioni. Va, inoltre,
tenuto presente che la particolare attività del servizio sociale comunale, per
il delicato approccio con i cittadini, deve vedere partecipi delle linee
programmatiche anche chi riveste mansioni che, pur non avendo una
professionalità specifica nel campo socio-assistenziale, rivestono un ruolo
decisivo di filtro e di accoglienza come gli uscieri e o gli addetti di mansioni
amministrative che siano a diretto contatto con i cittadini.
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Scheda aggiornata al 13/12/2006