PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008
PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008
Parte II – Il servizio
sociale comunale: la situazione attuale
LE RISPOSTE ATTUALI AI BISOGNI
Come sopra espresso l’organizzazione del servizio sociale comunale necessita di
una innovazione in parte sollecitata dalle nuove sfide normative, in parte
indotta dalle nuove e complesse esigenze dei nostri cittadini a seguito della
velocità dei cambiamenti sociali ed economici, che preveda di abbandonare quei
percorsi operativi che si rivelano inadeguati a rispondere ai veri bisogni dei
cittadini e delle persone. Per tali esigenze è fondamentale studiare strumenti
di valutazione aggiornati e presenti come esigenza già in fase di
programmazione.
Ne consegue, pertanto, che sono gli obiettivi che un servizio-organizzazione si
prefigge che definiscono le modalità operative e non viceversa, e gli obiettivi
non possono nascere che da una riflessione su quanto fatto finora e sui
possibili futuri traguardi di miglioramento.
Anche i servizi storici del comune, pertanto, hanno bisogno di un ripensamento
per una aggiornata definizione degli obiettivi e degli strumenti per
raggiungerli e valutarli. Le brevi considerazioni di seguito riportate sui
servizi storici erogati dal comune di Sassari nascono anche dalle riflessioni
degli operatori e dei cittadini.
Gli interventi economici di
contenimento della povertà
Gli interventi economici di contenimento della povertà sono limitati nei loro
effetti perché molta povertà arriva negli uffici come conseguenza di uno stato
di disoccupazione che nessun sostegno economico può, purtroppo, sanare.
I contributi economici straordinari e continuativi, quelli per le spese
sanitarie e farmaceutiche, la fornitura dei pasti a domicilio, il sostegno per
il pagamento delle rette di ricovero sono interventi che riescono a incidere
poco sulle esigenze di una popolazione che attraversa una crisi economica e
produttiva così pesante. I regolamenti e le procedure per l’erogazioni dei
contributi, inoltre, necessitano di una revisione nell’ottica di un maggior
snellimento delle procedure e ulteriore coinvolgimento dei cittadini nelle
scelte che li riguardano. Pesanti, per questa forma di assistenza, sono le
conseguenze di un’assenza di un tavolo di lavoro concertato e aperto a quanti
operano nel campo del sostegno e contenimento della povertà. E’ mancata
totalmente una politica della casa, al punto che l’emergenza abitativa diviene
sempre più drammatica.
I servizi rivolti ai minori e alle
famiglie
I servizi rivolti ai minori e alle famiglie, pur avendo nei servizi nido e nei
servizi ludico-ricreativi ed educativi alcune condizioni di vera eccellenza,
necessitano di un maggiore raccordo tra loro e di una programmazione che veda la
proposta delle attività distribuite nel tempo per evitare momenti di
sovrapposizione di attività e momenti totalmente scoperti di proposte.
E’ inoltre necessario un raccordo maggiore tra le professionalità del servizio
sociale e le professioni pedagogiche ed educative e una programmazione congiunta
e partecipata all’interno della stessa area.
E’ necessario, inoltre, attrezzarsi per dare risposte anche durante l’estate, in
particolare nel mese di agosto, data la tendenza di molti cittadini che per
scelta o per costrizione passano l’estate in città, attraverso un potenziamento
dei nostri servizi in stretta collaborazione con tutti gli altri attori sociali.
E’ inoltre urgente e non più rimandabile una analisi di quanto offerto nelle
comunità alloggio per minori in termini di rapporto costi e qualità dei servizi
offerti ai minori e alle famiglie tenendo presente la rispondenza al progetto di
sostegno.
Una sola ludoteca per una città come Sassari è assolutamente insufficiente e
lascia scoperti i bisogni delle famiglie in molti dei nostri quartieri.
Il crescente gradimento e il conseguente aumento delle richieste per i servizi
estivi rivolti a bambini e ragazzi ci impone di rafforzare collaborazioni e
sinergie e di calibrare meglio i nostri interventi per poter soddisfare questa
crescente domanda.
Da ripensare e potenziare sono i servizi e i progetti di sostegno e
accompagnamento all’affido e alle adozioni in stretta collaborazione con i
servizi della Asl, con il privato sociale accreditato e con le famiglie, così
come è necessario riflettere sui risultati dei progetti di livello distrettuale
come il progetto di contrasto e sostegno a minori e donne vittime di violenza,
Progetto Aurora, evidenziandone punti forza e criticità che possano essere utili
per una definizione dei futuri Piani di Zona.
Particolare attenzione dobbiamo riservare ai casi di minori in stato di grave
disagio familiare per attivare tutte le azioni di supporto in stretta
collaborazione con le risorse del privato sociale e dell’associazionismo,
dotandoci al più presto di un servizio di base presente in tutti i comuni
d’Italia come l“assistenza educativa territoriale” da attuarsi presso le
famiglie che veda una maggiore presenza degli operatori sociali nel sostegno
educativo nelle case e sempre meno i cittadini negli uffici.
I servizi
per gli anziani
I servizi per gli anziani sono caratterizzati da una particolare fidelizzazione
con i cittadini utenti e con i loro familiari che rischia, però, di essere messa
in discussione pesantemente dalla gravità dei problemi che il servizio di
assistenza domiciliare, il servizio storico più stabilizzato, si trova ad
affrontare: il 98% degli anziani seguiti dal servizio di assistenza domiciliare,
infatti, sono attualmente anziani non autosufficienti, dei quali la maggior
parte vive solo o con un coniuge anziano; si capisce come il nostro intervento
sia assolutamente insufficiente rispetto alle esigenze degli anziani e delle
loro famiglie con la duplice conseguenza di un senso di profonda
frustrazione negli operatori e la conseguente non possibile accettazione delle
domande inoltrate da quegli anziani ancora autosufficienti per i quali ancora
autosufficienti per i quali il servizio era nato.
La consegna dei pasti a domicilio e la collaborazione con l’associazione AUSER
permette in parte di affrontare questa che anche l’Unione Europea ha
recentemente definito “una bomba sociale”, ma bisogna attivare reti solide per
coinvolgere forze nuove, giovani, per prepararci a dare risposte a questa vera e
propria emergenza così come improrogabile è un lavoro concertato e formalizzato
con la ASL affinché metta in atto i servizi sanitari domiciliari necessari.
Vanno, poi, sostenute e potenziate le attività di informazione e
sensibilizzazione.
Casa Serena rappresenta ormai, per gli anziani ospiti, per i familiari e i
cittadini di Sassari, un punto di riferimento e di socializzazione per le
molteplici attività che vi si svolgono e che vengono sempre più spesso aperte a
tutti i cittadini; un aspetto di particolare rilevanza nelle attività di Casa
Serena è rappresentato dalla presenza di molti giovani volontari, presenza che
manca invece in atri servizi rivolti agli anziani più bisognosi. Per questi
motivi almeno, Casa Serena può essere considerata un modello di integrazione e
inclusione sociale che deve essere aiutato a mettersi in rete e a “gemellarsi”
con altri istituti della città per esportare competenze e modalità operative.
I servizi rivolti ai portatori di handicap
I servizi rivolti ai portatori di handicap sono attualmente in prevalenza
servizi di assistenza scolastica, domiciliare, (L.104) anche per l’handicap
grave (L. 162) per un totale, solo per questi servizi, di oltre 600 utenti, a
fonte di un’assenza di accordi di programma e/o protocolli d’intesa con ASL, la
scuola e altri attori sociali che definiscano una visione complessiva del
problema handicap a partire dall’inserimento nel nido. In tutti questi casi è
necessario rivedere l’appesantimento della spesa in rapporto costi benefici e
potenziare il rapporto con le famiglie attraverso un percorso di sostegno e
accompagnamento, prevedendo il loro coinvolgimento anche nella riorganizzazione
dell’intero servizio handicap che è uno degli obiettivi di questo mandato.
Il servizio di trasporto va invece potenziato e razionalizzato anche con le
associazioni di volontariato e vanno valutate alcune ipotesi attualmente in
discussione per un suo miglioramento.
La disabilità di tipo psichico e cognitivo soffre di una totale assenza di
interventi che superino l’erogazione monetaria, a fronte di una crescente e
spesso disperata richiesta di servizi da parte dei familiari e degli stessi
utenti. Assenti sono le offerte di attività di socializzazione,
ludico-ricreative, e di reinserimento sociale e lavorativo, nonché le
collaborazioni con il terzo settore e la ASL per servizi di assistenza
domiciliare.
Una particolare attenzione va rivolta ai genitori che abbiano un figlio disabile
che devono sentire le istituzioni a loro vicine anche attraverso la costruzione
di una rete di sostegno interistituzionale.
Il Servizio per
l’Orientamento l’Inserimento e il Reinserimento Lavorativo
Il Servizio per l’Orientamento l’Inserimento e il Reinserimento Lavorativo dei
soggetti svantaggiati di via Giusti, superata una fase di incertezza funzionale,
può potenziare le collaborazioni già attivate attraverso protocolli d’intesa con
una particolare attenzione al passaggio di competenze attualmente in corso dalla
Direzione Provinciale del Lavoro alla Provincia, per salvaguardare quanto già
attivato e per non disperdere il patrimonio di prassi operative, collaborazioni
e competenze.
I servizi per gli stranieri
I servizi per gli stranieri sono concentrati nello Sportello per Extracomunitari
di via Giusti. Attivato dall’amministrazione nel 1998, il primo sportello
comunale in Sardegna, ha raggiunto una competenza adeguata allo svolgimento dei
compiti di consulenza, mediazione e supporto agli stranieri in collaborazione
con diverse istituzioni della città; lo sportello sembra ormai essere un punto
di riferimento per gli stranieri della città, (sportello ha avuto quali 900
utenti a fronte di una popolazione di circa 1200 stranieri) ma dagli stessi
operatori giungono proposte per un miglioramento che vanno anche nell’ottica di
un decentramento di alcune attività. Lo sportello lavora attualmente in
collaborazione con l’Amministrazione Provinciale.
Una particolare attenzione va invece rivolta alle attività di supporto e
collaborazione con le scuole che ospitano bambini stranieri attraverso un
coinvolgimento delle associazioni di volontariato, delle famiglie e degli
insegnanti che, nella nostra città, mostrano una particolare attenzione e
sensibilità.
I servizi per la comunità Nomade
Gli
interventi per la comunità Rom. Le attività di sostegno alla
comunità nomade risentono fortemente dell’assenza del campo nomadi
che avrebbe rappresentato un’occasione di inserimento sociale, ma
anche di controllo in special modo per le condizioni di vita e di
crescita di bambini e adolescenti. Quanto fatto pertanto dagli
operatori del servizio sociale comunale, è stato spesso vanificato
dall’assenza del campo e dalle disumane condizioni in cui vive
attualmente la comunità Rom. Positivo è il fatto che le attività
rivolte alla comunità come il sostegno scolastico e, quando
necessario, quello economico per farmaci o altre esigenze primarie,
ha creato un rapporto di fiducia con gli operatori del servizio
sociale che sarà utile per costruire con la comunità e le
associazioni di volontariato il percorso di trasferimento nel campo
[Top]
Scheda aggiornata al 13/12/2006