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 PROGRAMMA SOCIO-ASSISTENZIALE 2006-2008

1. Il disturbo mentale e le sue conseguenze sulla vita personale e familiare

1. Il disturbo mentale e le sue conseguenze sulla vita personale e familiare, in particolare l’assenza di servizi di socializzazione, ludico-ricreativi, e di sostegno alle famiglie, rivolti a persone anche adulte portatrici di disabilità di tipo psichico e cognitivo
Per tale fascia d’utenza si sono utilizzati solo interventi di tipo monetario ai sensi della legge regionale 20/97, (390 utenti nel 2005) che prevedeva invece anche attività di socializzazione, di reinserimento sociale e, quando possibile, lavorativo, in stretta collaborazione con i servizi della ASL e del privato sociale, rivolti in particolare a quelle famiglie che avessero fragilità sociale e culturale.
Tale situazione diviene esplosiva durante l’estate quando il clima e l’ulteriore solitudine della famiglia accentuano drammaticamente le caratteristiche della malattia.
Si pensi inoltre che nel 2004 ben 600 bambini sono stati oggetto di diagnosi funzionale nel distretto e che ben circa un centinaio di questi avrebbe beneficio da un percorso riabilitativo attraverso l’utilizzo di mezzi informatici.
L’assenza di servizi rivolti alle persone affetta da tale disabilità e ai loro familiari, ha impedito il coinvolgimento in progetti più ampi del terzo settore, dei servizi di Tutela della Salute Mentale della ASL nonché ha limitato l’accesso nel mercato del lavoro di figure professionali socio-educative specializzate.

 

LE NUOVE RISPOSTE


Centro Diurno Polivalente per portatori di handicap psico-fisico.

Il progetto, che è stato valutato positivamente dalla Regione e per il quale siamo in attesa di una conferma ufficiale del finanziamento, dovrebbe essere avviato nei primi mesi del 2006 e rivolgersi inizialmente a 30 utenti e alle loro famiglie, con una particolare attenzione a quelle più fragili e vulnerabili per condizioni economiche e sociali.
Nel centro, che ospiterà inizialmente 30 persone, si svolgeranno attività di socializzazione, laboratori espressivi, attività ludico-ricreative e percorsi ergoterapici con il coinvolgimento di familiari e della rete amicale delle persone portatrici di disabilità. Il centro dovrà essere il primo di una serie di servizi analoghi da attivare in più punti della città, in collaborazione con strutture della ASL e con il privato sociale.

Servizio di Ausilioteca all’interno del centro diurno rivolto a bambini e ragazzi con gravi disabilità psico-motorie che, seguiti da personale altamente specializzato, attraverso l’utilizzo del computer potranno comunicare più efficacemente e sviluppare le potenzialità individuali e arricchendo le relazioni interpersonali. L’utenza per tale servizio è individuata dai servizi di neuropsichiatria infantile della ASL in circa un centinaio di persone nel distretto.
Il progetto prevede il coinvolgimento dei genitori, degli operatori scolastici, della ASL, in particolare del servizio di Neuropsichiatria Infantile. Il progetto permette, inoltre, di aprire questo servizio al distretto attraverso attività di informazione sull’utilizzo degli ausili, rivolte ai genitori e agli insegnanti, nonché la formazione di nuove figure professionali altamente specializzate nel settore. Il servizio intende anche, in stretto raccordo con la ASL, evitare gli sprechi monetari nell’acquisto degli ausili informatici che saranno prescritti solo attraverso una diagnosi personalizzata.

Progetto di accompagnamento al nido
Il progetto, avviato il 1 settembre 2005 in collaborazione con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile, prevede l’accompagnamento al nido di bambini con diagnosi precoce di disturbi psico-motori e dei loro genitori, con il coinvolgimento degli educatori dei nidi comunali in un lavoro formativo comune e in percorsi di
apprendimento condivisi e partecipati. Il progetto per questa fase iniziale si è rivolto solo ai nidi comunali e ha visto il coinvolgimento di 16 bambini 32 genitori e 70 educatori.
Il progetto si configura come la prima fase di un lavoro condiviso con i genitori che proseguirà secondo fasi successive coprogettate con le famiglie.

Il servizio di ascolto e sostegno per le famiglie
Viene attivato a partire dal mese di gennaio 2006 presso il servizio sociale comunale di via Zara e sarà rivolto a tutte le famiglie che abbiano necessità di uno spazio loro riservato per un consiglio, un supporto, anche psicologico, un momento di ascolto e di accoglienza.
Il servizio si rivolge principalmente alle famiglie che abbiano tra i propri cari una persona con handicap grave e viene offerto anche ai comuni del distretto e inserito tra le attività di supporto alle famiglie nella programmazione dei piani della 162.

Realizzazione di un programma informatico specifico per la gestione dei progetti rivolti all’handicap grave
Il programma darà la possibilità di un monitoraggio in tempo reale dell’ operatività e della spesa in riferimento anche al rapporto costo/benefici.

Percorsi di socializzazione e formazione
Si tratta dell’attivazione di percorsi di socializzazione e formazione ai sensi della legge 20/97 che, come già detto precedentemente, fino ad oggi è stata utilizzata solo sotto forma di sussidio monetario alla persona o alla famiglia. Il progetto è rivolto a persone con disabilità cognitiva e prevede la collaborazione con il Servizio Tutela Salute Mentale della ASL e il privato sociale specializzato per un percorso di socializzazione e formazione finalizzato all’apprendimento di specifiche competenze che rientrano in un progetto più ampio che prevede anche percorsi lavorativi.

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Scheda aggiornata al 13/12/2006

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