Storia di Sassari
Sassari, ubicata al centro della vasta regione a Nord-Ovest della
Sardegna, è con i suoi 129.000 abitanti, la seconda città dell'isola.
Il nome di Sassari lo troviamo per la prima volta in un antico registro
del monastero di San Pietro di Silki, dove in un atto del 1131 è nominato
"Jordi de Sassaro". Nel 1135 si parla invece della chiesa di Sancti
Nicolai de Tathari

Sassari è una città "giovane" ma il suo territorio e il Museo Sanna
offrono numerose testimonianze della presenza dell'uomo del Neolitico
recente: dall'imponente ziqqurat di Monte d'Accodi edificato verso il
2400 A.C. ai 170 nuraghi e alle vestigia romane del Il Secolo d.C.
Nella seconda metà del Xlll secolo Sassari, Comune governato da un podestà,
alleato prima con Pisa e in seguito con Genova, contava più di 10.000
abitanti. Le case costruite all'interno delle mura si alternavano con
campi e corti, ed erano separate da stradine strette e tortuose. Lungo
l'asse sud-nord si estendeva la "Platha de Cothinas" : l'attuale Corso
Vittorio Emanuele. Nella sua parte centrale, dove oggi è il Teatro Civico,
si apriva la piazza del Comune con il Palazzo Comunale.
Nel 1294 la città si costituì in libero Comune e promulgò gli "Statuti
Sassaresi" che rappresentavano l'organizzazione giuridica, politica
ed amministrativa della città. Il passaggio sotto la dominazione aragonese
segnò l'avvento di un secolo di ribellioni, carestie e pestilenze che
spopolarono la città, la quale rifiorì con la pace del 1420 e riconquistò
la sua posizione dominante nel Nord della Sardegna. Il Castello Aragonese
del XIV secolo fu demolito alla fine del XIX secolo. "L'Albergo Cittadino",
il Palazzo Comunale nel Corso ed alcune belle dimore nel tratto della
"Platha", restano comunque testimonianza di quel periodo. Il successivo
quarto del XVI secolo vede una marcata influenza delle tendenze italiane
nell'architettura di Sassari, soprattutto grazie all'arrivo dei Gesuiti
e all'influenza degli architetti militari italiani chiamati in città
per costruire le fortificazioni che dovevano proteggere l'isola dalle
incursioni dei pirati.
Vanno ricordate come testimonianze di questo periodo la nascita del
Collegio di Studi di San Giuseppe o Studio Generale, che nel 1634 verrà
denominato Università di Sassari, prima Università della Sardegna. La
Fontana di Rosello, eretta nel 1605 - 1606 in stile tardo-rinascimentale,
divenne il simbolo della città e del suo legame alla terra

Dopo la peste del 1652 e fino ai primi decenni del XVIII secolo si assiste
ad un vero boom dell'edificazione, soprattutto per quanto riguarda gli
edifici religiosi ed in particolare della cattedrale di San Nicola
Il passaggio alla dominazione piemontese intorno al 1718 si rifletterà,
sull'architettura cittadina solo 50 anni dopo. Se ne ritrova testimonianza
nel Palazzo Ducale, sede attuale dell'Amministrazione cittadina e sulle
facciate di altre case aristocratiche.
Negli anni seguenti vengono costruiti il Teatro Verdi, il nuovo ospedale,
le carceri. Viene creato un sistema di piazze secondo un asse longitudinale
che va dalla Piazza Azuni a Piazza d'Italia. Intorno al 1870, in Piazza
d'Italia, sorge il maestoso Palazzo della Provincia e il neo gotico
Palazzo Giordano
L'edilizia conosce un nuovo rilancio dopo la crisi della fine del XIX
secolo, rilancio segnato questa volta dall'eclettismo di fine 800 che
includeva il "neo gotico" e "l'esotico" con influenze esterne al pari
dell'utilizzo di materiali di costruzione insoliti. Un accostamento
tra l'eleganza e la bizzarria si trova nelle ville "art nouveau" e la
severità degli edifici pubblici (Umberto I) che vedranno, in seguito
alla prima guerra mondiale , l'espressione della "restaurazione" e "l'art
dèco" incarnarsi nel ritorno alle forme architettoniche dei decenni
precedenti e nel "razionalismo moderno".
In effetti, negli anni 30 del 1900 la crescita demografica va di pari
passo con la nuova frenesia di costruzione, dando il via al quartiere
residenziale di viale Italia, con case in stile nazionalista ed il quartiere
popolare di Monte Rosello, unito alla città dal Ponte dei Fasci, emblema
del fascismo Italiano. La trachite locale viene usata a profusione per
costruire a ridosso delle carceri il Palazzo di Giustizia, di stile
neoclassico, e nella Piazza Conte di Moriana, in stile razionalista,
ed altri diversi palazzi. Dopo la seconda Guerra Mondiale la popolazione
è pressoché raddoppiata: da 72.000 agli attuali 129.000 abitanti.
Scheda aggiornata al 19/10/2006