Home Spettacoli Circuito teatrale regionale sardo 2011/2012

CIRCUITO TEATRALE REGIONALE SARDO

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Orlando Furioso
Ballata in ariostesche rime per un
cavalier narrante


tratto da l’Orlando Furioso di
Ludovico Ariosto


con
Stefano Accorsi

musiche originali eseguite dal vivo
foto di Chicco De Luigi

adattamento teatrale e regia di
Marco Baliani


Nuovo Teatro

 

6 - 7 marzo
Nuovo Teatro

L’Orlando Furioso tratto da l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

L'Orlando furioso

Trasferire l’Orlando Furioso in una presenza teatrale è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti

Stefano Accorsi veste i panni di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso sfortunato vincente doloroso sofferente sacrificale gioioso e di certo anche furioso.
Per star dietro alle tante storie d’amorosi sensi e avventure ad essi corrispondenti, il cavalier narrante dovrà assumere cangianti sembianze, essere al contempo tanti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, a volte femminil sostanza, a volte magica, fantasmifera assenza, o per contrasto conturbante presenza.
Nell’entrare e uscire da siffatte presenze, e sopratutto nel dar seguito alla fantasmagorica passione del suo doppio Orlando, il cavaliere Stefano perderà anche suo senno, e cercarlo dovrà in quei luoghi del sogno di cui siam fatti, si sa, come di stoffa, noi attori erranti.
Ad accompagnare la peregrinazion d’amore ci penserà la musica, che lungi dal farsi a sua volta cavaliera servente, costringerà l’attore a duelli e dispute e dissidi e smacchi e scacchi, come presenza assai poco discreta incarnata in vivi corpi musicanti e strumentanti.
Monologando, narrando, melologando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuoneranno in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti.

Dicono che a narrare storie il mondo diventi assai meno terribile, e per tal compito, in questi tempi amari dove a parlare sembra essere solo la realtà, ci siam messi all’opera, con passo volatile e leggero, ma per toccare sostanze alte e un sentire sincero.  Marco Baliani 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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