CIRCUITO TEATRALE REGIONALE SARDO
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adattamento teatrale Roberto Saviano e Mario Gelardi
con
Ivan Castiglione , Francesco Di Leva,
Giuseppe Gaudino, Giuseppe,
Miale Di Mauro,Adriano Pantaleo
e con la partecipazione di
Ernesto Mahieux
scene Roberto Crea
costumi Roberta Nicodemo
musiche Francesco Forni
video Ciro Pellegrino
luci Silvio Ruocco
regia Mario Gelardi
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28 - 29 febbraio
Gli Ipocriti
Gomorra
di Roberto Saviano

PRIMA REGIONALE
Nello spettacolo abbiamo creato una struttura che
mettesse in contatto tutte le storie e che utilizzasse il
personaggio di Roberto Saviano come un collante tra esse. La volontà
era quella di dare un carattere ma anche una faccia ai protagonisti
del libro. Si parla di carne e sangue e non solo di carta.
Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalaschnikov, rapida,
violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più
grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, di
un paese, che ci appare sempre in bilico, come il cantiere quasi
abbandonato in cui lo spettacolo è ambientato. Un mondo criminale e
selvaggio in cui l’occhio dello scrittore Saviano si pone ad
illuminare squarci di vita.Lo spettacolo, come il libro, racconta
due livelli del crimine, quello più istintivo, animalesco, violento,
costituito dal braccio armato della camorra impersonato dai due
spacciatori che vogliono fare carriera nel “sistema” Pikachu e
Kitkat e quello imprenditoriale, che non si sporca mai le mani
direttamente, che coordina a distanza che ha interessi in tutto il
mondo, impersonato nelle figure di Mariano e dello Stakeholder, due
colletti bianchi del crimine.
Tra di loro Pasquale, un sarto abilissimo che mette la sua “arte” al
servizio di un clan. Vero e proprio Virgilio dantesco è, infine, il
personaggio di Roberto Saviano che ci conduce tra le varie storie,
che interroga i personaggi, scava nelle dinamiche, si pone come
coscienza civile di un paese.
Mario Gelardi
“L’idea che Gomorra potesse mutare dimensione e divenire forma
teatrale sembra essere parte del suo destino. Ancora non era uscito
il libro che Mario Gelardi e Ivan Castigliane mi chiesero di poter
trasformare qualsiasi cosa avessi scritto in forma teatrale. Come se
avessero dal primo momento in cui ci eravamo incontrati in mente
cosa fare. Come una sorta di necessità. Qualcosa che puoi affrontare
solo assecondandoti ad essa. Il Teatro muta in voce ciò che è parola
concede viso, copre con un mantello di carne le parole, senza
opprimerle anzi scoprendole dandole epidermide e quindi rendendo
storie di un luogo d’ogni luogo, una faccia tutte le facce, e questo
è ciò di cui il potere, qualsiasi potere ha più paura”.
Roberto Saviano
