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Il progetto di Piazza d'Italia

Giampiero Uneddu: ingegnere capogruppo progettazione

 1) Il percorso che ha generato la proposta progettuale finale .

Il percorso che ha portato alla formazione del progetto finale di sistemazione di Piazza d'Italia è stato, almeno per quanto riguarda le varie fasi della progettazione, certamente difficile e, per alcuni aspetti, insolito ed inusuale, ancorché professionalmente stimolante.
In ogni caso, il raggruppamento di professionisti incaricato della progettazione dell'intervento di riqualificazione del centro storico, da me rappresentato, ha ritenuto di seguire con il dovuto impegno ed entusiasmo il percorso tracciato dall'Amministrazione Comunale, condividendone le scelte strategiche e contribuendo fattivamente a concretizzare le molte ipotesi di lavoro messe in campo.
Nello scenario prefigurato dall'Amministrazione, questo percorso era stato suddiviso in due distinte e successive fasi, tra loro strettamente connesse.
La prima fase riguardava la predisposizione di un bando di evidenza pubblica che consentisse a chiunque ne avesse interesse di esprimere, in forma grafica, le proprie idee sulla nuova sistemazione della piazza. Il bando era rivolto a tutti i cittadini, ma è stato fin dall'inizio evidente che avrebbe dovuto interessare soprattutto gli addetti ai lavori (progettisti ed artisti in particolare). In questa fase i progettisti incaricati avrebbero dovuto svolgere l'insolito ruolo di “ traduttori” della proposta vincente in una forma tecnicamente compiuta che avesse le caratteristiche di un'opera pubblica appaltabile.
La seconda fase riguardava la divulgazione del progetto così generato attraverso le più evidenti forme di pubblicizzazione (presentazione, esposizione al pubblico, pubblicazione sulla stampa locale, dibattiti) per consentire ai cittadini di valutare la proposta ed esprimere il loro livello di condivisione delle scelte progettuali. In questa fase, i progettisti incaricati avrebbero dovuto svolgere il meno insolito ruolo di “ interpreti” delle istanze direttamente espresse dai cittadini.
La prima fase (quella relativa alla procedura concorsuale) ha dato due risultati certamente inattesi e difficilmente prevedibili:
• Nessuna delle proposte partecipanti al bando di gara è risultata vincente.
• Tutte le proposte delineavano, pur in diversa misura, una sistemazione della piazza connotata da forti elementi di innovazione.

Questi due risultati hanno prodotto due correzioni nel percorso amministrativo ipotizzato:
• La necessità di elaborare una nuova proposta progettuale che fosse al tempo stesso originale e risentisse delle suggestioni derivanti dalle proposte partecipanti al bando (a seguito della sopravvenuta impossibilità di attivare la programmata operazione di traduzione della proposta vincente);
• Una forte spinta a tentare soluzioni progettuali innovative (con conseguente rinuncia ad un progetto di restauro conservativo ed agli elementi di arredo in stile).
Sulla base di questi condizionamenti, i professionisti incaricati hanno elaborato il loro progetto di sistemazione della piazza che è stato presentato alla città.
Come tutti sappiamo, i cittadini intervenuti nel dibattito hanno generalmente espresso apprezzamenti negativi sugli elementi più innovativi del progetto (le piastre centrali con funzione di palcoscenico, i corpi illuminanti di disegno moderno, le panche realizzate con semplici blocchi di granito) e hanno chiesto che la sistemazione della piazza fosse maggiormente ispirata ad interventi di tipo conservativo.
L'Amministrazione Comunale ha recepito le istanze e ha richiesto ai professionisti incaricati una nuova elaborazione progettuale.
A proposito dell'attività svolta dai professionisti incaricati, sembra opportuno precisare che tale attività non ha comportato alcun onere economico aggiuntivo per l'Amministrazione Comunale, avendo i professionisti stessi accettato di svolgere la loro prestazione senza richiedere maggiori compensi per la sostituzione dell'intervento su Porta S. Antonio, la cui progettazione definitiva era stata già eseguita.

2) I contenuti della proposta progettuale .

In base alle precedenti considerazioni, è stata elaborata una nuova proposta progettuale che tenta di ridefinire e rendere riconoscibili gli elementi architettonici formali, storico-culturali e funzionali della piazza.
L'obiettivo dichiarato del progetto è la ricostruzione degli aspetti formali che hanno caratterizzato l'impianto originale della piazza (il monumento, le aiuole, le fontanelle e le alberature) e la progettazione degli aspetti funzionali che possano restituire alla piazza l'antica funzione di luogo di rappresentanza, di aggregazione e incontro che ha storicamente esercitato (spazi aperti per raduni e per il gioco, percorsi pedonali, panchine).
Nella stereometria della piazza, intesa come la raffigurazione tridimensionale delle sue geometrie, sono morfologicamente riconoscibili alcune costanti che possono essere definite strutturali. In particolare:
- sono riconoscibili planimetricamente la forma quadrata, la centralità del complesso monumento-aiuola e i palazzi al contorno, che sembrano originati dal riverbero della forme geometriche della piazza stessa;
- si impongono altimetricamente il prospetto del Palazzo della Provincia e quello del Palazzo Giordano, il monumento e le quattro palme che lo contornano.
Queste costanti strutturali sono state assunte come invarianti progettuali della proposta di nuova sistemazione della piazza.
In particolare, l'ipotesi progettuale prevede anzitutto il recupero della dimensione originaria della piazza, riportando ad un'unica quota il livello della piazza e quello della viabilità circostante, la cui antica pavimentazione in basoli di granito e ciottoli di basalto verrà ripristinata grazie alla rimozione del manto superficiale in bitume, realizzato negli anni '60.
In secondo luogo è previsto il ripristino del complesso monumentale originario centrale di fine 800, con la ricostruzione della recinzione in ferro attorno al giardinetto realizzato alla base del monumento. All'interno del giardinetto, arredato con aiuole a fioritura stagionale, si conservano le quattro palme esistenti.
Lo schema geometrico della pavimentazione riproduce la forma quadrata delle citate riverberazioni dei palazzi otto/novecenteschi.
La pavimentazione è prevista in pietra naturale, con l'utilizzo di graniti che provengono dalle cave della Gallura e presentano tenui variazioni di colore, quasi a sottolineare gli effetti delle riverberazioni geometriche. La trama della pavimentazione è costruita secondo direttrici alternate che evidenziano i sensi di percorrenza nelle due direzioni principali (dai Portici Borgone-Crispo alla Via Roma e dalla Via Carlo Alberto in direzione del Palazzo della Provincia).
Per quanto riguarda gli elementi di arredo, la nuova proposta progettuale prevede:
- la conservazione dei lampioni esistenti, con l'utilizzo di lanterne dotate di ottiche a basso livello di inquinamento luminoso;
- la recinzione in ferro battuto del giardinetto centrale che riprende il disegno del primo impianto, integrata da una seduta in granito che conferma una funzione ormai consolidata;
- la riproposizione delle panchine in stile in ferro battuto;
- il ripristino delle due fontanelle, attualmente utilizzate come fioriere, posizionate ai piedi della platea del Palazzo della Provincia.
 


Scheda aggiornata al 16/08/2006