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Palazzo Ducale

Un intervento di scavo archeologico a Palazzo ducale

Daniela Rovina

Nel febbraio 1995, nell'ambito dei lavori di restauro, è stato condotto un intervento di scavo che ha interessato tre ambienti posti a destra dell'ingresso del Palazzo Ducale, tra la Piazza del Comune e via Santa Caterina. Rimuovendo le pavimentazioni del piano terra dei vani, sono emersi depositi di riempimento contenenti materiali di interesse storico archeologico, che hanno suscitato l'intervento della Soprintendenza Archeologica ed il conseguente avvio di uno scavo stratigrafico a partire dai livelli già raggiunti con i mezzi meccanici che avevano intaccato la parte superficiale della stratigrafia. Lo scavo archeologico ha evidenziato la presenza di potenti strati di riempimento che avevano colmato e obliterato sei cantine ubicate al di sotto dei pavimenti recenti, pertinenti ad abitazioni preesistenti alla costruzione del palazzo tra XVIII e XIX secolo, dal momento che l'organizzazione planimetrica degli ambienti venuti in luce è diversa da quella dell'edificio soprastante e che tre di essi proseguono oltre il muro perimetrale di quest'ultimo, sotto via S. Caterina. Le cantine hanno piante rettangolari di varie dimensioni, e conservano ancora tracce delle originarie coperture con volte a botte, ricostruibili dall'imposta degli archi di sostegno sulle pareti o dai fori per le travi nei muri di testata. Tre ambienti sono dotati di pozzi o cisterne per il rifornimento idrico delle abitazioni: si tratta in particolare di una cisterna a fiasco a base circolare e copertura voltata, di una doppia cisterna con le stesse caratteristiche, entrambe utilizzate per la raccolta delle acque di gronda, e di un pozzo a canna rettangolare con pedarole ricavate su due pareti contrapposte durante la costruzione; la profondità del pozzo non è attualmente precisabile, dato che lo scavo si è dovuto interrompere a circa sette metri dall'imboccatura per la presenza di acqua. Di particolare interesse appare uno "scivolo" scavato nella roccia con notevole pendenza che, con provenienza da via S. Caterina, arriva al piano pavimentale di uno dei vani, definendone la probabile funzione di magazzino per merci che dovevano esservi scaricate con questo sistema.

Le cantine presentano tracce evidenti di diverse modifiche strutturali e di differenti utilizzi, testimoniati rispettivamente dall'abbassamento del piano di roccia e l'innalzamento di una volta in un ambiente, da segni di tagli per la cava di blocchi in altri, forse utilizzati nella costruzione del nuovo palazzo, e dalla presenza di parti residue di diversi pavimenti, talvolta sovrapposti, ad acciottolato, di malta, e di cocciopesto. Quest'ultimo, realizzato utilizzando frammenti minuti di materiale fittile e di ceramiche per lo più databili fra la fine del 1500 ed il secolo successivo, conservava al di sotto una moneta tardo settecentesca, che sembra pertanto attribuirlo alla fase di costruzione del palazzo del Duca. La definizione cronologica di queste cantine non è tuttora precisa, in attesa dello studio puntuale dei materiali dello scavo. Appare tuttavia evidente la loro anteriorità rispetto al Palazzo Ducale, sia per la diversa distribuzione planimetrica che per la sovrapposizione dei muri tramezzi e perimetrali dell'edificio, che tagliano diversi di questi vani. Sembra probabile che si tratti di cantine relative ad abitazioni cinquecentesche, dato il gran numero di ceramiche di questo periodo rinvenute insieme ad altre più recenti nel riempimento uniforme, costituito da materiali di demolizione che li colmavano completamente. Altre tracce di strutture ipogeiche simili documentate anni fa al di sotto della piazzetta antistante l'edificio del Comune, e tuttora esistenti in un'abitazione sul lato opposto di via S. Caterina, oltre alla già citata prosecuzione delle cantine sotto la stessa via, testimoniano l'esistenza di un tessuto urbano anteriore, profondamente modificato dalla costruzione del Palazzo del Duca dell'Asinara o da quello di famiglia ad esso preesistente.