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Palazzo Ducale

Da Palazzo di Città a Palazzo d'Usini

Paolo Cau

L’angustia delle stanze del Palazzo di Città in cui oltre al teatro e agli uffici comunali aveva trovato posto anche la caserma dei pompieri, impose alla città l’esigenza di dotarsi di un nuovo palazzo comunale: un obiettivo per così dire “trasversale” di tutte le amministrazioni succedutesi al governo del Comune di Sassarinella seconda metà dell’800. Nel 1867 don Simone Manca aveva pubblicato un fascicoletto di una ventina di pagine incentrate sulla proposta d’ampliamento della casa municipale e di costruzione di un nuovo teatro. All’angustia dei locali della casa municipale che non era in grado di ospitare adeguatamente personale ed uffici cresciuti in conseguenza dei nuovi compiti affidati al Comune faceva da contraltare la ristrettezza del teatro ormai insufficiente ad accogliere un pubblico sempre più numeroso: di qui la proposta di destinare il Palazzo di Città alla sola funzione di sede dell’amministrazione civica e di trasferire il teatro altrove, precisamente nell’area del carcere di San Leonardo in via di dismissione. Questo era un immobile grande, centrale e si affacciava sulla Carra Grande (l’attuale Piazza Tola) tramite il palazzo che il Comune aveva acquistato poco tempo prima dal duca di Vallombrosa (attualmente conosciuto come «palazzetto d’Usini»). L’Ufficio d’Arte del Comune predispose anche un progetto per la riedificazione del nuovo municipio nell’area occupata dal Palazzo di Città ed ancor prima dall’antica casa comunale lungo la ruga de Cothinas menzionata negli Statuti Sassaresi: progetto poi accantonato «a causa della ristrettezza e forma dell’area disponibile», non rispondente alle esigenze dei servizi comunali. Così la futura sede del Municipio venne individuata proprio nel cinquecentesco palazzetto edificato in stile rinascimentale dal barone di Usini nella Piazza Tola. Ma il trasferimento nella ex dimora gentilizia risolse solo parzialmente la fame di spazi dell’Amministrazione Comunale, ancora alla ricerca di una sede che assommasse prestigio e funzionalità.