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Cenni storici

Castello Aragonese, risalente al XIV secolo, demolito nel 1877
Acquerello di Simone Manca (XIX secolo)

Sassari, ubicata al centro della vasta regione a Nord-Ovest della Sardegna, è con i suoi 130.000 abitanti la seconda città dell’isola. L’antico nome di Sassari, Thathari, compare per la prima volta nel 1113, in un antico registro del monastero di San Pietro di Silki. Il suo territorio offre numerose testimonianze della presenza dell’uomo a partire dal Neolitico recente, innanzitutto l’altare prenuragico di Monte d’Accoddi, edificato verso il 2400 a.C.; la presenza di oltre 170 nuraghi rivela i segni dell’antica civiltà nuragica, sviluppatasi in Sardegna tra il 1800 a.C. e il 238 d.C., mentre le vestigia romane quelli della dominazione romana (238 a.C. – 460/467 d.C.). Nel 1294 la città si costituì in libero Comune e promulgò gli “Statuti Sassaresi”, che regolavano la vita politica e amministrativa della città. L’alleanza stipulata prima con Pisa e poi con Genova favorì una fiorente crescita economica e culturale, testimoniata dalla realizzazione di opere edilizie tra le quali la cinta muraria e il palazzo comunale. Con la fine del dominio spagnolo, durato circa quattro secoli, Sassari passò ai Savoia nel 1720, ma la fine del forte legame culturale con la penisola iberica avvenne solo nel 1877 con la demolizione del Castello Aragonese, risalente al XIV secolo.
Scheda aggiornata al 05/11/2015


Scheda aggiornata al 05/11/2015

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