Comunicati stampa Novembre 2007
Sassari, lì 16 novembre 2007
Presidente del Consiglio su mozione di censura
A seguito della presentazione di una mozione di censura da parte
di alcuni esponenti della minoranza, la Presidente del Consiglio
comunale, Monica Spanedda, intende dichiarare quanto segue.
Prima di esporre alcune considerazioni, ritengo opportuno
riepilogare i fatti: nel corso della seduta un consigliere ha fatto
uso di frasi offensive nell’illustrazione della propria mozione.
L’ho invitato ad astenersi e a impiegare un linguaggio rispettoso
dell’istituzione. Poco dopo, noncurante delle mie parole, ha
proseguito con lo stesso tono. Urla ed insulti provenienti dai
banchi hanno reso impossibile lo svolgimento dei lavori che si è
reso necessario sospendere. La discussione accesa non accennava a
placarsi e la maggioranza ha deciso di abbandonare l’aula. Al
momento della ripresa ho constatato, come si deve fare in seguito ad
ogni interruzione, che non era presente il numero legale e ho dovuto
aggiornare la seduta, come prevede il regolamento.
Questi i fatti. Ritengo di aver applicato correttamente il
regolamento, tanto che nel testo della mozione non viene specificato
quale norma sia stata violata. E in questo senso, sorprende il fatto
che per stigmatizzare la condotta della Presidente, lesiva dei
diritti dei consiglieri, non sia stato utilizzato lo strumento
appositamente previsto dal regolamento, ossia la mozione di
sfiducia: per essere legittima, la mozione di sfiducia dovrebbe
rispondere ad azioni lesive di disposizioni normative o
regolamentari. Lesioni che, in questo caso, non possono essere
evidentemente dimostrate, poiché non è stata violata alcuna norma.
Aggiungo che la mozione di censura non è prevista dal nostro
regolamento consiliare, come da quelli degli altri comuni. Il motivo
è semplice: la mozione di sfiducia è volta a titolare l’istituzione
da comportamenti lesivi; la mozione di censura porta il dibattito
sul vischioso terreno dell’opinabilità delle valutazioni, con grave
danno per l’intera istituzione. Il Presidente rappresenta il
Consiglio tutto e censure non legate a precise violazioni di legge o
regolamentari non farebbero altro che scalfire di volta in volta
l’autorità e l’autorevolezza di cui tale figura gode.
Forse i problemi lamentati nel documento possono trovare risposta
solo in un aperto dialogo e pacato confronto fra maggioranza e
minoranza, per codificare comportamenti che garantiscano entrambe le
parti, senza il sovrastimato ricorso all’applicazione del
regolamento, del tutto insufficiente sol che se ne faccia un uso
strumentale.
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