Comunicati stampa giugno 2007
Sassari 22 giugno 2007
Un’associazione per ricordare Pietro Sassu e rilanciare l’Archivio di etnografia
A sei anni dalla scomparsa di Pietro Sassu, si è costituita a
Sassari un’associazione che vuole divulgare l’archivio sonoro del
grande
etnomusicologo.
Per farlo, l’associazione (intitolata Archivi Sassu), ha scelto di
rilanciare una rivista fondata nel 1999 dallo stesso studioso,
“Archivio di etnografia”. Il primo numero della nuova serie, quasi
una monografia dedicata all’opera di Sassu, si presenta con un nuovo
editore e un nuovo assetto redazionale. La pubblicazione sarà
presentata ufficialmente il 28 giugno a Bortigiadas, alle 18 e 30
nella biblioteca comunale, e il 29 giugno a Sassari, alle 18 e 30
nella sala del Conservatorio intitolata all’etnomusicologo.
L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio a Palazzo Ducale.
All’incontro con i giornalisti hanno partecipato l’assessore alle
Politiche culturali, Angela Mameli, Valter Colle (antropologo,
editore, collaboratore di Pietro Sassu e vicepresidente di Archivi
Sassu), Antonio Doro (Conservatorio di Sassari, compositore, membro
del direttivo di Archivi Sassu) e Simone Sassu, presidente di
Archivi Sassu.
L’associazione è stata costituita lo scorso aprile per valorizzare
tutte le testimonianze dell’opera di Pietro Sassu, come musicista,
antropologo ed etnomusicologo, e per stimolare la ricerca rigorosa e
seria nei settori in cui egli ha operato. L’obiettivo è quello di
dare alla cultura e alla musica di tradizione orale il peso e
l’importanza che meritano, e imparare a coglierne ogni evoluzione,
attraverso lo studio e la ricerca sul campo. Soprattutto quella
condotta dai giovani laureandi e laureati, da incoraggiare con borse
di studio. Si vuole poi far convergere e coinvolgere anche i più
importanti esponenti del mondo culturale nazionale ed
internazionale, per promuovere un confronto con le altre culture. E,
infine, organizzare ogni anno una giornata di studi dedicata a
Pietro Sassu, con la presentazione di un volume della serie “Archivi
Sassu”, che contenga contributi di esperti regionali e studiosi di
statura nazionale ed internazionale.
Biografia di Pietro Sassu (Sassari, 1939-2001)
La sua formazione musicale avviene a Roma, al Collegio
Internazionale di Musica del Conservatorio di S. Cecilia, dove
diviene allievo di Diego Carpitella e dove otterrà, poco più che
ragazzo, un brillante diploma in corno. Studierà poi Composizione a
Parma e Paleografia musicale a Cremona. La preparazione culturale si
completerà solo al suo ritorno in Sardegna, nella metà degli anni
Sessanta: un ritorno a casa sollecitato dalla volontà, anche
politica, d’impegnarsi concretamente nella vita culturale della
propria terra. La sua intensa attività di studioso, insegnante e
ideatore di eventi, legati alla musica nelle più svariate forme,
abbraccia sia il versante della musica colta che di quella popolare.
Alla fine degli anni Cinquanta, mentre già suona nelle orchestre più
importanti (in particolare in quella della RAI di Roma), inaugura a
Sassari la sua pionieristica attività di etnornusicologo.
Si impegna molto presto anche nella didattica: dapprima alle Medie
per passare, nel ‘68, a Storia della Musica presso il Conservatorio
di Sassari e poi, nel ‘77, a quello di Bologna. L’approdo
all’Università è dell’88, prima a Udine come Associato di Storia
della musica alla Facoltà di Lettere e Filosofia, infine, nel ‘95,
come Ordinario di Etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’Università della Basilicata, dove a lungo continuerà
a tenere contemporaneamente anche il corso di Storia della musica. A
coronamento del costante interesse didattico, il suo contributo a
Matera sarà determinante nell’attivazione del Corso di laurea in
Scienze della Formazione Primaria.
Innumerevoli le sue campagne di ricerca. Oltre a quelle, incessanti,
in terra sarda, spiccano quelle commissionate dalla Discoteca di
Stato (dopo quelle sarde, il Friuli, insieme a Piero Arcangeli nel
‘75, e l’Emilia nel ‘78) e, per conto dell’Ufficio Cultura del Mondo
Popolare presso la Regione Lombardia, nel Bresciano e nel Bergamasco,
e più tardi in Lomellina. AI ‘77 va datata la ricerca in Ossola,
proseguendo intanto la lunga assiduità col Trentino che gli permise
di continuare a riflettere sulla polivocalità dell’arco alpino (un
campo approfondito poi, in particolare, con la vasta ricerca
promossa a Premana in Valsassina, un caso importante ed esemplare,
già da lui ‘scoperto” nel 75). Nel ‘78 arriverà poi un nuovo
incarico a Sant’Alberto di Ravenna. L’attività di ricerca si
sposterà poi, ancor più intensa, in Friuli e in Basilicata, per la
sua assidua presenza in quelle regioni conseguente agi i incarichi
universitari.
Ha partecipato come relatore a numerosissimi convegni e ha tenuto
una grande quantità di conferenze e seminari, oltre che in ambiente
universitario, nelle più svariate istituzioni culturali. Pubblicista
dal ‘72, svolge incessantemente anche attività di cronaca musicale e
divulgativa, oltre che con articoli e recensioni in quotidiani e
riviste, anche attraverso cicli di trasmissioni radiofoniche e
televisive e collaborando, in qualità di consulente e curatore dei
testi, alla realizzazione di alcuni documentari audiovisivi e
cinematografici.
Fu inoltre organizzatore e curatore di rassegne concertistiche (I
Colloqui di musica mediterranea ad esempio), e firmò le musiche per
il film di Gavino Ledda, Ybris, prodotto dalla Rai nell’84, e quelle
per la rappresentazione teatrale di I ‘i/e a scadenza, su testo di
E. Canetti, nel ‘95. ldeò anche progetti drammaturgici: molti per la
cooperativa Teatro e/o Musica di Sassari, che seguì sempre con
particolare interesse, e l’ultimo, Ecce Homo. Tu passione delle
voci, realizzato per la Corte Hospitale di Rubiera nel 1999.
L’incessante attività di ricerca lo porta a curare l’incisione
discograflca di diversi documenti sonori inediti e a pubblicare
molti saggi di interesse etnomusicologico e storico-etnografico.
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