Comunicati stampa giugno 2007
7 giugno 2007
In costruzione la prima pista per aeromodellismo
nel nord Sardegna
Il Circolo aeromodellistico turritano (Cat) realizza il suo
sogno. Nelle campagne di Bancali, in località Gianna di Mari, è in
via di costruzione la prima pista per aeroplani in miniatura nel
nord Sardegna. L’opera, autofinanziata dal Cat, permetterà ai tanti
professionisti e appassionati di questa disciplina sportiva di
esercitarsi in una struttura che avrà tutti i servizi a
disposizione.
La pista sarà lunga duecento metri e realizzata nel rispetto
dell’ambiente: il tracciato avrà il fondo in erbetta e non in
asfalto o cemento, e le tribune saranno realizzate con strutture
amovibili. Saranno predisposti anche dei piccoli depositi per gli
aeroplani.
Nel sessantesimo anno di attività, il Circolo raggiunge un
importante obiettivo, dopo la grande kermesse organizzata lo scorso
dicembre allo stadio Vanni Sanna. In Sardegna esistono solamente
altre due strutture di questo genere, entrambe nel Cagliaritano. Per
alcuni tornei agonistici, viene utilizzata a volte la pista
dell’aeroporto di Vena Fiorita a Olbia.
Il tracciato di Bancali sarà omologato secondo i parametri della
Fiam Coni e potrà ospitare manifestazioni internazionali.
L’aeromodellismo è considerato uno sport a tutti gli effetti:
combina la conoscenza dell’aerodinamica, della meteorologia e della
tecnica costruttiva, con la competizione e il divertimento.
Il Cat di Sassari conta tra i suoi iscritti trenta professionisti,
che svolgono attività agonistica, e oltre duecento appassionati. Il
9 e 10 giugno il Cat parteciperà alla Fiera del modellismo che si
terrà nei saloni della parrocchia di Mater Ecclesiae.
Piccola storia del Circolo Aeromodellistico Turritano
Nel settembre 1947 alcuni giovanissimi aeromodellisti sassaresi,
che già da qualche anno prima si erano avvicinati a questo sport,
fondarono il Circolo Aeromodellistico Turritano: erano Marco
Clemente (primo presidente), Cesare Frau (primo segretario), che nel
1939 avevano partecipato ad un campionato sardo sull’aeroporto di
Fertilia, Vincenzo Chiama, Piergiovanni Cabras, Enzo Vitale,
Giancarlo Manca ed altri.
Allora i modelli erano tutti per il “volo libero” (non esistevano
gli apparati per il radiocomando), normalmente progettati e
costruiti dagli stessi praticanti; le gare erano basate sulla durata
del volo e perciò la “messa a punto” era finalizzata ad ottenere il
massimo della permanenza in aria. Le categorie fondamentali
riguardavano: i veleggiatori (cioè i modelli senza motore) che
venivano trainati in quota con un cavo, che si sganciava quando il
modello si trovava sulla verticale del trainatore; i modelli con
propulsione ad elastico (una matassa di elastico faceva girare l’
elica); i motomodelli (che facevano quota con micromotori a scoppio,
in genere di cilindrata tra i 2 ed i 5 cmc.). Fin dall’inizio i soci
del C.A.T. si fecero conoscere per la bontà dei loro progetti, che
venivano pubblicati nelle riviste e nei manuali specializzati;
attualmente alcuni modelli, progettati in quegli anni, ed ora
entrati nel novero dei “modelli d’ epoca”, vengono ricostruiti dai
cultori del settore e continuano a vincere gare, che sono disputate
con le stesse formule degli anni ‘40 e ‘50.
Alla fine degli anni ‘40 venne “importato” dagli Stati Uniti in
Italia il cosidetto “volo vincolato circolare”, un sistema che
permetteva di pilotare, con due cavi, i modelli a motore, che
giravano attorno al pilota e che potevano eseguire anche un
programma acrobatico, sia pure limitato. I soci del C.A.T. divennero
molto esperti nelle nuove categorie che questa pratica aveva aperto;
oltre a tutto l’ aeromodellismo che, col volo libero, necessitava di
spazi ampi e quindi veniva sviluppato lontano dai centri abitati,
“entrava in città”, perchè i modelli in volo vincolato potevano
essere fatti evoluire nei piazzali. Nel 1955 venne organizzata una
giornata di gare addirittura nella piazza d’ Italia, opportunamente
transennata a cura dell’ amministrazione comunale, con la
partecipazione del Gruppo Aeromodellisti Nuoresi e del Gruppo
Aeromodellisti Cagliaritani. In tale occasione un modello pilotato
da Cesare Frau, che gareggiava nella categoria “Velocità”, fece
fermare i cronometri sui 111 km/h, limite che rimase imbattuto per
molti anni.
Cinque anni prima (1950) un gruppo di appassionati di aeronautica,
guidati dall’ avv. Renato Brescianino, avevano provato a dare vita
all’ Aero Club di Sassari; in tale occasione il C.A.T. diede un
apporto notevole allo svolgimento dell’ iter burocratico, in quanto,
per la costituzione di un Ae.C., era necessario che nell’
associazione promotrice fosse presente almeno una “sezione
sportiva”, come, appunto, quella aeromodellistica.
L’ iniziativa però non ebbe seguito, ed il C.A.T. continuò a
svolgere la sua attività autonomamente, sia pure con il
riconoscimento ufficiale dell’Aero Club d’Italia, che patrocinò lo
svolgimento dei “corsi di aeromodellismo” fornendo il materiale
costruttivo per i “modelli scuola”, che venivano realizzati dagli
allievi.
Identico apporto venne dato ad altri due ulteriori tentativi ed a
quello del 1967, anno in cui l’ Ae.C. di Sassari finalmente
“decollò” (primo presidente il dott. Vittorio Sella) anche perchè
molti dei “ragazzi del 1947” erano diventati adulti ed inseriti non
solo come soci, ma anche come consiglieri nel direttivo del Club.
Da alcuni anni, intanto, il Circolo era stato intitolato ad Antonio
Cano, ufficiale pilota istruttore presso la Scuola di Volo dell’
A.M. di Fertilia, deceduto durante un incidente nel corso di un volo
di addestramento, e che si era dimostrato grande amico degli
aeromodellisti, mantenendo i rapporti tra il C.A.T. ed il Comando
dell’ Aeroporto, che permetteva l’ uso della struttura dei giorni
festivi (importante sopratutto per i modelli in volo libero).
Oltre che per la bravura dei singoli il C.A.T. era conosciuto
sopratutto per la sua organizzazione di squadra, che nelle gare era
“abbonata” al primo posto in classifica; donde la collezione di
coppe, trofei e targhe che veniva custodita dal presidente in
carica, anno per anno, ed esibita quando venivano organizzate mostre
di modelli nelle vetrine di alcuni negozi cittadini, in coincidenza
con qualche evento sportivo particolare.
La notorietà del C.A.T. permise agli aeromodellisti sardi di avere
una edizione regionale della Coppa Shell; infatti questa società,
alla fine degli anni ‘50, aveva cominciato a produrre carburanti per
i micromotori da modellismo, e, per una migliore pubblicità,
organizzava, annualmente, una competizione internazionale che si
svolgeva a Genova. Nel 1957 il C.A.T. venne incaricato di curare
quella regionale; il regolamento dettato dallo “sponsor” prevedeva
che la splendida Coppa Shell in palio (d’argento con i manici d’
avorio) fosse “challenge” e venisse attribuita definitivamente all’
associazione aeromodellistica che fosse risultata prima nella
classifica a squadre per tre volte consecutive (un po’ come la Coppa
Schneider per idrovolanti negli anni ‘30); tale clausola era
impegnativa, perchè ogni squadra doveva presentare almeno due
modelli in ciascuna delle quattro categorie previste per la gara. La
competizione si esaurì nell’ arco di tre anni, perchè la squadra del
C.A.T. non si smentì, vincendo per tre volte consecutive. Il campo
di gara fu, eccezionalmente, quello di calcio della Torres, che
allora era in terra battuta. E’ da notare che fra i soci del C.A.T.
vi era anche qualche disabile che, siccome i regolamenti di gara
prevedevano il lancio “per procura”, partecipava regolarmente alle
competizioni, dato che, in caso di necessità, aveva sempre un
compagno di squadra che gli forniva assistenza.
Negli anni ‘70 gli apparati per il radiocomando, sempre più
perfezionati, portarono ad un progressivo disinteresse per il volo
libero e per quello vincolato, dato che la possibilità di pilotare
gli aeromodelli in modo completo era più gratificante; il vivaio del
C.A.T. continuò a produrre elementi che, magari utilizzando modelli
di progettazione altrui o addirittura prefabbricati, si dimostrarono
competenti nella loro messa a punto e piloti validissimi; alcuni
fecero parte delle squadre nazionali impegnate in campionati europei
e mondiali.
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