Ufficio stampa

Comunicati stampa Febbraio 2007

Sassari, lì 22 febbraio 2007
Un aiuto per i bambini con difficoltà neuroevoluitive e disabili:
 Comune e Asl n. 1 rinnovano il protocollo per l’assistenza negli asili nido

Si rinnova la collaborazione tra Comune di Sassari e Azienda sanitaria locale n. 1 per garantire l’inserimento negli asili nido comunali dei bambini diversamente abili. Nella giornata di ieri infatti, l’assessore comunale alle Politiche Educative e Giovanili, Antonietta Duce, e il responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Uonpia) dell’Asl sassarese, Gianfranco Aresu, hanno siglato il protocollo d’intesa per il proseguimento permanente del progetto sperimentale “Accompagnamento al nido dei bambini con difficoltà neuroevolutive e/o disabili”.

«La firma sull’accordo – ha spiegato l’assessore Antonietta Duce – garantisce la formalizzazione e il miglioramento della collaborazione istituzionale già intrapresa nel corso del 2005 e del 2006, all’interno delle attività del progetto sperimentale». L’obiettivo è assicurare una più efficace integrazione tra gli interventi di cura, aiuto e supporto alla qualità della vita dei bambini con difficoltà o con patologia conclamata dello sviluppo neuropsicomotorio e delle loro famiglie.
Le attività di collaborazione rispondono ad una prassi operativa di integrazione tra istituzioni prevista dalla legge nazionale 104/92 e dalla legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2005.

«L’esperienza delle attività svolte nel 2005-2006 si è rivelata positiva – ha detto Gianfranco Aresu – e ha visto impegnata l’équipe riabilitativa dell’Unità Operativa, composta dal neuropsichiatria infantile, dalla psicologa, dalle terapiste della riabilitazione neuropsicomotoria, dalle logopediste e dall’assistente sociale».
Nell’anno di attività 2005-2006 sono stati seguiti congiuntamente 17 bambini (che oggi hanno un’età media di 18 mesi), tutti presi in carico presso l’Uonpia. I bambini sono stati inviati all’Unità operativa dal reparto di Terapia intensiva neonatale e dall’Istituto di Neuropsichiatria infantile dell’Università di Sassari, nell’ottica di un miglioramento dei percorsi sanitari tra ospedale e territorio.
«La collaborazione instaurata – ha aggiunto l’assessore – ha consentito di offrire ai bambini e alle loro famiglie risposte integrate e coerenti da parte di operatori di istituzioni diverse e di sviluppare un “fattore di protezione” al percorso di cura e di aiuto, in senso allargato, nel momento iniziale di conoscenza e consapevolezza della definizione del loro bisogno».
Il consolidamento della prassi di collaborazione, con il miglioramento della comunicazione e degli interventi, può garantire, con un impiego più efficace delle risorse e dei saperi, il superamento della criticità legata alla carenza delle risorse umane e finanziarie.
Oltre gli interventi sanitari multiprofessionali previsti dai progetti riabilitativi specifici relativi ad ogni bambino, sono state effettuate osservazioni presso gli asili nido, sono state elaborate programmazioni condivise, sono stati individuati gli ausili e gli strumenti necessari per facilitare l’integrazione dei bambini e lo svolgimento delle attività educative. Inoltre sono stati programmati e svolti momenti di informazione e formazione agli educatori degli asili nido.

I bambini seguiti grazie al progetto presentano difficoltà dello sviluppo neuropsicomotorio e/o disabilità che derivano da paralisi cerebrale infantile, ritardo mentale sindromico, disorganizzazione psicomotoria da prematurità. «Il loro bisogno di cure sanitarie e di interventi di supporto e di aiuto socio-assistenziale – ha concluso Gianfranco Aresu – è rilevante».

La presa in carico globale del bambino con difficoltà neuropsicomotorie o con disabilità implica, accanto agli interventi sanitari diagnostico-clinico-riabilitativi, anche una costante attenzione al contesto psicologico, alla rete di relazioni familiari e sociali e all’ambiente di vita.

Negli ultimi anni l’Uonpia, facendo seguito a progetti di sviluppo interni, a progetti sperimentali in integrazione con altre istituzioni e al miglioramento della collaborazione con altri settori sanitari, ha consolidato un modello tecnico e gestionale fortemente orientato alla presa in carico precoce dei soggetti con esiti di prematurità e a rischio neuroevolutivo. La prevalenza dei bambini seguiti nell’Area organizzativa interna della riabilitazione è composta da bambini che sono stati inseriti in una fascia d’età precedente ai sei mesi di vita.



 


 

 

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