discorsi
2010
Sassari, lì 5 luglio 2010
Si riporta qui di seguito l’intervento del Sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau relativo alle gravi difficoltà in cui versa la sanità sassarese:
Ormai non passa giorno senza che si levino
proteste da parte di operatori e cittadini sullo stato della sanità
nel sassarese: carenze di organici, strutture inadeguate e fuori
norma, chiusura di reparti essenziali, tempi di attesa lunghissimi
per ottenere le prestazioni, strumentazione diagnostico terapeutica
obsoleta. L’idea che si ha è di un settore, pur così delicato e
sensibile, messo in liquidazione.
Due aziende sanitarie di cui una mista ospedale – università (AOU),
attualmente rette da commissari impossibilitati ad operare per
risolvere anche le emergenze (ma comunque ulteriormente prorogati),
una (AOU) sprovvista da mesi di direttore sanitario, senza un atto
aziendale, lo strumento base di programmazione, ma nonostante questa
situazione si definiscono nuove strutture e si danno incarichi al di
fuori di ogni regola e di ogni previsione del piano sanitario
regionale.
La Regione ha approntato una proposta di legge, detta di riforma
sanitaria, che ha alla base la razionalizzazione delle strutture
aziendali sanitarie della regione, senza alcun intervento sulla
sanità del territorio che è invece quella che per prima dovrebbe
essere riorganizzata proprio per rispondere alle nuove regole di
riduzione dei posti letto per acuti e garantire una corretta e
puntuale distinzione nell’ erogazione delle prestazioni e
nell’esercizio delle funzioni tra sanità del territorio ed
ospedaliera.
In questa legge si prevede la realizzazione di quattro nuove aziende
ospedaliere che dovrebbero migliorare l’efficienza e la
sostenibilità economica del sistema.
Senza entrare nel merito della difficile sostenibilità di questa
scelta e prendendola per buona, questa è la linea che vale
dappertutto meno che nel sassarese, dove si lascia il discorso
aperto alle “decisioni del territorio” e, in controtendenza con
questa filosofia, si sostiene l’opportunità di fare esattamente il
contrario: anzichè proporre per esempio lo scorporo dell’Ospedale
civile di Sassari (unica struttura che avrebbe le caratteristiche di
legge per diventare azienda ospedaliera autonoma) si propone la
riunificazione delle due aziende, l’ ASL 1 e l’ azienda mista
ospedale – università, creando a Sassari una struttura di circa 1500
posti letto. Esattamente il contrario di quello che si propone nel
resto dell’isola !
La domanda viene spontanea: “Perché solo a Sassari?”.
L’unica risposta plausibile è che a Sassari prevalgano logiche di
gestione e potere nella sanità che si differenziano dal resto
dell’isola. Ma se fosse così, il risultato sarebbe drammatico. A
Sassari la sanità è ferma mentre nel resto dell’isola, vanno avanti
progetti, arrivano finanziamenti, procedono gli insediamenti privati
(vedi il S. Raffaele ad Olbia) che faranno concorrenza alla sanità
pubblica.
Quello che era il secondo polo sanitario della regione, sta
diventando il fanalino di coda della sanità regionale.
Insistere sulla strada dell’accorpamento delle aziende o peggio
imporla, comporterebbe un ulteriore lungo periodo di stasi, dovuto
alla delicata fase di ristrutturazione della nuova azienda unica
(ricordo che lo scorporo ha portato via anni di discussioni e
studi), con il risultato di un ulteriore arretramento e una
diminuzione della qualità.
Credo che sia il momento di essere chiari. Se si attendeva un
pronunciamento del territorio questo c’è stato, in maniera chiara ed
univoca, ormai da mesi.
I consigli comunali e provinciale si sono espressi nell’interesse
dei cittadini che rappresentano, contro la riunificazione delle
aziende. Così pure le componenti sanitarie ospedaliere e
universitarie che chiedono a gran voce il superamento di questo
stato di sospensione della sanità sassarese: deve essere
immediatamente data piena autonomia alla azienda mista (AOU) con la
definizione del piano aziendale, la nomina del direttore sanitario,
il superamento dei commissariamenti, un adeguato ed immediato piano
di rinnovo strumentale diagnostico terapeutico e chiarezza
sugli interventi di edilizia sanitaria.
Se si voleva davvero consultare il territorio, credo che la risposta
sia giunta chiara come confermano anche i risultati delle recenti
consultazioni amministrative che hanno largamente premiato le
amministrazioni che nel programma sostenevano proprio questa strada.
La speranza è che chi ci rappresenta in regione abbia la capacità e
la volontà di sostenere questa proposta, diversamente la richiesta
di parere del territorio dovrà essere considerata solo come un
tentativo di avvallare scelte già fatte ma evidentemente non
condivise e soprattutto in questo momento non utili ai cittadini.
Il Sindaco di Sassari
Gianfranco Ganau
