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2007
Messaggio del Sindaco di Sassari
25 Aprile, un giorno lungo come la nostra storia.

Il Sindaco di Sassari Gianfranco GanauBuongiorno e benvenuti a tutti.
Siamo nuovamente in tanti per ricordare anche quest’anno la giornata della liberazione dal nazi-fascismo. Gli orrori della dittatura, dei campi di concentramento.
Con soddisfazione siamo tornati alla normalità delle celebrazioni per non dimenticare quel giorno che è simbolo, “lungo come la nostra storia”, accanto ad una lapide che ricorda senza equivoci la data del 25 aprile del 1945.
In quel giorno i partigiani preceduti da un’imponente adesione allo sciopero generale delle grandi fabbriche, liberano Milano dall’occupazione dei nazisti e dei fascisti, la popolazione insorge e si unisce ai partigiani liberando molte altre città dell’Italia settentrionale, ancor prima dell’arrivo delle truppe alleate.
Lo celebriamo in semplicità, con la deposizione di corone di alloro delle istituzioni regionali e locali all’interno del cortile del nostro municipio, che è casa di tutti. Ma lo celebriamo con la convinzione di chi ha nei valori della democrazia e della libertà i valori più grandi.
Viviamo oggi, grazie alla lotta di liberazione, in un paese libero e democratico, dove i valori della resistenza hanno trovato piena rappresentanza nella Costituzione, testo fondante della Repubblica.
Proprio per questo mi deve essere consentito in questa giornata, così vicina alla festa del lavoro, di ricordare che nella costituzione è scritto che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e che questo deve essere un diritto cui possano accedere tutti indistintamente. Ma proprio perché viviamo in un paese civile, libero e democratico non è accettabile che ci siano tanti morti sul lavoro. Uno stato democratico non può permettere migliaia di morti sul lavoro all’anno, per questo, mi sento anche in questa giornata di richiamare tutti ad una maggiore attenzione ed impegno sui temi della sicurezza del lavoro, così come compete ad uno stato libero e democratico.

Anche quest’anno abbiamo il piacere di avere la presenza con le bandiere dei rappresentanti (che ringrazio) delle altre nazioni che hanno contribuito alla liberazione del nostro Paese combattendo con decine di migliaia di morti che vanno ad aggiungersi a quelle dei militari e partigiani italiani.
Per non dimenticare gli orrori della dittatura, della guerra, dei campi di concentramento, abbiamo voluto cogliere il 20° anniversario della morte di Primo Levi, cittadino italiano, ebreo, partigiano, arrestato dai fascisti e consegnato per la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz ai tedeschi nel 1944. Da allora non più uomo, senza nome ma con il solo identificativo del terribile ed umiliante numero tatuato sul braccio: prigioniero 174517. Sino alla liberazione da quell’ infame campo di sterminio , avvenuta nel 1945.
Abbiamo ritenuto di donare simbolicamente una copia del suo libro “Se questo è un uomo” ai giovani studenti degli istituti cittadini : IPIA, Azuni, ITC La Marmora, che ringrazio per la presenza.
Perché, soprattutto i più giovani, conoscano le atrocità della dittatura e apprezzino sin in fondo e difendano sempre gli ideali di libertà e democrazia.


Gianfranco Ganau
Sindaco di Sassari

Sassari, lì 25 aprile2007

 

 

[portavoce@comune.sassari.it]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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