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2010

Sassari, lì 25 aprile 2010
Cerimonia 25 aprile 2010 – Cortile Palazzo Ducale Discorso Sindaco di Sassari

Buongiorno e benvenuti a tutti.
Oggi come da cinque anni a questa parte, ci ritroviamo in tanti per festeggiare insieme una data importante, il 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazifascismo. Cinque anni fa come Sindaco e come Amministrazione, sentimmo il dovere e l’obbligo morale ed istituzionale, di riaprire in questa giornata, il portone di Palazzo Ducale, sede della Municipalità e casa di tutti i cittadini, e di scoprire proprio in questa sede una targa, questa targa, che ricordasse la data del 25 aprile 1945, giorno in cui l’Italia conquista la sua libertà. Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i princìpi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia e la democrazia.


«Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini», per voler citare Piero Calamandrei, giornalista, giurista, politico a antifascista convinto. In un passo tratto dalla raccolta di scritti “L'eredità ideale della lotta di liberazione” che quest’anno abbiamo scelto, ancora una volta, dopo il “Discorso ai giovani sulla Costituzione” di distribuire a tutti i presenti.
Badate, lo ricordo non a caso, perché in questi anni abbiamo lavorato molto perché questa data assumesse, soprattutto per i più giovani, un significato che andasse oltre una semplice giornata simbolica da ricordare. Lo abbiamo fatto scegliendo di realizzare ogni anno delle campagne sociali, volutamente d’impatto, che mettessero a confronto diverse generazioni, razze e religioni, donando e mettendo al centro la Costituzione, atto fondante e irrinunciabile della nostra Repubblica.


“25 aprile – un giorno lungo come la nostra storia”, “ Figli del 25 aprile – la libertà che unisce”, “Siamo tutti Figli del 25 Aprile, siamo il futuro della nostra storia: liberi di essere”, e l’ultimo “Grazie Nonno per un’eredità grande come la libertà”, sono i messaggi che hanno accompagnato in questi cinque anni le immagini dei manifesti che vedete tra l’altro esposti all’entrata del Palazzo. Li ho voluti citare perché la memoria storica con la quale la mia generazione si è formata ed è cresciuta non può essere persa, dimenticata o peggio ancora “modificata”.
E quest’anno noi raccogliamo i frutti dell’ultima iniziativa che come Amministrazione Comunale abbiamo avviato per il 25 aprile dello scorso anno con il concorso “Grazie Nonno” lanciato e rivolto agli studenti delle scuole cittadine ai quali abbiamo chiesto di intervistare uno dei propri nonni e di raccogliere una storia, una testimonianza, un ricordo di questa pagina importante della nostra storia e di metterla per iscritto perché restasse “viva” anche quando i testimoni non ci saranno più.
I ragazzi hanno risposto e alcuni di loro oggi sono qua presenti. I loro elaborati sono stati esposti nella mostra qui allestita perché potessero essere condivisi con la città.
E in questo percorso di memoria abbiamo voluto inserire una piccola iniziativa, una provocazione in positivo: abbiamo scelto di coinvolgere anche i più piccoli, inviando ai dirigenti dei circoli didattici il libro “Bella Ciao” con le illustrazioni di Paolo Cordoni. Un libro illustrato dedicato proprio ai bambini della scuola dell’infanzia che insieme ai loro insegnanti potranno avere l’occasione di conoscere, attraverso anche la canzone “Bella Ciao” contenuta nel cd allegato, un pezzo della nostra Storia, l’Inno della Resistenza su cui un anno fa si sono concentrate incredibili polemiche.
Siamo convinti che in questa “giornata particolare”, vadano ricordati tutti coloro che si sono battuti per opposti ideali ed hanno perso la vita in quegli anni, ma lo dissi l’anno scorso e credo sia giusto ribadirlo anche oggi: c’era allora una sola parte giusta, quella che ha vinto, quella dei partigiani di tutte le ispirazioni e colori.
Sono passati 65 anni da quel 25 aprile 1945. il 25 Aprile è la data simbolo che segna la sconfitta del nazifascismo e la nascita del nostro stato democratico.
Siamo arrivati alla fine del mandato amministrativo e ci rimettiamo alla valutazione degli elettori ma di una cosa sono convinto: Sassari non consentirà più che quel portone resti chiuso il 25 Aprile.
Viva sempre la Repubblica democratica, nata dalla Resistenza!

Il Sindaco di Sassari
Gianfranco Ganau

[portavoce@comune.sassari.it]

 

 

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