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REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITÀ E DIRITTI SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

1. Il presente regolamento disciplina l’applicazione dell’Imposta comunale sulla pubblicità e l’effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni, a norma del D.Lgs. 15.11.93 n. 507 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

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1. La pubblicità esterna e le pubbliche affissioni effettuate nel territorio del Comune di Sassari sono soggette rispettivamente ad un’imposta ovvero ad un diritto secondo le disposizioni del Decreto Legislativo n. 507/93, e successive modifiche ed integrazioni, e secondo le norme del presente Regolamento.

 

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1. Ai sensi dell’art. 2 del Decreto legislativo n. 507/93 il Comune di Sassari è classificato nella classe II.

 

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1. Agli effetti dell’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, limitatamente a quelle di carattere commerciale, il territorio del Comune di Sassari è diviso nelle seguenti due categorie: “SPECIALE” e “NORMALE”. Nelle località comprese nella categoria speciale le tariffe sono maggiorate nella misura del 150 per cento. Con provvedimento della Giunta municipale n. 238 del 28.2.94 è stata confermata la precedente suddivisione del territorio comunale. Categoria Speciale: il territorio comprende: tutte le vie e piazze comunque delimitate dalle seguenti vie: piazza Stazione, piazza S. Antonio, via Aurelio Saffi, corso Trinità, piazza Mercato, viale S. Francesco, via Monsignor Marongiu, via Savoia prolungamento, via Savoia, via Luna e Sole, via Paglietti, via Antonio Gramsci, piazza Acquedotto, via Coradduzza, via Carlo Felice, piazza Conte di Moriana, via Duca degli Abruzzi, via Verona, via Rockfeller, viale San Pietro, Fonte Conce, via dei Gremi, piazza Santa Maria, via XXV Aprile. Fanno ancora parte della categoria speciale, oltre alle zone delimitate dalle vie sopra specificate, le seguenti strade: Ponte Rosello e via Pascoli fino alla via Emilia e via Bogino, via Sorso, via Marghinotti fino a via Sulcis, via Grazia Deledda fino alle vie Sulcis e Manzoni, via Carlo Felice fino al bivio di Osilo, cavalcavia per Porto Torres e viale Porto Torres fino alla sede dell’A.r.s.t., prolungamento viale Italia fino alla fine di via Budapest. Fa, infine, parte della categoria speciale la zona delimitata dalle seguenti strade: viale Porto Torres, via Aurelio Saffi, P.zza Stazione, Stazione Centrale Ferrovie dello Stato, Linea Ferroviaria delle F.S. Sassari – Chilivani dalla Stazione Centrale al passaggio a livello Gesù Giuseppe Maria, Strada Statale 127 dal passaggio a livello Gesù Giuseppe Maria fino all’intersezione della Zona Industriale Predda Niedda così come previsto dal P.R.G. vigente (variante approvata in via definitiva), perimetrazione Ovest della Zona Industriale Predda Niedda dalla Statale 127 a via Pala di Carru, via Pala di Carru sino a viale Porto Torres. Categoria Normale: tutto il resto del territorio comunale. La superficie complessiva della categoria speciale non supera il 35 per cento di quella del centro abitato, come delimitato ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. del 30.4.92 n. 285. La superficie degli impianti per pubbliche affissioni installati in categoria speciale non potrà essere superiore alla metà della superficie complessiva.

 

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1. Nel caso di gestione diretta il Comune designa un funzionario cui sono attribuiti le funzioni ed i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell'imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni; il predetto funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi.

2. Il Comune è tenuto a comunicare alla Direzione Centrale per la Fiscalità locale del Ministero delle Finanze il nominativo di detto funzionario responsabile, entro 60 giorni dalla sua nomina.

3. Il Funzionario responsabile, entro i mesi di gennaio e luglio di ciascun anno, dovrà inviare all’Amministrazione una dettagliata relazione sulla attività svolta nel corso del semestre precedente, con particolare riferimento ai risultati conseguiti sul fronte della lotta alla evasione e con la proposizione delle eventuali iniziative utili per il miglioramento del pubblico servizio.

4. Nel caso di gestione in concessione, le attribuzioni di cui sopra spettano al Concessionario. In tale ipotesi, la relazione di cui al precedente comma dovrà essere trasmessa al Dirigente del Settore Tributi.

5. Potrà, infine, essere affidata allo stesso Concessionario del Servizio di Riscossione ed Accertamento, con modalità che verranno previamente definite, anche l’esercizio di ogni attività relativa alla fornitura e posa in opera degli impianti pubblicitari pubblici, nonché alla gestione e manutenzione degli stessi, vincolando il concessionario, al termine della concessione, alla restituzione degli stessi in condizioni ottimali.

 

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1. È fatto divieto di esercitare la pubblicità sonora dalle ore 20,00 alle ore 9,00 e dalle ore 14,00 alle ore 17,00 nei giorni feriali e, in tutto l’arco della giornata, nei giorni festivi.

2. È altresì vietata in modo permanente la pubblicità sonora nella zona ospedaliera e, limitatamente alle ore di lezione, nei pressi degli istituti scolastici pubblici e privati.

3. È vietata la pubblicità effettuata mediante il lancio di volantini od oggetti da veicoli o velivoli.

4. È vietata l’affissione degli annunci mortuari.

 

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1. Nel territorio del Comune di Sassari, la diffusione di messaggi pubblicitari può avvenire esclusivamente attraverso i mezzi pubblicitari, gli impianti e i siti di propaganda e pubblicità, definiti ed individuati dal Comune medesimo.
2. E’ vietata, al di fuori delle ubicazioni previste dall’amministrazione, l’installazione di qualsiasi forma pubblicitaria sui muri perimetrali dei fabbricati, sui muri di cinta o recinzioni in genere, sulle cancellate e sulle aree private, visibili da vie e spazi pubblici.
 

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1. Qualora la pubblicità sia effettuata su beni di proprietà comunale o dati in godimento dal Comune, o appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile comunale, l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità non esclude il pagamento di eventuali canoni di affitto o di concessione, nonché della tassa per l’occupazione degli spazi ed aree pubbliche ove applicabile.

 

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CAPO II IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA’

1. L’imposta sulla pubblicità si applica alla diffusione dei messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia da tali luoghi percepibile.

2. Ai fini dell’imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell’esercizio di un’attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato.

 

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1. Le definizioni dei mezzi pubblicitari contenute nell’art. 47 del Regolamento di esecuzione del Nuovo Codice della Strada approvato con D.P.R. 16.12.92 n. 495, sono richiamate nel presente Regolamento.

2. È da considerarsi “insegna di esercizio” la scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da simboli e da marchi, realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, installata nella sede dell’attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa e può essere luminosa, sia per luce propria che per luce indiretta.

3. Si definisce “preinsegna” la scritta in caratteri alfanumerici, completata da freccia di orientamento, ed eventualmente da simboli e da marchi, realizzata su manufatto bifacciale e bidimensionale, utilizzabile su una sola o su entrambe le facce, supportato da una idonea struttura di sostegno, finalizzata alla pubblicizzazione direzionale della sede dove si esercita una determinata attività ed installata in modo da facilitare il reperimento della sede stessa e comunque nel raggio di 5 km. Non può essere luminosa, né per luce propria nè per luce indiretta.

4. È da qualificare “sorgente luminosa” qualsiasi corpo illuminante o insieme di corpi illuminanti che diffondendo luci in modo puntiforme o lineare o planare, illumina aree, fabbricati, monumenti, manufatti di qualsiasi natura ed emergenze naturali.

5. Si definisce “cartello” quel manufatto bidimensionale, supportato da idonea struttura di sostegno, con una sola o entrambe le facce finalizzate alla diffusione dei messaggi pubblicitari o propagandistici, sia direttamente, sia tramite sovrapposizione di altri elementi, quali manifesti, adesivi ecc. Può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta.

6. Si considera “striscione, locandina o stendardo” l’elemento bidimensionale realizzato in materiale di qualsiasi natura, privo di rigidezza, mancante di una superficie di appoggio o comunque non aderente alla stessa, finalizzato alla promozione pubblicitaria di manifestazioni o di spettacoli. Può essere luminoso per luce indiretta.

7. È da considerare “segno orizzontale reclamistico” la riproduzione sulla superficie stradale, con pellicole adesive, di scritte in caratteri alfanumerici, di simboli e di marchi, finalizzata alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici.

8. Si definisce “impianto pubblicitario di servizio” qualunque manufatto avente quale scopo primario un servizio di pubblica utilità nell’ambito dell’arredo urbano e stradale (fermate autobus, pensiline, transenne parapedonali, cestini, panchine, orologi o simili) recante uno spazio pubblicitario che può anche essere luminoso sia per luce diretta che per luce indiretta.

9. È da considerarsi “impianto di pubblicità o propaganda” qualunque manufatto finalizzato alla pubblicità o alla propaganda sia di prodotti che di attività e non individuabile, secondo le precedenti definizioni, né come insegna d’esercizio, né come preinsegna, né come cartello, né come striscione, locandina o stendardo, né come segno orizzontale reclamistico, né come impianto pubblicitario di servizio. Può essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta.

 

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1. È tenuto al pagamento dell’imposta sulla pubblicità, in via principale, colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso.

2. È solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.

 

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1. L’imposta si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica nella quale è circoscritto il mezzo pubblicitario, indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti. Le superfici inferiori al metro quadrato si arrotondano per eccesso al metro quadrato e le frazioni di esso, oltre al primo, a mezzo metro quadrato; non si applica l’imposta per superfici inferiori a 300 centimetri quadrati.

2. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l’imposta è calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicità.

3. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche l’imposta è calcolata sulla base della superficie complessiva risultante dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui può essere circoscritto il mezzo stesso.

4. I festoni di bandierine e simili nonché i mezzi di identico contenuto, ovvero riferibili al medesimo soggetto passivo, collocati in connessione tra di loro si considerano, agli effetti del calcolo della superficie imponibile, come un unico mezzo pubblicitario.

 

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1. Le tariffe dell’imposta sulla pubblicità sono applicate nella misura stabilita dalla legge con deliberazione della Giunta Municipale.

2. Le maggiorazioni d’imposta a qualunque titolo previste sono cumulabili e devono essere applicate alla tariffa base; le riduzioni non sono cumulabili.

 

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1. Con il presente regolamento, si stabilisce la seguente ripartizione della superficie degli impianti affissionistici: - il 43% della superficie totale della pubblicità nell’ambito del territorio comunale, dovrà essere destinato all’effettuazione di affissioni dirette da parte di soggetti privati, comunque diversi dal Concessionario del servizio pubblico. Per tale fattispecie si applica la tariffa sulla pubblicità prevista dall’art. 12, comma 1 e 4 del decreto legislativo 507/93; - il 10% della superficie totale della pubblicità nell’ambito del territorio comunale, dovrà essere destinato alle affissioni istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica, gestite nelle forme di cui al precedente art. 5; - il 26% della superficie totale della pubblicità nell’ambito del territorio comunale, dovrà essere destinato alle affissioni di natura commerciale gestite nelle forme di cui al precedente art. 5.

 

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1. Il soggetto passivo di cui all’art. 10 del presente Regolamento è tenuto, prima di iniziare la pubblicità, a presentare al Comune, ovvero agli Uffici del Concessionario, apposita dichiarazione anche cumulativa, su modello predisposto e messo a disposizione, nella quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata della pubblicità e l’ubicazione dei mezzi pubblicitari utilizzati.

2. In caso di variazione della pubblicità, che comporti la modificazione della superficie esposta o del tipo di pubblicità effettuata, con conseguente nuova imposizione, deve essere presentata nuova dichiarazione; il Comune procede al conguaglio tra l’importo dovuto in seguito alla nuova dichiarazione e quello pagato per lo stesso periodo.

3. In assenza di variazioni, la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi; tale pubblicità si intende prorogata con il pagamento della relativa imposta effettuata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, sempre che non venga presentata denuncia di cessazione entro il medesimo termine.

4. Qualora venga omessa la presentazione della dichiarazione, la pubblicità di cui agli artt. 12, 13, 14, commi 1, 2 e 3 del Decreto legislativo 507/93, si presume effettuata in ogni caso dal primo gennaio dell’anno in cui è stata accertata; per le altre fattispecie la presunzione opera dal primo giorno del mese in cui è stato effettuato l’accertamento.

 

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1. L’imposta è dovuta per le fattispecie di cui agli art. 12, comma 1 e 3, 13 e 14, commi 1 e 3, del Decreto legislativo n. 507/93, per l’anno solare di riferimento cui corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria; per le altre fattispecie il periodo d’imposta è quello specificato nelle relative disposizioni.

2. Il pagamento deve essere effettuato a mezzo di conto corrente postale intestato al Comune, ovvero al Concessionario, su apposito modello conforme a disposizione ministeriale, con arrotondamento alla seconda cifra decimale.

3. Per la pubblicità relativa a periodi inferiori all’anno solare l’imposta deve essere corrisposta in unica soluzione; per la pubblicità annuale l’imposta può essere corrisposta in rate trimestrali anticipate qualora sia di importo superiore a Euro 1.549,37.

 

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1. Il contribuente può chiedere il rimborso delle somme versate e non dovute, mediante apposita istanza, entro il termine di due anni dal giorno in cui è stato effettuato il pagamento, ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto al rimborso. Il Comune, ovvero il Concessionario, provvede nel termine di novanta giorni.

2. In caso di gestione in regime di concessione, il Concessionario potrà addebitare al Comune nel mese successivo a quello di effettuazione del rimborso la compartecipazione percepita dallo stesso sulle somme indebitamente riscosse e già rimborsate.

 

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1. Per gli accertamenti d’ufficio da parte del Comune, ovvero del Concessionario, e per la riscossione coattiva dell’imposta dovuta e non pagata, si applicano le disposizioni di cui agli artt. 9 e 10 del Decreto legislativo 507/93 e successive modifiche.

2. In caso di gestione diretta da parte dell’Ente, o affidata ad altri soggetti iscritti nell’apposito albo per l’accertamento e la riscossione delle entrate di cui all’art. 53 del D.lgs 446/97, la riscossione coattiva potrà avvenire mediante ingiunzione fiscale, ai sensi del R.D. 639/1910. 3. La riscossione coattiva potrà avvenire tramite ruolo se affidata ad un concessionario del servizio nazionale della riscossione a mezzo ruolo, di cui al D.lgs. 112/99. Il ruolo relativo alla riscossione coattiva deve essere formato e reso esecutivo entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’avviso di accertamento o di rettifica è stato notificato, ovvero in caso di sospensione della riscossione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di scadenza del periodo di sospensione.

 

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1. La tariffa di imposta è ridotta alla metà: - per la pubblicità effettuata da comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; - per la pubblicità relativa a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; - per la pubblicità relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza.

2. La giunta, nell’esercizio delle proprie competenze, può stabilire apposite riduzioni dell’imposta a favore degli operatori commerciali che, fornendo seppur indirettamente un servizio aggiuntivo a quello dell’illuminazione pubblica, manterranno accese negli orari notturni le proprie insegne d’esercizio.

 

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1. Sono esenti dall’imposta: - le insegne d’esercizio di attività commerciali e di produzione di beni e di servizi, che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività, di superficie complessiva sino a 5 mq. Oltre tale limite l’imposta è dovuta per intero; - la pubblicità realizzata all’interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di servizi quando si riferisca all’attività negli stessi esercitata, nonché i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle porte dei locali medesimi purché siano attinenti all’attività in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso; - gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all’attività svolta, nonché quelli riguardanti la localizzazione e l’utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, che non superino la superficie di mezzo metro quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore a un quarto di metro quadrato; - la pubblicità comunque effettuata all’interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione; - la pubblicità, escluse le insegne, relativa ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine o sulle porte d’ingresso dei negozi ove si effettua la vendita; - la pubblicità esposta all’interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico di ogni genere inerente l’attività esercitata dall’impresa di trasporto, nonché le tabelle esposte all’esterno delle stazioni stesse o lungo l’itinerario di viaggio, per la parte in cui contengano informazioni relative alle modalità di effettuazione del servizio; - la pubblicità esposta all’interno delle vetture ferroviarie, degli aerei e delle navi, ad eccezione dei battelli; - la pubblicità comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali; - le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato di superficie; - Le insegne, targhe e simili esposte per l’individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro.

 

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CAPO III SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI

1. Il servizio delle pubbliche affissioni è inteso a garantire specificatamente l’affissione, a cura del Comune, in appositi impianti a ciò destinati, di manifesti di qualunque materiale costituiti.

 

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1. Per l’effettuazione delle pubbliche affissioni è dovuto al Comune, in solido da chi richiede il servizio e da colui nell’interesse del quale il servizio stesso è richiesto, un diritto comprensivo dell’imposta sulla pubblicità.

2. La tariffa del diritto è applicata nelle misure previste dalla legge e con deliberazione della Giunta Municipale.

3. Per ogni commissione inferiore a cinquanta fogli il diritto è maggiorato del 50 per cento.

4. Per manifesti costituiti da otto fino a dodici fogli il diritto è maggiorato del 50 per cento; per quelli costituiti da più di dodici fogli è maggiorato del 100 per cento.

5. Qualora il committente richieda espressamente che l’affissione venga eseguita in determinati spazi da lui prescelti, è dovuta una maggiorazione del 100 per cento del diritto.

 

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1. Le pubbliche affissioni sono effettuate secondo l’ordine di precedenza risultante dal ricevimento della commissione, che viene annotata in apposito registro cronologico.

2. La durata dell’affissione decorre dal giorno in cui è stata eseguita al completo; nello stesso giorno, su richiesta del committente, il Comune mette a sua disposizione l’elenco delle posizioni utilizzate con l’indicazione dei quantitativi affissi.

3. Il ritardo nell’effettuazione delle affissioni causato dalle avverse condizioni atmosferiche si considera causa di forza maggiore. In ogni caso, qualora il ritardo sia superiore a dieci giorni dalla data della richiesta, il Comune ne dà tempestiva comunicazione per iscritto al committente.

4. La mancanza di spazi disponibili viene comunicata al committente per iscritto entro dieci giorni dalla data della richiesta di affissione.

5. Nel caso di ritardo nell’effettuazione dell’affissione causato da avverse condizioni atmosferiche, o di mancanza di spazi disponibili, il committente può annullare la commissione senza alcun onere a suo carico, ed il Comune rimborsa le somme versate entro 90 giorni.

6. Il committente può annullare la richiesta di affissione prima che venga eseguita; in tal caso deve comunque corrispondere la metà del diritto dovuto.

7. Il Comune sostituisce gratuitamente i manifesti strappati o comunque deteriorati e, qualora non disponga di altri esemplari dei manifesti da sostituire, ne dà tempestiva comunicazione al richiedente mantenendo, nel frattempo, a sua disposizione i relativi spazi.

8. Per le affissioni richieste per il giorno in cui è stato consegnato il materiale da affiggere od entro i due giorni successivi, se trattasi di affissioni di contenuto commerciale, ovvero per le ore notturne dalle ore 20 alle 7 o nei giorni festivi, è dovuta la maggiorazione del 10 per cento del diritto, con un minimo di Euro 25,82 per ciascuna commissione.

9. Nell’ufficio del servizio delle pubbliche affissioni sono esposti, per la pubblica consultazione, le tariffe del servizio, l’elenco degli spazi destinati alle pubbliche affissioni con l’indicazione delle categorie alle quali detti spazi appartengono ed il registro cronologico delle commissioni.

 

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1. La tariffa per il servizio delle pubbliche affissioni è ridotta alla metà: - per i manifesti riguardanti in via esclusiva lo Stato e gli enti pubblici territoriali e che non rientrano nei casi per i quali è prevista l’esenzione ai sensi dell’art. 21 del Decreto legislativo n. 507/93; - per i manifesti dei comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; - per i manifesti relativi ad attività politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; - per i manifesti relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza.

 

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1. Sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: - i manifesti riguardanti le attività istituzionali del Comune da esso svolte in via esclusiva, esposti nell’ambito del proprio territorio; - i manifesti delle autorità militari relativi alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi; - i manifesti dello Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi; - i manifesti delle autorità di polizia in materia di pubblica sicurezza; - i manifesti delle autorità di polizia in materia di referendum, elezioni politiche, per il Parlamento europeo, regionali, amministrative; - ogni altro manifesto la cui affissione sia obbligatoria per legge; - i manifesti concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati.

 

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1. Il pagamento del diritto sulle pubbliche affissioni deve essere effettuato contestualmente alla richiesta del servizio, con le modalità previste dall’art. 15 per il pagamento dell’imposta sulla pubblicità.

2. È consentito il pagamento diretto del diritto relativo ad affissioni non aventi carattere commerciale.

 

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CAPO IV PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI

1. I seguenti articoli del Capo IV disciplinano nell’ambito del territorio comunale le modalità per l’installazione degli impianti pubblicitari e per l’ottenimento dell’autorizzazione comunale con le relative condizioni.

 

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1. Nel territorio comunale è consentita esclusivamente l’installazione di mezzi pubblicitari conformi alle tipologie di cui all’art. 47 del Regolamento di esecuzione del "Nuovo Codice della Strada", approvato con D.P.R. 16.12.1992, n. 495, con le prescrizioni, le limitazioni e i vincoli ivi indicati nonché con quelli contenuti nel presente Regolamento, compatibilmente con le previsioni del 2°, 3° e 5° comma.
2. La Giunta Municipale adotterà, su proposta dell’Ufficio comunale competente, in attuazione del disposto normativo di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 507/93, il suddetto piano generale degli impianti pubblicitari.
3. Detto piano dovrà in ogni caso contenere: - il censimento degli impianti in atto; - l’ubicazione degli impianti affissionistici da attribuire ai soggetti privati per la effettuazione delle affissioni dirette; - il programma dei nuovi impianti pubblicitari da eseguire.
4. Il piano generale degli impianti pubblicitari dovrà provvedere: - ad individuare i fabbisogni espositivi ottimali per le diverse tipologie dei mezzi al fine di coprire in maniera omogenea il territorio comunale e di riequilibrio tra le diverse località del centro abitato; - ad una distribuzione dell’impiantistica secondo criteri di impatto decrescente dalle località più periferiche verso il centro; - a scelte tipologiche coerenti con il contesto urbanistico e di viabilità determinando eventuali limitazioni dimensionali degli impianti già in funzione e delle località di ulteriore installazione; - ad una collocazione dell’impiantistica istituzionale direttamente rapportata alla popolazione residente in ciascuna circoscrizione; - alla suddivisione del centro abitato, circoscrizioni periferiche e agro tra aree di maggiore o minore tutela per particolari esigenze di natura ambientale, artistica, architettonica, viabilità o di altro tipo; - alla eventuale individuazione degli spazi utilizzabili nelle diverse località del territorio comunale per la collocazione di nuovi impianti pubblicitari e delle percentuali
massime delle superfici normalmente utilizzabili rispetto alle superfici del fronte stradale.
5. La superficie complessiva dei mezzi pubblicitari che il territorio comunale può contenere è determinata, in linea di massima, nella misura di mq. 50 per ogni mille abitanti, per un totale di 6.500 mq., sulla base della popolazione residente nel territorio comunale al momento dell’approvazione del presente regolamento.
6. Il piano determinerà e ripartirà tale superficie fra le diverse tipologie dei mezzi pubblicitari, tenendo conto anche di quanto già previsto dal precedente art. 13.
7. Nella superficie di cui sopra non sono comprese le insegne di esercizio, le preinsegne, le vetrine, le targhe collocate sui luoghi e pertinenze in cui si esercita l’attività pubblicizzata, le forme di pubblicità temporanea, la pubblicità sui cantieri, nonché la pubblicità sui veicoli privati.
 

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Articolo 28: Classificazione dei mezzi pubblicitari (abrogato)

 

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1. È consentita la esposizione di stendardi e di striscioni, esclusivamente riferiti a manifestazioni artistiche, culturali, sportive e ricreative patrocinate da Enti Pubblici, morali, Associazioni culturali, politiche, sportive, ricreative e spettacoli viaggianti, limitatamente al periodo di svolgimento della manifestazione dello spettacolo cui si riferisce, oltreché durante la settimana precedente e le ventiquattrore successive allo stesso.

2. È consentita la installazione di impianti pubblicitari per un periodo massimo di gg. 15 allo scopo di pubblicizzare attività o trasferimenti nel rispetto del presente regolamento.

3. L’esposizione dei mezzi di cui sopra è ammessa dietro rilascio di apposita autorizzazione, a seguito di specifica richiesta presentata con le modalità e la documentazione di cui al successivo art. 37 bis.

 

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1. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari, se installati fuori dal centro abitato non devono superare la superficie di 6 metri quadrati, ad eccezione delle insegne di esercizio, poste parallelamente al senso di marcia dei veicoli o in aderenza ai fabbricati, per le quali trovano applicazione le disposizioni contenute nell’art. 48, 1° comma, del D.P.R. 495/92.

2. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari installati entro il centro abitato sono soggetti alle limitazioni dimensionali previste dal presente regolamento e dal piano generale degli impianti pubblicitari.

3. Le preinsegne hanno forma rettangolare e dimensioni contenute entro i limiti inferiori di 1 m. x 0.20 m. e superiori di 1.50 m. x 0.30 m. E’ ammesso l’abbinamento sulla stessa struttura di sostegno di un numero massimo di sei preinsegne per ogni senso di marcia a condizione che le stesse abbiano le stesse dimensioni e costituiscano oggetto di un’unica autorizzazione.

4. È vietata la collocazione di mezzi pubblicitari che determinino contrasto con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche. Dovranno essere salvaguardati tutti gli edifici e i luoghi di particolare interesse storico, architettonico ed artistico, murature o parti di esse di pregio e di rilevante interesse, in applicazione della specifica normativa vigente in materia.

5. I cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari devono essere realizzati nelle loro parti strutturali con materiali non deperibili e resistenti agli agenti atmosferici. Le strutture di sostegno e di fondazione devono essere calcolate per resistere alla spinta del vento, saldamente realizzate ed ancorate, sia globalmente che nei singoli elementi.

6. Le sorgenti luminose, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari, luminosi e non, devono avere sagoma regolare, che in ogni caso non deve generare confusione con la segnaletica stradale. Particolare cautela è adottata nell’uso dei colori, specialmente del rosso e del verde, e del loro abbinamento al fine di non generare confusione con la segnaletica stradale, luminosa e non, specialmente in corrispondenza e in prossimità delle intersezioni. Occorre altresì evitare che il colore rosso utilizzato nei cartelli, nelle insegne d'esercizio e negli altri mezzi pubblicitari costituisca sfondo di segnali stradali di pericolo, di precedenza e d’obbligo, limitandone la percettibilità.

7. La pubblicità effettuata mediante striscioni, locandine e stendardi è consentita quando non arreca danno al decoro o alla sicurezza stradale. Il bordo inferiore degli striscioni, locandine e stendardi, se posizionati al di sopra della carreggiata, sia sulle strade urbane che extraurbane, deve essere, in ogni suo punto, ad una quota non inferiore a 5,1 m. rispetto al piano della carreggiata.

8. Le targhe indicanti attività professionali, mestieri ed attività in genere devono essere collocate sul portone di ingresso dell’edificio o accanto ad esso.

9. Il lettering, usato per gli elementi pubblicitari di ogni tipo dovrà essere limitato ad alcune famiglie di caratteri. Sono da escludersi i caratteri medioevali a base gotica, gli ornati o motivi decorativi, le fantasie che ridisegnano il carattere, il pittoresco.

10. Le insegne pubblicitarie da collocarsi in corrispondenza dell’esercizio a cui si riferiscono, quando manchino appositi spazi a ciò destinati, potranno essere installate direttamente al di sopra dell’ingresso del locale; dovranno avere una lunghezza in facciata non superiore a quella dei locali di pertinenza.

11. Non è consentita l’installazione di insegne ai piani superiori al primo. Quelle indicanti attività collocate al piano primo dovranno essere installate, ove possibile, al di sotto dei parapetti delle relative finestre. È consentita la pubblicità in vetrofania sulle finestre dei locali pertinenti l’attività.

12. L’installazione di insegne luminose a cassonetto o a plafoni è consentita solo nei sovrapposti oppure negli appositi vani, occupandone interamente lo spazio e con la sporgenza massima di 10 cm, purché questa venga realizzata in modo tale che si armonizzi con il carattere dell’edificio.

13. Nei fabbricati con particolari caratteristiche architettoniche, le insegne luminose dovranno essere preferibilmente a filamento.

14. L’elemento pubblicitario illuminato di luce propria (tubi al neon, scatolari o simili) o da sorgente luminosa esterna o interna non deve in alcun caso creare disturbo alla visibilità viaria.

15. La sporgenza delle insegne a bandiera non potrà essere superiore a cm 90 dal filo del muro a condizione che, in ogni caso, non si superino i 2/3 dell’ampiezza del marciapiede.

16. L’altezza dal suolo dei mezzi di cui al precedente comma 15 non dovrà essere inferiore a m. 3,00 dal piano del marciapiede o a m. 4,50 dal piano stradale, se la strada è sprovvista di marciapiede. Potranno essere consentite deroghe quando non sussista pericolo per la sicurezza e la incolumità pubblica e sia stata accertata l’impossibilità di una diversa collocazione.

17. È vietato il collocamento dei mezzi pubblicitari sulle mazzette delle aperture dei negozi.

18. In nessun caso le insegne dovranno interferire con altri segnali (targhe, segnaletica, toponomastica).

19. È consentita la installazione di insegne pubblicitarie di caratteristiche diverse da quelle di cui ai precedenti punti purché riferite ad interi edifici o strade e facenti parte di progetti unitari, previo parere favorevole della Giunta.

20. È fatto obbligo di riduzione in pristino, in tutti i casi di insegne che siano state realizzate alterando e modificando la facciata dell’edificio o che siano state realizzate con l’impiego di materiali non consentiti dalle norme in vigore.

21. Su ogni cartello o mezzo pubblicitario autorizzato dovrà essere saldamente fissata a cura e spese del titolare della autorizzazione una targhetta metallica, posta in posizione facilmente accessibile, sulla quale devono essere riportati, con caratteri incisi, i seguenti dati: - Amministrazione rilasciante, - soggetto titolare, - numero e data autorizzazione, - data di scadenza. La targhetta di cui sopra deve essere sostituita ad ogni rinnovo della autorizzazione ed ogni qualvolta intervenga una variazione di uno dei dati su di essa riportati. Per i mezzi pubblicitari per i quali risulti difficoltosa l’applicazione di targhette, è ammesso che i suddetti dati siano riportati con scritte a carattere indelebile.

22. Per quanto non espressamente previsto si applicano le disposizioni generali del Nuovo Codice della Strada e del relativo Regolamento di Attuazione e successive modifiche e integrazioni, nonché quelle contenute nel vigente Regolamento Edilizio.

 

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1. L’installazione di tende parasole nei fabbricati con particolari caratteristiche architettoniche dovrà essere coerente con il carattere dell’edificio e dell’ambito urbano di pertinenza e non dovrà in alcun modo interferire ed occultare elementi architettonici di facciata e parti decorative in genere.

2. Le tende, le loro appendici ed i loro meccanismi, non possono essere posti ad altezze inferiori m 2,20 dal marciapiede.

3. Sono proibite le appendici verticali, anche di tela o guarnizioni di frangia che scendano al di sotto di m. 2,20 dal suolo.

4. Fanno eccezione le installazioni relative a bar, ristoranti, pizzerie ed altre attività di somministrazione di alimenti e bevande alle quali si applica integralmente la disciplina contenuta nel vigente Regolamento comunale per la collocazione su area pubblica di chioschi.

5. Nella sostituzione di tende esistenti che comporti anche la sostituzione dei telai di sostegno, ci si dovrà uniformare al disposto della presente normativa.

6. Le tende riferite a più attività, collocate nel medesimo fabbricato, dovranno essere uniformi per forma, colore, dimensioni e materiale impiegato.

7. Le tende per posizione e forma non debbono arrecare in alcun modo ostacolo alla visibilità né coprire la segnaletica stradale o toponomastica.

8. Per quanto non espressamente previsto si applicano le disposizioni contenute nel vigente Regolamento Edilizio.

 

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Articolo 32: Bacheche (abrogato)

 

Articolo 33: Classificazione della cartellonistica stradale (abrogato)

 

1. I cartelli, i posters, gli stendardi e impianti similari, con esclusione di quelli a parete, possono essere bifacciali ed in tutti i casi devono avere un aspetto decoroso. Nel caso di recinzione di cantieri è ammessa la collocazione di impianti, anche monofacciali, allo scopo di pubblicizzare esclusivamente l’attività, i materiali impiegati, i prodotti aziendali ed i servizi attinenti al lavoro svolto nel cantiere stesso.

2. Di norma debbono essere impiegati materiali duraturi, in particolare sono esclusi il legno non trattato ed il cartone.

3. Le strutture portanti il mezzo pubblicitario, pur adeguate dimensionalmente alla loro funzione di sostegno, non devono interferire o pesare visivamente sul complesso espositivo.

 

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1. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle norme del Nuovo Codice della Strada e del relativo Regolamento di Attuazione e successive modifiche ed integrazioni, nonché di quelle del presente regolamento e del piano generale degli impianti pubblicitari.

2. Nell’interno dei centri abitati, la competenza è del comune, salvo il preventivo nulla osta dell’ente proprietario se la strada appartiene ad ente diverso dall’amministrazione comunale; nel caso di collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le sedi ferroviarie, quando visibili dalla strada, è necessario ottenere apposita autorizzazione anche dall’Ente Ferrovie dello Stato.

3. Per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari nell’interno dei centri abitati, limitatamente alle strade comunali di tipo E ed F (strade urbane di quartiere e locali, come da definizione del codice della strada), l’Amministrazione, per ragioni d’interesse generale e di ordine tecnico, può concedere deroghe alle distanze minime, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale, previo parere vincolante dell’Ufficio Traffico. Detto parere è, comunque, reso per tutte le richieste di autorizzazione d’impianti pubblicitari.

4. Particolare disciplina è dettata relativamente agli impianti pubblicitari individuati nelle planimetrie di cui al Piano Generale degli Impianti Pubblicitari, le cui ubicazioni costituiscono deroga alle distanze previste dall’art. 51 del D.P.R. 495/92 e sue successive modifiche ed integrazioni.

5. Per le strade di immissione non è ammessa alcuna forma di pubblicità stradale entro il raggio di m 200, potendo trovare collocazione solo la segnaletica attinente la viabilità ed in via eccezionale quella di indicazioni relative a servizi e ad attrezzature specifiche di interesse pubblico e turistico.

6. Fuori dei centri abitati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse non devono essere collocati a distanza minore di m 3 dal ciglio delle strade e a distanza minore di m 200 prima dei segnali stradali e di m 100 dopo i segnali stessi. La distanza fra impianti non dovrà essere inferiore a m 100 per ogni lato di strada, possibilmente sfasandoli rispetto alla direttrice di marcia.

7. È tassativamente vietato l’uso sulle strade del centro abitato di segni orizzontali reclamistici.

 

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1. È fatto divieto di installare alcun impianto pubblicitario prima di aver ottenuto la prescritta autorizzazione. L’esposizione di pubblicità può essere consentita senza formale autorizzazione nei seguenti casi: - pubblicità effettuata all’interno di luoghi pubblici o aperti al pubblico, esclusi gli stadi ed impianti sportivi, qualora non sia direttamente visibile e percettibile da piazze, strade ed altri spazi di uso pubblico; - pubblicità relativa a vendite e locazioni su stabili di nuova e vecchia costruzione, purché contenuta nelle aperture murarie; - pubblicità effettuata mediante esposizione di locandine con scritte e targhe apposte su veicoli privati o in forma sonora.

2. In ogni caso le autorizzazioni di cui al presente articolo si intendono rilasciate facendo salvi gli eventuali diritti dei terzi, nonché ogni altra autorizzazione di competenza di altre autorità o enti.

3. In tutti i casi in cui la collocazione del manufatto comporti la manomissione di suolo comunale o di marciapiede dovranno essere osservate le norme che regolano la materia. Gli interessati dovranno altresì osservare tutte le vigenti disposizioni in materia di edilizia, decoro cittadino, polizia urbana, pubblica sicurezza.

 

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1. La richiesta di autorizzazione, relativa ad ogni singolo impianto, collocato su unico manufatto di sostegno, dovrà essere presentata in bollo e indicare i dati anagrafici, il codice fiscale e/o la partita IVA del soggetto istante ed essere corredata della seguente documentazione tecnica ed amministrativa in triplice copia: a) progetto predisposto e sottoscritto da un tecnico abilitato costituito da: - stralcio planimetrico in scala 1:2.000 al fine dell’individuazione puntuale della località e/o edificio interessato; - disegni particolareggiati dell’impianto pubblicitario, in scala 1:50, con precisazione di quote, materiali, colori e caratteri grafici; - calcoli strutturali, secondo quanto previsto dall’art. 49 commi 2 e 3 del D. P. R. 495/92, di tutti gli elementi che compongono l’impianto pubblicitario; - per il collocamento di impianti pubblicitari luminosi, che dovranno avere i requisiti previsti dalla legge, sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per quanto concerne la compatibilità con le norme previste dal Codice della Strada e dal presente Regolamento: dettagliata descrizione tecnica del mezzo luminoso, con indicate le relative dimensioni, e copia del certificato di conformità in riferimento alla Legge 46/90 sulla sicurezza degli impianti rilasciato dalla ditta installatrice dell’impianto stesso; b) relazione tecnica dettagliata del manufatto pubblicitario in progetto, sempre a firma di un tecnico abilitato, con l’indicazione dei materiali impiegati, del colore delle varie parti e, per le insegne luminose, del colore e della qualità della luce; c) documentazione fotografica a colori completa, che illustri dettagliatamente il punto di collocazione richiesto e l’ambiente circostante. Per le collocazioni in aderenza ad edifici, le fotografie devono risultare tali da consentire una completa visione di basamento e facciata dell’edificio stesso, comprendente l’inserimento degli eventuali altri impianti esistenti; d) bozzetto del messaggio pubblicitario da esporre (se necessario); e) dichiarazione personale, redatta ai sensi del D.P.R. 445/00, con la quale si attesti che il manufatto che si intende collocare è stato calcolato, realizzato e sarà posto in opera tenendo presenti la natura del terreno e la spinta del vento, in modo da garantirne la stabilità, e che l’impianto, nelle sue varie componenti, risponde a tutta la normativa vigente in materia; f) nulla osta del proprietario (in caso di condominio, dell’amministratore) dell’edificio dell’area interessata.

2. L’Ufficio competente a curare l’istruttoria provvederà a richiedere il nulla osta dell’ente proprietario delle strade, non appartenenti al Comune di Sassari, quando i mezzi pubblicitari sono collocati in maniera tale da essere visibili dalle suddette strade e, ove necessario, il provvedimento di specifica competenza della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici; o della Soprintendenza Archeologica; o della Regione Sardegna; o Ente subdelegato per gli immobili o le aree vincolate ai sensi del D. Lgs. 490/99, nonché dei rispettivi Enti di tutela per altre aree protette.

3. La procedura di cui sopra dovrà seguirsi anche per ogni singola modificazione che si intenda apportare all’impianto pubblicitario già autorizzato.

 

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1. La richiesta di autorizzazione, relativa ad ogni singolo impianto, in bollo, dovrà indicare i dati anagrafici, il codice fiscale e/o la partita IVA del soggetto istante ed essere corredata della seguente documentazione tecnica ed amministrativa in triplice copia: a) documentazione fotografica a colori completa, che illustri dettagliatamente il punto di collocazione richiesto e l’ambiente circostante; b) bozzetto del messaggio pubblicitario da esporre; c) dichiarazione personale, redatta ai sensi del D.P.R. 445/00, con la quale si attesti che il manufatto che si intende collocare sarà posto in opera nel rispetto di tutta la normativa vigente in materia; d) nulla osta del proprietario (in caso di condominio, dell’amministratore) dell’edificio dell’area interessata.

 

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Articolo 38: Rimborso di spese (abrogato)

 

Articolo 39: Commissione sulla pubblicità (abrogato)

 

1. L'autorizzazione per la posa in opera dell’impianto, che viene rilasciata entro il termine previsto dalla normativa vigente, decorrente dalla presentazione della domanda, ha durata triennale.

2. L’autorizzazione in argomento è rinnovabile a richiesta dell’interessato, con istanza da presentarsi almeno 30 giorni prima della scadenza.

3. Le pratiche saranno sottoposte all'esame istruttorio, da parte dell’Ufficio competente. Sarà comunicato all'interessato l'accoglimento o il diniego al rilascio dell'autorizzazione. Il diniego deve essere motivato

4. Il termine di cui al 1° c. è interrotto nel caso in cui si debba invitare il richiedente a produrre la documentazione mancante, necessaria per l’espletamento dell’iter istruttorio.

 

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1. Qualora le istanze presentate non siano corredate dei documenti previsti ed il richiedente non provveda alla loro integrazione, nel termine perentorio di 60 giorni, assegnato dall’Ufficio competente per l’istruttoria, le stesse non saranno sottoposte all'esame di merito e saranno archiviate d’ufficio. 2. Della avvenuta archiviazione dovrà essere data comunicazione agli interessati.

 

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1. L’autorizzazione decadrà nei seguenti casi: - mancata installazione dell’impianto, nel termine di gg 90 dalla data del rilascio (prorogabile di ulteriori 90 gg su richiesta motivata dell'interessato); - cessazione dell’attività pubblicizzata; - scadenza del termine triennale di validità, in caso di mancato rinnovo.

 

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1. Il Comune potrà, in qualsiasi momento, revocare l'autorizzazione per motivi di pubblico interesse senza che il titolare della stessa abbia diritto a rimborsi.

2. Tale revoca potrà avvenire anche a seguito di contrasto tra le caratteristiche degli impianti installati e le previsioni di piani, progetti e regolamenti adottati dal Comune.

3. Ulteriore ipotesi di revoca dell’autorizzazione è quella prevista dal successivo art. 45, 2° comma.

4. Si procede alla revoca dell’autorizzazione, infine, anche in caso di morosità, relativamente al pagamento del canone di concessione del suolo pubblico e/o dell’imposta sulla pubblicità.

 

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1. La posa in opera dei mezzi pubblicitari, la manutenzione e l'armatura degli stessi, il ripristino delle pareti e la ripresa della tinteggiatura sulle pareti, sia in occasione della installazione di nuovo impianto o modifiche di quello esistente, sia per rimozione definitiva di impianto esistente e la rimessa in pristino delle murature, degli intonaci e delle tinteggiature nei modi idonei a cancellare qualsiasi traccia dell'impianto soppresso, nonché gli eventuali spostamenti dei mezzi pubblicitari, sono ad esclusivo carico del titolare degli stessi a cura del quale dovranno essere eseguiti. Parimenti dovranno essere rimossi anche i supporti del mezzo pubblicitario disdetto, oltre allo stesso, a cura e spese dell'utente interessato. In difetto, il Comune disporrà la rimozione con la procedura di cui all'art. 50 del presente Regolamento, addebitando ai responsabili le spese sostenute.

2. I mezzi pubblicitari che non risultassero conformi alle indicazioni stabilite nella autorizzazione per forma, tipo, dimensioni, sistemazione ed ubicazione sono da considerarsi abusivi. Parimenti, ogni variazione non autorizzata apportata ai mezzi pubblicitari in opera è considerata abusiva.

3. Il soggetto autorizzato all’installazione dell’impianto pubblicitario è espressamente obbligato, senza eccezioni o limitazioni di sorta, a esonerare il Comune da qualsiasi azione, pretesa, richiesta che comunque o da chiunque, in qualsiasi tempo e sede, per qualsiasi causa e titolo, potesse avanzarsi nei confronti del Comune stesso, in relazione, connessione, dipendenza, sia diretta che indiretta, alla autorizzazione ad effettuare attività pubblicitaria ed a mettere in opera i manufatti pubblicitari.

4. I danni a cose e/o persone causati dai cartelli e dagli altri mezzi pubblicitari in genere, sono ad esclusivo carico del titolare dell’autorizzazione.

 

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1. Tutte le autorizzazioni relative all’installazione d’impianti pubblicitari si intendono rilasciate a condizione che il richiedente si impegni alla manutenzione degli stessi. Conseguentemente il Comune, a suo insindacabile giudizio, ha facoltà di richiedere quei lavori di pulizia, riverniciatura e sostituzione, in genere di manutenzione, che saranno ritenuti utili per mantenere i mezzi pubblicitari secondo le necessità suggerite dal decoro cittadino e dalla normativa vigente in materia di sicurezza. Parimenti, il Comune potrà prescrivere in qualsiasi momento la esecuzione delle modifiche e degli spostamenti che verranno ritenuti necessari.

2. In caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni di cui sopra nel termine assegnato, le autorizzazioni verranno revocate, i manufatti verranno sottoposti ai necessari lavori di manutenzione ad opera dell’amministrazione, con spese a carico del soggetto inadempiente e con successiva acquisizione al patrimonio comunale.

 

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1. In caso di rimozione dei mezzi pubblicitari ordinata dal Comune prima della scadenza della autorizzazione, il titolare avrà diritto al solo rimborso della quota di imposta corrispondente al periodo di mancato godimento, escluso ogni altro rimborso, compenso o indennità.

 

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1. A seguito dell’approvazione del piano generale, gli impianti pubblicitari esistenti e non più rispondenti alle disposizioni in esso indicate verranno disciplinati secondo specifiche modalità e procedure previste dalla normativa di attuazione del piano medesimo.

 

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1. L’art. 3 del Decreto legislativo n. 507/93 prevede che ogni Comune adotti un preciso piano degli impianti da destinarsi al servizio delle pubbliche affissioni. Detto piano costituisce parte integrante del presente Regolamento, qualificandosi come uno degli aspetti più appariscenti dell'arredo urbano della città. L’obiettivo del piano è quello di distribuire l'insieme di tali impianti uniformemente sul territorio comunale tenendo presente, nel contempo, tutte le esigenze e le necessità del fenomeno pubblicitario, di quelle della comunicazione istituzionale e sociale, nonché dell'impatto ambientale nella concreta sistemazione di detti impianti. Inoltre, con il suddetto piano deve essere attuato anche quanto previsto dalla vigente normativa in materia di spazi affissionistici da destinare a soggetti privati, comunque diversi dal concessionario del pubblico servizio. Parimenti, deve provvedersi anche alla concreta definizione delle tipologie di impianti che dovranno essere utilizzate per il riassetto del parco esistente.

2. La tipologia degli impianti è quella dettagliatamente prevista e descritta nel Piano Generale degli impianti pubblicitari.

3. Gli impianti per affissioni dirette dovranno essere installati esclusivamente sulle superfici a ciò destinate, individuate nel Piano Generale e dovranno essere attribuiti triennalmente a soggetti privati, comunque diversi dal concessionario del pubblico servizio, mediante affidamento concessorio con gara pubblica.

4. L'ubicazione degli impianti dovrà essere determinata, tenuto conto anche di quelli attualmente installati, attraverso il Piano generale degli impianti pubblicitari, approvato con provvedimento della Giunta municipale, e riepilogata in apposita cartografia da allegare al provvedimento in parola.

 

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CAPO V DISPOSIZIONI COMUNI

1. Per le violazioni concernenti la relativa tassa si applicano le sanzioni di cui all’art. 23 del D.Lgs 507/1993 e D.Lgs 471, 472 e 473 del 18.12.1997 e loro successive modificazioni.

 

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1. Il comune è tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari riguardanti l’effettuazione della pubblicità. Alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni amministrative per la cui applicazione si osservano le norme contenute nelle sezioni I e II del Capo I della Legge 24 novembre 1981, n. 689, o, per le violazioni delle norme tributarie, quelle sulla disciplina generale delle relative sanzioni amministrative, salvo quanto di seguito previsto.

2. Per le violazioni alle disposizioni del presente Regolamento ed a quelle contenute nei provvedimenti relativi alla installazione degli impianti, si applica la sanzione prevista dall’art. 24 del D.Lgs. 507/93 e successive modifiche ed integrazioni, con notificazione agli interessati, entro centocinquanta giorni dall'accertamento, degli estremi delle violazioni riportate in apposito verbale. Facendone menzione nel medesimo verbale, viene inoltre disposta la rimozione degli impianti pubblicitari abusivi; in caso di inottemperanza all'ordine di rimozione entro il termine stabilito, si provvede d'ufficio, addebitando ai responsabili le spese sostenute.

3. Indipendentemente dalla procedura di rimozione degli impianti e dall'applicazione delle sanzioni, può essere effettuata, direttamente dal Comune, o dal concessionario del servizio, la immediata copertura della pubblicità abusiva, in modo che sia privata di efficacia pubblicitaria, ovvero la rimozione delle affissioni abusive, con successiva notifica di apposito avviso secondo le modalità di cui all’art. 10 del D.Lgs. 507/93.

4. I mezzi pubblicitari esposti abusivamente possono, con ordinanza del Sindaco, essere sequestrati a garanzia del pagamento delle spese di rimozione e custodia, nonché dell'imposta e dell'ammontare delle relative soprattasse ed interessi; nella medesima ordinanza viene stabilito un termine entro il quale gli interessati possono chiedere la restituzione del materiale sequestrato previo versamento di una congrua cauzione stabilita nella ordinanza stessa.

5. I proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti al comune e destinati al potenziamento ed al miglioramento del servizio e dell’impiantistica comunale, nonché alla redazione ed all’aggiornamento del piano generale degli impianti pubblicitari.

 

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1. La gestione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicità e delle pubbliche affissioni può essere effettuata dal Comune in forma diretta.

2. Qualora il Comune lo ritenga più conveniente sotto il profilo economico e funzionale, il servizio in argomento può essere affidato in concessione a soggetti privati abilitati a svolgere attività di liquidazione ed accertamento dei tributi locali, iscritti in apposito albo, di cui agli artt. 52 e 53 D.Lgs. 446/97. In tal caso il concessionario subentra al Comune in tutti i diritti ed obblighi inerenti la gestione del servizio stesso.

 

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1. Contro l’avviso di accertamento e di liquidazione, la cartella di pagamento, l’avviso di mora, il provvedimento di irrogazione di sanzioni, il diniego di rimborso, può essere proposto ricorso alla Commissione Tributaria competente per il territorio entro 60 giorni dalla data di notificazione dell’atto impugnato, secondo le disposizioni del D.Lgs. 31/12/1992 n° 546.

 

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CAPO VI DIRITTO DI INTERPELLO

1. I contribuenti possono presentare all’Amministrazione Comunale delle domande sulla corretta interpretazione della disciplina dei tributi locali qualora sussistano obiettive condizioni di incertezza.

2. Le domande devono avere ad oggetto casi concreti e riguardare in modo specifico la posizione personale dell’istante.

 

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1. L’interpello si propone attraverso la presentazione di un’istanza circostanziata e debitamente sottoscritta al Comune.

2. L’istanza dovrà contenere l’indicazione del quesito da sottoporre al Comune e dovrà inoltre essere corredata dalla documentazione utile alla soluzione dello stesso.

3. Il contribuente con la propria istanza dovrà altresì indicare l’interpretazione che ritiene corretta.

4. Il Comune dovrà rispondere nel termine di 120 (centoventi) giorni decorrenti dalla presentazione dell’istanza.

 

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1. La risposta dell’Amministrazione vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza di interpello, e limitatamente al richiedente.

2. L’omissione di risposta, entro il termine previsto, si intende che l’Amministrazione concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.

 

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1. La presentazione dell’istanza di interpello non produce effetto alcuno sulla decorrenza dei termini di impugnativa nonché sulle scadenze previste per gli adempimenti tributari.

2. Qualsiasi atto anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità della risposta fornita senza che nel frattempo siano intervenute modificazioni delle disposizioni all’imposta, saranno rettificati o annullati d’ufficio o su istanza del contribuente.

 

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1. La competenza nel caso di appalto in concessione e tutte le procedure relative alla materia verranno curate dal concessionario stesso.

2. Il funzionario responsabile, allo scopo di meglio precisare a chiarire il quesito proposto ha il potere di richiedere ulteriori informazioni e documenti al contribuente.

 

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CAPO VII DISPOSIZIONI FINALI

1. Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Regolamento si applicano le disposizioni del Decreto legislativo n. 507/93 e successive modifiche ed integrazioni, nonché tutta la normativa specifica vigente in materia.

 

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1. Qualora il servizio venga svolto in modo indiretto, durante il godimento della concessione all’occupazione di suolo pubblico saranno strettamente osservate le disposizioni contenute nei vigenti Regolamenti Comunali, le cui norme principali vengono richiamate nell’atto in concessione.

 

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1. Il presente Regolamento, una volta esecutivo ai sensi dell’art. 46 della legge n. 142/90, entra in vigore con decorrenza 1 gennaio 1996, mentre per gli anni 1994 e 1995 si osservano tutte le disposizioni contenute nella Deliberazione della Giunta municipale n. 238 del 28.2.94 con l’applicazione delle tariffe ivi adottate, nel rispetto delle norme di cui al Decreto legislativo n. 507 del 15.11.93.

 

Il presente Regolamento è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 187 del 22.11.1995 e modificato con la deliberazione del Consiglio comunale n. 158 del 2.11.2004.  

 

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