REGOLAMENTO GENERALE SULL'ORDINAMENTO degli UFFICI e dei SERVIZI
- Modificato con delibera della Giunta Municipale n. 321 del 20.10.2010
TITOLO I° - DISCIPLINA GENERALE
Oggetto
1. Il presente Regolamento disciplina l'assetto organizzativo,
l'esercizio delle funzioni dirigenziali, l'acquisizione e lo sviluppo
delle risorse umane, nel
rispetto delle norme vigenti e dei contratti collettivi nazionali di
lavoro, in ottemperanza ai criteri di organizzazione definiti nello
Statuto e secondo
obiettivi di efficienza, efficacia e qualità dell'azione amministrativa.
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Principi generali di organizzazione
1. L'organizzazione del Comune di Sassari e il suo funzionamento
si ispirano ai seguenti criteri:
a) la centralità dei cittadini, dei loro bisogni ed
esigenze;
b) la semplificazione, la trasparenza e la qualità dell'azione
amministrativa;
c) la distinzione tra responsabilità di indirizzo e controllo,
spettanti agli organi di direzione politica e attività di gestione
amministrativa, tecnica e finanziaria, attribuite ai dirigenti;
d) la chiara
individuazione delle responsabilità, dei poteri e dei livelli di
autonomia delle posizioni dirigenziali con riferimento agli
obiettivi e alle risorse
assegnate;
e) la flessibilità organizzativa e della gestione delle risorse
umane;
f) la cooperazione tra le diverse unità organizzativi e la
finalizzazione
della loro attività verso obiettivi comuni e risultati unitari
dell'azione comunale;
g) la programmazione delle attività ed il loro monitoraggio;
h) lo
sviluppo e la valorizzazione delle competenze del personale,
garantendo a tutti pari opportunità.
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Criteri generali di acquisizione e sviluppo delle risorse umane
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PARTE I^ - ACQUISIZIONE E SVILUPPO RISORSE UMANE
TITOLO II°- ACCESSO ALL'IMPIEGO
CAPO I° PRINCIPI GENERALI
Modalità di accesso
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Requisiti generali per l'assunzione
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Limiti di età
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Mobilita' esterna
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Utilizzo di graduatorie di altri Enti
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Obbligo di permanenza
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CAPO II° - MODALITA DI ACCESSO AGLI IMPIEGHI
Concorso pubblico
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Corso concorso
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Selezione pubblica
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Assunzioni obbligatorie di soggetti appartenenti alle categorie protette
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Assunzioni a tempo determinato
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Le forme flessibili di assunzione e di impiego
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CAPO III° - PROCEDIMENTI DI SELEZIONE
Strumenti di programmazione
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Commissione giudicatrice
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Il bando
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Riapertura e proroga dei termini
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Modifica e revoca del bando
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Domanda di ammissione al concorso
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Ammissione dei candidati
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Perfezionamento della domanda e dei documenti
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Cause di esclusione dal concorso
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Prove d'esame
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Modalita' di svolgimento delle prove
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Individuazione delle prove e criteri di valutazione delle prove
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Titoli e criteri di valutazione
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Formazione delle graduatorie, loro approvazione e modalità
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Precedenze e preferenze di legge
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Assunzioni in servizio
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TITOLO III° - SVILUPPO E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
Gestione delle risorse umane
1 .La gestione delle risorse umane è improntata ai criteri di:
- parità e pari opportunità per l'accesso al lavoro, la progressione
professionale ed il
trattamento sul lavoro;
- equità, trasparenza e flessibilità;
- valorizzazione dell'esperienza professionale e della
qualificazione acquisita dal personale
all'interno dell'Ente.
2. Per una migliore valutazione delle risorse umane e per il
monitoraggio del loro impiego ottimale nella struttura
organizzativa,
l'amministrazione si avvale di strumenti integrati di gestione del
personale
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Sviluppo delle risorse umane
1 .La valorizzazione del personale di ruolo viene perseguita
attraverso: - l'attivazione della riserva dei posti in fase di
indizione dei concorsi pubblici o
delle selezioni pubbliche;
- interventi formativi per l'aggiornamento e la riqualificazione
professionale;
- l'attuazione coordinata
dei processi di mobilità e di reclutamento di personale.
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La riserva dei posti a favore del personale interno
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Mobilità interna
1. L'Ente promuove la mobilità dei dipendenti all'interno
dell'organizzazione comunale;
2. La mobilità può avvenire, oltre che per i casi previsti , anche a
fronte di situazioni
emergenti nei servizi in relazione al riequilibrio del personale
addetto e non altrimenti ovviabili, per ragioni di funzionalità dei
servizi e di opportunità connesse alla migliore efficacia degli
stessi nell'obiettivo della nazionalizzazione dell'impiego del
personale, ovvero per
motivazioni proposte dal dipendente in relazione alla personale
opportunità di rotazione nei diversi ambiti di competenza dell'Ente.
3. La mobilità
orizzontale, all'interno della medesima categoria, è consentita a
condizione che il dipendente da inquadrare nella nuova figura
professionale sia in possesso
dei titoli professionali che specificamente la definiscono.
4. In relazione a particolari profili è prevista la possibilità di
procedere alla copertura dei
posti vacanti tramite bando di mobilità orizzontale interna tra il
personale della medesima qualifica funzionale cui è affidato il
profilo da ricoprire in
possesso dei requisiti previsti per l'accesso dall'esterno, previo
confronto con le organizzazioni sindacali.
5. Il bando identifica i profili da ricoprire e
le modalità di selezione tra candidati.
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Formazione
La formazione è una funzione fondamentale nelle politiche di
gestione delle risorse umane.
2. A tal fine, stabiliti gli indirizzi generali per l'attività
di formazione e aggiornamento del personale d'intesa con le
Organizzazioni Sindacali, viene definito il piano di formazione
sulla base delle indicazioni del
fabbisogno formativo secondo le priorità individuate dai Dirigenti
delle strutture interessate.
3. La formazione è strumento di promozione della parità e
delle pari opportunità ed a tale scopo:
- la progettazione delle iniziative di formazione deve uniformarsi
ai principi delle pari opportunità e delle azioni
positive;
- l'organizzazione delle stesse deve assicurare condizioni
logistiche e temporali tali da consentire l'effettiva partecipazione
dei dipendenti e
delle dipendenti.
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PARTE II^ - ORGANIZZAZIONE UFFICI E SERVIZI
TITOLO I° PRINCIPI GENERALI
Fonti di organizzazione
1. Sono fonti di organizzazione:
- le Leggi e i Regolamenti dello Stato
- lo Statuto del Comune
- il Regolamento generale sull'ordinamento degli uffici e
servizi
- i Contratti Collettivi nazionali di lavoro
- i Contratti integrativi aziendali
- gli Atti di organizzazione.
2. Gli Atti di organizzazione
definiscono l'articolazione e le modalità di funzionamento delle
strutture definite dal presente Regolamento. Essi sono adottati,
secondo le rispettive
competenze, dal Sindaco, dalla Giunta, dal Direttore Generale, dal
Segretario Generale, dai Dirigenti.
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TITOLO II° LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE
Nucleo di Valutazione
1. Le funzioni di controllo strategico e di valutazione
dell'attività e dei risultati conseguiti, sono svolte dal nucleo di
valutazione.
2. In base alle
risultanze del nucleo di valutazione il Sindaco valuta le
prestazioni dei dirigenti e adotta i provvedimenti conseguenti.
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Attuazione del principio di separazione
1. Gli organi di indirizzo politico non possono revocare,
riformare, riservare o avocare a se o altrimenti adottare
provvedimenti o atti di competenza dei
dirigenti.
2. Le attribuzioni di gestione dei dirigenti possono essere derogate
esclusivamente da disposizioni legislative recepite in norme
regolamentari.
3. Il Sindaco può comunque incaricare il Direttore Generale della
avocazione o della rimissione ad altri dirigenti di provvedimenti
dirigenziali in caso di
ritardo ed omissione da parte dei responsabili, contestati con
diffida motivata
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Assetto macrostrutturale
1. La struttura organizzativa permanente del Comune si articola
in due tipi di unità organizzative di massimo livello: i Settori-
operativi ed i Settori di
supporto.
2. I Settori operativi sono responsabili del soddisfacimento delle
esigenze dei cittadini; assicurano le attività gestionali di governo
del
territorio, di regolazione dell'attività dei soggetti terzi, di
erogazione dei servizi finali alla città. I Settori di supporto sono
responsabili del
presidio delle esigenze di funzionamento generale; assicurano le
attività di programmazione generale, di gestione complessiva delle
risorse e di supporto
specialistico a servizio di tutta la struttura organizzativa.
3. La relazione tra Settori operativi e Settori di supporto è
improntata a criteri di
cooperazione e di integrazione nella diversità dei ruoli e delle
responsabilità organizzativi propri di ciascun tipo di struttura,
nella logica del
progressivo decentramento delle funzioni di staff e
dell'introduzione del concetto di cliente interno.
4. I Settori sono individuati sulla base delle grandi
aree di intervento su cui insiste l'azione politico-amministrativa
del Comune. Dispongono di un elevato grado di autonomia progettuale
e operativa
nell'ambito degli indirizzi strategici, delle politiche di gestione,
degli obiettivi e delle risorse assegnate dagli organi di direzione
politica. Dispongono
inoltre di tutte le competenze amministrative e tecniche necessarie
al raggiungimento dei risultati, nei limiti di criteri di efficienza
ed economicità
complessiva, e di ampie leve gestionali.
5. I Settori si articolano al loro interno in Servizi ed Uffici.
6. I Servizi sono unità organizzative dotate di:
- rilevante complessità organizzativa; - omogeneità funzionale, con
riferimento ai servizi forniti o alle competenze richieste o alla
tipologia di domanda
servita.
7. L'istituzione, la modifica e la soppressione dei Servizi avviene
su proposta del dirigente competente, previa definizione di un piano
di
fattibilità ed attuazione sentito il parere del Direttore Generale,
con atto della Giunta.
8. Alla direzione del Servizio può essere preposto un dipendente
di categoria D o un dirigente. I Responsabili del Servizio
assicurano il corretto esercizio delle funzioni attribuite alla
struttura organizzativa di
pertinenza ed il maggior livello di efficacia in relazione agli
obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa e
dell’efficienza della gestione.
9.
Gli Uffici sono unità organizzative di media complessità, dotate di
autonomia operativa, caratterizzate da prodotti/servizi chiaramente
identificabili,
istituite all'interno di unità organizzative di maggiori dimensioni
(Settori o Servizi).
10. L'istituzione, la modifica, soppressione di Uffici avviene con
atto di organizzazione del dirigente competente, previa definizione
di un piano di fattibilità ed attuazione elaborato di concerto con
il Settore Personale e
Organizzazione.
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Unità di progetto
1. Le unità di Progetto sono strutture temporanee istituite per
il perseguimento di obiettivi complessi, che richiedono competenze
interdisciplinari e
trasversali rispetto alla struttura organizzativa permanente, e
hanno una durata limitata nel tempo.
2. Le Unità di Progetto possono essere istituite sia
per la realizzazione di progetti di rilevanza comunale e trasversali
a più Settori sia per la realizzazione di progetti di rilevanza
interna a singoli
Settori.
3. Le Unità di Progetto di rilevanza comunale e trasversali a più
Settori sono istituite dalla Giunta, sentito il parere della
Conferenza dei
dirigenti di cui all'art. 15. Il responsabile dell'Unità è designato
dal Sindaco e assume la denominazione di Responsabile di Progetto.
4. Le Unità di
Progetto di rilevanza interna ai singoli Settori sono istituite, su
proposta del Dirigente competente, con atto della Giunta,
nell'ambito degli indirizzi
definiti dall'Amministrazione. Il responsabile dell'Unità viene
designato dal Sindaco, su proposta del dirigente competente, e
assume la denominazione di
Responsabile di Progetto. Tale responsabile potrà essere individuato
anche al di fuori dell'area dirigenziale.
5. L'atto istitutivo di un'Unità Progetto
deve indicare: - gli obiettivi da perseguire, i risultati da
raggiungere e i vincoli da rispettare; - i tempi di completamente
del progetto ed eventuali
scadenze intermedie; - il responsabile del progetto; - le risorse di
personale, strumentali e finanziarie assegnate; - le attribuzioni e
i poteri specifici
del responsabile di progetto; - le modalità di verifica dello stato
di avanzamento; - le modalità di raccordo con la struttura
permanente e di eventuale
condivisione delle risorse.
6. Al completamento del progetto, l’Unità del Progetto si scioglie e
le risorse assegnate rientrano nella struttura permanente.
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SETTORI DI SUPPORTO E LORO ATTRIBUZIONI
I settori di supporto sono i seguenti:
• SETTORE GABINETTO DEL SINDACO E COMUNICAZIONE
Missione:
Assicura il supporto al Sindaco nell’azione amministrativa
e nell’attività di comunicazione istituzionale dell'ente e di
promozione dell'immagine e del ruolo del Comune; cura la
comunicazione interna ed esterna
dell’Ente (Sito web); gestisce i rapporti con i mezzi di
comunicazione di massa.
• SETTORE AFFARI LEGALI
Missione:
Assicura la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio
dell'Amministrazione sia nelle cause attive che passive; patrocina e
difende i
consiglieri, gli amministratori e i dipendenti nei giudizi civili
e/o amministravi e/o contabili per fatti e cause inerenti
l'espletamento del mandato o di
servizio, qualora gli interessati ne facciano richiesta e non
sussista conflitto di interessi con il Comune; patrocina e difende
le società ed i soggetti
pubblici e privati ex art. 133 bis, primo comma, del D.Lgs.18 agosto
2000 n.267 costituiti dall'Ente o nei quali l'Ente abbia una
partecipazione; fornisce
pareri scritti in ordine a questioni giuridiche relative alla loro
attività, qualora non sussista conflitto di interesse con il Comune.
• SETTORE SVILUPPO LOCALE E POLITICHE CULTURALI
Missione:
Assicura la promozione delle politiche per lo sviluppo locale
programmando, coordinando e attuando
le azioni sul territorio finalizzate allo sviluppo del sistema
integrato turistico/culturale; cura la programmazione di iniziative
e manifestazioni culturali
e la promozione della conoscenza dei beni artistici; l’attuazione e
la valorizzazione delle iniziative e opportunità di finanziamento
dell’Unione europea; la
promozione delle politiche per la qualificazione e lo sviluppo del
sistema turistico e del marketing territoriale; garantisce il
sostegno allo sviluppo
locale attraverso la promozione e la cura dei rapporti con i diversi
portatori di interessi presenti sul territorio.
• SETTORE ORGANIZZAZIONE E GESTIONE RISORSE UMANE
Missione:
Assicura la programmazione delle azioni e delle metodologie
finalizzata allo sviluppo del sistema professionale interno e
assicura
l’elaborazione di interventi di organizzazione delle strutture
dell’ente e dei relativi processi di lavoro; cura la definizione
delle relazioni sindacali, la
rilevazione dei fabbisogni formativi e sovrintende al sistema
formativo; garantisce l’applicazione del contratto di settore dal
punto di vista amministrativo
e contabile.
• SETTORE POLITICHE FINANZIARIE, BILANCIO E TRIBUTI
Missione:
Assicura le risorse finanziarie acquisibili attraverso la corretta e
tempestiva riscossione dei
tributi sul territorio ed assicura la risposta ai bisogni finanziari
dell’ente alla luce delle politiche, delle priorità e dello stato
finanziario dell’Ente;
cura la regolamentazione e la gestione delle tasse ed imposte
comunali e la collaborazione con l'imposizione statale, nonché la
gestione contabile ed
controllo delle risorse economiche e finanziarie dell'ente;
garantisce l’analisi e la conseguente prospettazione di scenari di
finanza e fiscalità locale
differenti.
• SETTORE SERVIZI INFORMATIVI, STATISTICA E PROTEZIONE CIVILE
Missione:
Assicura lo sviluppo del sistema informativo in funzione di una
maggiore
efficienza e tempestività nella trasmissione dei dati anche
attraverso la manutenzione e la gestione del sistema informatico e
telematico comunale; cura la
rilevazione, l'elaborazione e la diffusione di statistiche sui vari
fenomeni comunali; garantisce l'innovazione e l'aggiornamento dei
sistemi e promuovere
l'integrazione tra la rete comunale e le reti e i servizi telematici
operanti sul territorio; cura le attività relative alla
Toponomastica; assicura il
coordinamento del sistema di protezione civile per la parte di
competenza comunale e l’applicazione della disciplina sulla
prevenzione e protezione sui
luoghi di lavoro per l’intero ente; cura la pianificazione di un
sistema di risorse che permettano di prevenire, limitare o gestire
un evento calamitoso;
cura la gestione dei mezzi di proprietà dell’ente; garantisce la
cura dei rapporti con gli altri enti che sovraintendono la funzione
della protezione civile
e con il terzo settore; cura l'accertamento degli stati di pericolo.
• SETTORE CONTRATTI E PATRIMONIO
Missione:
Assicura il mantenimento, lo sviluppo e la gestione del portafoglio
immobiliare comunale; cura i rapporti con gli
uffici giudiziari e la logistica degli uffici dell’ente; assicura il
supporto alle strutture nei processi di acquisto e nella gestione
delle procedure di
gara; cura il programma e la gestione degli acquisti di beni e
servizi di uso generale; garantisce l’ottimizzazione delle procedure
di gara e dei processi di
acquisto.
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SETTORI OPERATIVI E LORO ATTRIBUZIONI
I settori operativi sono i seguenti:
• SETTORE SERVIZI AL CITTADINO E AFFARI GENERALI
Missione:
Assicura i diversi processi nell’ambito dei servizi demografici in
un’ottica di semplificazione e flessibilità sino all’erogazione del
servizio nel
rispetto degli standard di qualità e del potenziamento del
decentramento; cura le banche dati dall’acquisizione alla registrazione
sino all’elaborazione dei
dati; garantisce la semplificazione delle procedure di certificazione;
assicura modalità operative più vicine alle esigenze e alle aspettative
della comunità
attraverso una forte integrazione tra i diversi servizi dell’Ente
(Centro polifunzionale al cittadino) e la cura dei servizi di
informazione e comunicazione
con il pubblico (URP); assicura il supporto agli organi di governo
dell'ente nell'azione amministrativa garantendo il rispetto della
legittimità dei
provvedimenti; assicura la gestione del protocollo generale, archivio e
notifiche.
• SETTORE SPORTELLO UNICO E ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Missione:
Assicura il supporto alla crescita dell’apparato produttivo cittadino
attraverso il presidio dello
sportello unico per le attività produttive; cura la gestione di tutte le
attività inerenti alle funzioni
commerciali; gestisce il procedimento unico ai sensi della L.R. 3/2008 e
successive modifiche ed integrazioni; garantisce l’acquisizione e
l’implementazione dei naòdei dei canali diretti di concertazione con gli
Enti terzi che sono coinvolti nei procedimenti dello
Sportello Unico Attività Produttive; esercita le funzioni catastali
acquisite dal Comune, cura gli adempimenti relativi al cosiddetto
catasto delle aree
percorse dagli incendi.
• SETTORE EDILIZIA PRIVATA
Missione:
Cura la gestione di tutti i procedimenti inerenti l'edilizia privata e
l'attività di controllo edilizio e prevenzione e contrasto delle
violazioni della normativa di settore
• SETTORE AMBIENTE E VERDE PUBBLICO
Missione:
Assicura la qualità dell’ambiente ed il controllo delle sue risorse
naturali attraverso la
salvaguardia del territorio dall’inquinamento e dal degrado ambientale e
curando l’implementazione e la manutenzione del verde pubblico; cura la
gestione
degli impianti di tecnologia ambientale, dei parchi e i giardini, lo
sviluppo, la promozione e la realizzazione di progetti finalizzati al
miglioramento
della qualità ambientale; garantisce la realizzazione di iniziative, la
sensibilizzazione e l’educazione ambientale della cittadinanza.
• SETTORE PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE
Missione:
Assicura lo sviluppo e la salvaguardia del territorio in conformità alle
politiche urbanistiche garantendo
l’integrazione delle attività ed il coordinamento della progettazione
sul territorio, ivi compreso quello di pertinenza del demanio marittimo;
cura i diversi
processi di pianificazione urbanistica, di approvazione e gestione degli
strumenti attuativi del PRG e del PUL (Piano di utilizzo dei litorali);
garantisce
l’efficacia del controllo sul territorio e la legittimità delle
trasformazioni del territorio; assicura la programmazione della
circolazione stradale
cittadina, la gestione e manutenzione semaforica e segnaletica e il
rilascio delle autorizzazioni connesse.
• SETTORE PROGETTAZIONE E DIREZIONE LAVORI PUBBLICI E MANUTENZIONE
DEL PATRIMONIO COMUNALE
Missione:
Assicura la realizzazione delle nuove opere pubbliche di natura
edilizia, impiantistica e
infrastrutturale; cura le diverse fasi di attuazione del programma dei
lavori dalla programmazione all’attivazione dei finanziamenti,
dall’analisi dei
progetti e direzione lavori al monitoraggio e controllo delle attività
esternalizzate; garantisce consulenza e supporto agli altri Settori
nelle materie
tecniche di competenza; assicura la realizzazione del programma di
manutenzione e di adeguamento alle norme del patrimonio comunale; cura
le diverse fasi di
attuazione del programma dai rilievi del fabbisogno alla programmazione;
cura la gestione delle procedure espropriative ed amministrative
connesse alla
realizzazione degli interventi di competenza.
• SETTORE POLIZIA MUNICIPALE
Missione:
Assicura i servizi necessari ad un sicuro vivere civile attraverso la
tutela della sicurezza pubblica; garantisce il controllo del traffico,
il pronto intervento ed un coerente ed efficiente regime di controlli su
reati e abusi
in diversi campi; cura il presidio delle circoscrizioni, il
coordinamento con le altre forze dell’ordine per gli interventi di
sicurezza ed ordine pubblico e
lo svolgimento delle attività di polizia giudiziaria.
• SETTORE POLITICHE EDUCATIVE E GIOVANILI
Missione:
Assicura il sostegno alle politiche educative e
giovanili anche socio assistenziali tramite la pianificazione,
promozione e diffusione dei programmi ed iniziative nel campo dello
sport, dell’istruzione, e
del tempo libero per favorire l’integrazione sociale; cura la gestione
degli impianti sportivi comunali, dei servizi educativi integrativi e
l’ufficio
Informagiovani. garantisce il presidio sui rapporti con le istituzioni,
gli enti e il terzo settore nei predetti ambiti e ne sostiene l'azione.
• SETTORE POLITICHE SOCIALI E PARI OPPORTUNITA’
Missione:
Assicura la promozione delle politiche sociali e la progettazione delle
azioni a sostegno dell’integrazione
e cooperazione sociale tutelando il benessere della popolazione; cura la
formulazione di piani di azioni positivi per la rimozione degli ostacoli
che
impediscono la piena realizzazione di pari opportunità e la promozione
ed il coordinamento delle iniziative sociali promosse dal terzo settore;
garantisce,
la qualità dei servizi sociali erogati e il presidio del processo di
accreditamento di servizi e strutture.
• SETTORE POLITICHE DELLA CASA
Missione:
Cura
gli aspetti programmatori e gestionali delle politiche abitative;
provvede all’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale
pubblica; provvede alla
concessione dei contributi per l’affitto sulla base di finanziamenti
regionali e comunali; garantisce lo studio per l’individuazione dei
processi più idonei
per la cura delle problematiche della casa.
TITOLO III° FUNZIONI DI DIREZIONE DELL'ENTE
Ruolo del Segretario Comunale
1. Il Segretario comunale svolge compiti di collaborazione e
funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli
organi dell’Ente, in ordine
alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto
ed ai regolamenti. Il Sindaco, ove si avvalga della facoltà prevista
dal comma 1
dell’art. 108 del D.Lgs. n. 267/2000, contestualmente al
provvedimento di nomina del Direttore generale disciplina nel
rispetto dei loro distinti ed autonomi
ruoli, i rapporti tra il Segretario ed il Direttore generale.
2. Il Segretario sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei
dirigenti e ne coordina
l’attività, salvo quando ai sensi dell’art. 43 il Sindaco abbia
nominato il Direttore generale.
3. Il Segretario inoltre: • partecipa con funzioni
consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e
della Giunta e ne cura la verbalizzazione; • può rogare tutti i
contratti nei quali
l’Ente è parte ed autenticare scritture private e atti unilaterali
nell’interesse dell’Ente; • esprime, su richiesta dei responsabili
della gestione, il suo
parere in merito alla conformità degli atti alle norme di legge, del
regolamento e dello statuto; • esercita ogni altra funzione
conferitagli dal Sindaco,
fatta eccezione per le funzioni ed attività di carattere gestionale,
che la normativa assegna obbligatoriamente ai dirigenti o al
Direttore generale.
4. Il
Sindaco, ai sensi dell’articolo 116 del vigente Statuto comunale,
nomina il Vice-Segretario, che svolge funzioni vicarie del
Segretario per coadiuvarlo
secondo le norme del regolamento o sostituirlo, nelle attività
elencate al precedente comma, nei casi di vacanza, assenza,
impedimento.
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Ruolo del Direttore generale
1. Il Sindaco, previa apposita deliberazione della Giunta, ha la
facoltà di nominare un Direttore generale, in possesso dei requisiti
per l’accesso alla
dirigenza e con una qualificata esperienza di direzione.
2. Il Direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli
obiettivi stabiliti dagli organi
di governo dell’Ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco, e
sovrintende alla gestione dell’Ente, perseguendo livelli ottimali di
efficacia ed
efficienza. In particolare, in attuazione di tali indirizzi ed
obiettivi, al Direttore generale sono tra l’altro affidate la
direzione dei sistemi di
programmazione e controllo, nonché la direzione strategica delle
politiche del personale e dell’organizzazione, delle politiche dei
sistemi informativi ed
informatici, delle politiche di formazione del personale, delle
politiche di comunicazione ed informazione ai cittadini, delle
politiche di qualità dei
servizi, delle politiche di controllo delle società partecipate.
3. Competono, in particolare, al Direttore generale:
a) la supervisione sulla
predisposizione degli atti dirigenziali nella definizione della
proposta di relazione previsionale e programmatica;
b) la predisposizione della proposta di
piano esecutivo di gestione, attraverso il supporto alla Giunta ed
il coordinamento dei dirigenti;
c) la predisposizione e l’aggiornamento, nel corso
dell’esercizio, del piano dettagliato degli obiettivi, attraverso la
esplicitazione di obiettivi di dettaglio, tempi di realizzazione
degli interventi e
modalità attuative;
d) il controllo della gestione dei settori, verificando
periodicamente lo stato di attuazione degli obiettivi, anche con il
supporto del
Nucleo di Valutazione;
e) la supervisione sulla predisposizione dei report del controllo di
gestione e della relazione sullo stato di attuazione dei
programmi;
f) la collaborazione con il Sindaco e con la Giunta alla definizione
di progetti strategici;
g) la gestione della mobilità interna
intersettoriale del personale e l’assegnazione dei dipendenti ai
settori e all’ufficio della Direzione generale;
h) l’emanazione delle direttive per la
formulazione delle proposte di aggiornamento al Regolamento generale
sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sulla base degli
indirizzi
dell’Amministrazione e sentita la Conferenza dei Dirigenti;
i) la supervisione delle relazioni sindacali ed il coordinamento
delle attività dei dirigenti di
settore per le relazioni settoriali, al fine di garantire la
necessaria uniformità di comportamento;
j) la partecipazione al Nucleo di valutazione in
qualità di presidente;
k) la definizione, in collaborazione con i responsabili competenti,
degli interventi necessari per migliorare la qualità dei servizi;
l) la soluzione dei conflitti positivi e negativi di competenza tra
dirigenti di settore;
m) i più ampi poteri di direttiva e supervisione relativamente
alle materie sulle quali vengono svolte, ai sensi del comma 2,
funzioni di direzione strategica.
4. Al Direttore generale rispondono, nell’esercizio delle
funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’Ente, ad eccezione del
Segretario del Comune. Il Direttore generale risponde al Sindaco
dell’attuazione degli
obiettivi e dei programmi dell’Ente.
5. Su richiesta del Sindaco, il Direttore generale partecipa alle
sedute della Giunta Comunale per fornire supporto su
problematiche programmatorie, organizzative e gestionali.
6. Nell'ambito della Direzione generale, è possibile istituire le
unità organizzative di cui
all’art. 38, commi 6 e 9, del presente Regolamento, secondo le
modalità ivi previste.
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Rapporti tra Segretario Generale e Direttore Generale
1. Il Sindaco definisce e specifica, sin dalla nomina del Direttore Generale, con proprio atto, i rapporti tra Segretario Generale e Direttore Generale.
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Competenze residuali
Il Direttore Generale, in base alla ripartizione di competenze
contenute nel provvedimento del Sindaco di cui all’articolo
precedente, adotta gli atti di
competenza dei dirigenti che per qualsiasi ragione non siano
attribuiti alla loro responsabilità.
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Ruolo dei dirigenti
1. Ai dirigenti sono affidate, secondo quanto previsto dalla
Legge e dallo Statuto funzioni:
- di direzione di strutture organizzativi permanenti;
- di
direzione di strutture temporanee (progetti);
specialistiche, di collaborazione, di ispezione e vigilanza, di
studio e ricerca, o altri eventuali
incarichi.
2. Per i dirigenti con incarico di struttura permanente, l'esercizio
dell'azione direzionale si concretizza:
- nella programmazione generale e
nella gestione delle strutture organizzativi assegnate, nella
verifica dei risultati e della loro qualità, nel controllo dei
processi di produzione e di
erogazione di beni e servizi;
- nella corretta gestione e valorizzazione delle risorse umane cui
sono preposti, adottando criteri di pari opportunità tra
uomini e donne; nella ricerca del miglioramento continuo del
funzionamento del sistema organizzativo e nella gestione
dell'innovazione organizzativa e
tecnologica.
L'azione direzionale è esercitata in coerenza con gli indirizzi
stabiliti dall'Amministrazione.
3. Limitatamente alla durata dell'incarico,
ciascun dirigente con responsabilità di direzione di una struttura
permanente o temporanea è sovraordinato funzionalmente agli altri
dirigente che fanno
eventualmente parte della stessa struttura.
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Attribuzioni della dirigenza
1. Nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto delle
disposizioni organizzativi, la dirigenza collabora con la Giunta
comunale nell'assolvimento
dei suoi compiti istituzionali, la supporta nella definizione degli
indirizzi generali, assicura la loro traduzione in obiettivi
operativi e ne cura la
realizzazione.
2. I dirigenti, ferme restando le attribuzioni previste dalla legge
e dallo Statuto, sono
responsabili:
- del conseguimento degli obiettivi
definiti dalla Giunta comunale; della correttezza
tecnico-amministrativa degli atti e dei provvedimenti proposti e
assunti; del complesso dei mezzi
finanziari assegnati con il bilancio di previsione e del buon
andamento ed economicità della gestione;
3. I dirigenti garantiscono la cooperazione tra le
diverse unità organizzativi e finalizzano le loro attività verso
obiettivi comuni e risultati unitari dell'azione comunale.
4. I dirigenti predispongono
periodicamente rapporti sull'attività svolta, sullo stato di
avanzamento dei programmi e sull'utilizzo delle risorse assegnate.
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Rapporti con i destinatari dei servizi
1. I dirigenti sono tenuti a facilitare le relazioni tra le
strutture comunali e i cittadini.
A tal fine:
- rilevano periodicamente i bisogni degli utenti e
valutano la qualità dei servizi erogati; provvedono alla
semplificazione delle procedure e verificano che i documenti e gli
atti degli enti siano redatti in
linguaggio semplice e chiaro; garantiscono sia l'accesso da parte
dei cittadini ai documenti amministrativi, che la partecipazione al
procedimento
amministrativo; sviluppano adeguati sistemi di comunicazione con il
supporto dei Settori competenti.
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Responsabilità e competenze dei dirigenti
1. I dirigenti rispondono al Direttore Generale dei risultati
complessivi assegnati ai Settori cui sono preposti, garantendo
l'ottimizzazione delle
condizioni organizzativi e gestionali e curando il collegamento tra
Sindaco, Giunta e organizzazione comunale.
2. Nell'ambito della struttura organizzativa
di cui sono responsabili, esercitano le proprie funzioni in piena
autonomia senza sovraordinazione gerarchica e rispondono al Sindaco,
alla Giunta,
all'Assessore delegato, ed al Direttore Generale, nel rispetto delle
competenze attribuite dalla Legge, come indicato negli articoli
precedenti.
3. In
particolare ai dirigenti spetta:
- concorrere e collaborare all'elaborazione delle strategie, delle
finalità e degli obiettivi di competenze degli organi di
governo mediante l'elaborazione di studi, piani di fattibilità,
progetti e valutazioni di alternative;
- assicurare il coordinamento e l'integrazione
dell'attività delle strutture organizzativi di propria competenza;
- definire l'articolazione interna della struttura cui sono
preposti;
- curare la
gestione delle risorse umane assegnate, provvedendo direttamente,
alla gestione della mobilità del personale, alla realizzazione delle
opportune iniziative
formative, alla valutazione delle prestazione del personale ed
all'assegnazione del trattamento economico accessorio, all'adozione
delle misure di
disciplina, secondo quanto previsto dai Contratti Collettivi e dalla
contrattazione decentrata secondo gli indirizzi della giunta;
- gestire le relazioni
sindacali relativamente alle materie di competenza nell'ambito dei
criteri e delle modalità definite dal Settore Personale sulla base
dei Contratti
Collettivi e delle linee di indirizzo della Giunta sulla
contrattazione decentrata;
- definire, nell'ambito degli indirizzi stabiliti dal Sindaco,
l'articolazione dell'orario di servizio, valutate le specifiche
esigenze dell'utenza di riferimento;
- presiedere commissioni di gara e concorso con
conseguente responsabilità delle relative procedure;
- stipulare contratti, rilasciare provvedimenti di autorizzazioni e
concessioni;
- esercitare i poteri
di spesa nei limiti degli stanziamenti di bilancio e, ove previsto,
quelli di acquisizione delle entrate;
- esprimere parere tecnico sulle proposte di
deliberazione avanzate con conseguente responsabilità della
correttezza tecnica e amministrativa degli atti di competenza;
- adottare, nell'esercizio delle
loro attribuzioni, gli atti che impegnano l'amministrazione verso
l'esterno;
- individuare, i responsabili dei procedimenti amministrativi;
- individuare,
all'interno della struttura organizzativa cui sono preposti, il
dirigente o altro funzionario, che in caso di assenza o impedimento
eserciti le funzioni
vicarie.
4. I Dirigenti individuano gli atti, le attività ed i procedimenti
di particolare rilevanza e complessità, di cui si riservano la
responsabilità
diretta.
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Altri incarichi dirigenziali
1. Ai dirigenti possono essere attribuiti, oltre agli incarichi
di direzione di strutture permanenti e temporanee, incarichi
specialistici, di
collaborazione, di ispezione e vigilanza, di studio e ricerca o
altri eventuali incarichi.
2. Nell'esercizio di tali incarichi, operano all'interno delle
strutture organizzativi, dal cui responsabile dipendono, ad hanno
autonomia nella gestione delle risorse eventualmente affidate.
Rispondono della correttezza
tecnico-professionale delle attività svolte e del conseguimento
degli obiettivi assegnati.
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Collaborazioni esterne
1. Per obiettivi determinati, in assenza di specializzazioni
analoghe presenti all'interno dell'Ente, possono essere previste
collaborazioni esterne ad alto
contenuto di professionalità da formalizzare mediante convenzione a
termine.
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Funzionari con incarichi dirigenziali
1 . Qualora non sia possibile incaricare alcun dirigente della
copertura, anche ad interim, di una posizione di direzione di Settore,
il Direttore Generale,
sulla base degli indirizzi del Sindaco, attribuisce ad un funzionario,
inquadrato in categoria D, l'incarico temporaneo della copertura della
posizione
dirigenziale scoperta. Il funzionario da individuare deve possedere
tutti i requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, compreso il
titolo di studio
richiesto per la suddetta qualifica.
2. Il funzionario individuato deve accettare formalmente l'incarico
dirigenziale e le relative responsabilità.
3. Al
funzionario incaricato spetta, in ragione dell'incarico dirigenziale
conferito e proporzionalmente alla durata dello stesso, un compenso
corrispondente al
valore economico dell'indennità di posizione dirigenziale da ricoprire,
da liquidare mensilmente, oltre alla copertura assicurativa prevista per
le posizioni
dirigenziali.
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Conferenza dei dirigenti
1. La Conferenza dei Dirigenti è composta da tutti i dirigenti
del Comune per formulare proposte sull'attività degli organi
elettivi e svolgere un ruolo
consultivo sulle questioni e sui problemi relativi al ruolo e alla
funzione dirigenziale. Coordina l'attuazione degli obiettivi
dell'Ente, studia e dispone
semplificazioni procedurali, propone le innovazioni tecnologiche e
l'utilizzo del personale e delle strutture in modo da realizzare la
costante evoluzione
dell'organizzazione del lavoro.
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TITOLO IV° - SVILUPPO E GESTIONE DELLA DIRIGENZA
Accesso alla qualifica di dirigente
1. La dirigenza comunale è ordinata in un'unica qualifica.
2. L'accesso alla qualifica di dirigente può avvenire per concorso o per
corso-concorso.
3. I
requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale sono disciplinati
dalla legge e dai contratti collettivi della dirigenza.
4. Le modalità di accesso e le
relative procedure sono definite, in relazione alle figure
professionali, con provvedimento della Giunta comunale.
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Assegnazione di incarichi dirigenziali
1. Gli incarichi dirigenziali sono attribuiti, nel limiti delle
disponibilità di organico, secondo criteri di competenza
professionale, al dirigenti in
servizio presso l'amministrazione comunale o a soggetti esterni
all'Amministrazione con le modalità previste nello Statuto.
2. Contratti a tempo determinato
di diritto privato possono essere stipulati in misura
complessivamente non superiore al 5% del totale della dotazione
organica della dirigenza e delle aree
direttive; i candidati devono essere in possesso del diploma di
laurea e devono aver maturato significative esperienze
professionali. I suddetti contratti
non possono avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco.
3. Gli uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della
Giunta o degli assessori,
per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo attribuite
dalla legge, possono essere costituiti da dipendenti comunali o da
collaboratori esterni
con contratto a tempo determinato.
4. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato,
sono rinnovabili e devono comunque essere rapportati
agli obiettivi indicati nel programma amministrativo del Sindaco;
non possono essere di durata inferiore al periodo di tempo stabilito
per la valutazione.
5. I provvedimenti di conferimento degli incarichi sono resi
pubblici.
6.La Giunta Comunale con deliberazione in cui decide la copertura
del posto o
l'attribuzione dell'incarico al di fuori della dotazione organica
definisce le relative modalità di selezione e la tipologia di
contratto da stipulare
(pubblico o privato).
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Criteri per l'affidamento degli incarichi dirigenziali
1 - Il Sindaco, vista l'istruttoria del Direttore Generale,
conferisce gli incarichi dirigenziali in relazione alle esigenze
organizzativi dell'Ente e in
coerenza con il presente regolamento, applicando di norma il
principio della rotazione.
2. Ciascun incarico di funzione dirigenziale è assegnato per un
periodo di almeno due anni e per un massimo di cinque, salvo
specificità da indicare nell'atto di affidamento.
3. L'attribuzione degli incarichi dirigenziali
cessa comunque al verificarsi di qualunque causa di cessazione dalla
carica del Sindaco; i dirigenti esercitano le proprie funzioni fino
alla loro
sostituzione.
4. Il conferimento degli incarichi dirigenziali tiene
prioritariamente conto degli obiettivi contenuti nel programma
amministrativo del
Sindaco, delle attitudini e delle caratteristiche personali
manifestate dai dirigenti nei precedenti incarichi, del curriculum
di studi e delle capacità
professionali dei dirigenti, (non della specifica posizione di
lavoro di accesso alla dirigenza, ancorché conseguita con apposita
procedura concorsuale).
5.
In caso di contestazione da parte del dirigente, i provvedimenti
adottati in materia di assegnazione, modifica, revoca degli
incarichi sono comunque
esecutivi.
6. Gli incarichi dirigenziali vengono comunicati ai dirigenti con
atto organizzativo di affidamento del Direttore Generale.
7. La modifica degli
incarichi dirigenziali non comporta comunque un indennità di
posizione inferiore a quella precedentemente riconosciuta tranne che
nell'ipotesi di
applicazione del procedimento di valutazione ex art. 14 comma 2°
CCNL dirigenti EE.LL.
8. La revoca anticipata dell'incarico rispetto alla scadenza può
avvenire solo per motivate ragioni organizzativi e produttive o per
effetto dell'applicazione del procedimento di valutazione di cui al
comma precedente.
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Incarichi dirigenziali con contratto a termine
1. La giunta comunale, per soddisfare particolari esigenze
correlate al conseguimento di prioritari obiettivi istituzionali,
può autorizzare, anche su
proposta del direttore generale, l’assunzione di dirigenti e di
qualifiche di alta specializzazione con contratto a termine di
diritto privato:
a) per la
copertura di posti vacanti della qualifica dirigenziale correlati
alla responsabilità di strutture di livello dirigenziale;
b) al di fuori della dotazione
organica, nel limite del 5% del totale della dotazione organica
della dirigenza e della categoria D.
2. I dirigenti a contratto devono essere in possesso
dei requisiti prescritti per la partecipazione alle selezioni
pubbliche per l'accesso alla qualifica di dirigente.
3. Il contratto individuale viene
stipulato dal dirigente competente in materia di personale.
4. Il dirigente da assumere a contratto viene individuato, anche tra
il personale di categoria D
già in servizio presso il comune, sulla base del "profilo"
preventivamente definito dalla giunta comunale ed a seguito del
conseguente accertamento di una
comprovata qualificazione professionale e di una elevata esperienza
nell'esercizio di funzioni di direzione e di gestione di strutture
complesse in enti o
aziende pubbliche o private.
5. Ai dirigenti assunti a contratto ai sensi della lettera a) del
comma 1, vengono conferiti gli incarichi dirigenziali
previsti dall’assetto organizzativo del comune, nel rispetto della
disciplina del presente regolamento.
6. Ai dirigenti assunti a contratto ai sensi della
lettera b) del comma 1, vengono conferiti incarichi dirigenziali
correlati alla realizzazione di progetti di particolare rilevanza ed
allo svolgimento di
funzioni professionali, di supporto e di integrazione altamente
qualificate. La natura dell'incarico viene definita dalla giunta
comunale nell'atto di
autorizzazione alla assunzione.
7. Ai dirigenti assunti a contratto si applicano, per tutta la
durata del rapporto, le disposizioni in materia di
responsabilità e di incompatibilità previste per i dirigenti con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
8. La durata del contratto non può essere
superiore a quella del mandato del Sindaco del comune.
9. Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai
vigenti contratti collettivi per il
personale dirigenziale degli enti locali, può essere integrato, con
provvedimento motivato della giunta comunale, sentito il direttore
generale, da una
indennità "ad personam" commisurata alla specifica qualificazione
professionale e culturale posseduta, anche in considerazione della
temporaneità del
rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche
competenze professionali possedute dall'interessato. Il trattamento
economico e l'eventuale
indennità "ad personam" sono definiti nel rispetto degli equilibri
di bilancio del comune e non vanno imputati al costo contrattuale e
del personale.
10. Ai
dirigenti a contratto si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni legislative e dei contratti collettivi che disciplinano
il rapporto di lavoro e il
trattamento economico del restante personale dirigenziale.
11. Ove il rapporto di lavoro sia costituito con personale già
dipendente del comune, in possesso
dei prescritti requisiti, la stipulazione del relativo contratto
comporta il contestuale collocamento del dipendente interessato in
posizione di aspettativa
senza assegni per tutta la durata del nuovo rapporto dirigenziale;
il comune può ricoprire il posto temporaneamente vacante mediante
assunzioni a tempo
determinato nel rispetto della disciplina legislativa e contrattuale
vigente. Al termine, per qualsiasi causa, del rapporto di livello
dirigenziale, il
dipendente viene ricollocato nella posizione in precedente ricoperta
o in altra equivalente.
12. Per il periodo di durata del contratto, ai dipendenti di
pubbliche amministrazioni si applica, la disciplina dell’art. 19,
comma 6, ultimo periodo, del d. lgs. n. 165 del 2001.
13. Con la dizione "alte
specializzazioni" si intendono quelle professionalità che
presuppongono il possesso del diploma di laurea e di particolari
competenze acquisite mediante
studi specialistici o specifiche precedenti esperienze lavorative,
comunque inquadrabili in profili professionali appartenenti almeno
alla categoria D. Alle
alte specializzazioni si applica, in quanto compatibile, la
disciplina definita dai commi precedenti per i dirigenti a
contratto.
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Trattamento economico
1. La retribuzione dei dirigenti è determinata dai contratti
collettivi per l'area dirigenziale del comparto enti locali.
2. La quota da destinare al
trattamento accessorio è definita annualmente dalla Giunta.
Graduazione delle posizioni dirigenziali
1. Le posizioni dirigenziali sono graduate, anche ai fini
dell'attribuzione del trattamento economico accessorio previsto
dalla contrattazione collettiva, in
funzione di uno o più dei seguenti parametri di riferimento:
complessità organizzativa e gestionale della struttura assegnata e
relativo grado di
autonomia;
consistenza delle risorse finanziarie, strumentali ed umane
assegnate; complessità specialistica e rilevanza dell'incarico
assegnato; livello e
ampiezza della specializzazione richiesta.
2. La graduazione delle posizioni è definita dalla Giunta.
3. All'atto della istituzione di nuove posizioni
dirigenziali o della costituzione di strutture di progetto, si
provvederà contestualmente alla loro graduazione secondo i criteri
definiti al comma l.
4. Il
sistema di graduazione delle posizioni è aggiornato ogni qualvolta
si determinino modifiche rilevanti riguardanti la distribuzione
delle responsabilità,
l'assegnazione delle risorse, i compiti ed il grado di autonomia
della struttura di riferimento.
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Sistema di valutazione dei dirigenti
Le prestazioni dei dirigenti sono soggette a valutazione annuale ai
fini dello sviluppo professionale, dell'attribuzione degli incarichi e
del trattamento
economico accessorio.
2. Nella definizione dei criteri e dei parametri di valutazione si tiene
conto: dei risultati raggiunti, in base agli obiettivi
negoziati e formalizzati, e della loro rispondenza agli indirizzi
definiti dagli organi di governo; della realizzazione dei programmi e
dei progetti
affidati; della gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali
assegnate; del miglioramento del sistema organizzativo e
dell'innovazione
organizzativo-tecnologica realizzata.
3. La valutazione tiene conto delle condizioni organizzative ed
ambientali in cui l'attività si è svolta, e di
eventuali vincoli e variazioni intervenute nella disponibilità di
risorse. Le modalità del contraddittorio sono disciplinate dai contratti
collettivi.
4. La
valutazione, spetta al Sindaco che vi provvede con atto formalizzato
sentito il parere del nucleo nominato dalla Giunta, composto dal
Direttore Generale in
qualità di Presidente, e da due esperti esterni in tecniche di
valutazione e di sviluppo manageriale, scelti dal Sindaco e dalla
Conferenza dei Dirigenti. In
caso di mancata nomina del Direttore Generale dell'Ente l'incarico di
Presidente verrà svolto dal Segretario Generale, ai sensi dell'art. 115,
comma 4',
dello Statuto.
5. Il sistema di valutazione e le relative metodologie e procedure sono
approvate dalla Giunta con apposita delibera.
6. Il Direttore
Generale, sulla scorta della valutazione effettuata dal Nucleo di
valutazione, in relazione al conseguimento degli obiettivi ed
all'attuazione dei programmi,
nonché al livello di efficienza ed efficacia raggiunti fornisce alla
Giunta le indicazioni necessarie alla definizione delle proposte di
provvedimenti per la
predisposizione e l'attuazione dei programmi gestionali.
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Formazione ed aggiornamento
1. Lo sviluppo e l'aggiornamento professionale costituiscono
strumento per la valorizzazione delle capacità e delle attitudini
individuali, del più efficace
e qualificato espletamento dei compiti assegnati al personale.
2. A tal fine il Dirigente del Settore Personale e organizzazione,
sentito il parere del
Direttore Generale e sentita la Conferenza dei dirigenti predispone il
piano annuale di formazione.
3. La progettazione, l'organizzazione, la partecipazione
alle iniziative formative deve uniformarsi ai principi delle pari
opportunità e delle azioni positive così come previsti dalla legge n.
125/199l.
4. I
dipendenti possono essere destinati a prestare temporaneo servizio
presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'Unione europea,
degli stati
candidati all'adesione e degli Stati con cui l'Italia intrattiene
rapporti di collaborazione, al fine di favorire lo scambio
internazionale di esperienze
professionali. L'Amministrazione stipula accordi di reciprocità con
altre amministrazioni, previa intesa con il ministero degli Affari
Esteri ed il
Dipartimento della Funzione Pubblica.
5. Il personale che presta temporaneamente servizio all'estero resta a
tutti gli effetti dipendente
dell'Amministrazione e l'esperienza maturata all'estero è valutata ai
fini dello sviluppo professionale del dipendente stesso.
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TITOLO V° - MODALITA'E STRUTTURE DI COORDINAMENTO
Strutture di coordinamento
coordinamento: la Conferenza dei dirigenti Comitati di Area i Comitati Operativi.
2. La Conferenza dei dirigenti si riunisce di norma almeno una volta al
mese.
3. Il Comitato di Area è composto dai dirigenti che operano su ambiti e problematiche affini ed è istituito dal Direttore Generale.
4. Le sue
principali attività sono:
- sviluppare sinergie nei confronti dei Settori coinvolti;
- evitare sovrapposizioni e ridondanze di iniziative;
- definire
programmi di attività comuni o convergenti;
- affrontare e risolvere a livello di area problematiche sovra-settoriali.
5. Il Comitato di Area è presieduto
da un dirigente designato dal Direttore Generale. Si riunisce con una periodicità funzionale ai propri obiettivi.
6. In ciascun Settore è istituito il
Comitato Operativo composto dai dirigenti e quadri (categoria D) assegnati alla struttura. Esso assicura la programmazione e il coordinamento delle attività
di settore.
7. Le sue principali finalità sono:
- definire i programmi di attività e coordinarne l'attuazione;
- discutere problemi di assegnazione delle
risorse tra le strutture dei Settori;
- rafforzare l'integrazione all'interno della struttura; - mettere a punto proposte da sottoporre all'assessore;
-
evidenziare problematiche intersettoriali da sottoporre al Comitato di Area o alla Conferenza dei Dirigenti;
8. Il Comitato Operativo si riunisce di norma
almeno due volte al mese ed è convocato e coordinato dal Dirigente responsabile del Settore.
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TITOLO VI° - CONTROLLO INTERNO
Articolazione del sistema di controllo interno
a) controllo strategico;
b) controllo di gestione;
c) controllo di
regolarità amministrativa e contabile;
d) valutazione della dirigenza.
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Controllo strategico
obiettivi prioritari.
2. Per le esigenze del controllo strategico, l'Amministrazione si avvale dell'attività e delle competenze del Nucleo di Valutazione di
cui al precedente art. 60.
3. Il nucleo di valutazione trasmette annualmente al Sindaco il rapporto del controllo strategico,contenente l'analisi dei
risultati conseguiti dalle diverse politiche comunali in relazione alle strategie, agli indirizzi ed agli obiettivi prioritari definiti nei documenti di
programmazione strategica. Il rapporto si conclude con la formulazione di osservazioni e raccomandazioni finali. Incorso d'anno, il nucleo di valutazione può
evidenziare situazioni problematiche nonché esprimere valutazioni e proposte all'indirizzo del Sindaco.
4. Il nucleo risponde in via diretta ed esclusiva al
Sindaco del Comune e si avvale, ai fini della sua attività, del supporto del servizio programmazione e controllo incardinato presso la direzione generale,
dal quale acquisisce anche dati e informazioni sugli andamenti gestionali.
5. I componenti del nucleo di valutazione permangono in carica per la durata del
mandato del Sindaco.
6. L'entità del compenso da corrispondersi ai due componenti esterni del nucleo è determinato con provvedimento della Giunta Comunale.
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Controllo di gestione
finalizzato a verificare il grado di conseguimento degli obiettivi di gestione individuati nel piano esecutivo di gestione e nel piano dettagliato degli
obiettivi attraverso idonee tecniche di rilevazione dei risultati, nonché a valutare il rapporto tra costi sostenuti e risultati conseguiti mediante
l'utilizzazione di indici e misure di efficienza ed economicità. La rilevazione dei risultati conseguiti è basata anche su standard di qualità o su analisi
del livello di soddisfazione dell'utenza.
2. La funzione del controllo di gestione è di competenza del servizio programmazione e controllo che è
strutturalmente e funzionalmente incardinato nell'ambito della direzione generale; detto servizio è responsabile della progettazione e della attuazione del
controllo di gestione.
3. Il servizio si configura come una struttura tecnica, la cui azione è ispirata ai metodi propri dell'economia aziendale e del
management pubblico. La sua missione consiste nel fornire informazioni rilevanti, tempestive e di qualità a supporto dell'attività di direzione, anche
attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie di rete, il servizio collabora con i dirigenti destinatari delle informazioni prodotte, con la struttura
dedicata alla contabilità, con il nucleo di valutazione e con il collegio dei revisori.
4. Il servizio assiste il direttore generale e i dirigenti
nell'elaborazione del piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi.
5. Il servizio predispone rapporti periodici sullo stato di
attuazione degli obiettivi e sui complessivi andamenti gestionali e il rapporto consuntivo del controllo di gestione. Le stesse informazioni, compatibilmente
con le tecnologie in uso nell'ente, saranno rese disponibili e costantemente aggiornate attraverso la rete interna.
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rispettare, in quanto applicabili alla pubblica amministrazione, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e collegi aziendali
operanti nel settore. Esso è esercitato, per le parti di relativa competenza, dalle seguenti figure e strutture:
a) dal segretario comunale, per quanto
attiene al controllo di regolarità amministrativa e all'attività di consulenza tecnico-giuridica;
b) dal responsabile dei servizi finanziari, ai sensi del
d.lgs. n. 267/00, per quanto attiene alla regolarità contabile e alla copertura finanziaria;
c) dai singoli dirigenti per le specifiche attribuzioni loro
conferite dal presente regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi;
d) . dal collegio dei revisori dei conti nell'ambito dei compiti
istituzionali demandati dalla legge e dai regolamenti comunali.
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azioni formative e di sviluppo organizzativo e di responsabilizzarne l'azione. Della valutazione si tiene conto ai fini dell'attribuzione della retribuzione
di risultato.
2. La valutazione ha per oggetto:
a) la capacità di conseguire gli obiettivi assegnati e di assicurare un utilizzo ottimale delle risorse;
b) le attitudini e le competenze organizzative e direzionali dimostrate nel corso della gestione;
c) la propensione dimostrata a sostenere i processi di
innovazione e di apprendimento organizzativo, partecipandovi attivamente.
3. La valutazione si ispira ai seguenti,principi:
a) preventiva comunicazione dei
criteri e dei metodi di valutazione adottati;
b) conoscenza dei risultati e dei comportamenti dei valutati;
c) partecipazione dei valutati nella fase di
definizione dei criteri e dei metodi;
d) garanzia del contraddittorio in caso di valutazione negativa;
e) comunicazione e discussione dei risultati della
valutazione;
f) collegamento tra risultati della valutazione ed azioni formative e di sviluppo;
g) periodicità della valutazione nel corso dell'anno e
valutazione finale a fine anno.
4. I criteri generali e la metodologia di valutazione sono definiti dal nucleo di valutazione e sono adottati, con la
capacità e i poteri del privato datore di lavoro, dal direttore generale, sentita la giunta, nel rispetto delle relazioni sindacali previste dai contratti
collettivi di lavoro.
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TITOLO VII° DISPOSIZIONI PARTICOLARI
postale che essi stessi sono tenuti ad indicare.
2. Ogni pagamento si intende effettuato "salvo conguaglio o recupero".
3. 1 dipendenti ricevono inoltre al
domicilio che essi stessi sono tenuti ad indicare la documentazione esplicativa delle voci poste in retribuzione.
4. E' d'obbligo per l'amministrazione la
richiesta in restituzione di emolumenti corrispostimi non dovuti al dipendente.
5. Tenuto conto di quanto previsto al comma 4 il recupero viene effettuato
ratealmente senza aggravio di rivalutazioni ed interessi, nei limiti massimi del quinto dello stipendio, non rilevando, per i profili finanziario-contabili
per cui lo stesso si rende obbligatorio, la buona fede del percettore.
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una residua capacità lavorativa è soggetto, di norma, a mobilità interna d'ufficio, anche temporanea, e, qualora ritenuto opportuno, anche alla mobilità
orizzontale.
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dal CCNL e dalle disposizioni applicative rese con proprio atto dalla Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
2. Gli atti relativi alla cessazione
del rapporto di lavoro sono di competenza del Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
3. Il dipendente divenuto inabile in maniera permanente ed
assoluta per motivi di salute può essere dispensato dal servizio con conseguente risoluzione del rapporto di lavoro. L'accertamento delle condizioni di
salute, che può essere richiesto dallo stesso dipendente ovvero disposto d'ufficio, deve essere effettuato dal collegio medico presso l'Azienda Sanitaria
Locale, secondo quanto disposto dalla vigente normativa.
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proposta del Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
2. Il dipendente riassunto deve essere collocato nel profilo professionale cui apparteneva al
momento della cessazione dal servizio, con decorrenza di anzianità nella qualifica dalla data di esecutività del provvedimento di riassunzione.
3. La
riassunzione è comunque subordinata al possesso dei requisiti generali per l'assunzione, escluso quello dell'età, alla vacanza del posto, e ad effettive
esigenze di servizio. Non può aver luogo qualora il dipendente, sottoposto a visita medica, non sia risultato o non risulti idoneo alle mansioni della
qualifica.
4. Non può inoltre aver luogo qualora siano trascorsi cinque anni dalla data delle dimissioni.
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assegnate, individuano i soggetti assegnatali di posizioni lavorative correlate ad attività gestionali, professionali o di staff, rientranti nella
fattispecie di cui all'art. 8 del sistema di classificazione del personale afferente al CCNL. 1998/2001 del comparto Regioni Enti locali. I dipendenti
appartenenti alla categoria D possono essere assegnati a posizioni di lavoro ricomprese nell'area delle posizioni organizzative assumendone la responsabilità
diretta di prodotto e di risultato.
2. Il conferimento dell'incarico relativo all'area delle posizioni organizzative e la valutazione del risultato sono di
competenza del Dirigente del Settore cui la posizione di lavoro afferisce. Gli incarichi possono essere revocati prima della scadenza con atto scritto e
motivato per intervenuti mutamenti organizzativi o per accertati risultati negativi. La valutazione non positiva dei risultati deve essere comunicata a!
dipendente ed accertata in contraddittorio con l'interessato, il quale può avvalersi di assistenza tecnica o sindacale.
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incaricato di posizione organizzativa, incaricato per l'attività di progettista (preliminare, definitivo, esecutivo).
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dirigenti devono essere preventivamente autorizzate dal Direttore Generale.
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TITOLO VIII° INCARICHI EXTRA UFFICIO
a) esercitare un'attività di tipo commerciale, industriale o professionale;
b) instaurare, in costanza di rapporto con il Comune, altri rapporti d'impiego,
sia alle dipendenze di Enti pubblici che alle dipendenze di privati;
e) assumere cariche in società con fini di lucro;
d) esercitare attività di
artigianato, di imprenditore agricolo (a titolo principale e di coltivatore diretto).
e) svolgere qualunque altra attività esterna caratterizzata da
continuità e professionalità.
2. Nessuna delle attività su richiamate può essere autorizzata dall'Amministrazione. II superamento del divieto non risulta
possibile per effetto di collocamento in aspettativa o in congedo straordinario non retribuito.
3. Trattandosi di compiti e doveri di ufficio non possono
inoltre essere oggetto di incarico:
a) le attività o prestazioni che rientrano in compiti d'ufficio del dipendente (o che comunque rientrano fra i compiti
dell'ufficio o del servizio di assegnazione):
b) le attività o prestazioni rese in connessione con la carica o in rappresentanza dell'Amministrazione; si
considerano rese in rappresentanza dell'Amministrazione quelle prestazioni nelle quali il dipendente agisce per conto del Comune rappresentando la sua
volontà e i suoi interessi, anche per delega o mandato ricevuto da organi della stessa.
4. le attività sopra richiamate rientrano nei compiti e doveri di
ufficio. Il dipendente è tenuto a svolgerle durante l'orario di lavoro.
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di fuori dell'orario di lavoro, previa autorizzazione dell'Amministrazione.
2. In generale il dipendente può svolgere, purché non incompatibili con i
compiti d'ufficio, le seguenti attività:
a) assumere qualunque tipo di incarico temporaneo a favore di Enti pubblici e privati;
b) assumere cariche -
compensate o gettonate - in società cooperative e in società sportive, ricreative e culturali il cui atto costitutivo preveda che gli utili siano interamente
reinvestiti nella società per il perseguimento esclusivo dell'attività sociale. In ogni caso la società non deve essere di rilevante dimensione economica
(per numero di affiliati, per budget gestito ecc).
3. In ogni caso sono incompatibili gli incarichi o le cariche:
a) che generano conflitto di interessi
con le funzioni svolte dal dipendente o dal settore di assegnazione;
b) che vengono effettuate a favore di Enti nei confronti dei quali il dipendente o il
settore di assegnazione svolgono funzioni di controllo o di vigilanza;
c) che vengono effettuati a favore di Enti nei confronti dei quali il dipendente o il
settore di assegnazione svolgono funzioni relative alla concessione e alla erogazione di finanziamento. Il dipendente assegnato ad un settore che svolge
l'istruttoria su un atto di finanziamento non può svolgere incarichi a favore del beneficiario del finanziamento intendendosi quest'ultimo il destinatario
finale del finanziamento. Non si intendono invece ricompresi nella fattispecie i soggetti "intermedi" che ricevono il finanziamento solo per ridistribuirlo,
senza alcuna discrezionalità, ad altri soggetti. Non rientrano nel divieto gli incarichi resi a favore di soggetti che beneficiano di finanziamento o
trasferimenti di fondi ad opera del Settore di assegnazione, qualora non sia possibile alcuna forma di discrezionalità (finanziamento predeterminato in forma
generale e fissa);
d) che limitano l'organizzazione del lavoro e la funzionalità dei servizi (per l'impegno e in quanto non consentirebbero un tempestivo e puntuale svolgimento
dei compiti di ufficio da parte del dipendente in relazione alle esigenze del Servizio).
4. Inoltre, i dipendenti non possono essere autorizzati ad
accettare incarichi di collaborazione con individui od organizzazioni che abbiano o abbiano avuto nel biennio precedente un interesse economico in decisioni
o attività inerenti all'ufficio.
5. Il dipendente deve aver chiesto ed ottenuto l'autorizzazione prima di iniziare l'incarico o assumere la carica..
6.
Possono essere autorizzati anche incarichi che rientrano nell'ambito di una materia delegata dal Comune ad altro Ente da rendersi a favore dell'Ente
delegato.
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qualsiasi forma un compenso.
2. Il Sindaco, ai fini della concessione dell'autorizzazione, valuta:
a) la durata e l'impegno.
Il Sindaco valuta se il tempo e l'impegno necessari per lo svolgimento dell'incarico o della carica possono consentire al dipendente un completo, tempestivo
e puntuale assolvimento dei compiti e doveri d'ufficio o comunque se potrebbe influenzare negativamente il loro svolgimento;
b) gli incarichi eventualmente
già autorizzati.
A questo fine il Sindaco tiene conto anche delle attività già autorizzate, degli incarichi dati direttamente dalla stessa Amministrazione e degli incarichi:
comunicati dall'interessato e non soggetti ad autorizzazione espressa in modo tale da evitare lo svolgimento di un numero eccessivo di incarichi da parte
dello stesso dipendente. Si considerano a questo fine gli incarichi relativi all'anno in corso;
e) il compenso e le indennità che saranno corrisposte.
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di assegnazione, avvalendosi dei moduli predisposti dal Settore Organizzazione e Gestione Risorse Umane.
2. Il Dirigente del Settore di assegnazione, al
fini del parere, deve verificare che l'incarico non sia incompatibile con i compiti del Settore secondo quanto indicato dal presente Regolamento.
3. 11
Dirigente deve verificare, inoltre, che non vi sia incompatibilità sotto il profilo organizzativo, vale a dire che non vi siano esigenze organizzativi che
rendano inopportuna la concessione dell'autorizzazione richiesta, tenuto conto delle esigenze del Settore da un Iato, e dell'impegno richiesto dall'incarico,
dall'altro.
4. Per i Dirigenti responsabili di Settore il parere è apposto dal Direttore Generale.
5. Nel modulo deve in ogni caso essere previsto che il
dipendente indichi:
- l'oggetto dell'incarico;
- il soggetto a favore del quale si intende svolgere l'incarico;
- le modalità di svolgimento;
- la
quantificazione, in modo sia pure approssimativo, del tempo e dell'impegno richiesto; il compenso.
6. Nel modulo stesso il dipendente deve inoltre
dichiarare:
- che l'incarico non rientra fra i compiti dell'ufficio e del Settore di assegnazione;
- che non sussistono motivi di incompatibilità secondo
le indicazioni del presente provvedimento;
- che l'incarico verrà svolto fuori dall'orario di lavoro, senza utilizzare beni, mezzi e attrezzature
dell'Amministrazione;
- che egli assicurerà in ogni caso il tempestivo, puntuale e corretto svolgimento dei compiti di ufficio.
7 Al fine di verificare le
caratteristiche dell'incarico o della carica da autorizzarsi, il Dirigente del Settore competente ad adottare il provvedimento di autorizzazione, può
chiedere ulteriori elementi di valutazione all'interessato, ovvero al soggetto a favore del quale la prestazione viene resa, o ai competenti ordini e collegi
professionali o comunque ai soggetti che ritenga utile interpellare a tal fine.
8 In caso di richiesta di autorizzazione riguardante incarichi atipici o
comportanti valutazioni di particolare complessità e/o opportunità, la stessa viene esaminata da una Commissione composta dal Direttore Generale
(presidente), dal Dirigente del Settore Organizzazione e Gestione Risorse Umane e dal Dirigente del Settore di appartenenza.
9 . 11 procedimento di
autorizzazione deve essere concluso entro il termine di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta completa di tutti gli elementi indicati nella
presente direttiva e necessari per la valutazione della richiesta stessa. Decorso il termine per provvedere senza che sia stato adottato un formale atto di
autorizzazione, questa si intende accordata se richiesta per incarichi da svolgersi a favore di Amministrazioni Pubbliche. In ogni altro caso si intende
definitivamente negata.
10. L'autorizzazione è comunicata con lettera all'interessato e per conoscenza al Dirigente del Settore Organizzazione e Gestione
Risorse Umane.
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1. Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale, con prestazione lavorativa non superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno, può esercitare
altre prestazioni di lavoro che non siano incompatibili con le attività di istituto dell'Amministrazione. In tale caso il dipendente che vuole svolgere un
incarico deve dame comunicazione all'Amministrazione indicando tutti gli elementi che risultino rilevanti al fini della valutazione della insussistenza di
ragioni di incompatibilità e di conflitto di interessi connessi con l'incarico stesso. La comunicazione deve riportare il parere del Dirigente del Settore di
assegnazione. Quest'ultimo, al fini del parere, deve verificare che l'incarico non sia incompatibile con i compiti de! Settore secondo quanto indicato nel
presente Regolamento.
2. In ogni caso ai sensi dell'art.18, comma 2 ter, della legge 109/94 e successive modifiche, i dipendenti che abbiano un rapporto di
lavoro a tempo parziale non possono espletare, nell'ambito territoriale dell'ufficio tecnico di appartenenza , incarichi professionali per conto di pubbliche
amministrazioni di cui all'art. 1 comma 2, del D.Lgs. 3.02.1993 n. 29 . e successive modificazioni se non conseguenti ai rapporti di impiego.
3. Al
dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale, con prestazione lavorativa superiore al 50 per cento di quella a tempo pieno, che intenda svolgere altre
prestazioni lavorative si applicano i criteri previsti dal presente provvedimento per il personale a tempo pieno.
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a) collaborazione a giornali, riviste,
enciclopedie e simili;
b) utilizzazione economica da parte dell'autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali;
e) partecipazione a
convegni e seminari;
d) incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;
e) incarichi per lo svolgimento dei quali il
dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
f) incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le
stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.
2. Non sono soggetti ad autorizzazione, purché non interferiscano con le esigenze di servizio, le
attività rese a titolo gratuito presso associazioni di volontariato, nonché le attività a titolo gratuito che siano espressione di diritti della personalità
costituzionalmente garantiti quali la libertà di associazione e la manifestazione del pensiero.
3. Tutte le altre attività a titolo gratuito vanno
preventivamente comunicate al Dirigente del Settore di assegnazione e al Settore Organizzazione e Gestione Risorse Umane utilizzando il modulo predisposto
dal Settore medesimo.
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procedure di autorizzazione previste incorre nella responsabilità disciplinare ai sensi della normativa vigente.
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TITOLO IX°CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI ESTERNI
occasionale o coordinata e continuativa, nonché il relativo regime di pubblicità, al fine di garantire l’accertamento della sussistenza dei requisiti di
legittimità per il loro conferimento, definiti dall’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e sue successive modifiche e d
integrazioni, e dai commi 55, 56 e 57 dell’articolo 3 della legge n. 244 del 2007 e loro successive modifiche ed integrazioni.
2. Rientrano in tale
disciplina tutti gli incarichi conferiti a persone fisiche con riferimento alle ipotesi individuate dagli articoli 2222 e 2230 del codice civile.
3. Ove la
prestazione d’opera di cui al comma 2 sia acquisita per il tramite di un soggetto esercente attività di impresa ai sensi del Codice Civile o di uno studio di
assistenza e consulenza di cui alla L. n. 1815/1939 devono essere applicate esclusivamente ed integralmente le disposizioni del D.Lgs. 163/2006, della L.R.
5/2007, e del Regolamento comunale per l’acquisizione in economia di beni e servizi.
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1. Sono esclusi dall’applicazione delle procedure di cui al presente titolo:
a) il conferimento, relativamente alla materia dei lavori pubblici, di incarichi
di attività di progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di
esecuzione, collaudo, indagine e attività di supporto di cui all’art. 91 del D.Lgs. 163/2006, per le quali valgono le speciali disposizioni di cui ai commi
da 1 a 7 del medesimo cit. art. 91;
b) il conferimento di incarichi per collaboratori presso gli uffici di supporto agli organi di direzione politica ai
sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 in quanto configurano rapporti di lavoratori a tempo determinato con assoggettamento a trattamento giuridico ed
economico previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali;
c) la copertura di posti di dotazione organica
espressamente individuati come di “alta specializzazione” ai sensi dell’art. 110, commi 1 e 2 del D.Lgs. 267/2000, in quanto da effettuarsi esclusivamente
“mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione motivata, di diritto privato”;
d) il conferimento di
incarichi per l’attività di rappresentanza processuale e di patrocinio legale dell’Ente;
e) il conferimento di prestazioni episodiche e saltuarie non
riconducibili a fasi o programmi dell’Ente, svolte in maniera del tutto autonoma, anche se rientranti nelle fattispecie indicate al comma 6 dell’art. 53 del
decreto legislativo 165/2001.
2. Non soggiacciono all’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 6, 6-bis e 6-quater dell’articolo 7 del decreto
legislativo n. 165 del 2001 i componenti degli organismi di controllo interno e dei nuclei di valutazione.
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1. L'affidamento da parte dell’Ente degli incarichi di cui al comma 1 dell’art. 83, può avvenire solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite
dalla legge o previste negli atti di programmazione approvati dal Consiglio ai sensi dell’art. 42, comma 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
2.
Ai fini dell’applicazione dell’art. 1 comma 173 della L. 266/2005, ogni Settore deve trasmettere alla competente sezione della Corte dei conti, per
l'esercizio del controllo successivo sulla gestione, gli atti relativi agli incarichi di studio, ricerca e consulenza attribuiti.
3. Ai sensi dell’art. 48,
comma 3 del D.Lgs. 267/2000, compete alla Giunta comunale definire l’indirizzo in ordine al ricorso alle collaborazioni di cui al presente titolo. Il
suddetto indirizzo viene annualmente espresso in via generale nei documenti di programmazione generale dell’Amministrazione ai sensi del D.Lgs. 267/2000 ed
in particolare nel Piano Esecutivo di Gestione dell’Ente, unitamente all’assegnazione delle necessarie risorse finanziarie.
4. La responsabilità dell’intera
procedura di affidamento e la scelta finale del contraente da incaricarsi per la prestazione, nonché la stipula del relativo contratto di lavoro autonomo,
spettano a ciascun dirigente del Settore cui la prestazione da acquisirsi afferisce.
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1. L’affidamento degli incarichi esterni per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 dell’art. 85 sono subordinati alla sussistenza dei seguenti
presupposti:
a) il perseguimento di obiettivi puntuali e determinati;
b) l’impossibilità di perseguire le finalità di cui alla lettera a) con il personale in
servizio, o perché la propria struttura è totalmente assorbita dall’attività ordinaria che le compete o perché lo stesso è insufficiente organicamente per
rispondere agli obiettivi qualitativi o quantitativi programmati, o, ancora, perché non ritenga opportuno istituire stabilmente, per una determinata
professionalità, alcun posto in organico, trattandosi di prestazioni che per la loro intrinseca peculiarità e/o per la loro eccezionalità non si prestano ad
essere svolte permanentemente.
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a) definizione circostanziata
dell’oggetto dell’incarico con il riferimento espresso ai piani e programmi relativi all’attività amministrativa dell’ente;
b) gli specifici requisiti
culturali e professionali richiesti per lo svolgimento della prestazione;
c) durata dell’incarico;
d) luogo dell’incarico e modalità di realizzazione del
medesimo;
e) compenso per la prestazione adeguatamente motivato e tutte le informazioni correlate quali la tipologia e la periodicità del pagamento, il
trattamento fiscale e previdenziale da applicare,eventuali sospensioni della prestazione;
f) indicazione della struttura di riferimento e del responsabile
del procedimento.
2. Nel medesimo avviso è individuato un termine per la presentazione dei curricula e delle relative offerte ed un termine entro il quale
sarà resa nota la conclusione della procedura, nonché i criteri attraverso i quali avviene la comparazione.
3. In ogni caso per l’ammissione alla selezione
per il conferimento dell’incarico occorre:
a) essere in possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione europea;
b) godere dei
diritti civili e politici;
c) non aver riportato condanne penali tali da impedire l’accesso al pubblico impiego e non essere destinatario di provvedimenti
che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale;
d) non
essere a conoscenza di avere in corso procedimenti penali a proprio carico.
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1. Il conferimento degli incarichi di cui al presente titolo è subordinato all’espletamento di una procedura comparativa dei curricula effettuata dal
dirigente del Settore dove deve essere svolto l’incarico.
2. Ogni singolo curriculum viene valutato rispetto ai seguenti elementi:
a) qualificazione
professionale;
b) esperienze già maturate nel settore di attività di riferimento e grado di conoscenza delle normative di settore;
c) qualità della
metodologia che si intende adottare nello svolgimento dell’incarico;
d) eventuali riduzione sui tempi di realizzazione dell’attività e sul compenso;
e)
ulteriori elementi legati alla specificità dell’amministrazione.
3. L’esame dei curricula può essere integrato da un colloquio individuale valutativo,
condotto dal Dirigente interessato, indirizzato a far emergere la motivazione, le conoscenze professionali, la capacità di adeguarsi al contesto,
l’affidabilità, la capacità relazionale e le altre attitudini specifiche richieste dall'incarico.
4. Per incarichi peculiari, relativi a prestazioni
particolarmente delicate o complesse, si potrà prevedere anche il ricorso ad esami, prove specifiche, nonché la presentazione di progetti e proposte in
relazione al contenuto e alle finalità della collaborazione.
5. Nel caso in cui la procedura comparativa si svolga per comparazione del curriculum e
colloquio, viene valutato preventivamente il curriculum. Al colloquio sono ammessi solo coloro che hanno presentato un curriculum ritenuto adeguato alla
natura della prestazione.
6. Per le esigenze di flessibilità e celerità dell’Ente riguardanti incarichi di assistenza legale e tecnica l’amministrazione
potrà predisporre annualmente, sulla base di appositi avvisi, elenchi ed albi di personale altamente qualificato, in possesso di determinati requisiti e
appositamente selezionato, da cui attingere nel rispetto dei principi previsti in materia di collaborazioni esterne.
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1. Gli incarichi esterni per l’acquisizione di prestazioni d’opera con sole persone fisiche possono essere affidati, motivatamente, anche con incarico
diretto “intuitu personae”: detta locuzione deve intendersi esclusivamente nel senso di fiducia tecnica, e non personale in senso proprio, suffragata da
risultanze esclusivamente curriculari (possesso di specifiche esperienze e specializzazioni professionali e di particolari titoli formativi) che l’Ente deve
acquisire e valutare preventivamente al conferimento dell’incarico. In ogni caso, ai fini del presente articolo, devono comunque ricorrere i presupposti
generali di affidamento di cui al precedente art. 86.
2. Gli incarichi di cui al comma precedente possono avvenire esclusivamente per prestazioni d’opera
caratterizzate da elevata specializzazione culturale e professionale e/o per l’infungibilità della prestazione, ovvero per tutela dell’esercizio di diritti
esclusivi del prestatore d’opera.
3. Al di fuori dei casi di cui al precedente comma 2, l’affidamento diretto “intuitu personae” è ammesso, in deroga alle
procedure comparative previste dall’art. 88 del presente Regolamento, nelle seguenti ipotesi, fermo restando il permanere della ricorrenza dei presupposti
generali di affidamento cui all’art. 86:
a) urgenza, determinata da eventi oggettivamente imprevedibili, al fine di scongiurare situazioni di pericolo o di
danno per persone, animali o cose, ovvero per l'igiene e salute pubblica, ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale dell’Ente;
b) per
prestazioni d’opera intellettuale dirette alla formazione e all’aggiornamento professionale;
c) ogni qual volta non si possa procedere ai sensi dell’art. 88.
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qualità dell’attività, dell’eventuale utilizzazione da parte del collaboratore di mezzi e strumenti propri, anche con riferimento ai valori di mercato. Deve
comunque essere assicurata la proporzionalità con l’utilità conseguita dall’amministrazione.
2. La liquidazione del compenso avviene, di norma, al termine
della collaborazione salvo diversa espressa pattuizione in correlazione alla conclusione di fasi dell’attività oggetto dell’incarico.
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a fasi di sviluppo, mediante verifica della coerenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi affidati.
2. Qualora i risultati delle prestazioni
fornite dal collaboratore esterno risultino non conformi a quanto richiesto sulla base del disciplinare di incarico ovvero siano del tutto insoddisfacenti,
il dirigente può richiedere al soggetto incaricato di integrare i risultati entro un termine stabilito, comunque non superiore a novanta giorni, ovvero può
risolvere il contratto per inadempienza.
3. Qualora i risultati siano soltanto parzialmente soddisfacenti, il dirigente può chiedere al soggetto incaricato
di integrare i risultati entro un termine stabilito, comunque non superiore a novanta giorni, ovvero, sulla base dell'esatta quantificazione delle attività
prestate, può provvedere alla liquidazione parziale del compenso originariamente stabilito.
4. Il dirigente competente verifica l’assenza di oneri ulteriori,
previdenziali, assicurativi e la richiesta di rimborsi spese diversi da quelli, eventualmente, già previsti e autorizzati.
[top]
pubblicazione sull’Albo Pretorio comunale e sul sito Internet comunale.
2. Sono esclusi dalle procedure comparative e dagli obblighi di pubblicità le sole
prestazioni meramente occasionali che si esauriscono in una prestazione episodica che il collaboratore svolga in maniera saltuaria che non è riconducibile a
fasi di piani o programmi del committente e che si svolge in maniera del tutto autonoma, anche rientranti nelle fattispecie indicate al comma 6 dell’articolo
53 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
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Regolamenti Comunali, del Contratto dei dirigenti e dei dipendenti del Comparto - Regioni - Enti Locali. 2. Il presente Regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Approvato con deliberazione di Giunta M. n° 251 del 10/04/2001
Modifiche al Regolamento con deliberazioni di G.M.:
n. 422 del 08.09.2005
n. 210 del 24.05.2006
n. 341 del 02.06.2006
n. 458 del 19.12.2007
n. 210 del 05.06.2008
n. 258 del 16.07.2008
n. 93 del 25.03.2009
n. 179 del 25.05.2009
n. 196 del 17.06.2009
n. 208 del 30.06.2009
n. 336 del 28.10.2009
n. 367 del 18.11.2009
n. 209 del 28.07.2010
n. 266 del 15.09.2010
n. 321 del 20.10.2010
n. 373 del 15.12.2011
n. 1 del 09.01.2012
n. 31 del 01.02.2012