REGOLAMENTO GENERALE SULL'ORDINAMENTO DEI SERVIZI E DEGLI UFFICI
TITOLO I° - DISCIPLINA GENERALE
Oggetto
1. Il presente Regolamento disciplina l'assetto organizzativo, l'esercizio
delle funzioni dirigenziali, l'acquisizione e lo sviluppo delle risorse
umane, nel rispetto delle norme vigenti e dei contratti collettivi nazionali
di lavoro, in ottemperanza ai criteri di organizzazione definiti nello
Statuto e secondo obiettivi di efficienza, efficacia e qualità dell'azione
amministrativa.
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Principi generali di organizzazione
1. L'organizzazione del Comune di Sassari e il suo funzionamento si
ispirano ai seguenti criteri:
a) la centralità dei cittadini, dei loro bisogni ed esigenze;
b) la semplificazione, la trasparenza e la qualità dell'azione amministrativa;
c) la distinzione tra responsabilità di indirizzo e controllo, spettanti
agli organi di direzione politica e attività di gestione amministrativa,
tecnica e finanziaria, attribuite ai dirigenti; d) la chiara individuazione
delle responsabilità, dei poteri e dei livelli di autonomia delle posizioni
dirigenziali con riferimento agli obiettivi e alle risorse assegnate;
e) la flessibilità organizzativa e della gestione delle risorse umane;
f) la cooperazione tra le diverse unità organizzativi e la finalizzazione
della loro attività verso obiettivi comuni e risultati unitari dell'azione
comunale;
g) la programmazione delle attività ed il loro monitoraggio;
h) lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze del personale, garantendo
a tutti pari opportunità.
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Criteri generali di acquisizione e sviluppo delle risorse umane
1. La pianificazione del fabbisogno di personale, in linea con il contenimento
della spesa complessiva entro i vincoli della finanza pubblica, è funzionale
agli obiettivi ed alle politiche che l'amministrazione intende perseguire
ed è conseguente alle ristrutturazioni organizzative e alla verifica
degli effettivi fabbisogni.
2. La Giunta Comunale, in relazione alla programmazione delle attività
dell'Ente e rispondendo a criteri di economicità, approva la dotazione
organica dell'Ente e la relativa spesa complessiva in sede di approvazione
del bilancio annuale e pluriennale.
3. Della pianificazione del personale viene data preventiva informazione
alle rappresentanze sindacali per l'eventuale esame congiunto.
4. Annualmente, sentiti i responsabili delle strutture organizzative,
si procede alla verifica degli organici e se ne valuta l'adeguatezza
in ragione dei programmi dell'amministrazione, delle risorse umane ed
economiche, nonché dei principi di corretta gestione.
5. In particolare vengono considerati: a) l'assetto organizzativo generale
e le relative posizioni di responsabilità; b) la distribuzione degli
organici tra le strutture; c) l'adeguatezza quantitativa e qualitativa
delle risorse umane rispetto ai compiti da svolgere.
6. L'elaborazione dei piani di assunzione, predisposta sentiti i Dirigenti
di competenza, dovrà tener conto delle specifiche caratteristiche dei
profili professionali richiesti dai programmi di sviluppo e miglioramento
decisi dall'Amministrazione.
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PARTE I^ - ACQUISIZIONE E SVILUPPO RISORSE UMANE
TITOLO II° - ACCESSO ALL'IMPIEGO
CAPO I° PRINCIPI GENERALI
Modalità di accesso
1. Le modalità di accesso, a tempo pieno o parziale, sono:
a) il concorso pubblico aperto a tutti per esami, per titoli, per titoli
ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento
di prove volte all'accertamento della professionalità n'chiesta dal
profilo professionale, e/o dalla specifica posizione di lavoro;
b) l'avviamento a selezione degli iscritti nelle liste di collocamento
tenute dagli uffici circoscrizionali del lavoro che siano in possesso
del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento della
pubblicazione dell'offerta di lavoro;
c) la chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste costituite
dagli appartenenti alle categorie protette secondo le norme di legge.
E' fatto salvo quanto previsto dalla legge 13.08.1980
n. 466;
d) i processi di mobilità di cui al presente regolamento; 2.Le suddette
modalità devono garantire l’imparzialità, l'economicità e la celerità
di espletamento, ricorrendo, ove necessario, all'ausilio di sistemi
automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione.
3. Il Comune potrà altresì avvalersi delle forme contrattuali flessibili
di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile
e dalle leggi sul rapporti di lavoro subordinato nell'impresa.
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Requisiti generali per l'assunzione
1. Per l'accesso all'impiego alle dipendenze del Comune di Sassari,
fatto salvo quanto diversamente stabilito dalla legge, sono richiesti
i seguenti requisiti:
l. cittadinanza italiana oppure cittadinanza di uno degli stati membri
dell'Unione Europea. Sono equiparati ai cittadini italiani gli italiani
non appartenenti alla Repubblica e coloro per i quali tale equiparazione
sia riconosciuta in virtù di apposito decreto del Capo dello Stato;
2. non esclusione dall'elettorato politico attivo;
3. immunità da condanne penali che possono determinare l'estinzione
del rapporto di lavoro dei dipendenti della Pubblica amministrazione;
4. possesso del titolo di studio prescritto per l'accesso al posto.
Per le qualifiche per le quali è richiesto il solo requisito della scuola
dell'obbligo si specifica che tale requisito è posseduto anche da chi
abbia conseguito la licenza elementare anteriormente all'anno 1962;
5. posizione regolare nei confronti dell'obbligo di leva; 6.idoneità
psico-fisica a svolgere continuativamente ed incondizionatamente le
mansioni proprie del profilo del posto messo a concorso. L'Amministrazione
ha facoltà di sottoporre a visita medica di controllo i vincitori di
concorso in base alla normativa vigente;
7. il requisito della condotta e delle qualità morali stabilito per
l'ammissione ai concorsi nella magistratura viene richiesto per le assunzioni
presso il corpo della polizia municipale.
2. I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza
del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della
domanda di ammissione.
3. Non possono accedere all'impiego coloro che siano stati destituiti
o dispensati dall'impiego presso una Pubblica Amministrazione per persistente
insufficiente rendimento nonchè coloro che siano stati dichiarati decaduti
da altra Pubblica amministrazione per aver prodotto, per conseguire
l'impiego, documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile. Fatta
salva l'eventuale azione penale, i dipendenti del Comune che abbiano
conseguito l'assunzione in servizio producendo documenti falsi o mediante
altri atti fraudolenti incorrono nell'annullamento dell'atto di nomina.
Non possono accedere all'impiego coloro per i quali ricorra una delle
cause di incapacità previste dalla legge.
4. Non possono partecipare a selezioni interne o a concorsi pubblici
che prevedono la n'serva dei posti per il personale interno, i dipendenti
cui è stata irrogata la sanzione disciplinare della sospensione dal
servizio, per il periodo di un anno a decorrere dalla data di cessazione
della sospensione.
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Limiti di età
1. La partecipazione ai concorsi pubblici indetti non è soggetta a limiti
di età.
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Mobilita' esterna
1. L'amministrazione può ricorrere alla procedura della mobilità esterna
per la copertura di massimo il 10% dei posti resisi disponibili annualmente
per turnover per ogni categoria.
2. L’Amministrazione può derogare al limite percentuale fissato dal
comma 1 per il reclutamento di figure professionali non acquisibili
dall’interno, in tutte le circostanze in cui la normativa statale imponga
agli enti locali restrizioni alle possibilità di assunzione. In caso
di utilizzo della facoltà di deroga il numero complessivo delle mobilità
autorizzate non può comunque superare il 50% dei posti complessivamente
resisi disponibili nel precedente esercizio”.
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CAPO II° - MODALITA DI ACCESSO AGLI IMPIEGHI
Concorso pubblico
1. Le modalità di accesso agli impieghi vengono definite nel programma
annuale delle assunzioni.
2. L'assunzione del personale per concorso avviene mediante procedure
di selezione dei candidati basate sulla valutazione dei titoli e/o di
prove selettive volte all'accertamento della professionalità richiesta
dalla posizione da ricoprire.
3. I concorsi per esami o per titoli ed esami consistono di norma in:
prove scritte e\o prove a contenuto teorico- pratico e/o applicative, prove orali.
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Corso concorso
1. Il corso-concorso consiste in una selezione di candidati per l'ammissione
al corso il cui numero è predeterminato ed è finalizzato alla formazione
specifica dei candidati stessi. Al termine del corso un'apposita Commissione
di cui dovrà far parte almeno un docente del corso procederà all'espletamento
di prove, scritte e/o orali, con predisposizione di graduatorie di merito
per il conferimento dei posti messi a concorso.
2. La tipologia, le materie ed il numero delle prove nonchè le modalità
di selezione in relazione alla posizione organizzativa da ricoprire,
sono stabilite dal bando di concorso, tenuto conto delle tecniche di
selezione del personale più idonee a garantire, nel pubblico interesse,
la nomina dei migliori candidati.
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Selezione pubblica
1. Le procedure di selezione si applicano per le assunzioni per il tramite
degli Uffici del Ministero del Lavoro e della Massima Occupazione e
cioè per: - le assunzioni a tempo determinato e indeterminato, pieno
o parziale, fino alla categoria B, previste dalla Legge 28.2.87, n.
56;
- le assunzioni obbligatorie a tempo determinato e indeterminato, pieno
o parziale, fino alla categoria B, previste dalla Legge 2.4.1968 n.482
e successive modificazioni e integrazioni;
2. L'Amministrazione effettua le assunzioni sulla base di selezioni
tra gli iscritti nel liste di collocamento che abbiano la professionalità
richiesta ed i requisiti previsti per l'accesso al pubblico impiego
di cui all'art.5 del presente Regolamento.
3. I lavoratori sono avviati numericamente alla selezione secondo l'ordine
di graduatoria risultante dalle liste delle sezioni circoscrizionali
per l'impiego territorialmente competenti.
4. L'Amministrazione inoltra direttamente alla sezione circoscrizionale
competente per territorio la richiesta di avviamento a selezione di
un numero di lavoratori pari al doppio dei posti da ricoprire con l'indicazione
del titolo di studio, della qualifica di iscrizione nelle liste di collocamento
e del livello retributivo. La sezione circoscrizionale per l'impiego,
entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta, salvo eccezionale
e motivato impedimento, procede ad avviare a selezione i lavoratori
nel numero richiesto secondo l'ordine di graduatoria degli iscritti
aventi i requisiti indicati nella richiesta stessa.
5. L'Amministrazione, entro 10 giorni dalla ricezione delle comunicazioni
di avviamento, convoca i candidati per sottoporli alle prove di idoneità,
secondo l'ordine di avviamento, indicando giorno e luogo di svolgimento
delle stesse.
6. La selezione deve tendere ad accertare esclusivamente l'idoneità
del lavoratore a svolgere le relative mansioni e non comporta valutazione
comparativa.
7. La selezione può consistere nello svolgimento di prove pratiche attitudinali,
eventualmente supportate da questionari a risposta sintetica, ovvero
in sperimentazioni lavorative i cui contenuti sono determinati con riferimento
alla posizione da ricoprire, al profili professionali del comparto di
appartenenza e dell'ordinamento dell'ente e, ove necessario, con riferimento
ai contenuti ed alle modalità stabilite per le prove di idoneità relative
al conseguimento degli attestati di professionalità della Regione.
8. Alla sostituzione dei lavoratori che non abbiano risposto alla convocazione
o non abbiano superato le prove o non abbiano accettato la nomina, ovvero
non siano in possesso dei requisiti
richiesti, si provvede, fino alla copertura dei posti, con ulteriore
avviamento effettuato, secondo l'ordine della stessa graduatoria vigente
al momento della richiesta, in seguito alla comunicazione da parte dell'ente
dell'esito del precedente avviamento.
9. Le operazioni di selezione, sono, a pena di nullità, pubbliche e
sono precedute dall'affissione di apposito avviso all'albo dell'Amministrazione.
A tutte le operazione provvede la stessa Commissione, fino alla completa
copertura dei posti complessivamente indicati nella richiesta di avviamento
o nel bando di offerta di lavoro.
10. Per la composizione e la nomina della Commissione sono seguite le
disposizioni indicate nel presente Regolamento.
11. Alle selezioni partecipa anche il personale interno che concorre
alla copertura dei posti allo stesso riservata. Solo per tale personale
la prova selettiva avrà, per quanto necessario in relazione al numero
dei concorrenti, valutazione comparativa.
12. Nel bando saranno contenute le indicazioni e le notizie circa i
requisiti e le modalità inerenti le selezioni, ivi comprese le prove
e le materie d'esame ed, eventualmente, l'indicazione dei posti riservati
al personale dipendente avente titolo alla riserva.
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Assunzioni obbligatorie di soggetti appartenenti alle categorie protette
1. Le assunzioni obbligatorie avvengono secondo le modalità di cui al
presente Regolamento, previa chiamata numerica rivolta dall'Amministrazione
al competente Ufficio Provinciale del Lavoro e della Massima Occupazione,
per gli iscritti che abbiano i requisiti prescritti per l'accesso al
pubblico impiego di cui all'art. 5.
2. E' riservata comunque all'Amministrazione la facoltà di provvedere
all'accertamento dei titoli e dei requisiti richiesti per tale assunzione.
3. Il titolo di studio richiesto è quello previsto per la posizione
da ricoprire.
4. Gli Uffici Provinciali del Lavoro e della Massima Occupazione, avviano
alle prove i soggetti appartenenti alle categorie di cui sopra in misura
doppia al numero dei posti da ricoprire, secondo l'ordine di graduatoria
risultante dagli elenchi degli iscritti per ogni singola categoria.
5. Le prove non comportano valutazione comparativa e sono preordinate
ad accertare l'idoneità a svolgere le mansioni del profilo nel quale
avviene l'assunzione.
6. In mancanza di iscritti appartenenti ad alcune categorie, l'Ufficio
del Lavoro invia proporzionalmente i riservatari di altre categorie.
7. Ad avvenuto accertamento dell'idoneità professionale alla copertura
del posto, l'amministrazione provvede all'assunzione del personale interessato
con una procedura analoga a quella delle assunzioni dei vincitori di
concorso e delle prove selettive, fatta salva comunque la facoltà di
procedere preventivamente all'accertamento di idoneità.
8. Il certificato medico attestante tale accertamento deve essere rilasciato
dall'Autorità Sanitaria competente e deve contenere, oltre ad una esatta
descrizione della natura e del grado della invalidità, anche l'indicazione
delle condizioni attuali risultanti dall'esame, nonchè la dichiarazione
che il candidato, per la natura ed il grado della invalidità, non sia
di pregiudizio alla salute ed alla incolumità dei compagni di lavoro
o alla sicurezza degli impianti.
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Assunzioni a tempo determinato
l. Negli ambiti e per le esigenze individuate da norme di legge e contrattuali,
l'amministrazione può assumere personale con contratto di lavoro a termine,
a tempo pieno o parziale.
2. Le assunzioni avvengono:
-fino alla cat. B: mediante richiesta di avviamento a selezione alla
competente sezione circoscrizionale per l'impiego fra gli iscritti nelle
liste di collocamento;
3. Possono accedere alle selezioni per le assunzioni a termine di cui
all'articolo precedente coloro i quali siano in possesso dei requisiti
richiesti dal presente Regolamento.
4. Le selezioni fino alla cat. B consistono nello svolgimento di prove
pratico-attitudinali eventualmente supportate da questionari a risposta
sintetica, ovvero in sperimentazione lavorative i cui contenuti sono
determinati con riferimento alla posizione da ricoprire.
5. le selezioni per la categoria C consistono nello svolgimento di una
prova selettiva scritta, mediante compilazione di questionario a risposta
multipla e/o sintetica su materie attinenti al posto messo a selezione
– e nella valutazione dei titoli specificamente indicati dal bando di
concorso. La graduatoria viene formata sommando il punteggio riportato
nella prova selettiva con quello riportato nella valutazione dei titoli,
secondo le proporzioni indicate dal bando di concorso. Il peso percentuale
assegnato al punteggio della prova selettiva non può comunque essere
inferiore ai 2/3 del punteggio complessivamente attribuibile.
6. Alla fase di valutazione dei titoli di cui al precedente comma è
ammesso, secondo l’ordine di punteggio riportato nella prova selettiva,
un numero di candidati pari ad un quadruplo dei posti messi a concorso,
oltre a quanti hanno riportato un punteggio uguale al candidato classificatosi
all’ultimo posto utile, a condizione che abbiano fatto registrare un
risultato almeno superiore alla sufficienza. Tale requisito minimo dovrà
essere dettagliato nel bando di concorso, a seconda delle modalità indicate
per la prova selettiva.
7. Le selezioni per la categoria D consistono nello svolgimento di una
prova scritta tendente ad accertare – attraverso la compilazione di
questionario a risposta multipla e/o sintetica su materie attinenti
al posto messo a selezione, la redazione di elaborati, progetti o la
soluzione di casi – le conoscenze e le capacità del candidato, e nella
valutazione dei titoli specificamente indicati dal bando di concorso.
La graduatoria viene formata sommando il punteggio riportato nella prova
scritta con quello riportato nella valutazione dei titoli, secondo le
proporzioni indicate dal bando di concorso. Il peso percentuale assegnato
al punteggio della prova scritta non può comunque essere inferiore ai
2/3 del punteggio complessivamente attribuibile.
8. Alla fase di valutazione dei titoli di cui al precedente comma sono
ammessi i candidati che abbiano riportato nella prova scritta un risultato
almeno superiore alla sufficienza. Tale requisito minimo dovrà essere
dettagliato nel bando di concorso, a seconda delle modalità indicate
per la valutazione della prova scritta.
9. Qualora l’alto numero dei candidati possa determinare un appesantimento
ed un rallentamento del procedimento selettivo, l’Amministrazione potrà
utilizzare forme rapide di preselezione. A seguito dell’esito della
preselezione, verrà ammesso, alla prova scritta di cui al comma 7 un
numero di candidati pari ad un quadruplo dei posti messi a concorso,
oltre a quanti hanno riportato un punteggio uguale al candidato classificatosi
all’ultimo posto utile.
10. Il bando di selezione deve specificare i criteri da adottare per
la formazione della graduatoria; il peso attribuito ai due elementi
di valutazione considerati; le modalità ed i contenuti della prova selettiva;
il punteggio minimo richiesto per il superamento della prova selettiva,
nonché l’indicazione dei titoli valutabili.
11. Alle procedure di selezione di cui al presente articolo attende
apposita Commissione esaminatrice.
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Le forme flessibili di assunzione e di impiego
1. L'Amministrazione, nel rispetto dei principi generali in materia
di reclutamento del personale e
della disciplina contrattuale, potrà avvalersi delle forme contrattuali
flessibili di assunzione e di impiego previste dal codice civile e dalle
leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, quali:
a) il contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo;
b) il contratto di formazione e lavoro;
c) i tirocini formativi e di orientamento.
2. A tali forme flessibili di assunzione e di impiego si applicheranno,
in quanto compatibili, e con particolare riferimento alle modalità di
reclutamento del personale da assumere con contratto di formazione e
lavoro, le disposizioni di cui al presente regolamento previste per
il personale da assumere a tempo determinato.
3. Per le forme contrattuali previste sub 1b e 1c potranno essere previste
forme di preselezione. Alla scadenza dei contratti, conclusisi con una
valutazione positiva, potranno prevedersi trasformazioni dei rapporti
in assunzioni a tempo indeterminato.
CAPO III° - PROCEDIMENTI DI SELEZIONE
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Strumenti di programmazione
1. La programmazione triennale del fabbisogno di personale è lo strumento
attraverso il quale l'Amministrazione intende assicurare le proprie
esigenze di funzionalità ed ottimizzare le risorse umane per il migliore
funzionamento dei servizi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie
e di bilancio.
2. Con tale programmazione si quantificano e si individuano per categoria
le risorse umane necessarie e funzionari al raggiungimento degli obiettivi
definiti nel documento contenente gli indirizzi generali di governo
per il mandato amministrativo.
3. La programmazione triennale è approvata dalla Giunta Comunale, ed
è suscettibile di modificazioni in relazione alle variazioni degli obiettivi
dell'Amministrazione.
4. Nell'ambito della programmazione triennale, l'Amministrazione definisce
annualmente il Piano delle assunzioni coerentemente con il budget finanziario
e i programmi di attività approvati dalla Giunta.
5. In coerenza con la programmazione triennale l'Amministrazione provvede
ad adeguare la dotazione organica già determinata.
6. In sede di modifica del piano triennale l'amministrazione può anche
revocare concorsi già banditi per la copertura di posti previsti nel
programma delle assunzioni.
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Commissione giudicatrice
1. Le Commissioni giudicatrici di tutte le procedure selettive quali
il concorso pubblico, il corso-concorso, la selezione pubblica, la progressione
verticale, sono formalizzate con determinazione del dirigente del settore
personale e sono composte dal Direttore Generale o dal suo delegato,
o dal dirigente del settore cui afferiscono i posti messi a selezione,
il quale assume le funzioni di Presidente, e da due tecnici esperti
nelle materie oggetto delle prove d'esame individuati, a seconda del
profilo messo a concorso, prioritariamente tra i dirigenti e i funzionari
del Comune di Sassari oltre che tra altri dirigenti del settore pubblico,
docenti universitari, esperti appartenenti a i vari ordini e collegi
professionali o esperti di selezione e reclutamento del personale. Le
funzioni di segreteria vengono espletate da un dipendente nominato nel
medesimo provvedimento.
2. Quando i posti messi a concorso appartengono all'area dirigenziale
la presidenza della commissione viene assunta dal Direttore Generale.
3. Qualora i posti messi a concorso non afferiscano ad uno specifico
settore di intervento la presidenza della commissione è affidata o al
Direttore Generale o suo delegato, o al Dirigente del settore personale
o suo delegato.
4. Gli esperti devono essere inquadrati in posizioni di lavoro almeno
pari rispetto a quella propria dei posti messi a concorso.
5. Almeno un terzo dei posti della Commissione di concorso è riservato
alle donne, salva motivata impossibilità.
6. Alle Commissioni possono essere aggregati membri aggiunti per le
eventuali prove di lingua straniera o specialistiche e facoltative.
Essi esauriscono il loro compito con la valutazione, da parte della
Commissione Esaminatrice, di dette prove.
7. La Commissione esaminatrice può essere suddivisa in sottocommissioni,
qualora i candidati fossero in numero elevato, restando unico il Presidente.
8. Possono essere nominati supplenti tanto per il Presidente quanto
per i singoli componenti la Commissione. I supplenti, intervenuti alle
sedute della Commissione nelle ipotesi di impedimento degli effettivi,
vengono a far parte definitivamente della Commissione.
9. Non possono far parte della Commissione Esaminatrice parenti od affini
sino al quarto grado civile tra loro e coloro che, nello stesso grado,
siano parenti od affini di uno dei concorrenti e coloro che si trovino
in stato di grave e notoria inimicizia con alcuno dei concorrenti.
10. La Commissione esaminatrice si insedia alla data fissata dal presidente,
previa convocazione scritta.
11. Una volta insediatasi la commissione stabilisce: • le materie oggetto
della/e prova/e e gli specifici requisiti/titoli di accesso;
• I criteri di valutazione dei titoli in caso di concorsi per titoli
o per titoli ed esami;
• le date delle prove ove possibile;
• l'esperimento di una prove preselettiva e i contenuti della stessa
e anche il numero massimo di concorrenti da ammettere alle prove d'esame;
• la definizione della tipologia delle prove d'esame e l'individuazione
di criteri di valutazione delle prove medesime.
12. La proposta è trasmessa al dirigente del settore personale che con
propria determinazione emana il bando di concorso previa informazione
alla Giunta.
13. II settore personale effettua un primo screening delle domande di
partecipazione verificando il rispetto dei termini per la presentazione
delle domande al concorso e poi trasmette tutto il materiale alla commissione
esaminatrice.
14. La commissione esaminatrice determina l'ammissibilità dei concorrenti
avvalendosi ove lo ritenga utile del supporto del competente ufficio
del settore personale.
15. Le procedure concorsuali devono concludersi nel termine di sei mesi
dalla data di effettuazione delle prove scritte o, se trattasi di concorsi
per titoli, dalla data della prima convocazione della commissione.
16. L'inosservanza di tale termine dovrà essere giustificata collegialmente
dalla commissione con motivata relazione al dirigente del personale.
17. Per la validità delle riunioni della Commissione Esaminatrice è
sempre necessaria la presenza di tutti i membri compreso il Segretario.
18. Le decisioni sono assunte a maggioranza assoluta dei componenti.
19. Essa immediatamente prima della prova orale determina i quesiti
da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie d'esame. Tali
quesiti sono proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte.
20. La valutazione dei titoli viene effettuata dopo le prove scritte
e prima che si proceda alla correzione dei relativi elaborati.
21. Il risultato della valutazione dei titoli deve essere reso noto
agli interessati prima dell'effettuazione delle prove orali.
22. Qualora la valutazione delle prove comporti un apprezzamento discrezionale,
il punteggio attribuito a ciascun candidato è dato dalla media dei punteggi
attribuiti dai singoli componenti la Commissione Esaminatrice.
23. Il Presidente, quando ricorrano motivi d'urgenza e di pubblico interesse,
può assumere, per conto della Commissione Esaminatrice, decisioni in
ordine a questioni incidentali attinenti alla procedura (istanze, rinvio
delle prove, ammissibilità dei candidati, ecc.), salvo ratifica da parte
della Commissione Esaminatrice nel corso della prima seduta utile.
24. Oltre a quanto precisato specificatamente in questo Capo, spetta
alla Commissione Esaminatrice la gestione delle altre operazioni di
concorso nel rispetto della procedura prevista dalla legge, dal presente
regolamento e dal bando.
25. Il Presidente, i Componenti della Commissione Esaminatrice ed il
Segretario non possono promuovere o collaborare direttamente o indirettamente
ad iniziative estranee alla Civica Amministrazione, volte alla preparazione
dei candidati e sono strettamente vincolati al segreto d'ufficio per
tutto ciò che concerne l'attività del collegio e quella dei singoli
membri.
26. A cura del Segretario viene esteso processo verbale delle operazioni,
dal quale risulti l'osservanza della procedura e delle formalità prescritte,
i candidati ammessi e quelli non ammessi al concorso, i criteri per
la valutazione dei titoli, le modalità ed i contenuti delle prove ed
i punteggi attribuiti ai concorrenti, la graduatoria finale degli idonei
ed ogni altro atto o fatto rilevante relativi alle operazioni concorsuali.
27. Il verbale deve contenere altresì esplicita attestazione dell'effettuazione
della verifica relativa all'esistenza di eventuali incompatibilità tra
i membri della Commissione e tra questi ed i candidati.
28. I verbali devono essere sottoscritti da tutti i membri della Commissione
compreso il Segretario e devono essere approvati con determinazione
dal dirigente del settore personale.
29. Per tutti i tipi di concorso, i compensi da corrispondere ai
componenti della Commissione Esaminatrice nonché al personale addetto
alla vigilanza sono determinati in conformità ai decreti del Presidente
del Consiglio dei Ministri.
30. Gli esperti non appartenenti all'Amministrazione hanno diritto,
oltre alla corresponsione dei suddetti compensi, anche la rimborso delle
eventuali spese sostenute per la partecipazione al concorso.
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Il bando
1. Il bando, in quanto "lex specialis" delle procedure selettive disciplinate
dal presente regolamento quali concorso pubblico, corso-concorso pubblico,
concorso unico e progressione verticale è l'atto contenente la normativa
applicabile al procedimento di specie.
2. Esso deve contenere:
a) il termine e le modalità di presentazione delle domande;
b) l'avviso circa la determinazione della sede e del diario della/e
prova/e: nel caso in cui
questi elementi non siano ancora stati decisi, occorrerà indicare nel
bando le modalità di comunicazione dei citati elementi;
c) le materie che costituiranno oggetto della/e varie tipologie di prova/e
previste;
d) l'indicazione della votazione minima richiesta per ottenere il superamento
della /e prova/e scritta/e e della prova orale;
e) se il concorso è per titoli ed esami l'indicazione dei criteri stabiliti
per la valutazione dei titoli;
f) i requisiti soggettivi che il candidato deve possedere per ottenere
l'ammissione alla selezione e, successivamente, all'impiego, ivi compresi
gli specifici titoli d'accesso;
g) l'eventuale riserva di posti a favore di coloro che appartengono
alle categorie protette secondo le disposizioni di legge vigenti in
materia;
h) l'eventuale riserva di posti ai sensi della vigente normativa a favore
dei militari in ferma di leva prolungata e di volontari specializzati
delle tre forze armate congedati senza demerito al termine della ferma
o della rafferma contrattuale;
i) il trattamento economico lordo comprensivo di tutti gli emolumenti
previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti alla data di approvazione
del bando;
j) le modalità di dichiarazione dei requisiti prescritti dal bando e
degli eventuali titoli di cui il candidato risulti in possesso e, se
necessario, le eventuali modalità di produzione dei documenti;
k) l'ammontare ed il modo di versamento della tassa di concorso;
l) le modalità di utilizzazione della graduatoria ai sensi della vigente
normativa
m) il riferimento alle nonne sulle pari opportunità tra uomini e donne
per l'accesso al lavoro.
3. Il bando deve, altresì, contenere l'indicazione circa il profilo
professionale e la categoria di inquadramento; può anche contenere una
descrizione delle principali funzioni connesse alla posizione di lavoro
da ricoprire;
4. Il bando è emanato, previa informazione alla Giunta, secondo le modalità
indicate all'art. 15 comma 12.
5. Il bando deve, a cura della Segreteria Generale, essere affisso all'Albo
Pretorio del Comune.
6. In relazione alla natura della procedura selettiva indetta, il dirigente
del Settore personale o suo delegato individuerà, di volta in volta,
le forme di pubblicità del bando più adeguate,
7. Il termine della scadenza del concorso deve essere tale da consentire
una pubblicazione di durata non inferiore ai 30 giorni per il concorso
pubblico
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Riapertura e proroga dei termini
1. E' in facoltà dell'Amministrazione procedere alla riapertura del
termine fissato nel bando per la presentazione delle domande allorché,
alla data di scadenza, il numero delle domande presentate sia inferiore
al quintuplo di quello dei posti messi a concorso, ovvero per altre
motivate esigenze di pubblico interesse.
2. L'atto di riapertura dei termini, di competenza del diriegente del
Settore Personale o suo delegato, è pubblicato con le stesse modalità
adottate per il bando e deve essere comunicato a tutti i concorrenti
che hanno presentato domanda di partecipazione entro il termine originariamente
previsto dal bando.
3. Per i nuovi candidati tutti i requisiti richiesti devono essere posseduti
entro la scadenza dei nuovi termini fissati dall'atto di riapertura.
4. Restano valide le domande presentate in precedenza, con facoltà per
i candidati di procedere, entro il nuovo termine, alla integrazione
della documentazione.
5. E' in facoltà dell'Amministrazione prorogare, prima della scadenza,
il termine per la presentazione delle domande. L'atto, di competenza
del dirigente del Settore Personale e Organizzazione o suo delegato,
è pubblicato nei modi più opportuni ed efficaci.
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Modifica e revoca del bando
1. E' in facoltà dell'Amministrazione procedere, con atto del Dirigente
del Settore Personale e Organizzazione o suo delegato, alla revoca del
bando in qualsiasi momento del procedimento di selezione.
2. L'atto deve essere comunicato a tutti i candidati che vi hanno interesse.
3. E' in facoltà dell'Amministrazione procedere, con atto del Dirigente
del Settore Personale e Organizzazione o suo delegato, alla modifica
del bando in qualsiasi momento del procedimento di selezione.
4. L'atto deve essere comunicato a tutti i candidati che vi hanno interesse.
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Domanda di ammissione al concorso
1. Le domande di ammissione alla procedura selettiva, redatte in carta
semplice, devono essere indirizzate e presentate direttamente, o a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento, con esclusione di qualsiasi
altro mezzo, al Comune di Sassari, presso il Protocollo Generale entro
il termine fissato nel bando.
2. Il termine per la presentazione delle domande è perentorio.
3. La domanda deve essere redatta secondo lo schema che viene allegato
al bando, riportando tutte le indicazioni che, secondo le norme vigenti,
i candidati sono tenuti a fornire.
4. I candidati dovranno dichiarare sotto al propria personale responsabilità,
ai sensi di legge, e consapevoli delle sanzioni penali previste per
le ipotesi di falsità in atti e di dichiarazioni mendaci, il possesso
dei requisiti prescritti dal bando. A tal proposito, l'amministrazione
si riserva la facoltà di procedere ad idonei controlli, anche a campione,
sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive citate, rese dai candidati.
Qualora dal controllo emerga la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni,
il candidato, oltre a rispondesse ai sensi di legge, decade dai benefici
eventualmente conseguenti al provvedimento/atto emanato sulla base della
dichiarazione non veritiera.
5. La data di spedizione della domanda è stabilita e comprovata dal
timbro a data dell'Ufficio Postale. Nel caso di presentazione diretta
della domanda farà fede il timbro a data apposto a cura del Protocollo
Generale.
6. L'Amministrazione non assume responsabilità per la dispersione delle
domande, o di comunicazioni, dipendenti da inesatte indicazioni del
recapito da parte del concorrente, oppure da mancata o tardiva comunicazione,
né per eventuali disguidi postali, o disguidi imputabili a fatto di
terzi, a caso fortuito o, di forza maggiore.
7. La domanda, a pena di nullità, deve essere sottoscritta dal candidato.
8. In caso di dichiarazione rese ai sensi dell'art. 4 della L. 15/68
e, successive modificazioni ed integrazioni, il candidato dovrà rendere
la sottoscrizione in presenza del dipendente addetto o con firma sul
documento accompagnata da copia di un documento d'identità del candidato
medesimo.
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Ammissione dei candidati
1. L'ammissione alla selezione è preceduta dall'istruttoria delle domande
che consiste nella verifica del possesso dei requisiti sostanziali e
formali previsti dal bando per la partecipazione ad una determinata
selezione.
2. Il mancato possesso dei requisiti richiesti dal bando preclude la
possibilità di partecipazione alla selezione medesima; l'amministrazione
deve comunicare ai candidati non ammessi l'avvenuta esclusione, a mezzo
telegramma, o lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, con l'indicazione
delle motivazioni che hanno portato all'esclusione dalla selezione medesima.
3. Dal ricevimento della comunicazione di esclusione il candidato ha
sessanta giorni per esperire ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale
e centoventi per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
avverso il provvedimento di esclusione dalla selezione.
4. L'Amministrazione può disporre in ogni momento, con provvedimento
motivato, la esclusione dalla selezione per difetto dei requisiti prescritti.
5. In caso di obiettivi dubbi sui requisiti di ammissione, sia nell'interesse
del candidato, sia nell'interesse generale al corretto svolgimento delle
prove, l'amministrazione potrà disporre l'ammissione con riserva.
6. Lo scioglimento della riserva è subordinato alla verifica dell'effettivo
possesso dei requisiti richiesti.
7. L'Amministrazione potrà, altresì, disporre l'ammissione con riserva
alle preselezioni di tutti i candidati che abbiano presentato domanda,
senza verificare le dichiarazioni in essa contenute.
In tali casi, la verifica delle dichiarazioni rese, nonché il possesso
dei requisiti e/o dei titoli dichiarati, verrà effettuata prima di procedere
alle prove d'esame e comunque sempre prima all'assunzione dei vincitori
della selezione e di coloro che, a procedura selettiva espletata, risultando
utilmente collocati nella graduatoria, verranno assunti.
8. Il mancato possesso dei requisiti prescritti dal bando e dichiarati
dal candidato nella domanda di partecipazione alla selezione darà luogo
alla non stipulazione del contratto individuale di lavoro e produrrà
la modificazione della graduatoria già approvata. 9. Di volta in volta,
il bando disciplinerà le modalità di ammissione dei candidati alla selezione.
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Perfezionamento della domanda e dei documenti
1. In sede di esame della documentazione presentata ai fini dell'ammissione
dei candidati al concorso, può essere consentita la regolarizzazione
formale delle dichiarazioni e documentazioni nel caso di lievi irregolarità
o imperfezioni sanabili.
2. La Commissione Esaminatrice dovrà fissare un termine al candidato
affinchè provveda alla regolarizzazione. Trascorso tale termine senza
che la regolarizzazione sia avvenuta il candidato dovrà essere escluso
dal concorso.
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Cause di esclusione dal concorso
1. Comporta l'esclusione dal concorso la mancanza dei requisiti generali
d'accesso previsti dal presente Regolamento, nonchè dei requisiti specifici
previsti dal bando di concorso.
2. E' inoltre motivo di esclusione :
- la mancata sottoscrizione della domanda di partecipazione;
- la mancata regolarizzazione disposta ai sensi del precedente articolo.
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Prove d'esame
1. Le selezioni, effettuate attraverso prove scritte e/o teorico-pratiche
e/o applicative e/o attraverso prova orale, devono misurare l'effettiva
capacità professionale posseduta dal candidato rispetto alla posizione
di lavoro da coprire.
2. Le prove di cui al comma 1 possono essere precedute, qualora il numero
dei candidati lo richieda, da preselezioni.
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Modalita' di svolgimento delle prove
1. Durante lo svolgimento delle prove concorsuali deve essere garantita
la parità di trattamento nei confronti dei candidati rispetto alle condizioni
della procedura ed alla opportunità offerta di conseguire i posti.
2. Ogni volta che la natura stessa della prova lo consenta questa deve
svolgersi assicurando l'anonimato degli elaborati fino all'avvenuta
valutazione degli stessi per tutti i partecipanti alla prova.
3. La Commissione Esaminatrice, in relazione alla natura della prova,
potrà dettare disposizioni particolari ai candidati in ordine al regolare
svolgimento delle operazioni.
4. Dovrà essere garantita inoltre ai portatori di handicap la possibilità
di sostenere regolarmente le prove d'esame mediante l'uso degli ausili
necessari e dei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione
allo specifico handicap.
5. Qualora i concorrenti siano in numero elevato tutte le prove, ad
eccezione della prova orale, possono aver luogo contemporaneamente in
più sedi ricorrendo, ove necessario, all'ausilio di sistemi automatizzati.
6. Qualora il numero dei candidati non consenta l'espletamento della
prova orale o tecnico pratica in una stessa giornata la prova potrà
essere suddivisa in più giornate.
7. Il concorrente che non si presenta alle prove nei giorni stabiliti,
si considera rinunciatario e viene escluso dal concorso.
8. Le prove orali sono pubbliche. La presenza del pubblico deve essere
garantita, nella misura compatibile con le condizioni di fruibilità
del locale in cui la prova si svolge.
9. Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai candidati
almeno venticinque giorni prima dell'inizio delle prove medesime a mezzo
di lettera raccomandata con avviso di ricevimento decorrenti dalla data
di spedizione.
10. Ai candidati che conseguono l'ammissione alla prova orale deve essere
data comunicazione con l'indicazione del voto riportato in ciascuna
delle prove scritte.
11. L'avviso per la presentazione alla prova orale deve essere dato
ai candidati almeno quindici giorni prima di quello in cui essi debbono
sostenerla.
12. Inoltre, se il concorso è per titoli o per titoli ed esami la valutazione
dei titoli con il punteggio riportato deve essere comunicato ai candidati
prima dello svolgimento della prova orale.
13. Al termine di ogni seduta dedicata alla prova orale, la Commissione
giudicatrice forma l'elenco dei candidati esaminati, con l'indicazione
dei voti da ciascuno riportati, che sarà affisso nella sede degli esami.
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Individuazione delle prove e criteri di valutazione delle prove
1. I concorsi per esami consistono:
a) per i profili professionali della cat. D in almeno 2 prove scritte,
una delle quali può essere a
contenuto teorico-pratico, ed in una prova orale;
b) per i profili professionali sino alla Cat. C in una prova che può
consistere in una prova
scritta anche a contenuto teorico pratico, in testi bilanciati o in
una prova applicativo;
2. Sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano riportato in
ciascuna prova scritta un votazione di almeno 21/30.
3. Saranno dichiarati idonei i candidati che abbiano conseguito una
votazione di almeno 21/30 nella prova orale.
4. Fermi restando i criteri sopra espressi il bando può prevedere, sulla
base di esigenze oggettive, una diversa quantificazione numerica del
punteggio da attribuire alle prove d'esame.
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Titoli e criteri di valutazione
1. Le categorie dei titoli che possono costituire oggetto di valutazione
sono: titoli di studio e culturali, titoli di servizio, titolivari,
curriculum professionale.
Il punteggio massimo attribuibile a ciascuna categoria di titoli, nei
concorsi a posti di cat A e B è il seguente:
CATEGORIA TITOLI
- titoli di studio e culturali: 2
- titoli di servizio: 4
- titoli vari: 1
- curriculum professionale: 3
nei concorsi a posti di cat. C e D è il seguente:
CATEGORIA TITOLI
- titoli di studio e culturali: 3(compresa la specializzazione)
- titoli di servizio: 3
- titoli vari: 1
- curriculum professionale: 3
2. Il curriculum, qualora richiesto dal bando, redatto in carta semplice,
dovrà essere allegato alla domanda di partecipazione e regolarmente
sottoscritto dal candidato.
3. Si intende per curriculum l'insieme delle esperienze professionali
e formative, nonchè delle relative conoscenze e capacità acquisite,
ritenute utili per la posizione organizzativa da ricoprire.
4. Per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo superiore
a 10/30.
5. Il bando indica le categorie di titoli valutabili ed il punteggio
massimo alle stesse attribuibile
6. Nel caso di concorsi per soli titoli o per titoli ed esami, i candidati
dovranno allegare alla domanda i titoli ritenuti valutabili nel bando.
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Formazione delle graduatorie, loro approvazione e modalità
1. Il punteggio finale è dato dalla somma dei voti conseguiti nelle
prove d'esame.
2. Nel caso in cui siano previste due prove scritte al voto della prova
orale dovrà essere sommata la media delle prove scritte.
3. La votazione complessiva riportata da ciascun candidato si ottiene
sommando al punteggio finale quello attribuito nella valutazione dei
titoli.
4. La graduatoria del concorso è unica ed è formata dalla Commissione
Esaminatrice secondo l'ordine decrescente dei punti della votazione
complessiva e tenuto conto dei titoli di preferenza, precedenza e riserva
previsti dalle vigenti norme di legge.
5. La graduatoria, approvata con determinazione del dirigente del personale,
è affissa all'Albo.
6. Sono dichiarati vincitori, nei limiti dei posti messi a concorso,
i candidati utilmente collocati nelle graduatoria di merito tenuto conto,
se prevista nel bando, della riserva agli interni.
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Precedenze e preferenze di legge
1. Si riconoscono le norme vigenti, già previste da leggi speciali in
favore di particolari categorie di cittadini, per le riserve di posti
in pubblici concorsi.
2. Le riserve ai posti non possono comunque superare la metà dei posti
messi a concorso.
3. Se, in relazione a tale limite, sia necessaria una riduzione dei
posti da riservare secondo legge, essa si attua in misura proporzionale
per ciascuna categoria di aventi diritto a riserva.
4. Se due o più candidati ottengono, a conclusione delle operazioni
di valutazione dei titoli e delle prove di esame, pari punteggio, è
preferito il candidato più giovane di età.
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Assunzioni in servizio
1. I vincitori sono assunti in prova nel profilo professionale del quale
risultano vincitori.
2. Il vincitore, che non assuma servizio senza giustificato motivo entro
il termine stabilito e comunicato all'interessato dall'Amministrazione,
decade dalla nomina.
3. Qualora il vincitore, per giustificato motivo assuma servizio con
ritardo sul termine prefissatogli, gli effetti economici decorrono dal
giorno di presa di servizio.
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TITOLO III° - SVILUPPO E GESTIONE DELLE RISORSE UMANE
Gestione delle risorse umane
1 .La gestione delle risorse umane è improntata ai criteri di:
- parità e pari opportunità per l'accesso al lavoro, la progressione
professionale ed il trattamento sul lavoro;
- equità, trasparenza e flessibilità;
- valorizzazione dell'esperienza professionale e della qualificazione
acquisita dal personale all'interno dell'Ente.
2. Per una migliore valutazione delle risorse umane e per il monitoraggio
del loro impiego ottimale nella struttura organizzativa, l'amministrazione
si avvale di strumenti integrati di gestione del personale
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Sviluppo delle risorse umane
1 .La valorizzazione del personale di ruolo viene perseguita attraverso:
- l'attivazione della riserva dei posti in fase di indizione dei concorsi
pubblici o delle selezioni pubbliche;
- progressione verticale
- interventi formativi per l'aggiornamento e la riqualificazione professionale;
- l'attuazione coordinata dei processi di mobilità e di reclutamento
di personale.
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La progressione verticale
1. L'Ente intende contemperare le aspirazioni del personale in servizio
di migliorare le proprie condizioni professionali con l'esigenza di
inserire nuove professionalità nella P.A. locale per proseguire l'opera
di modernizzazione degli assetti organizzativi.
2. La progressione verticale, prevista dall'art. 4 del CCNL del comparto
Regioni Enti Locali 31.3.98 disciplinante il Nuovo Ordinamento Professionale,
è uno degli strumenti attraverso cui si persegue l'efficace copertura
delle posizioni previste dalla struttura organizzativa;
pertanto con il presente Regolamento, nel rispetto del principio stabilito
dall'art. 36 del
Dlgs 29/93 - in materia di reclutamento del personale- ed in attuazione
dell'art. 4 del CCNL del comparto Regioni Enti Locali 31.3.98, si prevede
che l'accesso ai posti vacanti della dotazione organica possa avvenire
con procedure selettive sia interne che esterne, a seconda del profilo
professionale da ricoprire.
3. La scelta sull'opzione selezione interna e/o selezione pubblica viene
effettuata in sede di formalizzazione del piano annuale delle assunzioni.
4. Si stabilisce che in linea di massima, salvo particolari esigenze
da motivare, si darà luogo al tipo di selezione sotto indicata, con
previsione di accesso dall'esterno proporzionalmente graduato a seconda
dei profili professionali richiesti
• selezioni esterne al 100% per i profili di operatore , agente polizia
municipale
• Selezioni esterne all'80% per il profilo di collaboratore sistemi
informativi, assistente
sociale e di responsabile tecnico - posizioni di lavoro di ingegnere,
architetto, avvocato, agronomo, geologo, psicologo -;
• e Selezioni esterne al 50% per il profilo di istruttore direttivo
e collaboratore ai servizi tecnici per le posizioni di lavoro di geometra,
perito, disegnatore.
In tutti gli altri casi si procederà prioritariamente con selezioni
interne.
Nel caso in cui manchino professionalità interne o in caso di selezione
con esito negativo si procederà alla selezione esterna.
5. Le selezioni interne saranno riservate ai dipendenti in possesso
dei requisiti richiesti di volta in volta per ricoprire le posizioni
scoperte.
6. Costituisce requisito di base o pre-requisito la permanenza di almeno
quattro anni nella categoria immediatamente inferiore a quella oggetto
della selezione; detto requisito può essere ridotto a due anni di permanenza
in categoria inferiore nel caso di possesso del titolo di studio richiesto
per l'accesso dall'esterno.
7. Per l'accesso in categoria D occorre comunque il possesso del diploma
di scuola media superiore.
8. Per l'accesso alle posizioni B3 e D3 la permanenza in categoria,
rispettivamente B e D, è ridotta a due anni.
9. Il personale interno potrà accedere alle selezioni anche a prescindere
dal titolo di studio previsto dall'ordinamento per l'accesso dall'esterno,
salvo i casi tassativamente stabiliti da normative.
10. Il bando di selezione deve contenere una sintetica descrizione delle
principali funzioni connesse alla posizione di lavoro da ricoprire e
delle conoscenze, capacità, attitudini necessarie per ricoprire la posizione.
11. Le prove di selezione, scritte e orali, privilegeranno il superamento
delle prove tradizionali e saranno orientate a verificare il livello
professionale e le attitudini del candidato, attraverso la discussione
di casi, esame e soluzione di problemi, presentazione di alternative.
12. Il colloquio orale individuale potrà essere integrato da un colloquio
di gruppo per la copertura di posizioni di lavoro per le quali si ritiene
rilevante la valutazione delle capacità di relazione, di
coordinamento, di leadership, di soluzione di problemi, di orientamento
al risultato.
13. Le modalità di espletamento delle selezioni saranno le stesse sia
per l'interno che per l'esterno.
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Mobilità interna
1. L'Ente promuove la mobilità dei dipendenti all'interno dell'organizzazione
comunale;
2. La mobilità può avvenire, oltre che per i casi previsti , anche a
fronte di situazioni
emergenti nei servizi in relazione al riequilibrio del personale addetto
e non altrimenti ovviabili, per ragioni di funzionalità dei servizi
e di opportunità connesse alla migliore efficacia degli stessi nell'obiettivo
della nazionalizzazione dell'impiego del personale, ovvero per motivazioni
proposte dal dipendente in relazione alla personale opportunità di rotazione
nei diversi ambiti di competenza dell'Ente.
3. La mobilità orizzontale, all'interno della medesima categoria, è
consentita a condizione che il dipendente da inquadrare nella nuova
figura professionale sia in possesso dei titoli professionali che specificamente
la definiscono.
4. In relazione a particolari profili è prevista la possibilità di procedere
alla copertura dei posti vacanti tramite bando di mobilità orizzontale
interna tra il personale della medesima qualifica funzionale cui è affidato
il profilo da ricoprire in possesso dei requisiti previsti per l'accesso
dall'esterno, previo confronto con le organizzazioni sindacali.
5. Il bando identifica i profili da ricoprire e le modalità di selezione
tra candidati.
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Formazione
l. La formazione è una funzione fondamentale nelle politiche di gestione
delle risorse umane.
2. A tal fine, stabiliti gli indirizzi generali per l'attività di formazione
e aggiornamento del personale d'intesa con le Organizzazioni Sindacali,
viene definito il piano di formazione sulla base delle indicazioni del
fabbisogno formativo secondo le priorità individuate dai Dirigenti delle
strutture interessate.
3. La formazione è strumento di promozione della parità e delle pari
opportunità ed a tale scopo:
- la progettazione delle iniziative di formazione deve uniformarsi ai
principi delle pari opportunità e delle azioni positive;
- l'organizzazione delle stesse deve assicurare condizioni logistiche
e temporali tali da consentire l'effettiva partecipazione dei dipendenti
e delle dipendenti.
PARTE II
ORGANIZZAZIONE UFFICI E SERVIZI
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TITOLO I PRINCIPI GENERALI
Fonti di organizzazione
1. Sono fonti di organizzazione:
- le Leggi e i Regolamenti dello Stato
- lo Statuto del Comune
- il Regolamento generale sull'ordinamento degli uffici e servizi
- i Contratti Collettivi nazionali di lavoro
- i Contratti integrativi aziendali
- gli Atti di organizzazione.
2. Gli Atti di organizzazione definiscono l'articolazione e le modalità
di funzionamento delle strutture definite dal presente Regolamento.
Essi sono adottati, secondo le rispettive competenze, dal Sindaco, dalla
Giunta, dal Direttore Generale, dal Segretario Generale, dai Dirigenti.
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TITOLO II LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL COMUNE
Nucleo di Valutazione
1. Le funzioni di controllo strategico e di valutazione dell'attività
e dei risultati conseguiti, sono svolte dal nucleo di valutazione.
2. In base alle risultanze del nucleo di valutazione il Sindaco valuta
le prestazioni dei dirigenti e adotta i provvedimenti conseguenti.
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Attuazione del principio di separazione
1. Gli organi di indirizzo politico non possono revocare, riformare,
riservare o avocare a se o altrimenti adottare provvedimenti o atti
di competenza dei dirigenti.
2. Le attribuzioni di gestione dei dirigenti possono essere derogate
esclusivamente da disposizioni legislative recepite in norme regolamentari.
3. Il Sindaco può comunque incaricare il Direttore Generale della avocazione
o della rimissione ad altri dirigenti di provvedimenti dirigenziali
in caso di ritardo ed omissione da parte dei responsabili, contestati
con diffida motivata
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Assetto macrostrutturale
1. La struttura organizzativa permanente del Comune si articola in due
tipi di unità organizzative di massimo livello: i Settori- operativi
ed i Settori di supporto.
2. I Settori operativi sono responsabili del soddisfacimento delle esigenze
dei cittadini; assicurano le attività gestionali di governo del territorio,
di regolazione dell'attività dei soggetti terzi, di erogazione dei servizi
finali alla città. I Settori di supporto sono responsabili del presidio
delle esigenze di funzionamento generale; assicurano le attività di
programmazione generale, di gestione complessiva delle risorse e di
supporto specialistico a servizio di tutta la struttura organizzativa.
3. La relazione tra Settori operativi e Settori di supporto è improntata
a criteri di cooperazione e di integrazione nella diversità dei ruoli
e delle responsabilità organizzativi propri di ciascun tipo di struttura,
nella logica del progressivo decentramento delle funzioni di staff e
dell'introduzione del concetto di cliente interno.
4. I Settori sono individuati sulla base delle grandi aree di intervento
su cui insiste l'azione politico-amministrativa del Comune. Dispongono
di un elevato grado di autonomia progettuale e operativa nell'ambito
degli indirizzi strategici, delle politiche di gestione, degli obiettivi
e delle risorse assegnate dagli organi di direzione politica. Dispongono
inoltre di tutte le competenze amministrative e tecniche necessarie
al raggiungimento dei risultati, nei limiti di criteri di efficienza
ed economicità complessiva, e di ampie leve gestionali.
5. I Settori si articolano al loro interno in Servizi ed Uffici.
6. I Servizi sono unità organizzative dotate di: - rilevante complessità
organizzativa; - omogeneità funzionale, con riferimento ai servizi forniti
o alle competenze richieste o alla tipologia di domanda servita.
7. L'istituzione, la modifica e la soppressione dei Servizi avviene
su proposta del dirigente competente, previa definizione di un piano
di fattibilità ed attuazione sentito il parere del Direttore Generale,
con atto della Giunta.
8. Alla direzione del Servizio può essere preposto un istruttore direttivo,
un funzionario o un dirigente. La presente disposizione non si estende
al personale dell’area di vigilanza inquadrato nel profilo professionale
di specialista di vigilanza; a quest’ultimo, (in applicazione del disposto
di cui all’art. 29 delle code contrattuali) può essere conferita la
sola titolarità e direzione di un ufficio. I Responsabili del Servizio
assicurano il corretto esercizio delle funzioni attribuite alla struttura
organizzativa di pertinenza ed il maggior livello di efficacia in relazione
agli obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa e dell’efficienza
della gestione.
9. Gli Uffici sono unità organizzative di media complessità, dotate
di autonomia operativa, caratterizzate da prodotti/servizi chiaramente
identificabili, istituite all'interno di unità organizzative di maggiori
dimensioni (Settori o Servizi).
10. L'istituzione, la modifica, soppressione di Uffici avviene con atto
di organizzazione del dirigente competente, previa definizione di un
piano di fattibilità ed attuazione elaborato di concerto con il Settore
Personale e Organizzazione.
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Unità di progetto
1. Le unità di Progetto sono strutture temporanee istituite per il perseguimento
di obiettivi complessi, che richiedono competenze interdisciplinari
e trasversali rispetto alla struttura organizzativa permanente, e hanno
una durata limitata nel tempo.
2. Le Unità di Progetto possono essere istituite sia per la realizzazione
di progetti di rilevanza comunale e trasversali a più Settori sia per
la realizzazione di progetti di rilevanza interna a singoli Settori.
3. Le Unità di Progetto di rilevanza comunale e trasversali a più Settori
sono istituite dalla Giunta, sentito il parere della Conferenza dei
dirigenti di cui all'art. 15. Il responsabile dell'Unità è designato
dal Sindaco e assume la denominazione di Responsabile di Progetto.
4. Le Unità di Progetto di rilevanza interna ai singoli Settori sono
istituite, su proposta del Dirigente competente, con atto della Giunta,
nell'ambito degli indirizzi definiti dall'Amministrazione. Il responsabile
dell'Unità viene designato dal Sindaco, su proposta del dirigente competente,
e assume la denominazione di Responsabile di Progetto. Tale responsabile
potrà essere individuato anche al di fuori dell'area dirigenziale.
5. L'atto istitutivo di un'Unità Progetto deve indicare: - gli obiettivi
da perseguire, i risultati da raggiungere e i vincoli da rispettare;
- i tempi di completamente del progetto ed eventuali scadenze intermedie;
- il responsabile del progetto; - le risorse di personale, strumentali
e finanziarie assegnate; - le attribuzioni e i poteri specifici del
responsabile di progetto; - le modalità di verifica dello stato di avanzamento;
- le modalità di raccordo con la struttura permanente e di eventuale
condivisione delle risorse.
6. Al completamento del progetto, l’Unità del Progetto si scioglie e
le risorse assegnate rientrano nella struttura permanente.
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SETTORI DI SUPPORTO E LORO ATTRIBUZIONI
I settori di supporto sono i seguenti:
- SETTORE GABINETTO DEL SINDACO E COMUNICAZIONE
Missione:
Assicura il supporto al Sindaco nell’azione amministrativa e nell’attività di comunicazione istituzionale dell'ente e di promozione dell'immagine e del ruolo del Comune; Cura la comunicazione interna ed esterna dell’Ente (informagiovani, urp, sito web); gestisce i rapporti con i mezzi di comunicazione di massa. - SETTORE AFFARI GENERALI E CONTRATTI
Missione:
Assicura il supporto agli organi di governo dell'ente nell'azione amministrativa garantendo il rispetto della legittimità dei provvedimenti; assicura il supporto alle strutture nei processi di acquisto e nella gestione delle procedure di gara; Cura il programma e la gestione degli acquisti di beni e servizi di uso generale; cura i processi di partecipazione dei cittadini all’amministrazione della cosa pubblica tramite la figura del Difensore civico; Garantisce l’ottimizzzione delle procedure di gara e dei processi di acquisto. - SETTORE SVILUPPO LOCALE E POLITICHE CULTURALI
Missione:
Assicura la promozione delle politiche per lo sviluppo locale programmando, coordinando e attuando le azioni sul territorio finalizzate allo sviluppo del sistema integrato turistico/culturale; Cura la programmazione di iniziative e manifestazioni culturali e la promozione della conoscenza dei beni artistici; l’attuazione e la valorizzazione delle iniziative e opportunità di finanziamento dell’Unione europea; la promozione delle politiche per la qualificazione e lo sviluppo del sistema turistico e del marketing territoriale; garantisce il sostegno allo sviluppo locale attraverso la promozione e la cura dei rapporti con i diversi portatori di interessi presenti sul territorio. - SETTORE ORGANIZZAZIONE E GESTIONE RISORSE UMANE
Missione:
Assicura la programmazione delle azioni e delle metodologie finalizzata allo sviluppo del sistema professionale interno e assicura l’elaborazione di interventi di organizzazione delle strutture dell’ente e dei relativi processi di lavoro; Cura la definizione delle relazioni sindacali, la rilevazione dei fabbisogni formativi e sovraintende al sistema formativo; Garantisce l’applicazione del contratto di settore dal punto di vista amministrativo e contabile. - SETTORE POLITICHE FINANZIARIE, BILANCIO E TRIBUTI
Missione:
Assicura le risorse finanziarie acquisibili attraverso la corretta e tempestiva riscossione dei tributi sul territorio ed assicura la risposta ai bisogni finanziari dell’ente alla luce delle politiche, delle priorità e dello stato finanziario dell’Ente; Cura la regolamentazione e la gestione delle tasse ed imposte comunali e la collaborazione con l'imposizione statale, nonchè la gestione contabile ed controllo delle risorse economiche e finanziarie dell'ente; Garantisce l’analisi e la conseguente prospettazione di scenari di finanza e fiscalità locale differenti. - SETTORE SERVIZI INFORMATIVI E STATISTICA
Missione:
Assicura lo sviluppo del sistema informativo in funzione di una maggiore efficienza e tempestività nella trasmissione dei dati anche attraverso la manutenzione e la gestione del sistema informatico e telematico comunale; Cura la rilevazione, l'elaborazione e la diffusione di statistiche sui vari fenomeni comunali; Garantisce l'innovazione e l'aggiornamento dei sistemi e promuovere l'integrazione tra la rete comunale e le reti e i servizi telematici operanti sul territorio. - SETTORE PATRIMONIO E POLITICHE ABITATIVE
Missione:
Assicura il mantenimento, lo sviluppo e la gestione del portafoglio immobiliare comunale e l’attuazione delle politiche abitative; Cura i rapporti con gli uffici giudiziari e la logistica degli uffici dell’ente; Garantisce lo studio per l’individuazione dei processi più idonei per la cura del patrimonio immobiliare e delle problematiche abitative.
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SETTORI OPERATIVI E LORO ATTRIBUZIONI
I settori operativi sono i seguenti:
- SETTORE SPORTELLO UNICO E ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Missione:
Assicura il supporto alla crescita dell’apparato produttivo cittadino attraverso il presidio dello sportello unico per le attività produttive e dello sportello unico per l’edilizia; Cura la gestione di tutte le attività inerenti alle funzioni edilizie e commerciali; Garantisce l’acquisizione e l’implementazione dei canali diretti di concertazione con gli Enti terzi che sono coinvolti nei procedimenti dello Sportello Unico Attività Produttive. - SETTORE AMBIENTE E VERDE PUBBLICO
Missione:
Assicura la qualità dell’ambiente ed il controllo delle sue risorse naturali attraverso la salvaguardia del territorio dall’inquinamento e dal degrado ambientale e curando l’implementazione e la manutenzione del verde pubblico; Cura la gestione degli impianti di tecnologia ambientale, dei parchi e i giardini, lo sviluppo, la promozione e la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento della qualità ambientale; Garantisce la realizzazione di iniziative, la sensibilizzazione e l’educazione ambientale della cittadinanza. - SETTORE MANUTENZIONE
Missione:
Assicura la realizzazione del programma di manutenzione e di adeguamento alle norme del patrimonio comunale; Cura le diverse fasi di attuazione del programma dai rilievi del fabbisogno alla programmazione; Garantisce il monitoraggio e controllo delle attività esternalizzate. - SETTORE PIANIFICAZIONE E GESTIONE TERRITORIALE
Missione:
Assicura lo sviluppo e la salvaguardia del territorio in conformità alle politiche urbanistiche garantendo l’integrazione delle attività ed il coordinamento della progettazione sul territorio; Cura i diversi processi di pianificazione urbanistica, di approvazione e gestione degli strumenti attuativi del PRG; Garantisce l’efficacia del controllo sul territorio e la legittimità delle trasformazioni del territorio. - SETTORE PROGETTAZIONE E DIREZIONE LAVORI PUBBLICI
Missione:
Assicura la realizzazione delle nuove opere pubbliche di natura edilizia, impiantistica e infrastrutturale; Cura le diverse fasi di attuazione del programma dei lavori dalla programmazione all’attivazione dei finanziamenti, dall’analisi dei progetti e direzione lavori al monitoraggio e controllo delle attività esternalizzate; Garantisce consulenza e supporto agli altri Settori nelle materie tecniche di competenza. - SETTORE PROTEZIONE CIVILE E PREVENZIONE E PROTEZIONE
Missione:
Assicura il coordinamento del sistema di protezione civile per la parte di competenza comunale e l’applicazione della disciplina sulla prevenzione e protezione sui luoghi di lavoro per l’intero ente; Cura la pianificazione di un sistema di risorse informative, operative, tecniche e gestionali che permettano di prevenire, limitare o gestire un evento calamitoso; cura la gestione dei mezzi di proprietà dell’ente; Garantisce la cura dei rapporti con gli altri enti che sovraintendono la funzione della protezione civile e con il terzo settore. - SETTORE POLIZIA MUNICIPALE
Missione:
Assicura i servizi necessari ad un sicuro vivere civile attraverso la tutela della sicurezza pubblica; Garantisce il controllo del traffico, il pronto intervento ed un coerente ed efficiente regime di controlli su reati e abusi in diversi campi; Cura il presidio delle circoscrizioni, il coordinamento con le altre forze dell’ordine per gli interventi di sicurezza ed ordine pubblico e lo svolgimento delle attività di polizia giudiziaria. - SETTORE SERVIZI CIVICI
Missione:
Assicura i diversi processi nell’ambito dei servizi demografici in un’ottica di semplificazione e flessibilità sino all’erogazione del servizio nel rispetto degli standard di qualità e del potenziamento del decentramento; Cura le banche dati dall’acquisizione alla registrazione sino all’elaborazione dei dati; Garantisce la semplificazione delle procedure di certificazione e lo studio per l’identificazione degli ambiti di possibile miglioramento del servizio. - SETTORE POLITICHE EDUCATIVE E GIOVANILI
Missione:
Assicura il sostegno alle politiche educative e giovanili anche socio assistenziali tramite la pianificazione, promozione e diffusione dei programmi ed iniziative nel campo dello sport, dell’istruzione, e del tempo libero per favorire l’integrazione sociale; Cura la gestione degli impianti sportivi comunali, dei servizi educativi integrativi; Garantisce il presidio sui rapporti con le istituzioni, gli enti e il terzo settore nei predetti ambiti e ne sostiene l'azione. - SETTORE POLITICHE SOCIALI E PARI OPPORTUNITA’
Missione:
Assicura la promozione delle politiche sociali e la progettazione delle azioni a sostegno dell’integrazione e cooperazione sociale tutelando il benessere della popolazione; Cura la formulazione di piani di azioni positivi per la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di pari opportunità e la promozione ed il coordinamento delle iniziative sociali promosse dal terzo settore; Garantisce, la qualità dei servizi sociali erogati e il presidio del processo di accreditamento di servizi e strutture.
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TITOLO III FUNZIONI DI DIREZIONE DELL'ENTE
Ruolo del Segretario Comunale
1. Il Segretario comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni
di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente,
in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo
statuto ed ai regolamenti. Il Sindaco, ove si avvalga della facoltà
prevista dal comma 1 dell’art. 108 del D.Lgs. n. 267/2000, contestualmente
al provvedimento di nomina del Direttore generale disciplina nel rispetto
dei loro distinti ed autonomi ruoli, i rapporti tra il Segretario ed
il Direttore generale.
2. Il Segretario sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti
e ne coordina l’attività, salvo quando ai sensi dell’art. 43 il Sindaco
abbia nominato il Direttore generale.
3. Il Segretario inoltre: • partecipa con funzioni consultive, referenti
e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura
la verbalizzazione; • può rogare tutti i contratti nei quali l’Ente
è parte ed autenticare scritture private e atti unilaterali nell’interesse
dell’Ente; • esprime, su richiesta dei responsabili della gestione,
il suo parere in merito alla conformità degli atti alle norme di legge,
del regolamento e dello statuto; • esercita ogni altra funzione conferitagli
dal Sindaco, fatta eccezione per le funzioni ed attività di carattere
gestionale, che la normativa assegna obbligatoriamente ai dirigenti
o al Direttore generale.
4. Il Sindaco, ai sensi dell’articolo 116 del vigente Statuto comunale,
nomina il Vice-Segretario, che svolge funzioni vicarie del Segretario
per coadiuvarlo secondo le norme del regolamento o sostituirlo, nelle
attività elencate al precedente comma, nei casi di vacanza, assenza,
impedimento.
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Ruolo del Direttore generale
1. Il Sindaco, previa apposita deliberazione della Giunta, ha la facoltà
di nominare un Direttore generale, in possesso dei requisiti per l’accesso
alla dirigenza e con una qualificata esperienza di direzione.
2. Il Direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi
stabiliti dagli organi di governo dell’Ente, secondo le direttive impartite
dal Sindaco, e sovrintende alla gestione dell’Ente, perseguendo livelli
ottimali di efficacia ed efficienza. In particolare, in attuazione di
tali indirizzi ed obiettivi, al Direttore generale sono tra l’altro
affidate la direzione dei sistemi di programmazione e controllo, nonché
la direzione strategica delle politiche del personale e dell’organizzazione,
delle politiche dei sistemi informativi ed informatici, delle politiche
di formazione del personale, delle politiche di comunicazione ed informazione
ai cittadini, delle politiche di qualità dei servizi, delle politiche
di controllo delle società partecipate.
3. Competono, in particolare, al Direttore generale:
a) la supervisione sulla predisposizione degli atti dirigenziali nella
definizione della proposta di relazione previsionale e programmatica;
b) la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione,
attraverso il supporto alla Giunta ed il coordinamento dei dirigenti;
c) la predisposizione e l’aggiornamento, nel corso dell’esercizio, del
piano dettagliato degli obiettivi, attraverso la esplicitazione di obiettivi
di dettaglio, tempi di realizzazione degli interventi e modalità attuative;
d) il controllo della gestione dei settori, verificando periodicamente
lo stato di attuazione degli obiettivi, anche con il supporto del Nucleo
di Valutazione;
e) la supervisione sulla predisposizione dei report del controllo di
gestione e della relazione sullo stato di attuazione dei programmi;
f) la collaborazione con il Sindaco e con la Giunta alla definizione
di progetti strategici;
g) la gestione della mobilità interna intersettoriale del personale
e l’assegnazione dei dipendenti ai settori e all’ufficio della Direzione
generale;
h) l’emanazione delle direttive per la formulazione delle proposte di
aggiornamento al Regolamento generale sull’ordinamento degli uffici
e dei servizi, sulla base degli indirizzi dell’Amministrazione e sentita
la Conferenza dei Dirigenti;
i) la supervisione delle relazioni sindacali ed il coordinamento delle
attività dei dirigenti di settore per le relazioni settoriali, al fine
di garantire la necessaria uniformità di comportamento;
j) la partecipazione al Nucleo di valutazione in qualità di presidente;
k) la definizione, in collaborazione con i responsabili competenti,
degli interventi necessari per migliorare la qualità dei servizi;
l) la soluzione dei conflitti positivi e negativi di competenza tra
dirigenti di settore;
m) i più ampi poteri di direttiva e supervisione relativamente alle
materie sulle quali vengono svolte, ai sensi del comma 2, funzioni di
direzione strategica.
4. Al Direttore generale rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro
assegnate, i dirigenti dell’Ente, ad eccezione del Segretario del Comune.
Il Direttore generale risponde al Sindaco dell’attuazione degli obiettivi
e dei programmi dell’Ente.
5. Su richiesta del Sindaco, il Direttore generale partecipa alle sedute
della Giunta Comunale per fornire supporto su problematiche programmatorie,
organizzative e gestionali.
6. Nell'ambito della Direzione generale, è possibile istituire le unità
organizzative di cui all’art. 38, commi 6 e 9, del presente Regolamento,
secondo le modalità ivi previste.
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Rapporti tra Segretario Generale e Direttore Generale
1. Il Sindaco definisce e specifica, sin dalla nomina del Direttore
Generale, con proprio atto, i rapporti tra Segretario Generale e Direttore
Generale.
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Competenze residuali
Il Direttore Generale, in base alla ripartizione di competenze contenute
nel provvedimento del Sindaco di cui all’articolo precedente, adotta
gli atti di competenza dei dirigenti che per qualsiasi ragione non siano
attribuiti alla loro responsabilità.
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Ruolo dei dirigenti
1. Ai dirigenti sono affidate, secondo quanto previsto dalla Legge e
dallo Statuto funzioni:
- di direzione di strutture organizzativi permanenti;
- di direzione di strutture temporanee (progetti);
specialistiche, di collaborazione, di ispezione e vigilanza, di studio
e ricerca, o altri eventuali incarichi.
2. Per i dirigenti con incarico di struttura permanente, l'esercizio
dell'azione direzionale si concretizza:
- nella programmazione generale e nella gestione delle strutture organizzativi
assegnate, nella verifica dei risultati e della loro qualità, nel controllo
dei processi di produzione e di erogazione di beni e servizi;
- nella corretta gestione e valorizzazione delle risorse umane cui sono
preposti, adottando criteri di pari opportunità tra uomini e donne;
nella ricerca del miglioramento continuo del funzionamento del sistema
organizzativo e nella gestione dell'innovazione organizzativa e tecnologica.
L'azione direzionale è esercitata in coerenza con gli indirizzi stabiliti
dall'Amministrazione.
3. Limitatamente alla durata dell'incarico, ciascun dirigente con responsabilità
di direzione di una struttura permanente o temporanea è sovraordinato
funzionalmente agli altri dirigente che fanno eventualmente parte della
stessa struttura.
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Attribuzioni della dirigenza
1. Nell'ambito delle rispettive competenze e nel rispetto delle disposizioni
organizzativi, la dirigenza collabora con la Giunta comunale nell'assolvimento
dei suoi compiti istituzionali, la
supporta nella definizione degli indirizzi generali, assicura la loro
traduzione in obiettivi operativi e ne cura la realizzazione.
2. I dirigenti, ferme restando le attribuzioni previste dalla legge
e dallo Statuto, sono
responsabili:
- del conseguimento degli obiettivi definiti dalla Giunta comunale;
della correttezza tecnico-amministrativa degli atti e dei provvedimenti
proposti e assunti; del complesso dei mezzi finanziari assegnati con
il bilancio di previsione e del buon andamento ed economicità della
gestione;
3. I dirigenti garantiscono la cooperazione tra le diverse unità organizzativi
e finalizzano le loro attività verso obiettivi comuni e risultati unitari
dell'azione comunale.
4. I dirigenti predispongono periodicamente rapporti sull'attività svolta,
sullo stato di avanzamento dei programmi e sull'utilizzo delle risorse
assegnate.
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Rapporti con i destinatari dei servizi
1. I dirigenti sono tenuti a facilitare le relazioni tra le strutture
comunali e i cittadini.
A tal fine:
- rilevano periodicamente i bisogni degli utenti e valutano la qualità
dei servizi erogati; provvedono alla semplificazione delle procedure
e verificano che i documenti e gli atti degli enti siano redatti in
linguaggio semplice e chiaro; garantiscono sia l'accesso da parte dei
cittadini ai documenti amministrativi, che la partecipazione al procedimento
amministrativo; sviluppano adeguati sistemi di comunicazione con il
supporto dei Settori competenti.
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Responsabilità e competenze dei dirigenti
1. I dirigenti rispondono al Direttore Generale dei risultati complessivi
assegnati ai Settori cui sono preposti, garantendo l'ottimizzazione
delle condizioni organizzativi e gestionali e curando il collegamento
tra Sindaco, Giunta e organizzazione comunale.
2. Nell'ambito della struttura organizzativa di cui sono responsabili,
esercitano le proprie funzioni in piena autonomia senza sovraordinazione
gerarchica e rispondono al Sindaco, alla Giunta, all'Assessore delegato,
ed al Direttore Generale, nel rispetto delle competenze attribuite dalla
Legge, come indicato negli articoli precedenti.
3. In particolare ai dirigenti spetta:
- concorrere e collaborare all'elaborazione delle strategie, delle finalità
e degli obiettivi di competenze degli organi di governo mediante l'elaborazione
di studi, piani di fattibilità, progetti e valutazioni di alternative;
- assicurare il coordinamento e l'integrazione dell'attività delle strutture
organizzativi di propria competenza;
- definire l'articolazione interna della struttura cui sono preposti;
- curare la gestione delle risorse umane assegnate, provvedendo direttamente,
alla gestione della mobilità del personale, alla realizzazione delle
opportune iniziative formative, alla valutazione delle prestazione del
personale ed all'assegnazione del trattamento economico accessorio,
all'adozione delle misure di disciplina, secondo quanto previsto dai
Contratti Collettivi e dalla contrattazione decentrata secondo gli indirizzi
della giunta;
- gestire le relazioni sindacali relativamente alle materie di competenza
nell'ambito dei criteri e delle modalità definite dal Settore Personale
sulla base dei Contratti Collettivi e delle linee di indirizzo della
Giunta sulla contrattazione decentrata;
- definire, nell'ambito degli indirizzi stabiliti dal Sindaco, l'articolazione
dell'orario di servizio, valutate le specifiche esigenze dell'utenza
di riferimento;
- presiedere commissioni di gara e concorso con conseguente responsabilità
delle relative procedure;
- stipulare contratti, rilasciare provvedimenti di autorizzazioni e
concessioni;
- esercitare i poteri di spesa nei limiti degli stanziamenti di bilancio
e, ove previsto, quelli di acquisizione delle entrate;
- esprimere parere tecnico sulle proposte di deliberazione avanzate
con conseguente responsabilità della correttezza tecnica e amministrativa
degli atti di competenza;
- adottare, nell'esercizio delle loro attribuzioni, gli atti che impegnano
l'amministrazione verso l'esterno;
- individuare, i responsabili dei procedimenti amministrativi;
- individuare, all'interno della struttura organizzativa cui sono preposti,
il dirigente o altro funzionario, che in caso di assenza o impedimento
eserciti le funzioni vicarie.
4. I Dirigenti individuano gli atti, le attività ed i procedimenti di
particolare rilevanza e complessità, di cui si riservano la responsabilità
diretta.
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Altri incarichi dirigenziali
1. Ai dirigenti possono essere attribuiti, oltre agli incarichi di direzione
di strutture permanenti e temporanee, incarichi specialistici, di collaborazione,
di ispezione e vigilanza, di studio e ricerca o altri eventuali incarichi.
2. Nell'esercizio di tali incarichi, operano all'interno delle strutture
organizzativi, dal cui responsabile dipendono, ad hanno autonomia nella
gestione delle risorse eventualmente affidate. Rispondono della correttezza
tecnico-professionale delle attività svolte e del conseguimento degli
obiettivi assegnati.
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Collaborazioni esterne
1. Per obiettivi determinati, in assenza di specializzazioni analoghe
presenti all'interno dell'Ente, possono essere previste collaborazioni
esterne ad alto contenuto di professionalità da formalizzare mediante
convenzione a termine.
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Funzionari con incarichi dirigenziali
1 . Qualora non sia possibile incaricare alcun dirigente della copertura,
anche ad interim, di una posizione di direzione di Settore, il Direttore
Generale, sulla base degli indirizzi del Sindaco, attribuisce ad un
funzionario, inquadrato in categoria D, l'incarico temporaneo della
copertura della posizione dirigenziale scoperta. Il funzionario da individuare
deve possedere tutti i requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale,
compreso il titolo di studio richiesto per la suddetta qualifica.
2. Il funzionario individuato deve accettare formalmente l'incarico
dirigenziale e le relative responsabilità.
3. Al funzionario incaricato spetta, in ragione dell'incarico dirigenziale
conferito e proporzionalmente alla durata dello stesso, un compenso
corrispondente al valore economico dell'indennità di posizione dirigenziale
da ricoprire, da liquidare mensilmente, oltre alla copertura assicurativa
prevista per le posizioni dirigenziali.
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Conferenza dei dirigenti
1. La Conferenza dei Dirigenti è composta da tutti i dirigenti del Comune
per formulare proposte sull'attività degli organi elettivi e svolgere
un ruolo consultivo sulle questioni e sui problemi relativi al ruolo
e alla funzione dirigenziale. Coordina l'attuazione degli obiettivi
dell'Ente, studia e dispone semplificazioni procedurali, propone le
innovazioni tecnologiche e l'utilizzo del personale e delle strutture
in modo da realizzare la costante evoluzione dell'organizzazione del
lavoro.
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TITOLO IV° - SVILUPPO E GESTIONE DELLA DIRIGENZA
Accesso alla qualifica di dirigente
1. La dirigenza comunale è ordinata in un'unica qualifica.
2. L'accesso alla qualifica di dirigente può avvenire per concorso o
per corso-concorso.
3. I requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale sono disciplinati
dalla legge e dai contratti collettivi della dirigenza.
4. Le modalità di accesso e le relative procedure sono definite, in
relazione alle figure professionali, con provvedimento della Giunta
comunale.
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Assegnazione di incarichi dirigenziali
1. Gli incarichi dirigenziali sono attribuiti, nel limiti delle disponibilità
di organico, secondo criteri di competenza professionale, al dirigenti
in servizio presso l'amministrazione comunale o a soggetti esterni all'Amministrazione
con le modalità previste nello Statuto.
2. Contratti a tempo determinato di diritto privato possono essere stipulati
in misura complessivamente non superiore al 5% del totale della dotazione
organica della dirigenza e delle aree direttive; i candidati devono
essere in possesso del diploma di laurea e devono aver maturato significative
esperienze professionali. I suddetti contratti non possono avere durata
superiore al mandato elettivo del Sindaco.
3. Gli uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta
o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo
attribuite dalla legge, possono essere costituiti da dipendenti comunali
o da collaboratori esterni con contratto a tempo determinato.
4. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato, sono
rinnovabili e devono comunque essere rapportati agli obiettivi indicati
nel programma amministrativo del Sindaco; non possono essere di durata
inferiore al periodo di tempo stabilito per la valutazione.
5. I provvedimenti di conferimento degli incarichi sono resi pubblici.
6.La Giunta Comunale con deliberazione in cui decide la copertura del
posto o l'attribuzione dell'incarico al di fuori della dotazione organica
definisce le relative modalità di selezione e la tipologia di contratto
da stipulare (pubblico o privato).
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Criteri per l'affidamento degli incarichi dirigenziali
1 - Il Sindaco, vista l'istruttoria del Direttore Generale, conferisce
gli incarichi dirigenziali in relazione alle esigenze organizzativi
dell'Ente e in coerenza con il presente regolamento, applicando di norma
il principio della rotazione.
2. Ciascun incarico di funzione dirigenziale è assegnato per un periodo
di almeno due anni e per un massimo di cinque, salvo specificità da
indicare nell'atto di affidamento.
3. L'attribuzione degli incarichi dirigenziali cessa comunque al verificarsi
di qualunque causa di cessazione dalla carica del Sindaco; i dirigenti
esercitano le proprie funzioni fino alla loro sostituzione.
4. Il conferimento degli incarichi dirigenziali tiene prioritariamente
conto degli obiettivi contenuti nel programma amministrativo del Sindaco,
delle attitudini e delle caratteristiche personali manifestate dai dirigenti
nei precedenti incarichi, del curriculum di studi e delle capacità professionali
dei dirigenti, (non della specifica posizione di lavoro di accesso alla
dirigenza, ancorché conseguita con apposita procedura concorsuale).
5. In caso di contestazione da parte del dirigente, i provvedimenti
adottati in materia di assegnazione, modifica, revoca degli incarichi
sono comunque esecutivi.
6. Gli incarichi dirigenziali vengono comunicati ai dirigenti con atto
organizzativo di affidamento del Direttore Generale.
7. La modifica degli incarichi dirigenziali non comporta comunque un
indennità di posizione inferiore a quella precedentemente riconosciuta
tranne che nell'ipotesi di applicazione del procedimento di valutazione
ex art. 14 comma 2° CCNL dirigenti EE.LL.
8. La revoca anticipata dell'incarico rispetto alla scadenza può avvenire
solo per motivate ragioni organizzativi e produttive o per effetto dell'applicazione
del procedimento di valutazione di cui al comma precedente.
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Incarichi dirigenziali con contratto a termine
1. La giunta comunale, per soddisfare particolari esigenze correlate
al conseguimento di prioritari obiettivi istituzionali, può autorizzare,
anche su proposta del direttore generale, l’assunzione di dirigenti
e di qualifiche di alta specializzazione con contratto a termine di
diritto privato:
a) per la copertura di posti vacanti della qualifica dirigenziale correlati
alla responsabilità di strutture di livello dirigenziale;
b) al di fuori della dotazione organica, nel limite del 5% del totale della
dotazione organica della dirigenza e della categoria D.
2. I dirigenti a contratto devono essere in possesso dei requisiti prescritti
per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla qualifica
di dirigente.
3. Il contratto individuale viene stipulato dal dirigente competente
in materia di personale.
4. Il dirigente da assumere a contratto viene individuato, anche tra
il personale di categoria D già in servizio presso il comune, sulla
base del "profilo" preventivamente definito dalla giunta comunale ed
a seguito del conseguente accertamento di una comprovata qualificazione
professionale e di una elevata esperienza nell'esercizio di funzioni
di direzione e di gestione di strutture complesse in enti o aziende
pubbliche o private.
5. Ai dirigenti assunti a contratto ai sensi della lettera a) del comma
1, vengono conferiti gli incarichi dirigenziali previsti dall’assetto
organizzativo del comune, nel rispetto della disciplina del presente
regolamento.
6. Ai dirigenti assunti a contratto ai sensi della lettera b) del comma
1, vengono conferiti incarichi dirigenziali correlati alla realizzazione
di progetti di particolare rilevanza ed allo svolgimento di funzioni
professionali, di supporto e di integrazione altamente qualificate.
La natura dell'incarico viene definita dalla giunta comunale nell'atto
di autorizzazione alla assunzione.
7. Ai dirigenti assunti a contratto si applicano, per tutta la durata
del rapporto, le disposizioni in materia di responsabilità e di incompatibilità
previste per i dirigenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
8. La durata del contratto non può essere superiore a quella del mandato
del Sindaco del comune.
9. Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti
contratti collettivi per il personale dirigenziale degli enti locali,
può essere integrato, con provvedimento motivato della giunta comunale,
sentito il direttore generale, da una indennità "ad personam" commisurata
alla specifica qualificazione professionale e culturale posseduta, anche
in considerazione della temporaneità del rapporto e delle condizioni
di mercato relative alle specifiche competenze professionali possedute
dall'interessato. Il trattamento economico e l'eventuale indennità "ad
personam" sono definiti nel rispetto degli equilibri di bilancio del
comune e non vanno imputati al costo contrattuale e del personale.
10. Ai dirigenti a contratto si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni legislative e dei contratti collettivi che disciplinano
il rapporto di lavoro e il trattamento economico del restante personale
dirigenziale.
11. Ove il rapporto di lavoro sia costituito con personale già dipendente
del comune, in possesso dei prescritti requisiti, la stipulazione del
relativo contratto comporta il contestuale collocamento del dipendente
interessato in posizione di aspettativa senza assegni per tutta la durata
del nuovo rapporto dirigenziale; il comune può ricoprire il posto temporaneamente
vacante mediante assunzioni a tempo determinato nel rispetto della disciplina
legislativa e contrattuale vigente. Al termine, per qualsiasi causa,
del rapporto di livello dirigenziale, il dipendente viene ricollocato
nella posizione in precedente ricoperta o in altra equivalente.
12. Per il periodo di durata del contratto, ai dipendenti di pubbliche
amministrazioni si applica, la disciplina dell’art. 19, comma 6, ultimo
periodo, del d. lgs. n. 165 del 2001.
13. Con la dizione "alte specializzazioni" si intendono quelle professionalità
che presuppongono il possesso del diploma di laurea e di particolari
competenze acquisite mediante studi specialistici o specifiche precedenti
esperienze lavorative, comunque inquadrabili in profili professionali
appartenenti almeno alla categoria D. Alle alte specializzazioni si
applica, in quanto compatibile, la disciplina definita dai commi precedenti
per i dirigenti a contratto.
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Trattamento economico
1. La retribuzione dei dirigenti è determinata dai contratti collettivi
per l'area dirigenziale del comparto enti locali.
2. La quota da destinare al trattamento accessorio è definita annualmente
dalla Giunta.
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Graduazione delle posizioni dirigenziali
1. Le posizioni dirigenziali sono graduate, anche ai fini dell'attribuzione
del trattamento economico accessorio previsto dalla contrattazione collettiva,
in funzione di uno o più dei seguenti parametri di riferimento:
complessità organizzativa e gestionale della struttura assegnata e relativo
grado di autonomia;
consistenza delle risorse finanziarie, strumentali ed umane assegnate;
complessità specialistica e rilevanza dell'incarico assegnato; livello
e ampiezza della specializzazione richiesta.
2. La graduazione delle posizioni è definita dalla Giunta.
3. All'atto della istituzione di nuove posizioni dirigenziali o della
costituzione di strutture di progetto, si provvederà contestualmente
alla loro graduazione secondo i criteri definiti al comma l.
4. Il sistema di graduazione delle posizioni è aggiornato ogni qualvolta
si determinino modifiche rilevanti riguardanti la distribuzione delle
responsabilità, l'assegnazione delle risorse, i compiti ed il grado
di autonomia della struttura di riferimento.
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Sistema di valutazione dei dirigenti
l. Le prestazioni dei dirigenti sono soggette a valutazione annuale
ai fini dello sviluppo professionale, dell'attribuzione degli incarichi
e del trattamento economico accessorio.
2. Nella definizione dei criteri e dei parametri di valutazione si tiene
conto: dei risultati raggiunti, in base agli obiettivi negoziati e formalizzati,
e della loro rispondenza agli indirizzi definiti dagli organi di governo;
della realizzazione dei programmi e dei progetti affidati; della gestione
delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate; del miglioramento
del sistema organizzativo e dell'innovazione organizzativo-tecnologica
realizzata.
3. La valutazione tiene conto delle condizioni organizzative ed ambientali
in cui l'attività si è svolta, e di eventuali vincoli e variazioni intervenute
nella disponibilità di risorse. Le modalità del contraddittorio sono
disciplinate dai contratti collettivi.
4. La valutazione, spetta al Sindaco che vi provvede con atto formalizzato
sentito il parere del nucleo nominato dalla Giunta, composto dal Direttore
Generale in qualità di Presidente, e da due esperti esterni in tecniche
di valutazione e di sviluppo manageriale, scelti dal Sindaco e dalla
Conferenza dei Dirigenti. In caso di mancata nomina del Direttore Generale
dell'Ente l'incarico di Presidente verrà svolto dal Segretario Generale,
ai sensi dell'art. 115, comma 4', dello Statuto.
5. Il sistema di valutazione e le relative metodologie e procedure sono
approvate dalla Giunta con apposita delibera.
6. Il Direttore Generale, sulla scorta della valutazione effettuata
dal Nucleo di valutazione, in relazione al conseguimento degli obiettivi
ed all'attuazione dei programmi, nonché al livello di efficienza ed
efficacia raggiunti fornisce alla Giunta le indicazioni necessarie alla
definizione delle proposte di provvedimenti per la predisposizione e
l'attuazione dei programmi gestionali.
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Formazione ed aggiornamento
1. Lo sviluppo e l'aggiornamento professionale costituiscono strumento
per la valorizzazione delle capacità e delle attitudini individuali,
del più efficace e qualificato espletamento dei compiti assegnati al
personale.
2. A tal fine il Dirigente del Settore Personale e organizzazione, sentito
il parere del Direttore Generale e sentita la Conferenza dei dirigenti
predispone il piano annuale di formazione.
3. La progettazione, l'organizzazione, la partecipazione alle iniziative
formative deve uniformarsi ai principi delle pari opportunità e delle
azioni positive così come previsti dalla legge n. 125/199l.
4. I dipendenti possono essere destinati a prestare temporaneo servizio
presso amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'Unione europea,
degli stati candidati all'adesione e degli Stati con cui l'Italia intrattiene
rapporti di collaborazione, al fine di favorire lo scambio internazionale
di esperienze professionali. L'Amministrazione stipula accordi di reciprocità
con altre amministrazioni, previa intesa con il ministero degli Affari
Esteri ed il Dipartimento della Funzione Pubblica.
5. Il personale che presta temporaneamente servizio all'estero resta
a tutti gli effetti dipendente dell'Amministrazione e l'esperienza maturata
all'estero è valutata ai fini dello sviluppo professionale del dipendente
stesso.
TITOLO V° - MODALITA'E STRUTTURE DI COORDINAMENTO
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Strutture di coordinamento
1. Il coordinamento delle attività dei Settori ed il rafforzamento
dell' integrazione all'interno dell'Ente sono garantiti dalle seguenti strutture
di coordinamento: la Conferenza dei dirigenti Comitati di Area i Comitati
Operativi.
2. La Conferenza dei dirigenti si riunisce di norma almeno una volta
al mese.
3. Il Comitato di Area è composto dai dirigenti che operano su ambiti
e problematiche affini ed è istituito dal Direttore Generale.
4. Le sue principali attività sono:
- sviluppare sinergie nei confronti dei Settori coinvolti;
- evitare sovrapposizioni e ridondanze di iniziative;
- definire programmi di attività comuni o convergenti;
- affrontare e risolvere a livello di area problematiche sovrasettoriali.
5. Il Comitato di Area è presieduto da un dirigente designato dal Direttore
Generale. Si riunisce con una periodicità funzionale ai propri obiettivi.
6. In ciascun Settore è istituito il Comitato Operativo composto dai
dirigenti e quadri (categoria D) assegnati alla struttura. Esso assicura
la programmazione e il coordinamento delle attività di settore.
7. Le sue principali finalità sono:
- definire i programmi di attività e coordinarne l'attuazione;
- discutere problemi di assegnazione delle risorse tra le strutture
dei Settori;
- rafforzare l'integrazione all'interno della struttura; - mettere a
punto proposte da sottoporre all'assessore;
- evidenziare problematiche intersettoriali da sottoporre al Comitato
di Area o alla Conferenza dei Dirigenti;
8. Il Comitato Operativo si riunisce di norma almeno due volte al mese
ed è convocato e coordinato dal Dirigente responsabile del Settore.
TITOLO VI° - CONTROLLO INTERNO
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Articolazione del sistema di controllo interno
1. Il sistema di controllo interno del Comune è articolato nelle seguenti
attività:
a) controllo strategico;
b) controllo di gestione;
c) controllo di regolarità amministrativa e contabile;
d) valutazione della dirigenza.
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Controllo strategico
1. Il controllo strategico è finalizzato a verificare i risultati delle
politiche comunali rispetto ai bisogni del territorio, alle strategie
ed agli obiettivi prioritari.
2. Per le esigenze del controllo strategico, l'Amministrazione si avvale
dell'attività e delle competenze del Nucleo di Valutazione di cui al
precedente art. 60.
3. Il nucleo di valutazione trasmette annualmente al Sindaco il rapporto
del controllo strategico,contenente l'analisi dei risultati conseguiti
dalle diverse politiche comunali in relazione alle strategie, agli indirizzi
ed agli obiettivi prioritari definiti nei documenti di programmazione
strategica. Il rapporto si conclude con la formulazione di osservazioni
e raccomandazioni finali. Incorso d'anno, il nucleo di valutazione può
evidenziare situazioni problematiche nonché esprimere vantazioni e proposte
all'indirizzo del Sindaco.
4. Il nucleo risponde in via diretta ed esclusiva al Sindaco del Comune
e si avvale, ai fini della sua attività, del supporto del servizio programmazione
e controllo incardinato presso la direzione generale, dal quale acquisisce
anche dati e informazioni sugli andamenti gestionali.
5. I componenti del nucleo di valutazione permangono in carica per la
durata del mandato del Sindaco.
6. L'entità del compenso da corrispondersi ai due componenti esterni
del nucleo è determinato con provvedimento della Giunta Comunale.
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Controllo di gestione
1. In coerenza con le finalità e modalità individuate dall'articolo
147 comma 1 e dal titolo III capo IV del d.lgs. n. 267/00, il controllo
di gestione è finalizzato a verificare il grado di conseguimento degli
obiettivi di gestione individuati nel piano esecutivo di gestione e
nel piano dettagliato degli obiettivi attraverso idonee tecniche di
rilevazione dei risultati, nonché a valutare il rapporto tra costi sostenuti
e risultati conseguiti mediante l'utilizzazione di indici e misure di
efficienza ed economicità. La rilevazione dei risultati conseguiti è
basata anche su standard di qualità o su analisi del livello di soddisfazione
dell'utenza.
2. La funzione del controllo di gestione è di competenza del servizio
programmazione e controllo che è strutturalmente e funzionalmente incardinato
nell'ambito della direzione generale; detto servizio è responsabile
della progettazione e della attuazione del controllo di gestione.
3. Il servizio si configura come una struttura tecnica, la cui azione
è ispirata ai metodi propri dell'economia aziendale e del management
pubblico. La sua missione consiste nel fornire informazioni rilevanti,
tempestive e di qualità a supporto dell'attività di direzione, anche
attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie di rete, il servizio
collabora con i dirigenti destinatari delle informazioni prodotte, con
la struttura dedicata alla contabilità, con il nucleo di valutazione
e con il collegio dei revisori.
4. Il servizio assiste il direttore generale e i dirigenti nell'elaborazione
del piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi.
5. Il servizio predispone rapporti periodici sullo stato di attuazione
degli obiettivi e sui complessivi andamenti gestionali e il rapporto
consuntivo del controllo di gestione. Le stesse informazioni, compatibilmente
con le tecnologie in uso nell'ente, saranno rese disponibili e costantemente
aggiornate attraverso la rete interna.
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Controllo di regolarità amministrativa e contabile
1. Ai sensi dell'art. 147 del d.lgs. n. 267/00 e dell'art. 2, comma
2 del d.lgs. n. 286/99, il controllo di regolarità amministrativa e
contabile deve rispettare, in quanto applicabili alla pubblica amministrazione,
i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini
e collegi aziendali operanti nel settore. Esso è esercitato, per le
parti di relativa competenza, dalle seguenti figure e strutture:
a) dal segretario comunale, per quanto attiene al controllo di regolarità
amministrativa e all'attività di consulenza tecnico-giuridica;
b) dal responsabile dei servizi finanziari, ai sensi del d.lgs. n. 267/00,
per quanto attiene alla regolarità contabile e alla copertura finanziaria;
c) dai singoli dirigenti per le specifiche attribuzioni loro conferite dal
presente regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi;
d) . dal collegio dei revisori dei conti nell'ambito dei compiti istituzionali
demandati dalla legge e dai regolamenti comunali.
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Valutazione dei dirigenti
1. La valutazione dei dirigenti è finalizzata ad individuare i punti
di forza e di debolezza delle prestazioni dei dirigenti, al fine di
predisporre mirate azioni formative e di sviluppo organizzativo e di
responsabilizzarne l'azione. Della valutazione si tiene conto ai fini
dell'attribuzione della retribuzione di risultato.
2. La valutazione ha per oggetto:
a) la capacità di conseguire gli obiettivi assegnati e di assicurare un utilizzo
ottimale delle risorse;
b) le attitudini e le competenze organizzative e direzionali dimostrate nel
corso della gestione;
c) la propensione dimostrata a sostenere i processi di innovazione e di apprendimento
organizzativo, partecipandovi attivamente.
3. La valutazione si ispira ai seguenti,principi:
a) preventiva comunicazione dei criteri e dei metodi di valutazione adottati;
b) conoscenza dei risultati e dei comportamenti dei valutati;
c) partecipazione dei valutati nella fase di definizione dei criteri e dei
metodi;
d) garanzia del contraddittorio in caso di valutazione negativa;
e) comunicazione e discussione dei risultati della valutazione;
f) collegamento tra risultati della valutazione ed azioni formative e di sviluppo;
g) periodicità della valutazione nel corso dell'anno e valutazione finale
a fine anno.
4. I criteri generali e la metodologia di valutazione sono definiti
dal nucleo di valutazione e sono adottati, con la capacità e i poteri
del privato datore di lavoro, dal direttore generale, sentita la giunta,
nel rispetto delle relazioni sindacali previste dai contratti collettivi
di lavoro.
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TITOLO VII° DISPOSIZIONI PARTICOLARI
Pagamento delle retribuzioni
1. I dipendenti ricevono, di norma, le somme loro dovute in dipendenza
del rapporto di lavoro tramite accreditamento diretto nel conto corrente
bancario o postale che essi stessi sono tenuti ad indicare.
2. Ogni pagamento si intende effettuato "salvo conguaglio o recupero".
3. 1 dipendenti ricevono inoltre al domicilio che essi stessi sono tenuti
ad indicare la documentazione esplicativa delle voci poste in retribuzione.
4. E' d'obbligo per l'amministrazione la richiesta in restituzione di
emolumenti corrispostimi non dovuti al dipendente.
5. Tenuto conto di quanto previsto al comma 4 il recupero viene effettuato
ratealmente senza aggravio di rivalutazioni ed interessi, nei limiti
massimi del quinto dello stipendio, non rilevando, per i profili finanziario-contabili
per cui lo stesso si rende obbligatorio, la buona fede del percettore.
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Mobilità per inidoneità psico-fisiche
1 Il personale riconosciuto dalle competenti strutture mediche inidoneo
temporaneamente o permanentemente alle mansioni affidategli ma che conservi
comunque una residua capacità lavorativa è soggetto, di norma, a mobilità
interna d'ufficio, anche temporanea, e, qualora ritenuto opportuno,
anche alla mobilità orizzontale.
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Sospensione e cessazione del rapporto di lavoro
1. La sospensione disciplinare o consensuale e la cessazione del rapporto
di lavoro in essere con l'Ente avviene nei casi e nei modi previsti
dalla legge, dal CCNL e dalle disposizioni applicative rese con proprio
atto dalla Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
2. Gli atti relativi alla cessazione del rapporto di lavoro sono di
competenza del Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
3. Il dipendente divenuto inabile in maniera permanente ed assoluta
per motivi di salute può essere dispensato dal servizio con conseguente
risoluzione del rapporto di lavoro. L'accertamento delle condizioni
di salute, che può essere richiesto dallo stesso dipendente ovvero disposto
d'ufficio, deve essere effettuato dal collegio medico presso l'Azienda
Sanitaria Locale, secondo quanto disposto dalla vigente normativa.
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Riassunzione
1. Il dipendente cessato dall'impiego per dimissioni può, su domanda
documentata, essere riassunto, con motivato provvedimento della Giunta
Municipale, su proposta del Dirigente del Settore Personale e Organizzazione.
2. Il dipendente riassunto deve essere collocato nel profilo professionale
cui apparteneva al momento della cessazione dal servizio, con decorrenza
di anzianità nella qualifica dalla data di esecutività del provvedimento
di riassunzione.
3. La riassunzione è comunque subordinata al possesso dei requisiti
generali per l'assunzione, escluso quello dell'età, alla vacanza del
posto, e ad effettive esigenze di servizio. Non può aver luogo qualora
il dipendente, sottoposto a visita medica, non sia risultato o non risulti
idoneo alle mansioni della qualifica.
4. Non può inoltre aver luogo qualora siano trascorsi cinque anni dalla
data delle dimissioni.
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Area delle posizioni organizzative
1. I Dirigenti di settore, nell'ambito
dei criteri generali formulati dalla Giunta, nonché del numero massimo
delle posizioni e delle risorse finanziarie assegnate, individuano i
soggetti assegnatali di posizioni lavorative correlate ad attività gestionali,
professionali o di staff, rientranti nella fattispecie di cui all'art.
8 del sistema di classificazione del personale afferente al CCNL. 1998/2001
del comparto Regioni Enti locali. I dipendenti appartenenti alla categoria
D possono essere assegnati a posizioni di lavoro ricomprese nell'area
delle posizioni organizzative assumendone la responsabilità diretta
di prodotto e di risultato.
2. Il conferimento dell'incarico relativo
all'area delle posizioni organizzative e la vantazione del risultato
sono di competenza del Dirigente del Settore cui la posizione di lavoro afferisce. Gli incarichi possono essere revocati prima della scadenza
con atto scritto e motivato per intervenuti mutamenti organizzativi
o per accertati risultati negativi. La vantazione non positiva dei risultati
deve essere comunicata a! dipendente ed accertata in contraddittorio
con l'interessato, il quale può avvalersi di assistenza tecnica o sindacale.
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Assicurazioni<