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Regolamento per la disciplina del mercato
dell’antiquariato e del collezionismo

 

FINALITA' E ACCESSO AI SERVIZI 0/3

1. Il presente Regolamento disciplina il Mercato Specializzato in oggetti usati, anticherie, opere d’arte e di pittura e scultura, collezionismo, hobbismo e affini, fumetti, libri, stampe, curiosità e mercerie d’epoca di cui all’art. 3 del Regolamento per la disciplina e l’esercizio del commercio su area pubblica nel Comune di Sassari approvato con deliberazione del Consiglio comunale n° 7 del 25.01.2008.
2. Agli effetti del presente regolamento s'intendono oggetti di antiquariato quelli ritenuti antichi da almeno 50 anni, usati e non.
 

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1. Il Mercato è articolato nelle seguenti zone, come da planimetria allegata al presente Regolamento:
- Via Santa Caterina, che accoglie n° 20 stalli delle dimensioni di m. 5x2 riservata ai commercianti
- Piazza del Comune, che accoglie n° 9 stalli delle dimensioni di m. 3x2 riservata agli artigiani
- Piazza Tola, che accoglie n° 42 stalli delle dimensioni di m. 2x1 riservata agli hobbisti e collezionisti.

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1. Il Mercato si svolgerà ogni ultima domenica del mese dalle ore 08.00 alle ore 14.00 con orario continuato, o con diverso orario stabilito con ordinanza sindacale ai sensi dell’art. 50 comma 7 del Decreto Legislativo 18.08.2000 n° 267 Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali.
2. Gli operatori titolari di concessione di posteggio possono accedere all’area di mercato al massimo un’ora prima dell’inizio delle operazioni di vendita e devono lasciare libero il posteggio entro un’ora dopo il termine fissato per la fine delle vendite, libero da rifiuti e ingombri.
 

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1. Nel Mercato dovrà essere effettuata la compravendita esclusivamente dei seguenti generi:
- mobili antichi, filatelia e monete antiche, oggettistica antica, quadri e cornici antichi, libri e stampe antichi, tappeti e prodotti tessili per la casa purchè antichi, biancheria e tutti i prodotti che siano compatibili, per qualità e per epoca di fabbricazione, con le caratteristiche della manifestazione, nonché opere del proprio ingegno limitatamente ad opere di scultura, pittura, arti grafiche, disegno, opere librarie e opere di sartoria attinenti alla tipologia del mercato.
2. Sono comunque esclusi i generi alimentari.
3. Per la definizione di cose antiche od usate si fa riferimento all’art. 2 del Decreto Legislativo 9.10.1999 n° 490 Testo Unico Disposizioni Legislative in materia di Beni Culturali e Ambientali (* n°1).
4. E’ inoltre, vietato vendere oggetti preziosi, secondo quanto disposto dall’art. 30/5° comma Decreto Legislativo 31.03.1998 n° 114 Riforma della disciplina relativa al settore del commercio.
 

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1. Sono operatori del mercato in oggetto i commercianti, gli artigiani e gli hobbisti/collezionisti.
2. Sono commercianti coloro che sono in possesso di autorizzazione amministrativa per il commercio in sede fissa o su aree pubbliche.
3. Sono artigiani coloro che realizzano opere del proprio ingegno limitatamente ad opere di scultura, pittura, arti grafiche, disegno, opere librarie e di sartoria attinenti alla tipologia del mercato.
4. Sono hobbisti-collezionisti coloro che vendono o scambiano beni ai consumatori in modo del tutto sporadico e occasionale.
5. Per gli artigiani e gli hobbisti-collezionisti non sono richiesti i requisiti di cui al successivo comma.
6. I commercianti partecipanti al mercato devono essere in possesso dei requisiti e dell’autorizzazione per il commercio al dettaglio su aree pubbliche o per il commercio in sede fissa prevista dalla L.R. n° 5/06.
7. Gli artigiani devono essere in possesso del certificato di iscrizione all’Albo Artigiani presso la Camera di Commercio.
8. I collezionisti devono essere in possesso di una dichiarazione personale attestante la proprietà degli oggetti.
9. Tutti gli operatori del mercato devono essere in possesso della presa d'atto per la vendita di cose antiche e/o usate non aventi valore storico e/o artistico o raro, di cui all'art. 126 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza.
 

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1. Per essere ammessi al mercato gli operatori devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 2 comma 1 della Legge Regionale n° 5 del 18.05.2006 Disciplina generale delle attività commerciali.
2. Ai sensi dell’art. 2 comma 1 della L.R. n° 5/06 non possono esercitare l'attività commerciale, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione:
a) coloro che sono stati dichiarati falliti;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che in concreto sia stata applicata una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui ai titoli II e VIII del libro II del Codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina;
d) coloro che hanno riportato due o più condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, accertate con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513 bis, 515, 516, 517 del Codice penale, o per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali;
e) coloro che sono sottoposti ad una misura di prevenzione di cui alla Legge
27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità), o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla Legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o di tendenza.
 

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1. Per partecipare al Mercato gli operatori devono presentare al Comune apposita domanda contenente i seguenti dati:
- nome, cognome, data e luogo di nascita, comune ed indirizzo di residenza, numero di codice fiscale;
- dichiarazione, per gli operatori non professionali, nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui all’art. 47 del DPR n° 445/2000, della propria condizione di operatore non professionale, sia in assoluto, che con riferimento all’oggetto del mercato specializzato;
- dichiarazione personale, per gli hobbisti-collezionisti, che attesti la proprietà degli oggetti proposti;
le dichiarazioni di cui sopra, se non rese davanti al funzionario incaricato, dovranno essere presentate su apposito modulo accompagnato da fotocopia di un valido documento di identità.
2. Le domande dovranno essere inoltrate all’ufficio competente della Polizia Municipale entro il termine perentorio del 31 dicembre di ogni anno per l’anno successivo.
3. Per il rinnovo dovrà essere esibita la ricevuta del pagamento della tassa di occupazione suolo pubblico dell’anno precedente.
4. Le domande saranno accolte sulla base della graduatoria delle domande pervenute e dell’anzianità nel mercato, redatta secondo i seguenti criteri di priorità:
- maggiore numero di presenze effettuate nel mercato dell'antiquariato dal soggetto che presenta la richiesta;
- maggiore anzianità di iscrizione alla C.C.I.A.A. per l’attività di commercio su aree pubbliche o in sede fissa o maggiore anzianità di iscrizione all’Albo Artigiani presso la C.C.I.A.A.;
- ordine cronologico di presentazione della domanda; per le domande spedite a mezzo posta, fa fede il timbro postale di spedizione; per quelle consegnate direttamente al Comune, il timbro della data apposto dall’Ufficio Protocollo;
5. L’ufficio competente, sulla scorta delle domande ricevute e previo espletamento dei necessari accertamenti, provvederà al rilascio dell'autorizzazione annuale agli aventi diritto fino all’esaurimento degli stalli a disposizione; provvederà inoltre alla redazione di un elenco dei soggetti autorizzati e di una graduatoria, valida per l'anno in corso, che consentirà la sostituzione degli assegnatari ove questi decadano dall'assegnazione.
6. Nell’elenco di cui al comma precedente potrà essere inserito il nominativo di un solo componente per ogni nucleo familiare, come risultante dal certificato di stato di famiglia.
7. L’autorizzazione per la vendita nel mercato è subordinata alla concessione dell’occupazione suolo pubblico con validità annuale.
 

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1. Durante lo svolgimento del mercato è fatto divieto per gli esercenti di:
a) occupare una superficie maggiore di quella concessa;
b) lasciare il posteggio incustodito;
c) fare uso di generatori di corrente non insonorizzati;
d) insudiciare o danneggiare in qualsiasi modo l'area occupata;
e) danneggiare la pavimentazione;
f) turbare il tranquillo svolgimento delle attività di scambio e di contrattazione in genere;
g) vendere al di fuori degli spazi assegnati e occupare o vendere in posti non assegnati;
h) infastidire i passanti con richiami insistenti, con molestie o in qualsiasi altro modo;
i) usare strumenti sonori ovvero diffusori o amplificatori di voci;
j) effettuare lo scambio di posteggio tra operatori;
l) subaffittare il posteggio a terzi;
m) sostare nell’area di mercato con gli automezzi, se non per il tempo strettamente necessario per il carico e scarico merci.
2. E' fatto obbligo altresì di:
- lasciare l'area utilizzata libera da ingombri e, comunque, di rimuovere tutti i rifiuti prodotti dall'operatore;
- adeguare le proprie strutture di vendita alle tipologie e alle prescrizioni che saranno eventualmente dettate dall'Amministrazione comunale.
3. Gli operatori sono tenuti a corrispondere, in ragione della superficie occupata, la tassa per l’occupazione spazi ed aree pubbliche, secondo la normativa vigente.
4. Ogni operatore dovrà tenere un elenco o registro aggiornato degli oggetti esposti e in vendita a disposizione degli organi di vigilanza.
 

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1. Qualora l’area individuata per l’effettuazione del Mercato dovesse risultare eccezionalmente utilizzata dal Comune per lo svolgimento di manifestazioni in occasione di eventi particolari il mercato potrà essere trasferito in altra area, previo preavviso di 15 giorni
 

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1. Gli operatori titolari dei posteggi che, senza giustificato motivo, si assentino per tre volte consecutive in ciascun anno solare, incorrono nella decadenza della concessione, previo esperimento della procedura prevista dagli artt. 7 e 8 della L. 7.8.1990 n° 241 e s.m.i.
 

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1. Le infrazioni alle norme contenute nel presente Regolamento, fatte salve le sanzioni previste dalla L.R. n° 5/06 e da altre norme di legge vigenti, sono punite con la sanzione amministrativa, da applicarsi con le procedure di cui alla Legge n° 689/81, del pagamento di una somma:
- pari a euro 50,00, per le violazioni di cui alle lettere a), b), c), d), e) dell’art. 8;
- pari a euro 100,00 per le violazioni di cui alle lettere f), g), h) dell’art. 8;
- pari a euro 250,00 per le violazioni di cui alle lettere i), j) l), m) dell’art. 8;
2. Per le violazioni di cui alle lettere j), l), m) dell’art. 8 in caso di reiterazione si applica altresì la sanzione accessoria della revoca dell’autorizzazione.
3. E’ prevista la decadenza dell’autorizzazione per assenza ingiustificata per tre giornate consecutive di mercato, ai sensi dell’art. 10 del presente Regolamento.
4. Per la violazione di cui al punto e) dell’art. 8 saranno a carico del trasgressore gli oneri relativi al ripristino del suolo danneggiato.
 

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1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente regolamento si rimanda:
- alla delibera del Consiglio comunale n° 7 del 25.01.2008 relativa al “Regolamento per la disciplina e l’esercizio del commercio su area pubblica nel Comune di Sassari”;
- alla Legge 18.05.2006 n° 5 e s.m.i. relativa alla “Disciplina generale delle attività commerciali”, in particolare il Capo II “Commercio su aree pubbliche” articoli 14 – 18;
- alla delibera della Giunta Regionale n° 15/15 del 19.04.2007 relativa alle “Direttive e criteri di attuazione del commercio su aree pubbliche”, di cui alle disposizioni della L.R. 5/06, ai quali i comuni devono attenersi per regolamentare la materia relativa al commercio su aree pubbliche;
- al Decreto Legislativo 31.3.1998 n° 114 per le parti compatibili con la normativa regionale.
2. Per quanto non diversamente disposto si richiama integralmente per l'applicazione e gli effetti la normativa nazionale e regionale vigente in materia.
3. Copia del presente regolamento unitamente alla deliberazione del Consiglio comunale che lo approva sarà trasmessa all'Assessorato regionale competente in materia di commercio, così come disposto dalle disposizioni regionali vigenti.



  (* n°1)
Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490
"Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre, n. 352"
Articolo 2 Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico, librario
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etno-antropologico;
b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante;
c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico;
d) i beni archivistici;
e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà;
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonchè i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di rarità e pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico;
e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di rarità e di pregio artistico o storico;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
3. Sono comprese tra le collezioni indicate nel comma 1, lettera c), quali testimonianze di rilevanza storico-culturale, le raccolte librarie appartenenti a privati, se di eccezionale interesse culturale.
4. Sono beni archivistici:
a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato.
b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono notevole interesse storico.
5. Sono beni librari le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato e degli enti pubblici, quelle indicate nel comma 3 e, qualunque sia il loro supporto, i beni indicati al comma 2, lettere c) e d).
6. Non sono soggette alla disciplina di questo Titolo, a norma del comma 1, lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
 

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