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Regolamento relativo alle cremazioni, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti

Articolo 1 Oggetto e finalità

1. Il presente regolamento disciplina la cremazione, l'affidamento, la conservazione e la dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti nell'ambito della legge 30 marzo 2001, n. 1030 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri), nonché del DPR 285/1990 (ordinamento di polizia mortuaria), del DPR 254/2003 in materia di smaltimento dei rifiuti e del regolamento comunale per i servizi cimiteriali e di polizia mortuaria approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 60 del 5 giugno 2007.
2. Il presente regolamento, per gli aspetti connessi al decesso, in linea con la normativa vigente, ha come scopo principale la salvaguardia dei diritti di ogni persona, la dignità e la libertà di scelta, le convinzioni religiose e culturali, il diritto ad una corretta ed adeguata informazione.

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Articolo 2 Autorizzazione alla cremazione

1. La cremazione del cadavere, dei resti mortali, di ossa, non può essere eseguita se non nel forno crematorio autorizzato e deve essere sempre autorizzata dall'Ufficiale di Stato Civile.
a) Cremazione di cadaveri
1. La cremazione di ogni cadavere deve essere autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile sulla base della volontà espressa, in vita, dal defunto attraverso una delle seguenti modalità:
a) disposizione testamentaria, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa;
b) iscrizione, certificata dal Presidente, ad associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione, fatta in data successiva a quella dell’iscrizione all’associazione. L’iscrizione alla associazione vale anche contro l'eventuale parere negativo espresso dai familiari nei confronti della cremazione del defunto.
2. In mancanza di disposizione testamentaria, la volontà di cremare il defunto deve essere manifestata dal coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi. Per i minori e le persone interdette la volontà è manifestata dai legali rappresentanti.
3. Per coloro che al momento della morte risultino iscritti ad associazione riconosciuta, di cui al punto 1b), è sufficiente la presentazione di una dichiarazione in carta libera scritta e datata, sottoscritta dall'associato di proprio pugno, se questi non sia in grado di scrivere, confermata da due testimoni, dalla quale chiaramente risulti la volontà di essere cremato. La dichiarazione deve essere convalidata dal presidente dell’associazione, così come la certificazione della regolarità dell’iscrizione, fino al momento del decesso.
4. Contestualmente alla richiesta di cremazione dovrà essere resa dichiarazione che il defunto non era portatore di protesi elettro alimentate o che le stesse sono state rimosse a cura e spese dei familiari.
5. Qualora il comune dove è avvenuto il decesso sia diverso dal comune di residenza gli aventi titolo hanno facoltà di dichiarare la volontà di procedere alla cremazione all’Ufficiale di Stato Civile di uno o dell'altro comune. Nel caso di dichiarazione rilasciata all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza del defunto, quest'ultimo informa tempestivamente l’Ufficiale di Stato Civile, del comune dove è avvenuto il decesso, della dichiarazione degli aventi titolo, ai fini del rilascio dell’autorizzazione alla cremazione. La dichiarazione resa, su carta libera, è consegnata all’Ufficiale di Stato Civile che si accerta della identità dei dichiaranti nei modi di legge o fatta pervenire allo stesso per via postale, telefax o per via telematica nelle forme consentite dalla legge.
6. L’autorizzazione alla cremazione di un cadavere non può essere concessa se la richiesta non sia corredata dal certificato di necroscopia, dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato, ai sensi della L. 130/2001 art. 3 comma 1. lett. a). In caso di morte sospetta, segnalata all’Autorità Giudiziaria, il certificato di necroscopia è integralmente sostituito dal nulla osta dell’Autorità Giudiziaria, con la specifica indicazione che il cadavere può essere cremato.
7. In presenza di volontà testamentaria di essere cremato, l’esecutore testamentario è tenuto, anche contro il volere dei familiari, a dar seguito alle disposizioni del defunto.
8. Per le ossa contenute in ossario comune è il Sindaco a disporre per la cremazione.
9. Le ceneri derivanti dalla cremazione di ciascun cadavere devono essere raccolte in apposita urna cineraria di materiale resistente e tale da poter essere chiusa con saldatura anche a freddo o a mezzo di collanti di sicura e duratura presa, portante all’esterno il nome, cognome, data di nascita e di morte del defunto. Le urne da inumare devono essere di materiale biodegradabile.
b) Cremazione di resti mortali e di ossa
1. Le ossa ed i resti mortali inconsunti rinvenuti in occasione di esumazioni ordinarie dopo un periodo di 10 anni od estumulazioni dopo un periodo di 20 anni, possono essere avviati alla cremazione a richiesta degli aventi titolo, previa autorizzazione dell’Ufficiale di Stato Civile.
2. Gli esiti dei fenomeni cadaverici trasformativi conservativi derivanti da esumazione o estumulazione ordinaria possono, oltre i casi già previsti dall'attuale regolamento comunale dei servizi cimiteriali e di polizia mortuaria, essere avviati a cremazione.
3. Sull’esterno del contenitore degli esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi dovrà essere riportato nome, cognome, data di morte del defunto.
4. La cremazione degli esiti dei fenomeni cadaverici trasformativi conservativi e la destinazione delle relative ceneri è ammessa previa acquisizione dell’assenso del coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo, individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile o, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di questi.
5. Per la cremazione di resti mortali inconsunti rinvenuti a seguito di esumazione od estumulazione ordinaria non è necessaria la documentazione comprovante l’esclusione del sospetto di morte dovuta a reato.
6. L’Ufficiale di Stato Civile, l’A.U.S.L., il gestore del cimitero, sono tenuti a denunciare all’autorità giudiziaria e al Sindaco chiunque esegua sulle salme operazioni nelle quali possa configurarsi il sospetto di reato di vilipendio di cadavere previsto dall’articolo 410 del codice penale o di distruzione o dispersione delle ceneri previsto dall’articolo 411 del codice penale.


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Articolo 3 Affidamento e dispersione delle ceneri

1. Nel rispetto della volontà del defunto, soggetto affidatario dell'urna può essere qualunque persona, ente o associazione scelta liberamente dal defunto o da chi può manifestarne la volontà, ai sensi dell'art. 38 del regolamento comunale per i servizi cimiteriali e di polizia mortuaria.
2. La consegna dell'urna cineraria è effettuata previa presentazione di apposita richiesta, in bollo, indirizzata al Sindaco nel quale il soggetto affidatario dichiara la destinazione finale dell'urna contenente le ceneri oltre al proprio impegno alla conservazione e salvaguardia delle ceneri medesime; tale documento, consegnato in copia al soggetto affidatario, è conservato presso l'impianto di cremazione e presso il comune in cui è avvenuto il decesso, costituisce documento che accompagnerà le ceneri.
3. Il trasporto delle ceneri deve essere espressamente autorizzato e non è soggetto alle misure precauzionali igieniche previste per il trasporto delle salme;
Resta valida la possibilità di rinuncia all'affidamento dell'urna da parte del soggetto indicato dal defunto. La rinuncia all'affidamento deve risultare da dichiarazione resa all'Ufficiale dello Stato Civile che ha autorizzato la cremazione.
4. In caso di rinuncia all'affidamento le ceneri sono conservate in appositi spazi cimiteriali di cui all'articolo 80, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 (approvazione del regolamento di polizia mortuaria). Nei casi citati può essere disposta la tumulazione o l’inumazione dell’urna negli appositi spazi e manufatti posti all’interno del cimitero.

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Articolo 4 Modalità di conservazione delle ceneri

1. L'urna sigillata contenente le ceneri può essere:
a) Tumulata:
1. La tumulazione è effettuata solo in area cimiteriale e può avvenire in celletta individuale o collettiva, in sepoltura di famiglia o loculo anche in presenza di un feretro.
2. La durata della tumulazione è prevista, ai sensi dell'art. 44 del regolamento comunale per i servizi cimiteriali e di polizia mortuaria, per la durata di 30-60-90 anni a decorrere dalla data della concessione.
3. La tumulazione in sepoltura di famiglia, loculi, è per il periodo concessorio residuo.
b) Inumata in area cimiteriale:
1. L’inumazione è effettuata solo in area cimiteriale ed è destinata ad una lenta dispersione delle ceneri.
2. La durata dell’inumazione è prevista in 5 anni, rinnovabile per frazioni annuali fino alla durata massima di 10 anni;
3. Le fosse per l’inumazione delle urne cinerarie devono avere dimensioni minime di
m. 0,30 sia di lunghezza sia di larghezza, fra loro separate da spazi di larghezza non inferiore a m. 0,25. E’ d’obbligo uno strato minimo di terreno di m. 0,30 tra l’urna ed il piano di campagna del campo.
4. Ogni fossa di inumazione di urne cinerarie deve essere contraddistinta da una targa in materiale lapideo con indicazione del nome, cognome, della data di nascita e di morte del defunto, nonché un identificativo numerico progressivo di fila e fossa.
5. L’urna cineraria destinata alla inumazione deve essere di materiale biodegradabile in modo da assicurare la dispersione delle ceneri entro il periodo di inumazione.
6. Il servizio di inumazione delle ceneri, la fornitura del cippo comprensivo di targhetta è effettuato dal comune, previo pagamento della relativa tariffa.
c) conservata all'interno del cimitero, nei luoghi di cui all'articolo 80, comma 3, del
D.P.R. 285/1990;
d) consegnata al soggetto affidatario di cui all'articolo 2.

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Articolo 5 Luoghi di dispersione delle ceneri

1. La dispersione delle ceneri in assenza di apposita normativa nazionale e/o regionale non è ammessa.

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Articolo 6 Senso comunitario della morte

1. Affinché non sia perduto il senso comunitario della morte, nel caso di consegna dell'urna cineraria al soggetto affidatario, per volontà del defunto, é ammessa la possibilità di sistemazione, in sepoltura già utilizzata per un congiunto del defunto medesimo, di apposita targa, individuale, che riporta i dati anagrafici del defunto che sarà a carico dell’affidatario dell’urna.
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Articolo 7 Registri cimiteriali

1. Nel registro dei defunti deve essere evidenziato l’affidatario delle ceneri con descrizione del luogo di residenza e dove verrà tenuta l’urna cineraria con le descrizioni anagrafiche del richiedente, oltre che ai dati del defunto cremato.
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Articolo 8 Procedura per la concessione dell’autorizzazione all’affidamento delle ceneri

1. La richiesta di autorizzazione all'affidamento delle ceneri deve essere presentata dalle persone così di seguito meglio specificate:
 soggetto individuato in vita dal de cuius attraverso apposito atto di notorietà o dichiarazione personale sostitutiva dell'atto di notorietà, ai sensi della normativa vigente;
 in assenza dell'atto di cui al precedente comma parere unanime di tutti i parenti viventi limitatamente al coniuge e ai figli del defunto.
2. Nella istanza dovranno essere indicati:
a) i dati anagrafici e la residenza del richiedente;
b) la dichiarazione di responsabilità per la custodia delle ceneri e di consenso per l’accettazione degli eventuali controlli da parte dell’amministrazione comunale;
c) il luogo di conservazione e la persona a cui è consentita la consegna dell’urna sigillata e che sottoscriverà il relativo verbale di consegna;
d) la conoscenza delle norme circa i reati possibili sulla dispersione non autorizzata delle ceneri e delle altre norme del codice penale in materia e sulle garanzie atte a evitare la profanazione dell’urna;
e) la conoscenza della possibilità di trasferimento dell’urna in cimitero, nel caso in cui il soggetto affidatario non intendesse più conservarla;
f) che non sussistono impedimenti alla consegna derivanti da vincoli determinati dall’Autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza;
g) l’obbligo di informare l’amministrazione comunale della variazione della residenza.

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Articolo 9 Deposito provvisorio

1. E’ consentita la sosta gratuita per un periodo massimo di 12 mesi dell’urna cineraria presso i cimiteri comunali. Trascorso il termine suddetto, senza che le procedure per la conservazione o l’affido siano state definite, o in caso di disinteresse da parte dei familiari, le ceneri verranno avviate d’ufficio al cinerario comune.

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Articolo 10 Informazione ai cittadini

1. Il comune di Sassari promuove e favorisce l'informazione ai cittadini residenti sulle diverse pratiche funerarie, anche nel riguardo degli aspetti economici, tramite gli organi di informazione o attraverso forme di pubblicità adeguate.

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Articolo 11 Sala del commiato

1. Nel caseggiato contenente il forno crematorio è stata realizzata una piccola sala del commiato per consentire ai parenti ed amici la possibilità di rivolgere liberamente un estremo saluto al proprio defunto.
2. La “sala del commiato” è luogo interconfessionale, aperto verso l'espressione di ogni pensiero religioso. E' il luogo nel quale viene lasciata la libertà di scelta sul tipo di cerimonia e dei simboli e dei paramenti che, all’occorrenza, si vorranno utilizzare per lo svolgimento della cerimonia stessa con la finalità principale che tali simbologie onorino le scelte espresse in vita dal defunto.
3. Possono richiedere l'uso della sala del commiato il coniuge e/o i figli del defunto, in loro assenza dei parenti fino al 4° grado, oltre ad eventuali precise disposizioni testamentarie rilasciate in merito dal defunto.
4. I tempi e i modi per l'utilizzo della sala del commiato sono da concordare con gli uffici della direzione del cimitero.

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1. Le tariffe per i servizi espletati dal comune ai sensi del presente regolamento, sotto specificate, vengono fissate annualmente con deliberazione della giunta comunale, tenuto conto delle tariffe massime per l'espletamento dei servizi di cremazione approvate con decreto del Ministero dell'Interno 1 luglio 2002.
2. Le tariffe individuate per le attività previste nel forno crematorio cittadino sono le seguenti:
 cadaveri;
 cadaveri con zinco;
 resti mortali inconsunti;
 resti mortali inconsunti con zinco;
 resti ossei non riconoscibili, massimo 80 Kg.;
 resti ossei riconoscibili;
 parti anatomici riconoscibili;
 parti anatomiche non riconoscibili, massimo 80 Kg.

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