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REGOLAMENTO PER LA COLLOCAZIONE DI STRUTTURE PRECARIE ED AMOVIBILI IN AREA PUBBLICA
 

 

ARTICOLO 1  - Ambito di applicazione

ARTICOLO 1
1. Il presente regolamento disciplina la collocazione su suolo pubblico di strutture
precarie, temporanee e amovibili asservite esclusivamente e direttamente alla
ricezione di utenti di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande.
2. Le caratteristiche igienico–sanitarie restano disciplinate dalla vigente normativa
sanitaria.
3. Nella zona a traffico limitato è consentita l'occupazione del suolo pubblico con attrezzature attinenti all'esercizio dell'attività per qualsiasi tipologia di locale commerciale o artigianale, in deroga a quanto previsto al comma 1.
4. La somministrazione sull'area pubblica è consentita solo ai pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande (bar/ristoranti), mentre alle restanti attività commerciali o artigianali di tipo alimentare situate all'interno della zona a traffico limitato è consentita solo l'utilizzazione dei propri arredi, ivi compresi tavoli e sedute, ai fini del consumo immediato dei prodotti di gastronomia da parte della propria clientela, senza servizio e con stoviglie a perdere.

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ARTICOLO 2  - Definizione di struttura precaria ed amovibil

1. Ai fini del presente regolamento si definiscono strutture precarie ed amovibili quei manufatti collocati o fissati su suolo pubblico, senza fondamenta, come verande, incluse le tende solari infisse al suolo, gazebo, pergolati.
2. Non sono da intendersi incluse tra le strutture precarie amovibili le pedane, in quanto regolamentate dal successivo articolo 11 del presente regolamento e le tende solari a sbraccio. Sono, altresì, escluse le altre attrezzature a servizio delle attività commerciali e artigianali di cui all'articolo 1 commi 3 e 4, in quanto regolamentate al successivo articolo 11.
3. All’interno della struttura precaria è ammessa l’installazione di pedane a livello in caso di eccessiva pendenza.
4. la concessione del suolo pubblico per la collocazione di strutture o attrezzature disciplinate dal presente regolamento verrà rilasciata dal Settore competente solo previa assenza di morosità per tasse e tributi comunali, che dovrà essere autocertificata dal richiedente e verificata, prima del rilascio dell’autorizzazione, presso i competenti Concessionario della Riscossione e Servizio Tributi.

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ARTICOLO 3  - Tipologia della zona e dei siti

1. Le installazioni di cui trattasi sono consentite nel rispetto della collocazione su
banchine non delimitanti carreggiate soggette a traffico intenso.
2. La struttura precaria ed amovibile non sarà ammissibile in aree o a ridosso delle
stesse destinate anche solo stagionalmente a manifestazioni ed in prossimità di
spazi già assegnati all’esercizio di commercio su aree pubbliche. Non possono
esser installate strutture precarie in aree destinate a mercato o a manifestazioni
individuate dall’Amministrazione in qualsiasi orario.
3. L’installazione, incluso il centro storico, è consentita purché su suolo pubblico,
non sottratto alla circolazione, alla sosta o al verde pubblico d’arredo e purché
conformi ai regolamenti igienico–sanitari e non in contrasto con prescrizioni
urbanistiche o con vincoli culturali e/o ambientali.
4. Si considera adiacente al locale dell’esercizio, la struttura precaria ed amovibile
posta anche soltanto sopra o in adiacenza al marciapiede posto davanti al locale
dell’esercizio. Ove invece sussista una soluzione della continuità tra la struttura
precaria ed amovibile ed i locali (interposizione di una via) l'installazione della
struttura precaria ed amovibile è ammissibile, fatti salvi gli esiti dell'istruttoria,
solamente ove la via interposta sia esclusa dalla viabilità veicolare (zona
pedonale).
5. Le strutture precarie ed amovibili possono infatti essere collocate solo in spazi
pedonali protetti (marciapiedi, piazze, banchine, zone pedonali o a traffico
limitato).
6. Nel rispetto delle norme del Codice della Strada, ed in particolare dell’art. 20,
l’occupazione dei marciapiedi può essere consentita fino ad un massimo della
metà della loro larghezza, in adiacenza di fabbricati secondo quanto sopra
descritto, e sempre che venga garantita una fascia di rispetto per il passaggio dei
soggetti diversamente abili.

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ARTICOLO 4  - Tipologia di strutture precarie ed amovibili

1. Sono oggetto del presente regolamento le seguenti strutture:
• gazebo, verande e tende solari ancorate al suolo: altezza massima tre metri.
La struttura portante in metallo o legno, secondo quanto stabilito nel
successivo articolo, può essere aperta su tutti i lati ovvero tamponata, sino ad
una altezza di m. 1,5, con materiali quali vetro, plexiglass o similari
comunque facilmente amovibili. La pavimentazione dovrà essere facilmente
amovibile e comunque tale che la sua installazione e rimozione non arrechi
danni di qualunque genere o tipo alle pavimentazioni esistenti. I manufatti non
dovranno alterare le tipologie e le caratteristiche costruttive degli edifici
esistenti, ossia non dovranno contrastare con la tipologia del fabbricato del
pubblico esercizio e degli altri edifici limitrofi. Ogni caso sarà valutato
singolarmente in rapporto alla peculiarità del sito e degli edifici e quindi
giudicato dalla conferenza dei servizi compatibile o meno. In presenza di più
pubblici esercizi potrà essere prevista una soluzione unitaria.
• Pergolati ad aria passante: altezza massima tre metri.
La struttura deve essere costituita da montanti e travi in legno, metallo o ghisa
a sostegno di piante rampicanti. La struttura, che non dovrà avere né grondaie
né pluviali, potrà essere tamponata sino ad una altezza massima di m. 1,50 con
materiali quali vetro, plexiglass o similari e comunque facilmente amovibili
• Tende parasole a sbraccio: altezza massima tre metri.
In tutte le vie o piazze sprovviste di marciapiede la sporgenza dal profilo
murario esterno non dovrà essere superiore a metri lineari 0,80; qualora invece
sia presente il marciapiede la tenda potrà essere aggettante fino al filo dello
stesso. L’altezza della tenda, ivi compreso eventuali frange e le strutture
mobili o fisse di sostegno dal piano di calpestio (marciapiede o sede stradale),
non dovrà essere inferiore a metri 2,20. Non è ammesso il tamponamento
laterale. All’interno del perimetro del centro storico, (da intendersi secondo la
perimetrazione del piano regolatore ecc.) le tende saranno del tipo teso ad una
sola falda. Dovranno essere realizzate esclusivamente in tessuto di colore
bianco ecrù. Non è ammessa alcuna scritta o immagine ad esclusione del nome
del locale.
2. Nelle aree prive di marciapiede potrà essere concesso stagionalmente il suolo
pubblico per la temporanea allocazione di tavolini e sedie e l’installazione di
tende a sbraccio con sbalzo non superiore a metri 1,20: restando fermo l'obbligo
per gli esercenti di adeguare gli arredi al contesto urbanistico ed architettonico. In
ogni caso tutti gli arredi devono essere di buona qualità e compatibili con le
caratteristiche della struttura e del contesto dell’area in cui devono esser collocati;
è vietato l’utilizzo di arredi in plastica di colore bianco o comunque contrastante
con il contesto.

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ARTICOLO 5 - Caratteristiche delle strutture precarie ed amovibili

1. Le strutture precarie ed amovibili di cui all’articolo precedente devono
conformarsi alle seguenti prescrizioni

- 1) Le nuove strutture precarie ed amovibili, ovvero quelle in sostituzione delle
preesistenti, potranno avere un’estensione non superiore alla larghezza della
facciata del pubblico esercizio e comunque per un totale non superiore a 20
metri quadrati nel centro abitato estendibile sino a 35 metri quadrati
esclusivamente nelle piazze e nelle aree extraurbane (borgate e frazioni). In
ogni caso è vietata l’installazione su aree destinate a parcheggio. La deroga al
limite disposto dall’articolo 20 del Codice della Strada, per il quale l’ampiezza
della struttura precaria ed amovibile non deve superare la metà del marciapiede
sul quale è allocata, deve intendersi eccezionale ed è soggetta all’acquisizione,
in sede di conferenza, dei pareri favorevoli, con valutazione congiunta,
dell’ufficio traffico e del comando P.M.

- 2) La struttura precaria ed amovibile e le sue pertinenze accessibili al pubblico
devono osservare tutte le prescrizioni in materia di superamento di barriere
architettoniche ivi compresa la dotazione di spazi fruibili da soggetti
diversamente abili e dei relativi ausili.

- 3) E’ richiesto il rispetto dei limiti di superficie di sistemazione esterna e delle
garanzie di facilità di accesso pedonale e carrabile.

- 4) Le strutture precarie ed amovibili devono essere realizzate in materiali quali
legno, ferro, ghisa. Si richiamano per la realizzazione le ulteriori disposizioni
di cui agli articoli precedenti. Deve sempre, comunque, essere garantita la
concreta temporaneità dell'opera e la possibilità di sua pronta e facile
rimozione. Gli arredi all’interno delle dette strutture precarie ed amovibili e gli
arredi delle verande e gazebo dovranno rispondere a criteri di funzionalità e
decoro ed in sintonia sia con la struttura che li ospita che con il contesto
urbano circostante. Il parere estetico e di decoro è espresso in sede di
Conferenza di servizi esclusivamente dai soggetti coinvolti nella procedura di
cui al successivo articolo 9.

- 5) Non sono consentite forme pubblicitarie e l’apposizione di insegne.

- 6) Tutte le strutture precarie ed amovibili dovranno essere realizzate con
strutture facilmente smontabili e/o amovibili e sempre previa acquisizione del
titolo abilitativo; è consentito attrezzare l’area limitrofa alla struttura precaria
ed amovibile con elementi di arredo quali fioriere o barriere anti smog, che
siano comunque omogenei all’arredo urbano circostante la cui altezza non sia
superiore a metri 1,50.

- 7) È vietato invece interessare il suolo pubblico attiguo alla struttura precaria ed
amovibile con affissioni, esposizioni, occupazioni di qualsiasi altro genere atte
a pregiudicare la visibilità per il traffico veicolare e/o pedonale o la
segnaletica.

- 8) Eventuali sistemi di riscaldamento dovranno essere collocati all’interno
dell’area occupata.

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ARTICOLO 6 - Prescrizioni particolari

1. La profondità della struttura non deve superare la metà di quella del
marciapiede.
2. Ove vi siano più esercizi commerciali adiacenti, la lunghezza (in facciata) per
ciascuno non può superare quella corrispondente dei locali di pertinenza. Non è
consentita l’occupazione degli spazi adiacenti gli altri esercizi commerciali.
3. Nel rispetto delle particolari caratteristiche geometriche della strada devono
essere oggetto di valutazione, in sede di Conferenza di servizi di cui all'articolo 9,
le prescrizioni atte a garantire l’incolumità dei pedoni in rapporto alla presenza dei
manufatti da porre in opera.
4. Per le predette finalità è consentita l’occupazione di suolo pubblico purché
venga assicurato il libero ed agevole transito pedonale senza pregiudizio dei
soggetti diversamente abili, mediante passaggio di almeno mt. 1,50.
5. Nelle fasce di rispetto deve essere stabilito il divieto assoluto di sosta ai veicoli.
6. Il passaggio pedonale, al fine di garantire l’incolumità delle persone, deve
essere garantito preferibilmente sul lato adiacente gli edifici.

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ARTICOLO 7 - Manutenzione e responsabilità

1.Le strutture di cui al presente regolamento dovranno essere sottoposte, ad esclusiva cura e responsabilità del concessionario e titolare dell’autorizzazione, ad opportuna manutenzione.
2.La responsabilità penale e civile per eventuali danni arrecati a terzi o cose resta a carico del concessionario/autorizzato.
3.Qualsiasi modifica da apportare alle strutture suddette (forma, quantità, dimensioni, colori) dovrà essere preventivamente autorizzata.
 

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ARTICOLO 8 - Dichiarazione unica autocertificativa

1. L’installazione delle strutture di cui trattasi è soggetta a Dichiarazione Unica
Autocertificativa (DUAAP) secondo quanto disposto dalla normativa di settore e,
in particolare, dalla L.R. n. 3/2008.
2. Sono fatte salve le disposizioni normative sovraordinate al quale il presente
regolamento si adegua automaticamente.

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1. Il procedimento correlato alla DUAAP di cui all’articolo precedente è delineato
dalla normativa di settore e, in particolare, dalla L.R. n. 3/2008 e dalla legge n.
241/1990 e ss.mm.ii.
2. Sono fatte salve le disposizioni normative sovraordinate al quale il presente
regolamento si adegua automaticamente.

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1. La concessione può avere durata massima di tre anni rinnovabile
esclusivamente con provvedimento esplicito dell’Amministrazione; il mancato
rinnovo, così come i successivi reiterati rinnovi, non comportano alcuna forma di
diritto del privato, né possibilità di rivalsa nei confronti dell’Amministrazione. È
esclusa qualsiasi forma di rinnovo tacito dell’autorizzazione.
2. La concessione è subordinata al pagamento di un canone da corrispondersi
anticipatamente ed in un’unica soluzione presso la Tesoreria comunale ovvero
presso il Concessionario delegato alla riscossione, nei termini e con le modalità
che saranno comunicate all’interessato.
3. Ciascuna struttura precaria ed amovibile potrà essere installata e la relativa
attività potrà avere inizio solo dopo il rilascio del provvedimento autorizzatorio. Il
provvedimento che sostituisce l’autorizzazione per la realizzazione esonera
l'interessato dall'onere di comunicare l'ampliamento della superficie di
somministrazione.
4. Dovrà essere richiesta polizza fideiussoria a garanzia degli obblighi a carico del concessionario.
5.Allo scadere della concessione, salvi i casi di revoca o decadenza, la struttura, eccettuata diversa ed espressa indicazione dell’Amministrazione (proroga della concessione/autorizzazione), dovrà essere rimossa.
6.Il concessionario avrà l’onere di ripristinare la condizione del suolo nello stato in cui si trovava anteriormente all’installazione del manufatto.
7.L’Amministrazione ha la facoltà di revocare la concessione anche prima della naturale scadenza, con preavviso di trenta giorni, fatto sempre salvo termine inferiore nel caso di ragioni di contingibilità ed urgenza, per ragioni di interesse pubblico ovvero quando si renda necessario per motivi di viabilità o sicurezza, igiene, decoro, manutenzione, lavori pubblici, o altre esigenze correlate ad interessi prevalenti per la popolazione e la Città.
8.Al concessionario non sarà dovuta alcuna indennità salvo il rimborso della quota di canone già versata afferente al periodo di mancata occupazione.
09.Si determina la revoca dell'autorizzazione/concessione nel caso di mancato pagamento del canone entro il termini stabiliti, salvo che l'interessato non provveda nel termine perentorio di 30 giorni dalla richiesta dell'Ufficio alla eliminazione delle ragioni indicate, nel presente articolo, come causa di decadenza; si dà luogo, altresì,alla revoca dell'autorizzazione/concessione nel caso di sublocazione abusiva; e/o nel caso di accertata difformità rispetto all'autorizzazione/concessione rilasciata, come, tra gli altri casi, nel caso di mutamento di destinazione d’uso della struttura, o di modifiche alla struttura non autorizzate, o di occupazione di superficie superiore rispetto a quella autorizzata.

(art. 10 –pagamento oneri edilizi e TOSAP: abrogato)

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ARTICOLO 11 - Autorizzazioni per occupazione suolo pubblico mediante
la collocazione di pedane, tavolini e sedie e altre attrezzature

1. Non sono soggette alla procedura stabilita per la realizzazione e la collocazione di strutture precarie ed amovibili:
I. le autorizzazioni per la collocazione di pedane al fine di allocare tavolini, sedie, ombrelloni con annessi paraventi trasparenti e attrezzature strettamente connesse al servizio di
somministrazione;
II. le autorizzazioni per la collocazione di tavolini, sedie, ombrelloni con annessi paraventi
trasparenti e attrezzature strettamente connesse al servizio di somministrazione direttamente su suolo pubblico;
III. le autorizzazioni per la collocazione di attrezzature a servizio di attività commerciali e
artigianali all'interno della zona a traffico limitato, di cui al precedente art. 1 commi 3 e 4
comprese quelle collocate su entrambi i fronti delle strade o porzioni di strade a perimetro della zona a traffico limitato;
Le suddette autorizzazioni per occupazione di suolo pubblico devono essere concesse nel rispetto del codice della strada e non devono costituire barriera architettonica.
In particolare andranno rispettati i seguenti criteri:
a) l’occupazione non deve interferire con gli attraversamenti pedonali, né occultare la segnaletica stradale verticale presente, luminosa e non;
b) in prossimità di intersezione l’occupazione deve avvenire conformemente a quanto prevede il codice della strada;
c) non sono consentite occupazioni sul lato della strada opposto a quello dove si trova l'esercizio di somministrazione del richiedente, salvo che la strada si trovi in un'area pedonalizzata, in ZTL, in una strada urbana a senso unico di marcia ed ad una sola corsia o che il margine dell'occupazione sia adiacente (massimo metri 10) ad un attraversamento pedonale;
d) le occupazioni sui marciapiedi sono consentite per un massimo della metà della larghezza dello stesso e devono, in ogni caso, lasciare libero per il transito pedonale uno spazio della larghezza di almeno metri 2;
e) non sono consentite occupazioni su sede stradale soggetta a divieto di sosta, salvo nelle zone a traffico limitato (ZTL) e nelle aree pedonali, purché l'occupazione non comprometta la viabilità dei mezzi autorizzati, dei mezzi pubblici e di quelli di soccorso;
f) l'area occupata non deve interferire con le fermate dei mezzi pubblici;
g) l'occupazione di suolo pubblico deve realizzarsi davanti all'esercizio del concessionario; qualora l'occupazione si estenda anche in spazi limitrofi, quali: aree antistanti negozi adiacenti, aree poste davanti ad ingressi condominiali, aree private soggette a servitù di pubblico passaggio dovrà essere prodotto l'assenso scritto dei proprietari e/o degli esercenti e/o dell'amministrazione dello stabile; le occupazioni sulle piazze o aree assimilabili possono avvenire in spazi adiacenti anche non antistanti all'esercizio del concessionario;
h) l’occupazione sulla sede stradale è consentita esclusivamente su aree dove normalmente è consentita la sosta dei veicoli e per una sagoma non eccedente i limiti di questa. In ogni caso devono essere mantenuti liberi da qualsiasi impedimento gli spazi necessari al transito dei mezzi di soccorso, oltre che dei mezzi delle imprese incaricate della raccolta rifiuti;
i) le occupazioni su strada (pedane) devono essere chiuse su tre lati, in modo da consentire l'accesso alle stesse esclusivamente dal marciapiede; la chiusura deve avere un'altezza massima di mt. 1,00 dal piano di calpestìo e deve essere segnalata e resa visibile anche di notte;
l) le occupazioni non devono comportare alcuna barriera architettonica; è consentita l’installazione di pedane a livello in caso di eccessiva pendenza come riportato nei precedenti articoli;
m) Le occupazioni di suolo devono rispettare la distanza di almeno mt. 1,00 dai bordi laterali dei passi carrai.
2. Nelle occupazioni non sono consentite forme pubblicitarie e l’apposizione di insegne a meno che non si tratti di scritti e immagini relativi al nome dell'attività che si esercita. Agli ombrelloni si applicano le prescrizioni di colore indicate all'art. 4 per le strutture precarie e amovibili. Le occupazioni devono essere tenute in perfetto stato di conservazione e ben mantenute onde garantire l’igiene, l'aspetto estetico, il decoro, la sicurezza e l'incolumità delle persone. Per periodi di chiusura del locale superiori a 7 giorni, tavolini, sedute, ombrelloni ed elementi accessori mobili devono essere rimossi.
Le istallazioni e attrezzature presenti nelle occupazioni devono rispettare tutta la normativa in materia di igiene e sicurezza.
3. Alla richiesta di autorizzazione, da presentare in carta da bollo devono essere allegati:
A) elaborato di inquadramento con evidenziata l’area di occupazione;
B) rappresentazione grafica quotata della concessione, a firma di un tecnico abilitato, in relazione alle dimensioni all’inserimento della stessa nel contesto circostante (indicare la presenza di segnaletica, semafori, attraversamenti pedonali, cassonetti, stalli riservati a particolari categorie ecc.) al numero di tavolini e sedie, ai percorsi pedonali e di accesso all’esercizio principale;
C) documentazione fotografica rappresentativa dell’area oggetto dell’intervento e di quella
immediatamente circostante;
D) relazione tecnica, a firma di un tecnico abilitato, di asseveramento della struttura delle soluzioni che si intendono adottare a garanzia del mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza (materiali utilizzati, resistenza alla spinta del vento e al peso delle persone, stabilità statica, assenza di barriere architettoniche) in merito alle normative vigenti in materia;
E) autocertificazione di non avere obbligazioni, pregresse e per l’anno in corso, su imposte, tasse e tributi comunali, che fanno capo alla ditta intestataria richiedente la concessione; a tal fine il SUAP provvederà al rilascio dell’autorizzazione soltanto dopo il conseguimento, nel termine massimo di 20 giorni, di verifica sulle autodichiarazioni presso i competenti Concessionario della riscossione e Settore tributi ed, eventualmente, solo dopo la regolarizzazione degli adempimenti tributari previsti
dalla legge in ordine ai versamenti e alle dichiarazioni.
F) autodichiarazione di aver preso visione e di accettare tutti gli obblighi e le condizioni riportate nel presente regolamento e nel testo coordinato del regolamento per l’occupazione di suolo pubblico e per l’applicazione del relativo canone;
G) accettazione dell'espressa riserva che l’Amministrazione comunale non assume nessuna
responsabilità per danni cagionati a terzi a causa dell’occupazione.
4. Le autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico previste dal presente articolo sono rilasciate soltanto dopo il conseguimento, nel termine massimo di 20 giorni, del parere favorevole sul rispetto della sicurezza veicolare e pedonale da parte del competente Settore comunale che gestisce le funzioni di mobilità se trattasi di occupazione su carreggiata o da parte del Settore che gestisce le funzioni di polizia municipale se trattasi di occupazione su marciapiede.
5. Per ragioni di sicurezza, salute, igiene, decoro ed interesse pubblico, è prevista la revoca o la sospensione dell’occupazione con immediata conseguente rimozione delle attrezzature, a cura e a spese dell'esercente, ove questa sia necessaria fino al perdurare della causa.
6. La non conformità alle disposizioni predette, determina la revoca dell’autorizzazione
all’occupazione del suolo pubblico già rilasciata.
7. Per motivi di pubblica utilità ed in occasione di manifestazioni pubbliche ricadenti nell’area autorizzata, potrà essere disposta la revoca o sospensione dell’autorizzazione.
8. Le autorizzazioni per l'occupazione del suolo pubblico di cui al presente articolo non possono in alcun caso essere considerate permanenti ovvero superiori all'anno.
9. Il rinnovo dell'autorizzazione potrà essere richiesto presentando un'autodichiarazione, ai sensi del DPR 445/2000, di persistenza di tutti gli elementi costitutivi che hanno portato al rilascio della precedente autorizzazione.
10. Le occupazioni di suolo pubblico di cui al presente articolo potranno avere un’estensione non superiore alla larghezza della facciata del locale, fatto salvo quanto previsto dal comma 1, lett. G, e, comunque, per un totale non superiore a 30 metri quadrati nelle vie del centro abitato.
11. Nelle aree pedonali, nelle aree in ZTL, nelle piazze o spazi assimilabili e nelle aree extraurbane (borgate e frazioni) le occupazioni possono avere un'estensione massima di 50 mq.
12. La misura dell'estensione dovrà essere disposta contemperando le esigenze di concessione di spazio pubblico da parte di tutti i soggetti che potrebbero conseguirla in quella data zona (data area
pedonale, data area in ZTL, data piazza o spazio assimilabile).
13. Qualora il titolare dello stesso esercizio possa usufruire sia delle concessioni di cui al primo capoverso che a quelle del secondo capoverso del presente comma, non può richiedere complessivamente un'occupazione superiore ai 50 mq.
14. La superficie di estensione delle occupazioni del presente articolo si cumula con altri tipi di occupazione previste dal presente regolamento fino al massimo di 50 mq.

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ARTICOLO 12 - Disposizioni transitorie e finali

1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano agli interventi effettuati
dalla data di esecutività dello stesso, fatto salvo quanto espresso al successivo
comma.
2. Le concessioni ed autorizzazioni esistenti resteranno in vigore sino alla loro
scadenza naturale. Il loro rinnovo è invece soggetto all'adeguamento della
struttura, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento,
alle disposizioni in esso previste. E’ fatta sempre salva, anche per strutture
esistenti, la possibilità di revocare il provvedimento prima della sua naturale
scadenza per esigenze di interesse pubblico e/o se le stesse strutture comportino
problemi alla circolazione (per esigenze di mutato traffico veicolare), alla
sicurezza, al passaggio pedonale con particolare riguardo al passaggio dei
diversamente abili o, ancora, contrastino con le esigenze di decoro urbano ed
ambientale e i predetti problemi o contrasti non possano essere risolti o sanati
mediante modifiche alla struttura.
3. Per quanto non espressamente previsto si richiamano le norme vigenti in
materia edilizia, commerciale, di igiene, sanità e sicurezza pubblica nonché quelle
per la sicurezza stradale.
4. Le disposizioni del presente regolamento si intendono implicitamente abrogate
in caso di entrata in vigore di successive norme in contrasto con le disposizioni
regolamentari.

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ARTICOLO 13 - Sanzioni

1.Fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste per le violazioni alla normativa urbanistico – edilizia, sanitaria, commerciale vigente per le quali si richiamano integralmente le disposizioni di legge, la mancata ottemperanza agli ordini di demolizione, rimessa in pristino, conformizzazione secondo quanto disposto nel presente atto possono comportare l'applicazione dell’art. 650 c.p..
2.La violazione delle disposizioni del presente regolamento sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 100 a € 500 ai sensi e per gli effetti di cui all'art.7bis del T.U. E.L. n° 267/00 e s.m.i.

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ARTICOLO 14 - Entrata in vigore

1. Il presente regolamento viene pubblicato all'albo pretorio del Comune
unitamente alla deliberazione consiliare di adozione ed entra in vigore nel
quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione.
2. Il presente regolamento integra e sostituisce parzialmente il regolamento
approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 34/2003 così come
modificato con deliberazione del Consiglio comunale n. 44/2006.

 

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