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Regolamento per la disciplina delle attività di acconciatore ed estetista

 

 

Articolo 1
Oggetto del regolamento
1) Oggetto del presente Regolamento è la disciplina delle attività di acconciatore ed estetista.
2) L’attività di acconciatore è disciplinata dalla Legge 17.8.2005 n°174 e, fino a nuove disposizioni regionali in quanto compatibili, dalla Legge 14.2.1963, n. 161, modificata dalla Legge 23.12.1970 n. 1142 e dalla Legge 29.10.1984 n°735.
3) L’attività di estetista, ivi compresi tutti gli Istituti di bellezza comunque denominati, è disciplinata dalla Legge 4.1.1990 n. 1.
4) Le attività di acconciatore ed estetista sono altresì disciplinate dalle disposizioni del presente Regolamento, e possono essere esercitate in forma di impresa individuale o di società di persone o di capitali.
5) Si precisa che la tipologia dell’attività di acconciatore ricomprende le attività precedentemente denominate di parrucchiere e barbiere.
6) Non sono soggette alla disciplina del presente regolamento le attività di tatuaggi, piercing, attività di sauna e solarium purché svolte in assenza di un contatto diretto col cliente e le attività di trattamento con raggi UVA purché svolte in apposite cabine azionate direttamente dai clienti e a spegnimento automatico. Per l’attività di tatuaggi e piercing si rimanda alla allegata nota del 20.2.1998 del Ministero della Sanità relativa alle «Linee Guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza» e alla nota del 16.7.1998 relativa ad alcuni chiarimenti inerenti le linee guida. Per l’attività di sauna e solarium si rimanda all'allegato parere espresso in data 14.3.2006 dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica della ASL n°1 di Sassari in merito all’esclusione di tali tipologie dall’attività di estetista.
7) Non è consentito lo svolgimento delle attività di cui ai commi precedenti in forma ambulante, ossia su area pubblica. E’ ammesso l’esercizio dell’attività di acconciatore ed estetista a domicilio del cliente.
8) Sono escluse dall'attività di estetista le prestazioni dirette in linea specifica ed esclusiva a finalità di carattere terapeutico.

 
Articolo 2
Obbligo della denuncia inizio attività

1) Le norme citate al precedente articolo prevedono il rilascio di autorizzazioni all'esercizio. In conformità al principio della semplificazione amministrativa e secondo quanto espressamente stabilito dalla L.241/1990 e successive modifiche e integrazioni, tali autorizzazioni, non soggette a pianificazione o contingentamento, sono sostituite da una D.I.A. (DENUNCIA INIZIO ATTIVITA' ).
2) Chiunque intenda avviare nel territorio del Comune le attività indicate nel precedente art. 1 deve presentare al Comune Denuncia di Inizio Attività ai sensi dell'art. 19 della L. 241/1990 e successive modifiche e integrazioni, e l'attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della D.I.A., previa acquisizione del nulla osta igienico-sanitario relativo ai locali e alle attrezzature da depositarsi, in copia, sempre agli Uffici Comunali, unitamente alla comunicazione di effettivo inizio dell'attività.
 

Articolo 3
Natura e limiti dell’attività

1) Se il titolare di un impresa presenta una D.I.A. per attività di acconciatore per più di una unità locale, deve essere designato per ogni unità un responsabile tecnico (*socio partecipante al lavoro, familiare coadiuvante o dipendente dell'impresa) in possesso dell'abilitazione professionale. Diversamente l'orario lavorativo nelle diverse unità non dovrà coincidere, in quanto lo stesso titolare deve garantire la propria presenza durante l'esercizio dell'attività.
2) Quanto previsto dal comma 1 viene esteso anche alla attività di estetista con la differenza che in ogni unità locale chiunque eserciti "professionalmente" l'attività (soci e dipendenti) deve essere in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione di estetista.

 

Articolo 4
Adempimenti del titolare

1) Copia della denuncia di inizio delle attività disciplinate dal presente Regolamento deve essere esposta e ben visibile nei locali dell’esercizio stesso, unitamente alla tabella delle tariffe praticate, alla comunicazione di effettivo inizio e al nulla osta igienico - sanitario.
2) Il titolare e gli altri responsabili (direttore tecnico) rispondono della conformità dell'attività e dell'esercizio alle disposizioni di legge e alle disposizioni del presente regolamento .
3) Essi rispondono, altresì, dell'ottemperanza delle disposizioni in materia di tutela del lavoro, della prevenzione dei rischi e di responsabilità civile correlate all'esercizio dell'attività.

 

Articolo 5
Orario degli esercizi

1) I giorni e gli orari di apertura sono liberamente determinati dall’esercente nell'arco temporale giornaliero fissato fra le ore 8.00 e le ore 21.00, comprese le giornate domenicali e festive, con l’unico onere di renderli visibili al pubblico cioè affissi sulla porta di accesso all'attività.
2) Per il solo personale dipendente il limite massimo delle ore settimanali è stabilito dalla vigente normativa,
3) Per le attività svolte all'interno dei centri commerciali si applicano le disposizioni dettate dalla normativa commerciale vigente .

 

Articolo 6
Norme per la presentazione della denuncia di inizio attività

1) La Denuncia di inizio attività (D.I.A.) deve essere presentata al Comune nel quale si intende svolgere l'attività e deve contenere le seguenti indicazioni, rese nella forma delle autocertificazioni e delle dichiarazioni sostitutive secondo le norme vigenti:
a) cognome e nome, data e luogo di nascita e residenza del titolare o del legale rappresentante della Società, sede sociale, codice fiscale, numero e data di iscrizione al REA presso la Camera di Commercio (se iscritto);
b) tipo di attività che il richiedente intende svolgere;
c) esatta ubicazione e destinazione d’uso del locale (artigianale o commerciale), in cui il richiedente intende esercitare l’attività;
d) titolarità e indicazione del requisito professionale.
2) Per le imprese che nominano un responsabile tecnico la D.I.A. deve essere corredata da espressa accettazione dell’incarico da parte dello stesso Responsabile Tecnico.

 

Articolo 7
Requisiti

1) L’esercizio delle attività contemplate dal presente Regolamento è subordinato alle seguenti condizioni:
a) compimento del 18° anno di età dell’aspirante titolare (salvo che il titolare sia minore emancipato);
b) possesso da parte del richiedente (impresa individuale o società) dei requisiti previsti dalla L.443/1985 e s.m.i. per il riconoscimento della qualifica artigiana qualora si tratti di impresa artigiana;
c) regolare costituzione della società, nonché iscrizione della stessa nel Registro delle Imprese, nel caso di società diverse da quelle artigiane;
d) possesso della qualifica professionale ai sensi della normativa vigente;
e) sussistenza dei requisiti igienico-sanitari del locale e di tutte le attrezzature destinate alle lavorazioni;
f) sussistenza dei requisiti urbanistici ed edilizi del locale e dei requisiti di sicurezza dei locali e degli impianti richiesti ai fini dell'agibilità edilizia;
g) conformità dei locali e delle attrezzature alle norme in materia di sicurezza e di prevenzione infortuni sul lavoro.
2) Non è consentito l'esercizio dell'attività in un locale non conforme alla normativa in materia igienico- sanitaria, edilizia e urbanistica, anche se lo stesso era precedentemente adibito ad attività di acconciatore e/o estetista.

 

Articolo 8
Qualifiche professionali

1) Il possesso della qualifica professionale riconosciuta ai sensi della normativa vigente, può essere autocertificato alle condizioni stabilite dalla normativa vigente.
2) La qualifica professionale per l’attività di acconciatore deve essere posseduta:
a) in caso di ditta individuale dal titolare;
b) in caso di società artigiana dalla maggioranza dei soci;
c) in caso di società non artigiana dal legale rappresentante o dal responsabile tecnico dipendente dell'impresa.
3) Per le imprese che esercitano l'attività di acconciatore in più unità locali deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso dell'abilitazione professionale.
4) Nel caso di esercizio dell’attività di estetista, il requisito professionale è comunque richiesto per tutti coloro che esercitano l’attività in maniera professionale.

 

Articolo 9
Requisiti dei locali

1) Tutti gli esercizi di cui al presente Regolamento devono essere conformi alla vigente normativa igienico sanitaria ed edilizio - urbanistica.
2) I locali devono avere una superficie minima totale di:
a) mq. 25 per l’esercizio dell’attività di acconciatore;
b) mq. 30 per l’esercizio dell’attività di estetista;
c) mq. 55 per l’esercizio promiscuo dell’attività di acconciatore ed estetista.
3) Nelle superfici di cui sopra sono compresi i servizi igienici ed eventuali altri locali accessori. Gli esercizi per l'attività di estetista destinati ad un utenza mista (maschile e femminile) devono sempre garantire servizi igienici separati, di cui uno adattato all'uso dei disabili. E' consentito l'uso promiscuo dei servizi igienici da parte del personale e dell'utenza purché del medesimo sesso. Ad uso esclusivo del personale deve sempre essere garantito un locale ad uso spogliatoio. Negli esercizi destinati all'attività di acconciatore deve essere garantito un servizio igienico, anche ad uso promiscuo, preferibilmente adattato all'uso dei disabili. Per i locali con superficie superiore a 250 mq. il predetto adattamento è obbligatorio. Sono fatte salve ulteriori e più specifiche prescrizioni da parte dell'AUSL n° 1.
4) I locali devono essere conformi a quanto prescritto dalla Legge n. 13/1989 in materia di abbattimento delle barriere architettoniche .
5) La destinazione d’uso dei locali deve essere artigianale o commerciale.
6) La conformità dei locali, delle attrezzature e delle suppellettili destinate allo svolgimento dell’attività alla normativa igienico-sanitaria è accertata dai competenti Servizi dell'AUSL n°1.

 

Articolo 10
Inizio dell’attività

1) Il titolare può iniziare la nuova attività, decorsi 30 giorni dalla data di presentazione al Comune della denuncia di inizio attività, attestata dal timbro di ricevimento apposto dal Comune stesso, a condizione che sia stata presentata, sempre al Comune, la comunicazione di effettivo inizio, unitamente al nulla osta igienico sanitario, se non depositato con la D.I.A.. Se il titolare non attiva l'esercizio entro un anno dalla data di presentazione della DIA, l'ufficio procede all'archiviazione della D.I.A. dandone comunicazione all'interessato.
2) La ripresa dell'attività sarà pertanto subordinata alla presentazione di nuova denuncia di inizio attività e sarà sottoposta a nuovo procedimento.

 

Articolo 11
Sospensione a richiesta del titolare

1) Ogni sospensione dell'esercizio dell’attività per un periodo superiore a 30 giorni deve essere preventivamente comunicata all’Amministrazione e non può superare il termine di un anno, a pena di provvedimento di chiusura di attività.
2) Della ripresa dell'attività deve essere data altresì preventiva comunicazione ai competenti uffici comunali.

 

Articolo 12
Trasferimenti di sede

1) Il trasferimento dell'attività in altro locale, trattandosi di esercizio già esistente, non viene assoggettato a D.I.A. ma a comunicazione.
2) La comunicazione, contenente i dati, le dichiarazioni e gli allegati stabiliti nel presente Regolamento per la D.I.A., legittima il trasferimento dell'attività a condizione che sussistano i requisiti di cui al precedente art. 6 e sia presentata al Comune corredata del nulla osta igienico sanitario.
3) Si applicano alla comunicazione di trasferimento le medesime disposizioni stabilite per la D.I.A. non escluse quelle in materia di interruzione degli effetti, di archiviazione nonché le disposizioni in materia di adempimenti del titolare e di sanzioni.

 

Articolo 13
Commercio e prodotti

1) Alle imprese esercenti le attività di cui al presente Regolamento che vendono prodotti cosmetici inerenti i trattamenti e i servizi effettuati, al solo fine della continuità dei trattamenti in corso, non si applicano le disposizioni sulla disciplina del commercio di vendita al dettaglio vigenti.
2) Ove invece la vendita di prodotti comprenda prodotti non correlati direttamente ai trattamenti e servizi resi essa si qualifica come attività di vendita accessoria ed è soggetta alle disposizioni di cui alle norme commerciali suddette .

 

Articolo 14
Esposizione degli orari

1) E’ fatto obbligo di esporre al pubblico in modo ben visibile gli orari ed i giorni di apertura e chiusura dell'esercizio all'esterno del locale.
2) All'interno del locale deve essere esposto in modo ben visibile il tariffario delle prestazioni.

 

Articolo 15
Vigilanza e sanzioni

1) Agli effetti dell'applicazione del presente Regolamento gli Organi preposti alla vigilanza ed all'accertamento delle violazioni secondo le leggi vigenti, possono accedere nei locali in cui si svolgono tutte le attività di cui all'art. 1.
2) Le violazioni al presente Regolamento, fatto salvo quanto previsto dall’art. 12 della L.1/1990 e dall’art. 5 della L. 174/2005, sono punite ai sensi dell’art. 7 bis del Decreto Legislativo 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) con la sanzione amministrativa da € 25,00 a € 500,00.
3) E' disposta la chiusura immediata dell’esercizio nei seguenti casi:
• esercizio abusivo dell'attività, ossia esercizio svolto in assenza della presentazione della Denuncia inizio attività e/o della comunicazione di effettivo inizio.
• perdita dei requisiti igienico-sanitari, edilizio -urbanistici o professionali;
• negli altri casi previsti dalla normativa vigente.
4) L’esercizio delle attività disciplinate dal presente Regolamento deve essere svolto in modo tale da non causare disturbo alla quiete, alle attività e al riposo delle persone e comunque nel rispetto dei limiti massimi dei livelli sonori stabiliti dal D.P.C.M. 1.3.1991, dalla L. 26.10.1995 n°447 e dal D.P.C.M. 14.11.1997.
5) Ai sensi dell’art. 10 comma 2 della L. 447/95 chiunque superi i valori limite vigenti è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516,00 a euro 5.160,00.

 

Articolo 16
Entrata in vigore del regolamento

1) Il presente Regolamento entrerà in vigore il giorno successivo a quello di esecutività della delibera di approvazione.
2) È abrogato il Regolamento approvato con Deliberazione di Consiglio comunale
n. 134 del 27.12.2001.
3) Per quanto non espressamente previsto o richiamato dal presente Regolamento si rinvia alle norme vigenti in materia.

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