1. La mozione consiste in una proposta concreta di deliberazione oppure
in una proposta di voto su di un argomento che abbia o no già formato
oggetto di interpellanza, per impegnare, secondo un determinato
orientamento, l’attività dell’Amministrazione; oppure anche in una
proposta di voto per esprimere un giudizio in merito a particolari
disposizioni o atteggiamenti del Sindaco e della Giunta ovvero un
giudizio sull’intero indirizzo dell’Amministrazione, riflettente fiducia
o sfiducia all’Amministrazione medesima.
2. La mozione é presentata per iscritto ed é posta all’ordine del giorno
della prima seduta.
3. Più mozioni relative a fatti ed argomenti identici o strettamente
connessi sono oggetto di una sola discussione ed il primo firmatario di
ciascuna di esse, secondo l’ordine di presentazione, ha il diritto di
prendere la parola per svolgere ed illustrare la mozione. Hanno inoltre
il diritto di intervenire nella discussione tutti i Consiglieri che lo
richiedono.
4. Le interrogazioni e le interpellanze sullo stesso oggetto cui si
riferiscono le mozioni, sono assorbite dalla discussione sulle mozioni
stesse e gli interroganti e interpellanti sono iscritti a parlare dopo i
primi firmatari delle mozioni.
5. Sulle mozioni possono essere presentati emendamenti, su ciascuno dei
quali ha luogo la votazione.
1. L’interrogazione consiste nella semplice domanda, rivolta al Sindaco,
per conoscere se un fatto sia vero, se alcuna informazione pervenuta sia
esatta, se intendasi comunicare al Consiglio determinati documenti che
ai Consiglieri occorrono per studiare e trattare un argomento, se alcuna
risoluzione sia stata presa o stia per prendersi su determinati oggetti
e, comunque, per ottenere informazioni sull’azione o sui proponimenti
dell’Amministrazione.
2. L’interrogazione é presentata normalmente per iscritto e trasmessa in
copia al Presidente dell’Assemblea a cura del presentatore; in tal caso
essa é posta all’ordine del giorno della prima seduta consiliare, nella
quale il Sindaco o altro componente della Giunta provvedono a rispondere
immediatamente salvo il diritto del solo interrogante di replicare
succintamente per dichiararsi soddisfatto o meno.
3. E’ consentita anche la presentazione di interrogazioni oralmente, al
principio di seduta, tenuto conto dell’ordine stabilito dal secondo
comma dell’art. 33; in questo caso, però, la risposta può essere
differita alla seduta successiva.
4. Nel presentare un’interrogazione il Consigliere può chiedere di avere
risposta scritta, che deve essergli data entro dieci giorni.
1. L’interpellanza consiste nella domanda, rivolta al Sindaco, per
conoscere i motivi ed i criteri in base ai quali siano stati presi o
stiano per essere adottati determinati atti o atteggiamenti, ovvero le
ragioni per le quali non si sia provveduto in merito ad un dato problema
e, in genere, i motivi o gli intendimenti della condotta
dell’Amministrazione.
2. Si applicano alle interpellanze le disposizioni dei commi secondo e
terzo dell’articolo precedente; l’interpellante però ha anche il diritto
di svolgere ed illustrare la propria interpellanza prima della risposta
del Sindaco o di altro componente della Giunta.
3. Qualora l’interpellante dichiari, dopo la risposta, di non ritenersi
soddisfatto e intenda promuovere una discussione e una votazione
sull’argomento, deve presentare una mozione. In caso di rinuncia
dell’interpellante, la mozione può essere presentata da qualsiasi altro
Consigliere.
1. Possono essere presentati sull’argomento in discussione ordini del
giorno, intesi a precisare l’atteggiamento del Consiglio riguardo al
merito di un provvedimento o parte di esso; gli ordini del giorno
presentati prima della discussione generale possono essere illustrati
dopo le dichiarazioni della Giunta e, quindi, posti in votazione secondo
la procedura di cui all’art. 41.
2. Gli ordini del giorno presentati dopo la chiusura della discussione
generale non possono essere illustrati.
3. Gli ordini del giorno non hanno comunque nella votazione la
precedenza sulle mozioni.
4. Il Presidente ha facoltà di negare l’accettazione e lo svolgimento
degli ordini del giorno che siano formulati con frasi sconvenienti, o
siano relativi ad argomenti affatto estranei all’oggetto della
discussione e può rifiutarsi di metterli in votazione. Il proponente, in
caso di disaccordo, può appellarsi al Consiglio, che decide senza
discussione per alzata di mano.