Iniziative dei consiglieri

Mozioni
(ART. 64 Regolamento del Consiglio comunale)

1. La mozione consiste in una proposta concreta di deliberazione oppure in una proposta di voto su di un argomento che abbia o no già formato oggetto di interpellanza, per impegnare, secondo un determinato orientamento, l’attività dell’Amministrazione; oppure anche in una proposta di voto per esprimere un giudizio in merito a particolari disposizioni o atteggiamenti del Sindaco e della Giunta ovvero un giudizio sull’intero indirizzo dell’Amministrazione, riflettente fiducia o sfiducia all’Amministrazione medesima.
2. La mozione é presentata per iscritto ed é posta all’ordine del giorno della prima seduta.
3. Più mozioni relative a fatti ed argomenti identici o strettamente connessi sono oggetto di una sola discussione ed il primo firmatario di ciascuna di esse, secondo l’ordine di presentazione, ha il diritto di prendere la parola per svolgere ed illustrare la mozione. Hanno inoltre il diritto di intervenire nella discussione tutti i Consiglieri che lo richiedono.
4. Le interrogazioni e le interpellanze sullo stesso oggetto cui si riferiscono le mozioni, sono assorbite dalla discussione sulle mozioni stesse e gli interroganti e interpellanti sono iscritti a parlare dopo i primi firmatari delle mozioni.
5. Sulle mozioni possono essere presentati emendamenti, su ciascuno dei quali ha luogo la votazione.
 

Interrogazioni
(ART. 57 Regolamento del Consiglio comunale)

1. L’interrogazione consiste nella semplice domanda, rivolta al Sindaco, per conoscere se un fatto sia vero, se alcuna informazione pervenuta sia esatta, se intendasi comunicare al Consiglio determinati documenti che ai Consiglieri occorrono per studiare e trattare un argomento, se alcuna risoluzione sia stata presa o stia per prendersi su determinati oggetti e, comunque, per ottenere informazioni sull’azione o sui proponimenti dell’Amministrazione.
2. L’interrogazione é presentata normalmente per iscritto e trasmessa in copia al Presidente dell’Assemblea a cura del presentatore; in tal caso essa é posta all’ordine del giorno della prima seduta consiliare, nella quale il Sindaco o altro componente della Giunta provvedono a rispondere immediatamente salvo il diritto del solo interrogante di replicare succintamente per dichiararsi soddisfatto o meno.
3. E’ consentita anche la presentazione di interrogazioni oralmente, al principio di seduta, tenuto conto dell’ordine stabilito dal secondo comma dell’art. 33; in questo caso, però, la risposta può essere differita alla seduta successiva.
4. Nel presentare un’interrogazione il Consigliere può chiedere di avere risposta scritta, che deve essergli data entro dieci giorni.

Interpellanze
(ART. 58 Regolamento del Consiglio comunale)

1. L’interpellanza consiste nella domanda, rivolta al Sindaco, per conoscere i motivi ed i criteri in base ai quali siano stati presi o stiano per essere adottati determinati atti o atteggiamenti, ovvero le ragioni per le quali non si sia provveduto in merito ad un dato problema e, in genere, i motivi o gli intendimenti della condotta dell’Amministrazione.
2. Si applicano alle interpellanze le disposizioni dei commi secondo e terzo dell’articolo precedente; l’interpellante però ha anche il diritto di svolgere ed illustrare la propria interpellanza prima della risposta del Sindaco o di altro componente della Giunta.
3. Qualora l’interpellante dichiari, dopo la risposta, di non ritenersi soddisfatto e intenda promuovere una discussione e una votazione sull’argomento, deve presentare una mozione. In caso di rinuncia dell’interpellante, la mozione può essere presentata da qualsiasi altro Consigliere.

Ordini del giorno
(ART. 65 Regolamento del Consiglio comunale)

1. Possono essere presentati sull’argomento in discussione ordini del giorno, intesi a precisare l’atteggiamento del Consiglio riguardo al merito di un provvedimento o parte di esso; gli ordini del giorno presentati prima della discussione generale possono essere illustrati dopo le dichiarazioni della Giunta e, quindi, posti in votazione secondo la procedura di cui all’art. 41.
2. Gli ordini del giorno presentati dopo la chiusura della discussione generale non possono essere illustrati.
3. Gli ordini del giorno non hanno comunque nella votazione la precedenza sulle mozioni.
4. Il Presidente ha facoltà di negare l’accettazione e lo svolgimento degli ordini del giorno che siano formulati con frasi sconvenienti, o siano relativi ad argomenti affatto estranei all’oggetto della discussione e può rifiutarsi di metterli in votazione. Il proponente, in caso di disaccordo, può appellarsi al Consiglio, che decide senza discussione per alzata di mano.

 

 

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