Oggi
l’amministrazione comunale di Sassari celebra il 60° anniversario
della Costituzione italiana. In apertura dei lavori desidero
innanzitutto rivolgere un cordiale saluto a tutti gli intervenuti,
autorità civili, militari, religiose, a tutti coloro che con la loro
presenza testimoniano la sentita condivisione dei valori espressi
nella nostra Carta fondamentale.
Un saluto particolarmente grato rivolgo, a nome di tutto il
consiglio comunale, al Presidente Emerito della Repubblica,
Francesco Cossiga, che ha accolto il nostro invito a tenere la
prolusione generale. Presidente cui formulo gli auguri più vivi per
le recenti nozze d’oro col Parlamento italiano e che ricordo essere
stato nostro “collega consigliere comunale” nel 1965.
Saluto e ringrazio il Presidente della Regione, Renato Soru, per la
sua presenza in questo consesso e per il costante tentativo di
arricchire di nuovi contenuti la specialità riconosciuta alla nostra
regione dai padri costituenti.
Saluto ancora il Presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu,
ed il Sindaco che con me hanno il compito di introdurre il lavori di
questa assemblea.
Grazie agli allievi del conservatorio per la brillante esecuzione
che ha preceduto il nostro intervento.
Un sincero grazie, ancora, a tutti coloro che hanno collaborato alla
realizzazione di questa iniziativa ed in particolare hanno curato la
riedizione del testo della Costituzione di cui è stato fatto omaggio
ai presenti.
Vorrei ora illustrare brevemente le motivazioni che hanno portato il
Consiglio Comunale a dar vita a questo importante momento di
riflessione comune.
Il ragionamento prende le mosse dalla recente modifica del titolo V
della Costituzione con la quale si è passati da una organizzazione
centralista dello Stato ad un modello decentrato di riparto delle
funzioni amministrative.
La riforma ci impone, pertanto, di considerare sotto nuova luce il
ruolo che l’ente locale è chiamato a svolgere.
In base alle ultime innovazioni, il comune non solo è definito ente
equi-ordinato rispetto agli altri (province, regioni e stato) che
costituiscono la Repubblica, ma diventa esso stesso il principale
destinatario di tutte le attribuzioni e funzioni volte alla cura dei
bisogni e degli interessi primari della comunità locale.
Infatti, si afferma anche a livello costituzionale il principio di
sussidiarietà che ridefinisce alle radici il rapporto Stato,
individuo e società: la titolarità delle funzioni amministrative
deve essere attribuita al livello di governo più vicino alle
comunità cui afferiscono i relativi bisogni. Il comune, pertanto,
viene investito di nuove e determinanti responsabilità, in primo
luogo proprio per riaffermare la centralità della persona umana,
caratteristica di una moderna democrazia.
A ben vedere la riforma interviene al termine di un decennio che ha
fortemente innovato il panorama normativo ed ha portato ad una
costante e progressiva affermazione dei diritto dei cittadini e non,
nei confronti dell’esercizio dei pubblici poteri.
Tale percorso ha coinvolto anche la nostra carta fondamentale che si
è fatta interprete della necessità di dare più efficaci risposte,
costituzionalizzando il summenzionato principio di sussidiarietà.
Sulla scorta di tali premesse, si può comprendere agevolmente il
compito di cui sono gravati gli amministratori locali. Con questa
che da taluni è stata definita rivoluzione copernicana,
l’amministrazione comunale diventa il primo strumento attraverso il
quale i principi fondamentali contenuti nella prima parte della
Carta Costituzionale possono e debbono realizzarsi.
A mero titolo esemplificativo, si ricordino il principio di
eguaglianza (che non vede distinzioni di sesso, razza, religione),
il diritto al lavoro, all’istruzione, l’inviolabilità della libertà
personale, la tutela della maternità, dell’infanzia
dell’adolescenza.
Sono principi che sottolineano, tutti, la centralità della persona
umana che, come purtroppo è ben noto, non è un progetto realizzato,
ma un progetto da realizzare.
Principi che devono costituire la bussola che orienta il nostro
agire quotidiano e che ci indicano la direzione nella quale la
nostra attività deve procedere. Questa affermazione è ancor più vera
se si pone mente al potere normativo del comune che con vigore è
stato enunciato nei novellati articoli: il consiglio comunale,
organo sovrano poiché investito da mandato popolare, è deputato ad
adottare statuto e regolamenti. Questi non possono che informarsi ai
valori espressi nella costituzione per la realizzazione di una
moderna società democratica impegnata nell’affermazione di percorsi
di inclusione sociale e attenta al riconoscimento di vincoli
reciproci e solidali.
Tali valori devono essere riaffermati e testimoniati con forza posto
che tuttora dimostrano la loro attualità. Nel pur mutato quadro
politico (sono scomparsi dalla scena politica praticamente tutti i
partiti che hanno dato vita alla costituzione), la prima parte della
costituzione medesima non viene messa in discussione, ma anzi
assurge a baluardo nella difesa dei diritti dell’individuo
considerati inviolabili.
Vorrei concludere il mio discorso ringraziando ancora una volta, a
nome di tutto il Consiglio, i relatori per la loro presenza e
contributo, con l’augurio di un proficuo e fecondo lavoro.
La celebrazione proseguirà coi saluti del Sindaco e del Presidente
del Consiglio Regionale cui seguiranno gli interventi dell’onorevole
Soru e del Presidente Cossiga.
Monica Spanedda
Presidente del Consiglio comunale

