1948 / 2008
60° ANNIVERSARIO della costituzione italiana

INTERVENTO DEL PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE MONICA SPANEDDA

Monica SpaneddaOggi l’amministrazione comunale di Sassari celebra il 60° anniversario della Costituzione italiana. In apertura dei lavori desidero innanzitutto rivolgere un cordiale saluto a tutti gli intervenuti, autorità civili, militari, religiose, a tutti coloro che con la loro presenza testimoniano la sentita condivisione dei valori espressi nella nostra Carta fondamentale.
Un saluto particolarmente grato rivolgo, a nome di tutto il consiglio comunale, al Presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che ha accolto il nostro invito a tenere la prolusione generale. Presidente cui formulo gli auguri più vivi per le recenti nozze d’oro col Parlamento italiano e che ricordo essere stato nostro “collega consigliere comunale” nel 1965.
Saluto e ringrazio il Presidente della Regione, Renato Soru, per la sua presenza in questo consesso e per il costante tentativo di arricchire di nuovi contenuti la specialità riconosciuta alla nostra regione dai padri costituenti.
Saluto ancora il Presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, ed il Sindaco che con me hanno il compito di introdurre il lavori di questa assemblea.
Grazie agli allievi del conservatorio per la brillante esecuzione che ha preceduto il nostro intervento.
Un sincero grazie, ancora, a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa ed in particolare hanno curato la riedizione del testo della Costituzione di cui è stato fatto omaggio ai presenti.
Vorrei ora illustrare brevemente le motivazioni che hanno portato il Consiglio Comunale a dar vita a questo importante momento di riflessione comune.
Il ragionamento prende le mosse dalla recente modifica del titolo V della Costituzione con la quale si è passati da una organizzazione centralista dello Stato ad un modello decentrato di riparto delle funzioni amministrative.
La riforma ci impone, pertanto, di considerare sotto nuova luce il ruolo che l’ente locale è chiamato a svolgere.
In base alle ultime innovazioni, il comune non solo è definito ente equi-ordinato rispetto agli altri (province, regioni e stato) che costituiscono la Repubblica, ma diventa esso stesso il principale destinatario di tutte le attribuzioni e funzioni volte alla cura dei bisogni e degli interessi primari della comunità locale.
Infatti, si afferma anche a livello costituzionale il principio di sussidiarietà che ridefinisce alle radici il rapporto Stato, individuo e società: la titolarità delle funzioni amministrative deve essere attribuita al livello di governo più vicino alle comunità cui afferiscono i relativi bisogni. Il comune, pertanto, viene investito di nuove e determinanti responsabilità, in primo luogo proprio per riaffermare la centralità della persona umana, caratteristica di una moderna democrazia.
A ben vedere la riforma interviene al termine di un decennio che ha fortemente innovato il panorama normativo ed ha portato ad una costante e progressiva affermazione dei diritto dei cittadini e non, nei confronti dell’esercizio dei pubblici poteri.
Tale percorso ha coinvolto anche la nostra carta fondamentale che si è fatta interprete della necessità di dare più efficaci risposte, costituzionalizzando il summenzionato principio di sussidiarietà.
Sulla scorta di tali premesse, si può comprendere agevolmente il compito di cui sono gravati gli amministratori locali. Con questa che da taluni è stata definita rivoluzione copernicana, l’amministrazione comunale diventa il primo strumento attraverso il quale i principi fondamentali contenuti nella prima parte della Carta Costituzionale possono e debbono realizzarsi.
A mero titolo esemplificativo, si ricordino il principio di eguaglianza (che non vede distinzioni di sesso, razza, religione), il diritto al lavoro, all’istruzione, l’inviolabilità della libertà personale, la tutela della maternità, dell’infanzia dell’adolescenza.
Sono principi che sottolineano, tutti, la centralità della persona umana che, come purtroppo è ben noto, non è un progetto realizzato, ma un progetto da realizzare.
Principi che devono costituire la bussola che orienta il nostro agire quotidiano e che ci indicano la direzione nella quale la nostra attività deve procedere. Questa affermazione è ancor più vera se si pone mente al potere normativo del comune che con vigore è stato enunciato nei novellati articoli: il consiglio comunale, organo sovrano poiché investito da mandato popolare, è deputato ad adottare statuto e regolamenti. Questi non possono che informarsi ai valori espressi nella costituzione per la realizzazione di una moderna società democratica impegnata nell’affermazione di percorsi di inclusione sociale e attenta al riconoscimento di vincoli reciproci e solidali.
Tali valori devono essere riaffermati e testimoniati con forza posto che tuttora dimostrano la loro attualità. Nel pur mutato quadro politico (sono scomparsi dalla scena politica praticamente tutti i partiti che hanno dato vita alla costituzione), la prima parte della costituzione medesima non viene messa in discussione, ma anzi assurge a baluardo nella difesa dei diritti dell’individuo considerati inviolabili.
Vorrei concludere il mio discorso ringraziando ancora una volta, a nome di tutto il Consiglio, i relatori per la loro presenza e contributo, con l’augurio di un proficuo e fecondo lavoro.
La celebrazione proseguirà coi saluti del Sindaco e del Presidente del Consiglio Regionale cui seguiranno gli interventi dell’onorevole Soru e del Presidente Cossiga.

Monica Spanedda
Presidente del Consiglio comunale

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio
ATTIVITA’
PUBBLICAZIONI
REVISIONE CONTABILE
UFFICI
STORIA E CURIOSITÀ
torna indietro