L’INSEDIAMENTO MARTEDI 12 GIUGNO ALLA PRESENZA DEL SINDACO  E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

L’INSEDIAMENTO MARTEDI 12 GIUGNO ALLA PRESENZA DEL SINDACO  E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

La Presidente  M. Antonietta Sale

 

Commissione Pari Opportunità

Programma della Commissione Pari Opportunità del Comune di Sassari

 

 

Nell’anno europeo per le Pari Opportunità il Comune di Sassari ha rinnovato la Commissione quale importante strumento consultivo e di proposta.
Gli ambiti di competenza e di interesse sono molteplici perché molteplici sono le disuguaglianze non sancite dalle leggi ma rese operanti dalle consuetudini così come numerose sono ancora le leggi da fare o da correggere che permettono discriminazione a vari livelli. Valga uno per tutti il fatto che la convenzione di Ginevra non contempla lo stupro e la violenza sulle donne tra le persecuzioni per cui si può chiedere lo status di rifugiata.
Non vogliamo fermarci all‘ambito prettamente femminile, seppure sicuramente il più coinvolto, ma come commissione vorremmo occuparci nella nostra realtà locale di tutte quelle situazioni che vedono individui appartenenti alle fasce deboli soccombere alle più svariate forme di prevaricazione.
E’ un programma, il nostro, il cui obiettivo fondamentale è quello di promuovere una cultura del rispetto delle persone di ogni colore, appartenenza, età, genere, orientamento sessuale. Un programma per sostenere una cultura dei diritti umani, della non violenza, della tolleranza, del rispetto delle differenze e della legalità, per affermare la cultura della prevenzione, la lotta a soprusi e disuguaglianze inaccettabili, e contro ogni discriminazione
Abbiamo cercato di individuare le situazioni più eclatanti ma anche e soprattutto quelle sulle quali possiamo agire e che, con lungimiranza, ci potrebbero consentire di aiutare a crescere meglio la generazione di giovani che ci circonda. Perché è solo lavorando sui giovani che possiamo sviluppare la speranza di eliminare al/a radice qualunque forma di discriminazione.
E’ un programma ad ampio raggio che non a caso parte dall‘ascolto per dare un forte segno di disponibilità e dare ai bisogni una voce ferma. Passa poi per i diritti umani nelle loro più disparate diversità da quelle di genere, dei diversamente abili, degli omosessuali, dei nuclei familiari composti da un so/o genitore con figli, dai single anziani etc. Tocca poi temi urgenti quali il lavoro, la formazione profèssionale, la sicurezza e la violenza. Ma, e soprattutto, ci vedrà impegnate in quegli ambiti che storicamente relegano il genere femminile a posizioni marginali. L ‘articolo 51 della Costituzione recita “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.”
Con questa finalità la commissione, vuole intervenire nelle azioni che devono portare le donne nei centri decisionali de/la politica, aumentandone la partecipazione attiva. Questa commissione, facendo propria una terminologia ormai universalmente condivisa del “mainstreaming” e dell”empowerment”, vuole dare un impulso forte a disegnare una città sicura ed a misura di donna e di bambini, (perché solo così diventa una città sicura e a misura di tutti i suoi abitanti), vuole fare pressioni nei confronti delle amministrazioni perché mettano in essere quegli strumenti che
sorvegliano e denunciano discriminazioni ed abusi che impediscono alle donne / ‘ingresso al inondo del lavoro e la giusta progressione di carriera. E’ un programma nutrito che siamo sicure incontrerà l’appoggio di questa amministrazione nelle sue diverse espressioni assessoriali per la sua realizzazione.
 

PROGRAMMA
  • 1. Le pari opportunità ascoltano la città
    Istituzione di uno sportello d’ascolto. Ci si rende disponibili all’ascolto delle eventuali problematiche e proposte per aiutare a risolvere, attraverso politiche mirate, le situazioni di disagio particolarmente legate alle specificità di genere. Periodicamente due componenti della Commissione si rendono disponibili ad ascoltare di persona o telefonicamente o vagliare la posta elettronica. Le informazioni raccolte vengono portate in commissione e valutate collegialmente. Si vogliono dare risposte politiche concrete e segnalare ai competenti Assessorati i problemi, che vengono sentiti dall’utenza come”urgenze , così che le istituzioni si orientino per l’azione.
    Sarà il modo ottimale per dare visibilità ai bisogni. Lo sportello naturalmente non si vuole sostituire ai servizi già presenti in città sull’ascolto e il disagio ma raccogliere suggerimenti e proposte. Sarebbe naturalmente auspicabile almeno in seguito essere affiancate da professionisti del counseling e dell’ascolto. Alla fine dell’anno potrebbe uscire una pubblicazione sulle problematiche emerse.

 

2. Cultura dei diritti umani
Si vuole promuovere in modo concreto nella nostra città la cultura dei diritti umani. Si programmeranno interventi in campo educativo per il rispetto della diversità, etnia, sesso, religione e arrivare, attraverso le campagne informative create in interrelazione con i ragazzi a contribuire al rispetto e all’affermazione del diritto alla vita nella sua interezza, contro l’omofobia.
Figure professionali formate ad hoc potranno promuovere azioni positive per la presa di coscienza delle problematiche particolarmente sofferte, soprattutto se vissute individualmente, in un ambito che sembra negarne la stessa esistenza ( omo e transessuali, diversamente abili, nuclei familiari composti da un solo genitore con figli, i single anziani ) prendendo contatto con associazioni già operanti.
Per contribuire alla realizzazione di quanto su esposto si propongono periodici incontri/seminari su tematiche inerenti i diritti umani. Gli eventi dovranno essere ECM accreditati o comunque dare crediti formativi. I docenti (sociologi della famiglia, psicologi, psichiatri, civilisti) saranno affiancati da rappresentati di associazioni del settore in oggetto (MOS, AGEDO, associazione medici cattolici, associazione formazione alla famiglia etc.). Al convegno, all’interno delle cartelle, gli allievi troveranno materiale utile per tutti gli ‘individui”, troveranno inoltre
indicazioni utili sulle sedi opportune per eventuali scambi di istanze. Con questa azione si potranno sensibilizzare attivamente un congruo numero di persone interessate.

 

3. Centro di Documentazione Donna e delle Diversità
Istituire un Centro di Documentazione donna e della diversità sull’esempio di quello già esistente a Cagliari La Tarantola”. Suggeriremmo di chiedere alla Biblioteca Comunale o alla Biblioteca Universitaria l’istituzione di una sezione dedicata a questa problematica.

 

4. Organizzare una giornata sulle “nuove tipologie familiari”

 

5. Facilitare ingresso al mondo del lavoro
Superamento del vecchio concetto del reddito di inserimento, concepito in passato solo come aiuto economico, e pensato ora come sviluppo delle politiche di formazione professionale per ingresso al mondo del lavoro e aiuti alle imprese (detrazioni fiscali ad es.) che assumono donne, oppure come interveti sulla politica abitativa o aiuti alla scuola.

 

6. Proposte sulla formazione professionale
le cui competenze passano dalla Regione alla Provincia. A questo proposito contattare la Commissione Settima della Provincia che si occupa di lavoro, formazione professionale, pari opportunità, nella persona degli assessori di riferimento. Suggerire corsi di formazione professionale per operatori socio-sanitari e badanti, anche stranieri, comprensivi dei loro diritti e doveri, per formare figure qualificate. Suggerire la formazione di figure professionali da inserire nelle scuole per portarvi la Cultura dei Diritti Umani. Tale offerta formativa andrebbe rivolta a laureati in scienze sociali in genere (scienze della comunicazione, psicologia, giurisprudenza, scienza della educazione, scienze politiche, economia e commercio etc. ). Inserire nei programmi stessi dei corsi di formazione, a chiunque diretti, la disciplina della Cultura dei Diritti Umani e delle Pari Opportunità. Suggerire inoltre l’utilizzo di figure professionali già esistenti, che non trovando spazio nel nostro contesto lavorativo sono costrette ad emigrare, ad esempio l’impiego di logopedisti nelle scuole e negli asili.

 

7. “Città a misura di donna: dalla periferia al centro della politica”.
Si tratta di un percorso progressivo nel tempo che si concretizza in varie fasi individuabili operativamente nel monitoraggio, analisi e attuazione di azioni positive per le donne della città, attraverso input che verranno dalle donne stesse.
Più nel dettaglio, si parte da una raccolta di manifestazione di bisogni che le donne ci faranno pervenire attraverso il terminale più capillare della politica cittadina, ossia le circoscrizioni, attraverso i relativi presidenti, e il nostro sportello d’ascolto,
includendo in tale ricognizione geografica le borgate e gli insediamenti più significativi dell’ hinterland sassarese.
L’indagine sarà articolata all’interno di alcune principali direttrici:
I servizi sanitari specificamente dedicati alle donne (prevenzione e non solo)
- i servizi sociali a disposizione della famiglia (anziani-bambini)
- gli interventi a sostegno delle donne lavoratrici impegnate nel lavoro di cura (conciliazione tempo lavoro/famiglia)
- l’immigrazione: presenza delle donne in città (problemi legati alla casa, al lavoro, alla scuola, ai servizi sociali, alla lingua)
- l’offerta di spazi fisici di aggregazione/integrazione nei vari quartieri della città-territorio.
Il progetto natio da un’idea delle donne di CGIL CISL e UIL in collaborazione col Comune di Sassari e il Consiglio Provinciale aveva ed ha due obiettivi principali:
- creare la corretta sensibilità collettiva e sociale intorno alle questioni femminili vissute sin’ora in solitudine e/o singolarmente
- restituire autonomia e iniziativa a tutte le donne della città, attraverso proposte concrete ed efficaci affinché il loro essere ed agire sia finalmente visibile, riconosciuto e formalizzato per vivere quel pezzetto della politica partecipata, dove le donne si sentono finalmente libere, a partire dal momento in cui non sono più costrette a delegare a qualcun’altro il compito di definire quali spazi fisici, politici e civili vogliono vivere e interpretare, ma possono sceglierli e disegnarli con le forme femminili che gli appartengono, configurarli a MISURA DI DONNA, appunto.

 

8. “MAINSTREAMING, EMPOWERMENT ed AZIONI POSITIVE
Mainstreaming (nuotare al centro della corrente), empowerment (più potere alle donne nei centri decisionali) ed azioni positive sono concetti chiave di chi si preoccupa in maniera attuativa di realizzare pari opportunità nella formazione professionale, nell’accesso al lavoro e nella progressione di carriera, I primi due termini sono stati sanciti nella Conferenza Mondiale di Pechino nel 1995 e ribaditi nel trattato di Amsterdam e vengono intesi come il modo per raggiungere un nuovo equilibrio politico basato su principi di assoluta equità nel rispetto delle diversità e tenendo conto delle diverse competenze ed attitudini.

 

9. Istituzione di concorsi in campo artistico
per dare visibilità alle varie forme artistiche nell’ambito della scrittura, delle arti visive e della danza, del teatro e arti in genere e dello sport, coinvolgendo strutture già esistenti quali ad es. l’Accademia.

 

10. Sostenere il Centro antiviolenza Aurora
e la casa protetta” in cui vengono accolte le donne vittime di violenza domestica con i loro figli.

 

11. Creare una rete di collegamento
o inserirsi se già esiste, con altre associazioni attive nel nostro territorio, con gli enti locali, l’Università, il mondo del lavoro (sindacati ed imprese) e col mondo dell’arte, della cultura. Collegarsi con le altre commissioni per le pari opportunità della provincia, della regione, degli altri comuni della Sardegna e dell’Italia etc. per lavorare in sinergia. Chiedere che in città vengano resi disponibili degli spazi per permettere alle diverse associazioni presenti nel territorio di poter svolgere le loro attività e di poter organizzare i loro eventi. Dare uno sguardo al funzionamento delle istituzioni locali del nord Europa es. gemellaggio con Finlandia o Danimarca per non parlare della solita Svezia.

 

12. Consulta cittadina degli stranieri
Al fine di sostenere la parità di trattamento e la non discriminazione nei confronti di tutti gli stranieri che vivono nel territorio si propone Proporre all’amministrazione comunale l’istituzione di una consulta cittadina degli stranieri con semplici funzioni consultive, di impulso o informative.

 

13. Spingere le amministrazioni pubbliche e private a dotarsi di commissioni per le pari opportunità (es. ASL).
Chiedere alle amministrazioni la realizzazione della commissione o comitato antimobbing.
Alle amministrazioni pubbliche territoriali ci rivolgeremo direttamente, alle amministrazioni pubbliche ministeriali tramite il Prefetto. Questa azione sarà rivolta anche nei confronti delle aziende private.

 

14. Forum della pubblica amministrazione:protocollo di buone prassi.
- Il capoluogo, che ospita la maggiore concentrazione delle servizi pubblici del centro -nord Sardegna, suggerisce al Prefetto ed al Sindaco una concertazione in merito all’ ottimizzazione del macro sistema al fine di garantire una maggiore e migliore fruibilità dei servizi offerti ai cittadini. Si avrà cura di divulgare le informazioni e si darà consulenza sui servizi che questa città offre attraverso la rete della pubblica amministrazione, si concerteranno gli orari dei vari servizi e uffici e le loro dislocazioni etc, affinché siano quanto più rispondenti ai bisogni.
- Si proporrà altresì la soluzione al problema dei lavoratori con figli piccoli con la realizzazione di asili nido, baby parking, etc. con orari più estesi ( dalle 6 alle 23 per es.) o la istituzione di cooperative che forniscano servizi di custodia dei bambini a domicilio.

 

15. Una città sicura.
- Convegno sulla sicurezza e salubrità e prevenzione; analisi in merito alla sicurezza sociale ed individuale nel territorio comunale, particolarmente nelle borgate e taluni quartieri.
- sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche, accessibilità del territorio per disabili e anziani.
- prevenzione sicurezza e tutela sui luoghi di lavoro anche alla luce di nuove malattie professionali , antichi abusi mobbing, molestie etc.
- salute, sicurezza ed incolumità in ambito domestico.
- violenza in seno alla famiglia.

 

La Commissione Pari Opportunità del Comune di Sassari
 

 

 

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