Nell’anno europeo per le Pari Opportunità il Comune di Sassari ha
rinnovato la Commissione quale importante strumento consultivo e di
proposta.
Gli ambiti di competenza e di interesse sono molteplici perché
molteplici sono le disuguaglianze non sancite dalle leggi ma rese
operanti dalle consuetudini così come numerose sono ancora le leggi
da fare o da correggere che permettono discriminazione a vari
livelli. Valga uno per tutti il fatto che la convenzione di Ginevra
non contempla lo stupro e la violenza sulle donne tra le
persecuzioni per cui si può chiedere lo status di rifugiata.
Non vogliamo fermarci all‘ambito prettamente femminile, seppure
sicuramente il più coinvolto, ma come commissione vorremmo occuparci
nella nostra realtà locale di tutte quelle situazioni che vedono
individui appartenenti alle fasce deboli soccombere alle più
svariate forme di prevaricazione.
E’ un programma, il nostro, il cui obiettivo fondamentale è quello
di promuovere una cultura del rispetto delle persone di ogni colore,
appartenenza, età, genere, orientamento sessuale. Un programma per
sostenere una cultura dei diritti umani, della non violenza, della
tolleranza, del rispetto delle differenze e della legalità, per
affermare la cultura della prevenzione, la lotta a soprusi e
disuguaglianze inaccettabili, e contro ogni discriminazione
Abbiamo cercato di individuare le situazioni più eclatanti ma anche
e soprattutto quelle sulle quali possiamo agire e che, con
lungimiranza, ci potrebbero consentire di aiutare a crescere meglio
la generazione di giovani che ci circonda. Perché è solo lavorando
sui giovani che possiamo sviluppare la speranza di eliminare al/a
radice qualunque forma di discriminazione.
E’ un programma ad ampio raggio che non a caso parte dall‘ascolto
per dare un forte segno di disponibilità e dare ai bisogni una voce
ferma. Passa poi per i diritti umani nelle loro più disparate
diversità da quelle di genere, dei diversamente abili, degli
omosessuali, dei nuclei familiari composti da un so/o genitore con
figli, dai single anziani etc. Tocca poi temi urgenti quali il
lavoro, la formazione profèssionale, la sicurezza e la violenza. Ma,
e soprattutto, ci vedrà impegnate in quegli ambiti che storicamente
relegano il genere femminile a posizioni marginali. L ‘articolo 51
della Costituzione recita “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro
sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive
in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla
legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti
le pari opportunità tra donne e uomini.”
Con questa finalità la commissione, vuole intervenire nelle azioni
che devono portare le donne nei centri decisionali de/la politica,
aumentandone la partecipazione attiva. Questa commissione, facendo
propria una terminologia ormai universalmente condivisa del
“mainstreaming” e dell”empowerment”, vuole dare un impulso forte a
disegnare una città sicura ed a misura di donna e di bambini,
(perché solo così diventa una città sicura e a misura di tutti i
suoi abitanti), vuole fare pressioni nei confronti delle
amministrazioni perché mettano in essere quegli strumenti che
sorvegliano e denunciano discriminazioni ed abusi che impediscono
alle donne / ‘ingresso al inondo del lavoro e la giusta progressione
di carriera. E’ un programma nutrito che siamo sicure incontrerà
l’appoggio di questa amministrazione nelle sue diverse espressioni
assessoriali per la sua realizzazione.
2. Cultura dei diritti umani
Si vuole promuovere in modo concreto nella nostra città la cultura
dei diritti umani. Si programmeranno interventi in campo educativo
per il rispetto della diversità, etnia, sesso, religione e arrivare,
attraverso le campagne informative create in interrelazione con i
ragazzi a contribuire al rispetto e all’affermazione del diritto
alla vita nella sua interezza, contro l’omofobia.
Figure professionali formate ad hoc potranno promuovere azioni
positive per la presa di coscienza delle problematiche
particolarmente sofferte, soprattutto se vissute individualmente, in
un ambito che sembra negarne la stessa esistenza ( omo e
transessuali, diversamente abili, nuclei familiari composti da un
solo genitore con figli, i single anziani ) prendendo contatto con
associazioni già operanti.
Per contribuire alla realizzazione di quanto su esposto si
propongono periodici incontri/seminari su tematiche inerenti i
diritti umani. Gli eventi dovranno essere ECM accreditati o comunque
dare crediti formativi. I docenti (sociologi della famiglia,
psicologi, psichiatri, civilisti) saranno affiancati da
rappresentati di associazioni del settore in oggetto (MOS, AGEDO,
associazione medici cattolici, associazione formazione alla famiglia
etc.). Al convegno, all’interno delle cartelle, gli allievi
troveranno materiale utile per tutti gli ‘individui”, troveranno
inoltre
indicazioni utili sulle sedi opportune per eventuali scambi di
istanze. Con questa azione si potranno sensibilizzare attivamente un
congruo numero di persone interessate.
3. Centro di Documentazione Donna e delle Diversità
Istituire un Centro di Documentazione donna e della diversità
sull’esempio di quello già esistente a Cagliari La Tarantola”.
Suggeriremmo di chiedere alla Biblioteca Comunale o alla Biblioteca
Universitaria l’istituzione di una sezione dedicata a questa
problematica.
4. Organizzare una giornata sulle “nuove tipologie familiari”
5. Facilitare ingresso al mondo del lavoro
Superamento del vecchio concetto del reddito di inserimento,
concepito in passato solo come aiuto economico, e pensato ora come
sviluppo delle politiche di formazione professionale per ingresso al
mondo del lavoro e aiuti alle imprese (detrazioni fiscali ad es.)
che assumono donne, oppure come interveti sulla politica abitativa o
aiuti alla scuola.
6. Proposte sulla formazione professionale
le cui competenze passano dalla Regione alla Provincia. A questo
proposito contattare la Commissione Settima della Provincia che si
occupa di lavoro, formazione professionale, pari opportunità, nella
persona degli assessori di riferimento. Suggerire corsi di
formazione professionale per operatori socio-sanitari e badanti,
anche stranieri, comprensivi dei loro diritti e doveri, per formare
figure qualificate. Suggerire la formazione di figure professionali
da inserire nelle scuole per portarvi la Cultura dei Diritti Umani.
Tale offerta formativa andrebbe rivolta a laureati in scienze
sociali in genere (scienze della comunicazione, psicologia,
giurisprudenza, scienza della educazione, scienze politiche,
economia e commercio etc. ). Inserire nei programmi stessi dei corsi
di formazione, a chiunque diretti, la disciplina della Cultura dei
Diritti Umani e delle Pari Opportunità. Suggerire inoltre l’utilizzo
di figure professionali già esistenti, che non trovando spazio nel
nostro contesto lavorativo sono costrette ad emigrare, ad esempio
l’impiego di logopedisti nelle scuole e negli asili.
7. “Città a misura di donna: dalla periferia al centro della
politica”.
Si tratta di un percorso progressivo nel tempo che si concretizza in
varie fasi individuabili operativamente nel monitoraggio, analisi e
attuazione di azioni positive per le donne della città, attraverso
input che verranno dalle donne stesse.
Più nel dettaglio, si parte da una raccolta di manifestazione di
bisogni che le donne ci faranno pervenire attraverso il terminale
più capillare della politica cittadina, ossia le circoscrizioni,
attraverso i relativi presidenti, e il nostro sportello d’ascolto,
includendo in tale ricognizione geografica le borgate e gli
insediamenti più significativi dell’ hinterland sassarese.
L’indagine sarà articolata all’interno di alcune principali
direttrici:
I servizi sanitari specificamente dedicati alle donne (prevenzione e
non solo)
- i servizi sociali a disposizione della famiglia (anziani-bambini)
- gli interventi a sostegno delle donne lavoratrici impegnate nel
lavoro di cura (conciliazione tempo lavoro/famiglia)
- l’immigrazione: presenza delle donne in città (problemi legati
alla casa, al lavoro, alla scuola, ai servizi sociali, alla lingua)
- l’offerta di spazi fisici di aggregazione/integrazione nei vari
quartieri della città-territorio.
Il progetto natio da un’idea delle donne di CGIL CISL e UIL in
collaborazione col Comune di Sassari e il Consiglio Provinciale
aveva ed ha due obiettivi principali:
- creare la corretta sensibilità collettiva e sociale intorno alle
questioni femminili vissute sin’ora in solitudine e/o singolarmente
- restituire autonomia e iniziativa a tutte le donne della città,
attraverso proposte concrete ed efficaci affinché il loro essere ed
agire sia finalmente visibile, riconosciuto e formalizzato per
vivere quel pezzetto della politica partecipata, dove le donne si
sentono finalmente libere, a partire dal momento in cui non sono più
costrette a delegare a qualcun’altro il compito di definire quali
spazi fisici, politici e civili vogliono vivere e interpretare, ma
possono sceglierli e disegnarli con le forme femminili che gli
appartengono, configurarli a MISURA DI DONNA, appunto.
8. “MAINSTREAMING, EMPOWERMENT ed AZIONI POSITIVE
Mainstreaming (nuotare al centro della corrente), empowerment (più
potere alle donne nei centri decisionali) ed azioni positive sono
concetti chiave di chi si preoccupa in maniera attuativa di
realizzare pari opportunità nella formazione professionale,
nell’accesso al lavoro e nella progressione di carriera, I primi due
termini sono stati sanciti nella Conferenza Mondiale di Pechino nel
1995 e ribaditi nel trattato di Amsterdam e vengono intesi come il
modo per raggiungere un nuovo equilibrio politico basato su principi
di assoluta equità nel rispetto delle diversità e tenendo conto
delle diverse competenze ed attitudini.
9. Istituzione di concorsi in campo artistico
per dare visibilità alle varie forme artistiche nell’ambito della
scrittura, delle arti visive e della danza, del teatro e arti in
genere e dello sport, coinvolgendo strutture già esistenti quali ad
es. l’Accademia.
10. Sostenere il Centro antiviolenza Aurora
e la casa protetta” in cui vengono accolte le donne vittime di
violenza domestica con i loro figli.
11. Creare una rete di collegamento
o inserirsi se già esiste, con altre associazioni attive nel nostro
territorio, con gli enti locali, l’Università, il mondo del lavoro
(sindacati ed imprese) e col mondo dell’arte, della cultura.
Collegarsi con le altre commissioni per le pari opportunità della
provincia, della regione, degli altri comuni della Sardegna e
dell’Italia etc. per lavorare in sinergia. Chiedere che in città
vengano resi disponibili degli spazi per permettere alle diverse
associazioni presenti nel territorio di poter svolgere le loro
attività e di poter organizzare i loro eventi. Dare uno sguardo al
funzionamento delle istituzioni locali del nord Europa es.
gemellaggio con Finlandia o Danimarca per non parlare della solita
Svezia.
12. Consulta cittadina degli stranieri
Al fine di sostenere la parità di trattamento e la non
discriminazione nei confronti di tutti gli stranieri che vivono nel
territorio si propone Proporre all’amministrazione comunale
l’istituzione di una consulta cittadina degli stranieri con semplici
funzioni consultive, di impulso o informative.
13. Spingere le amministrazioni pubbliche e private a dotarsi
di commissioni per le pari opportunità (es. ASL).
Chiedere alle amministrazioni la realizzazione della commissione o
comitato antimobbing.
Alle amministrazioni pubbliche territoriali ci rivolgeremo
direttamente, alle amministrazioni pubbliche ministeriali tramite il
Prefetto. Questa azione sarà rivolta anche nei confronti delle
aziende private.
14. Forum della pubblica amministrazione:protocollo di buone
prassi.
- Il capoluogo, che ospita la maggiore concentrazione delle servizi
pubblici del centro -nord Sardegna, suggerisce al Prefetto ed al
Sindaco una concertazione in merito all’ ottimizzazione del macro
sistema al fine di garantire una maggiore e migliore fruibilità dei
servizi offerti ai cittadini. Si avrà cura di divulgare le
informazioni e si darà consulenza sui servizi che questa città offre
attraverso la rete della pubblica amministrazione, si concerteranno
gli orari dei vari servizi e uffici e le loro dislocazioni etc,
affinché siano quanto più rispondenti ai bisogni.
- Si proporrà altresì la soluzione al problema dei lavoratori con
figli piccoli con la realizzazione di asili nido, baby parking, etc.
con orari più estesi ( dalle 6 alle 23 per es.) o la istituzione di
cooperative che forniscano servizi di custodia dei bambini a
domicilio.
15. Una città sicura.
- Convegno sulla sicurezza e salubrità e prevenzione; analisi in
merito alla sicurezza sociale ed individuale nel territorio
comunale, particolarmente nelle borgate e taluni quartieri.
- sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche,
accessibilità del territorio per disabili e anziani.
- prevenzione sicurezza e tutela sui luoghi di lavoro anche alla
luce di nuove malattie professionali , antichi abusi mobbing,
molestie etc.
- salute, sicurezza ed incolumità in ambito domestico.
- violenza in seno alla famiglia.
La Commissione Pari Opportunità del
Comune di Sassari